Separazione

Come spiegare a mio figlio che lui non è il suo vero padre

Jessica

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Salve,
Ho un figlio di 4 anni, suo padre e morto prima di nascere il bimbo. Quando lui aveva 2 anni ho conosciuto un altro uomo ed mio figlio lo chiamava papà, sono trascorsi 2 anni così però adesso noi ci siamo lasciati ed io non so come spiegare a mio figlio che lui non e il suo vero padre. Lui a volte lo cerca, dico a volte perché conosce lui come padre ma non insiste quando gli dico che non andiamo più da lui, e lo ricorda una volta ogni tanto però adesso io devo sapere come comportarmi perché non voglio che mio figlio cresca con una bugia che è costata molto ad entrambi, devo gestire la situazione perché ho paura che non ho più tempo per fargli capire che il suo vero padre e un altro. Oggi gli ho mostrato le foto del suo vero padre però si e confuso ed ha inizia a urlare perché non capiva niente. Ho bisogno di un vostro consiglio. Grazie

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Jessica, suo figlio è molto piccolo quindi le cose vanno spiegate gradualmente e non basterà una volta sola: ma man mano che cresce gli andranno raccontate le cose in modo più completo perché crescendo sarà in grado di capire meglio.


Adesso credo che la cosa principale da spiegargli è come mai quella persona che andavate a trovare o che veniva in casa e che gli era stato indicato come papà ora non viene più. Suo figlio si è abituato a questa presenza, tanto che lei scrive che lui stesso ha chiesto di lui, quindi non è bene che una persona a cui lui si è affezionato sparisca così dalla sua vita senza nessuna spiegazione che lui possa comprendere. Le cose potrebbero essere raccontate in modo molto semplice, con le sue parole, con il linguaggio col quale lei è abituata a parlare con suo figlio: es. Io e “f”(usi il nome col quale suo figlio lo chiama) ci siamo conosciuti due anni fa, ci siamo piaciuti molto e ci siamo voluti molto bene, lui voleva e vuole tutt’ora molto bene anche a te ma siccome su alcune cose non andiamo d’accordo … e via dicendo. Magari si prepari le cose da dire, se le scriva e soprattutto mandi il messaggio che quello che è successo tra lei ed “f” sono cose che possono succedere tra i grandi, che lui non c’entra nulla e che questa vicenda assolutamente non interferisce col bene che lei vuole a suo figlio, lo rassicuri molto su questo. Se vuole potrebbe fare una telefonata insieme a suo figlio a “f” in modo che lui possa salutarlo, in questo modo, normalizzando ma anche tenendo conto e comprendendo che suo figlio potrebbe sentirne la mancanza si potrebbe evitare che il bambino senta questo distacco come un abbandono.


Sul raccontare la storia del padre prima di tutto, è bene che lei stessa sia tranquilla ed abbia elaborato la perdita del padre di suo figlio. Se lei su quanto è accaduto non è tranquilla, ne soffre ancora bisognerebbe che si facesse aiutare prima di tutto lei a superare il lutto e la sofferenza che lei deve aver provato in una situazione così delicata, questo la renderà pronta a trovare le parole ed il modo, magari come una favola, di raccontare a suo figlio quello che è accaduto prima che lui nascesse, in un modo che sia per lui comprensibile dal punto di vista cognitivo ed accettabile dal punto di vista emotivo.


Sarà un racconto che probabilmente dovrà fare più volte durante la crescita di suo figlio: all’inizio dando le informazioni in modo molto semplice ed essenziale, poi man mano che cresce arricchendo sempre più dei particolari e probabilmente ad un certo punto, se suo figlio capirà che può domandare e lei non ne sarà spaventata, sarà lui che le chiederà e le farà delle domande e magari sarà lui stesso che le chiederà di vedere le foto o potreste andare insieme a visitare la tomba del padre, se possibile. Tutto ciò, indipendentemente dal fatto che lei possa avere altre relazioni sentimentali e che suo figlio possa avere figure di riferimento maschili importanti per la sua crescita come uomo.


Disponibile per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.

Cara Jessica,


Suo figlio ha praticamente sempre solo conosciuto il suo ex compagno e quindi è ovvio che per questo bambino il papà sia solo lui e soltanto lui.


Qui si apre un grosso e annoso problema che è quello dei genitori biologici versus i genitori putativi (o adottivi o affidatari)...


A mio avviso, il legame affettivo non conosce differenze di questo tipo, esiste e basta.


I bambini hanno inoltre dei legami identitari con i genitori: in particolare con i genitori coi quali hanno relazione. 


Io non la conosco - non so come vi siate lasciati con questo uomo - ma le dico che nel momento attuale più che concentrarsi sul dire la verità del babbo biologico, dovrebbe trovare il modo di fare sentire suo figlio protetto e al sicuro.


E si assicuri di sollevarlo dalla "colpa" (i bambini vivono tutto in maniera personale!). Gli spieghi, con parole semplici, che il papà non se n'è andato per colpa sua o perché lo voleva abbandonare... Ma per qualcosa che riguarda solo voi, cioè solo il papà e la mamma.


Per quanto riguarda la questione della verità in generale io l'appoggio pienamente; per me ai bambini - filtrando le parole secondo le diverse età - si deve poter parlare sinceramente di tutto quello che succede loro, sin da neonati, sia per le cose positive che per quelle negative.


Anche nel caso della "verità sul papà" trovi le parole giuste e il momento giusto per farlo; ad esempio per le foto aspetti un momento, prima gli parli del papà che non ha conosciuto, poi gli chieda se gli piacerebbe vedere il suo volto ecc...


Ma adesso questo è troppo per lui.


Jessica, ora il suo bambino è arrabbiato e forse triste, lasci che esprima i suoi sentimenti e faccia le sue domande, cerchi di empatizzare con lui e gli risponda in modo da contenerlo, rassicurarlo e "sollevarlo". Dovrà pazientare e attendere che si rassereni un pochino.


Se posso aiutarla, sono disponibile, mi può contattare attraverso il modulo sulla mia scheda.


Un saluto cordiale.

Buonasera Jessica,


ho letto la sua mail e la sua richiesta. Provo a risponderle.


Prima di tutto le vorrei dire che mi dispiace per la sua perdita, avvenuta in un momento così delicato come la gravidanza.


Sicuramente dentro di Lei ha già maturato l'idea di dire a suo figlio la verità, anche se è una verità dolorosa, e questo è già un grandissimo passo che lei fa poichè, dicendo a suo figlio la verità, lo aiuterà ad elaborare la perdita del suo papà e aiuterà anche la vostra relazione madre/figlio, poiché è verissimo quando lei dice: "non voglio che mio figlio cresca con una bugia". La verità aiuterà anche il vostro rapporto a basarsi sulla fiducia reciproca. Inoltre deve sapere che i bambini hanno tantissime risorse per elaborare le informazioni. La cosa importante è che l'adulto sia "sereno" mentre comunica la notizia e che sia pronto a rispondere a tutte le domande del bambino, rispettando i suoi tempi.


Il "come" comunicare a suo figlio che il suo papà è morto prima ancora che lui nascesse è un argomento che necessiterebbe di un approfondimento assieme a Lei per valutare al meglio come poter effettuare questo passaggio in un modo sereno prima di tutto per lei e, di conseguenza, per il suo bambino.


Se desidera un accompagnamento in questo passaggio mi può contattare telefonicamente.


Le posso dire, però, che la verità anche se difficile e dolorosa, sia da dire che da ascoltare, è sempre la strada migliore al non dirla.


In bocca al lupo, spero che possa superare al meglio questo momento.


 

Buonasera 


Nonostante il suo bimbo sia ancora piccino, penso possa conoscere la sua vera storia. Ovviamente è importante come tale viene raccontata. Utilizzi termini semplici, chiari. Descriva la storia di suo figlio sottoforma di "favola", racconto, magari utilizzando immagini, disegni. Lasci che le domande arrivino dal suo bimbo. Non forzi e non insista troppo, se percepisce disagio o troppa sofferenza. Ci vuole molta delicatezza e pazienza. Osservi il suo bimbo anche nelle comunicazioni non verbali durante "il racconto", ne accolga le emozioni e le verbalizzi. Vada con calma, senza fretta, ma cerchi di essere il più trasparente possibile.


Cordiali saluti 


 

Buongiorno,


il suo quesito è abbastanza complesso!


In realtà sarebbe stato tutto più semplice se all'inizio fosse stata detta la verità.


Cominciamo con il dire che sia a due che a quattro anni le capacità cognitive di un bambino non li permettono di comprendere concetti astratti come la morte. 
Ma esistono molti modi per comunicare che una persona non c'è più.


Il punto è che il bimbo deve comprendere due anzi tre situazioni: morte del padre (perché mi ha lasciato?), chi era?, chi era l'uomo che io chiamavo papà e perché se ne è andato?


Come anche lei ha giustamente compreso comunicare queste notizie non può fermarsi ad una dichiarazione verbale per i motivi sopra descritti. La reazione di suo figlio difronte alle foto del padre lo hanno messo in uno stato confusionale anche perché deve riuscire a dare senso a dei vuoti temporali durante i quali gli e' stata raccontata un'altra storia che per lui era la verità e la vita. 
Due sono i pensieri che mi vengono in mente:


1 - Tutti gli adulti assolvono a funzioni genitoriali/educati e nei confronti dei bambini (il compagno con il quale ha vissuto due anni era giustamente un papà)


2 - È vero che esistono i genitori biologici ma mi sembra prematuro farglielo capire.


Aggiungerei che sarebbe bene che il bambino si vedesse di tanto intanto con colui che per lui è stato il suo papà.


Perconcludere mi farei aiutare da uno psicoterapeuta dal quale insieme potreste affrontare alcuni temi.


Cordiali saluti

Buon giorno Jessica ho sentito di rispondere alla sua richiesta perché uno dei miei figli abita a Modena e per un momento ho sentito di essere chiamato da un figlio/a che chiedeva aiuto ad un padre. Partendo da questa mia molla sento di risponderle e suggerirle di dire tutta la verità, ma essendo la verità sepolta in ognuno di noi in profondità bisogna prima essere pronti a gestirla. Non abbia paura di creargli il trauma se sarai vera perché la falsità lo sta già confondendo come lei stessa riferisce nella sua lettera e questo sì che può diventare un trauma. Poi le aggiungo se può ancora di più aiutarla che il mio maestro Antonio Mercurio sostiene che i veri genitori non sono quelli biologici ma il vero padre è l’Universo e la vera madre è la Vita. Mi rendo conto che è un concetto non facile da capire ma sarei disposto anche ad un piccolo colloquio per spigarle meglio questo. Nel frattempo può anche visitare il mio sito.

Buongiorno.


Con un linguaggio semplice dovrà dire la verità a suo figlio e cioè che voi vi siete lasciati perché non vi volete più bene...e poi magari non subito ma cominciare anche a dire che il suo vero papa è morto prima che lui nascesse. Magari aiutandolo con delle foto. Questo lo avrebbe comunque dovuto sapere prima o poi.


Non so, inoltre, come vi siete lasciati con questo compagno..ma immagino che tra di loro si fosse creato legame. Quindi se c'è possibilità loro si possono comunque vedere o sentire. Non perché è il vero padre ma perché si vogliono bene. Sempre che sia possibile ovviamente.


Cordiali saluti

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