Separazione

La nostra vita è diventata una routine insignificante

Cristina

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Buongiorno, Io e mio marito non ci amiamo più e la nostra vita è diventata una routine insignificante che mi toglie la voglia di vivere. Mio marito è al corrente di questo mio malessere, ma poiché non abbiamo grossi diverbi, finora abbiamo optato per un convivenza pacifica - separati in casa - per preservare le nostre figlie, di 16 e 12 anni.Non sono però convinta che questa soluzione, concepita comunque come temporanea, sia la migliore per loro, e non lo è certo per me. Non lo stimo più e tendo a sminuirlo, quasi per fargli pagare il “sacrificio“ che sto facendo, abbiamo iniziato a litigare anche per le sciocchezze e il clima famigliare è scadente. Mi chiedo se non sarebbe meglio una separazione, anche per le mie figlie. Probabilmente mi essere più serena e dare di più anche alle mie figlie. Attendo consigli e vi ringrazio. Cristina

18 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Cristina

certo lei ha ragione! Un clima familiare depressivo e sfavorevole pur di rimanere insieme non giova alle vostre figlie, alla loro educazione e impoverisce le vostre risorse e competenze genitoriali. 

Provi a comunicare a suo marito che sarebbe meglio pensare ad una separazione. Esistono percorsi molto utili di mediazione familiare che aiutano a separarsi. Ci pensi e mi faccia sapere come va. saluti

Gentile Cristina di Cusago  Mi

Lei dice che la sua vita matrimoniale è diventata una "routine insignificante" e che malgrado ciò lei e suo marito avete scelto di continuare a vivere sotto lo stesso tetto da separati in casa. Dice che avendo perso la stima per suo marito tende a sminuirlo e litigare per delle sciocchezzerendendo il clima familiare pesante anche per le sue figliole.Si domanda se non sia meglio una separazione definitiva anche per non far vivere le sue figlie adolescenti in un ambiente continuamente teso.

Cara Cristina lei non dice da quanto tempo nè per quale ragione la situazione fra lei e suo marito si è trasformata. Non dice da quanti anni è sposata nè da quando la sua vita familiare si è trasformata nè se ha fatto tentativi per riaggiustare la situazione. Le consiglio dii rivolgersi a una psicoterapeuta per capire le dinamiche profonde del suo malessere . Auguri

Buon giorno Cristina,

dalla sua descrizione posso notare  una parte di consapevolezza "non vi amate più" e per questo avete deciso una separazione in casa. Emerge dalla lettura un autosacrificio elevato, per non creare tensione o altro, nei confronti delle figlie (ormai adolescenti).

Dalla sua narrazione non comprendo quanto le figlie siano a conoscenza della vostra decisione.

E' importante condividere quello che si vive in famiglia, esprimendo il disagio e i bisogni di ciascuno di voi. Il "non detto" è un comportamento disfunzionale per un nucleo familiare.

Creare un momento di condivisione familiare: "parlando, esprimendo emozioni, pensieri, cercando una decisione condivisa da tutto il nucleo familiare, in modo che ognuno possa esprimere il proprio parere e possa anche assumersi delle responsabilità".

Autonomia, responsabilità ed autostima sono importanti da coltivare, soprattutto in una situazione di separazione o disagio familiare.

Tanti auguri

Buongiorno Cristina, il suo dubbio è legittimo. Dice "il clima familiare è scadente" e accenna alla sua insoddisfazione e mancanza di serenità: una separazione è un lutto da elaborare ma può fare meno male di una conflittualità costante; è possibile mettere fine alla coppia coniugale ma è importante continuare ad essere una coppia genitoriale tenendo fuori i figli da conflitti irrisolti. I figli hanno bisogno di sapere che possono contare sulla mamma e sul papà, anche se non vivono più sotto lo stesso tetto. I migliori auguri.

Buongiorno  Cristina

capisco quanto questa situazione le crei malessere. Si sente nel dilemma fra lo scegliere la cosa giusta per lei e proteggere le sue figlie. Mi permetta di ricordarle che forse la soluzione  è  fuori dal dilemma. Le sue figlie purtroppo colgono e respirano il clima di tensione fra lei è il loro padre. Non è detto che la soluzione sia stare con suo marito o separarsi e che questo generi problematiche nelle sue figlie. Si fermi, prenda del tempo per decidere cosa desidera fare, per osservare la situazione con una maggiore distanza. Solo così farà  una scelta più consapevole,  non dettata dalla rabbia e dall'insoddisfazione e riuscirà a proteggere se stessa, le sue figlie e, forse, una relazione con il padre delle sue figlie. Ci pensi

Buongiorno Cristina

da ciò che scrive sembra davvero una situazione di disagio personale che si riversa sull'intera famiglia.

Il fatto che vogliate proteggere le vostre figlie è un naturale comportamento genitoriale,ma è bene ricordare che i figli hanno delle proprie risorse, che a volte stupiscono i genitori. Sono certa, sopratutto per la mia esperienza, che le ragazze si siano perfettamente accorte della situazione e del clima familiare e di certo tutto questo "non detto" non le rassicura. A volte è molto più semplice essere chiari e sinceri, in modo anche da dare a loro il buon esempio, l'importante è far capire che se anche la coppia ha smesso di esistere, la vostra funzione genitoriale rimarrà per sempre.

Le consiglio vivamente, inizialmente, un percorso di coppia, per capire insieme quali obiettivi vi siete posti entrambi sul vostro rapporto, se avete le stesse idee o se ci sono delle differenze.

Avere il punto di vista di un esperto può essere utili per arrivare ad un cambiamento.

Intanto le pongo una domanda su cui poter riflettere:

"immagini che questa notte, mentre dorme, accada una specie di miracolo e il problema che mi ha riferito scompaia immediatamente e non come succede nella vita reale, quando le cose mutano poco a poco e con fatica. Poichè stava dormendo non si è accorta di nulla, ciò nonostante una volta sveglia, da che cosa si accorgerebbe che è avvenuto il miracolo?"

Se ha voglia di rispondermi l'aspetto in studio.

Gentile Cristina,

certamente una separazione in casa in genere è nociva anche per i figli, ma prima di rompere un matrimonio sarebbe più che opportuno recarsi da uno psicoterapeuta di coppia che possa anzitutto analizzare i motivi del disaccordo o del disamore. Potrebbero infatti essere anche facilmente superabili e separarsi può avere pesanti conseguenze negative per l'equilibrio psicologico di tutta la famiglia, oltre che economiche. Le segnalo al riguardo articoli che può trovare sul mio sito professionale sulle storie sentimentali e sul matrimonio. Cordiali saluti

Salve in merito alla sua domanda, separarsi e divorziare è la situazione migliore se la coppia non è più una coppia. Non è detto che coppie che stanno insieme siano felici e siano educative per i figli, ci sono molte coppie separate e divorziate che sono felici e non hanno compromesso l'educazione dei figi. La questione non è infatti stare insieme come coppia o no, la questione è stare bene insieme e trovare un equilibrio ed un accordo quando si decide di non starci più. Se lei con suo marito non riesce più a vivere, pensi alla separazione, meglio genitori separati che in coppia ma infelici ed arrabbiati. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Gentile Cristina, credo che la risposta al suo disagio sia implicita nella questione che Lei pone... Penso che la soluzione migliore sia quella di separarvi, visto il suo malessere di vivere o i sintomi depressivi che una convivenza di appiattimento e repressione emotiva  come la sua situazione stanno generando. Prendere atto che una scelta di vita per il "bene" dei figli apparentemente può soddisfarci, almeno su di un piano morale, ma deve essere così opprimente e lacerante vivere con qualcuno che non ci considera più o, come nel suo caso, che non stima neanche più, che è comprensibile un disagio come il suo derivato probabilmente dal clima di silenzio sentimentale.

La saluto cordialmente.

Cara Cristina, la situazione che presenta sembra molto faticosa. E' come se, inconsapevolmente, giorno dopo giorno, si fosse rinchiusa all'interno di una prigione. Il suo desiderio di serenità mi sembra un "semino" molto vitale, da coltivare. Ritengo molto importante per lei fare luce sulla propria storia e sulla propria storia di coppia al fine di comprendere come mai è arrivata a questo punto in modo tale da riprendere in mano la sua vita. Potrebbe esserle di grande aiuto una terapia individuale oppure una terapia di coppia per vedere se c'è ancora una possibilità di cambiamento o per avere un supporto nell'affrontare una separazione. Un caro saluto

Cara Cristina, credo che la sua situazione sia tra le più difficili da vivere, poiché penso che tutti e quattro vi troviate come in un vicolo cieco, nel quale è difficile vedere vie d'uscita. Ma le vie esistono sempre. Io lavoro da molti anni con le coppie, e cerco di aiutarle a valutare, con i loro criteri, quale sia la prospettiva migliore. Sicuramente i figli soffrono molto di più in una situazione simile che in una separazione consensuale supportata da una mediazione. Io lavoro a Milano in un centro privato dell'Università Cattolica (via Nirone). Dopo una breve consultazione, per aiutare le coppie a decidere, faccio sia un lavoro per chi vuole rimanere insieme, sia la Mediazione Familiare per chi decide di separarsi. Mi può chiamare o scrivere: valeria.fassi@gmail.com 

In ogni caso chieda aiuto e non rimanga a lungo in questa situazione.

Attendo una sua risposta, cordialmente

Cara Cristina,

mi pare che sia per lei un importante momento di riflessione sulla sua vita e su di sè. Sta probabilmente cercando di capire cosa desidera per la sua vita di coppia e per la sua vita in generale. Chi vuole vicino a sè ed in che modo. 

Credo potrebbe esserle utile parlarne con qualcuno vis a vis per confrontarsi e avere una consulenza specifica che l'aiuti a prendere le scelte migliori per se stessa e le sue figlie. Anche per attenuare il logorio di questa separazione in casa, che da ciò che racconta, è molto complicata e faticosa. 

Se crede mi contatti pure, il primo colloquio è sempre gratuito. A presto

Buongiorno Cristina,


la sua è una situazione tanto comune quanto dolorosa. Cosa sanno e cosa dicono le sue figlie di questa situazione? State pensando concretamente a possibili sistemazioni differenti che permettano un'evoluzione reale della sua vita e di quella del suo ex marito(possiamo già chiamarlo così)? Oppure al contrario, avete mai pensato ad un tentativo di ripresa della vostra coppia? Penso ci siano molte domande rispetto alle vostre aspettative sia individuali che di famiglia, a cui dar risposta, per poi sentirsi liberi di decidere quale strada prendere. Parli con suo marito rispetto a quali sono i suoi desideri, scegliete cosa volete davvero, proprio per mantenere il rispetto che fin'ora avete avuto una dell'altro. Se è una separazione, allora è meglio che avvenga; avete il diritto di iniziare un'altra strada. E' importante che le vostre figlie non si sentano messe nella posizione di "decidere da che parte stare", come spesso accade in queste situazioni di sofferenza e che capiscano che, anche se vi dividete come coppia, non smettete di essere genitori. Se volete un sostegno per approfondire il tutto e affrontare questo periodo di fragile cambiamento, rimango a disposizione. In bocca al lupo!

Gentile Cristina,

il suggerimento che mi sento di darle è quello di non lasciare cadere la sofferenza che vive ma di darle spazio e ascolto. Un primo passo di richiesta di aiuto lo ha già fatto scrivendo queste righe; il secondo potrebbe essere quello di parlarne vis a vis con uno psicologo.

Qualora fosse interessata non esiti a contattarmi.

Cordialmente

Buongiorno Cristina,

credo che la soluzione al problema l'abbia suggerita lei stessa. Lei stessa scrive che questa non è la situazione adatta, nè per lei, nè per le sue figlie. Se veramente è convinta di non aver più nulla da dare a suo marito e lo stare insieme sia deleterio più che fruttoso, io le consiglio vivamente di provare a cambiare le cose e realizzare una separazione anche fisica da lui. Le ricordo, tuttavia, che ha due figlie in età molto delicata e sarà necessario spiegare loro le motivazioni che vi hanno portato a prendere una simile decisione, sottolineando che l'amore genitoriale non è cambiato e non cambierà mai, che voi sarete sempre la loro mamma e il loro papà e per loro ci sarete sempre. Sarà poi importante accogliere la loro sofferenza come legittima, utilizzando la via del dialogo e del confronto. Mi auguro che anche suo marito sia dello stesso avviso e insieme riusciate ad esserci nel vostro ruolo genitoriale, anche se ognuno andrà per la sua strada, dal momento che avete entrambi il diritto di ripartire e trovare la vostra serenità e stabilità personali. Spero di esserle stata d'aiuto, in bocca al lupo.

Gentilissima Cristina,

decidere di separarsi non è affatto semplice, soprattutto quando ci sono dei figli e si cerca di comportasi nel modo migliore per loro. Questo può portare a considerare la convivenza come la scelta più giusta, ma in realtà convivere sotto lo stesso tetto dopo che il legame coniugale ha raggiunto un punto di rottura (forse) impossibile da riparare assume le sfumature di un grosso sacrificio per sè, per l'altro ma anche per i propri figli. E' normale che un bambino vorrebbe vivere sempre con entrambi i suoi genitori, ma è altrettanto vero che la qualità della sua relazione con loro è la cosa più importante da mantenere, da coltivare e preservare. Non separarsi e stare insieme quando dentro di sè si è consapevoli che l'altro non può più essere il partner giusto compromette necessariamente anche quanto riesco a vedere l'altro come genitore adeguato e competente, tutto a discapito del benessere dei figli: se non ti sopporto più, come posso accettare il modo in cui educhi i miei figli?

Mi rendo conto che questo pensiero è difficile da formulare, mi occupo spesso infatti di lavorare in terapia con coppie che chiedono aiuto proprio per separarsi nel modo migliore. Credo quindi che una consulenza con un terapeuta di coppia, o eventualmente anche con un mediatore familiare, potrebbe aiutarvi a rendervi meglio conto della vostra situazione e prendere la decisione più giusta per tutti. Le garantisco che comunque già mettersi in discussione è il primo passo, il più importante ma anche il più difficile da fare, e lei lo sta già facendo.

Gent.ma Cristina,

se il clima a casa risulta teso, comprensibilmente, a causa dei vostri litigi, probabilmente la separazione è per i figli la soluzione migliore. Probabilmente... ma tutto dipende poi se potete riuscire a restare coppia genitoriale collaborante per il bene dei figli, senza servirvi di loro per colpirvi l'un l'altra. E questo dipende da entrambi. Molti genitori separati riescono a realizzare ciò, da soli o con la guida di uno psicoterapeuta. Ma la maggioranza è dominata da un rancore irrisolto che va a pesare sui figli. Bisogna quindi che vi sia in voi grande consapevolezza e aiuto reciproco. E' importante che anche suo marito condivida la decisione a separarvi e sia motivato ad essere comunque un buon padre. Un caro saluto.

Buongiorno Cristina,

Nella sua email lei parla di un clima di coppia "scadente", ma allo stesso tempo afferma di non avere "grossi diverbi". A parer mio le due affermazioni sono in conflitto tra di loro e sottolineano la difficoltà di comunicare su contenuti profondi del vostro rapporto. Si ha paura di toccare alcuni tasti perché si potrebbe rischiare di romperli, io credo che prima di vagliare ipotesi di rottura e separazione bisognerebbe avere la forza di discutere anche di cose spiacevoli. Mi sembra che si siamo molti "non detti" in questa situazione e sono questi non detti che forse creano sofferenza al sistema familiare nel suo complesso.

Se ne vuole discutere e desidera confrontarsi possiamo definire una prima seduta.

Cordiali saluti

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