Separazione

Mio figlio vuole vivere con il padre

Adriana

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Mi serve aiuto. Sono separata / divorziata da 13 anni. Mio figlio che oggi di anni ne ha 16, dopo aver sempre vissuto con me, vuole andare a vivere dal padre. Dice che il padre gli è sempre mancato e vuole vivere con lui x avere finalmente un padre. Non riesco a farlo ragionare, il padre ha sempre giustificato le sue assenze con il fatto che più di quello non poteva fare e che tutto sarebbe stato diverso se fosse vissuto con lui. Purtroppo mio figlio gli crede ed è disposto a trasferirsi con lui anche se lui ha un altra moglie e un altro figlio. Trovo ingiusto che il padre venga premiato x essere stato assente. Inoltre temo che mio figlio si scontrerà con una realtà diversa da quella che pensa. Che devo fare?

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Adriana,


Mi permetto di scriverle un mio parere sulla sua situazione. 


Da ciò che presumo, suo figlio che oggi ha 16anni, ha vissuto sempre con lei e


forse questa potrebbe essere una occasione per verificare se può avere una possibilità di costruire una relazione con questo padre "sempre impegnato",


come lei indica, mi sembra.


Credo


che questo figlio e questo padre hanno ora una possibilità di confronto e rapportarsi. Di parlare anche del passato. Di potersi conoscere. Nonostante ciò che ci indica circa il passato con la sua preoccupazione che suo figlio , in virtù di ciò, 


Possa ricevere una delusione e soffrire ancora per questa figura paterna.


Supponiamo che per un momento lei riesca a "distrarsi" sul lavoro, con la sua vita


e permetta Adriana a lei e suo figlio, soprattutto a suo figlio,


Di dare una possibilità di lasciare che i due si frequentino,


pertanto che suo figlio stia con il padre e la sua famiglia e faccia almeno un'esperienza con questo padre.


Potrebbe essere diversa. Potrebbe avere dei risvolti positivi e forse negativi, ma la vita è anche permettere a suo figlio di comprendere meglio se vorrà o no frequentare suo padre. Oggi. All'età di 16anni.


Pensa che riuscirà a trovare una sua serenità ed una sua privacy esistenziale senza preoccuparsi così di suo figlio?


Non Pensa


che anche suo figlio possa avere un'occasione per avere un rapporto nuovo e chissà una privacy con il suo papà? 


Io credo che comunque andrà, varrà la pena di tentare non crede? A volte non dobbiamo giudicarci sempre. E non possiamo sapere sempre cosa sarà giusto per i nostri figli.


Tenerli troppo vicini. Tenerli lontani... . Se suo figlio le ha chiesto di conoscere il padre e stare un po' con lui, lo accontenti.


Se dovesse andar male lei sarà pronta ad accoglierlo, senza scuse e rimproveri. 


Lasci che suo figlio per cominciare a fidarsi di sé stesso, 


Per conoscersi meglio, a 16anni,


Possa sentire La fiducia dei suoi genitori!


Un forte abbraccio!


Simona Rocco, Psicologa. Roma.


PS. Per qualsiasi cosa o dubbio mi contatti tramite SMS o mail. 

Gentile Adriana, quello che sta accadendo a suo figlio di 16ª riflette una tendenza piuttosto comune in certe separazioni, quando i figli vivono l'adolescenza  la richiesta di suo figlio è legittima, cioè legittimata da un desiderio di figlio, che spesse volte ha pensato a suo padre, alla mancanza che sentiva dentro. E questo nonostante avesse un buon rapporto con lei che è la madre. Oggi suo figlio ha proprio bisogno, ai fini di un completamento di crescita, di sperimentare una relazione col padre, di convivenza. Pertanto le suggerisco di accettare questa richiesta, perché ha un suo significato importante. Posso immaginare che il padre sia stato lacunoso in tante aspettative. Dovrebbe cercare di tenere separati i suoi sentimenti nei confronti dell'ex marito, e considerare il bisogno del figlio di fare questa esperienza di convivenza. Quello che è importante è capire se il padre accetta oggi questa richiesta. Se è daccordo anche lui, allora direi che vale la pena lasciare che il figlio vada, almeno per adesso. Altrimenti rischierebbe di mettere in difficoltà la vostra relazione, tra lei e suo figlio.


Coraggio e auguri,


Dr. Cameriero Vittorio 

Gentilissima,


per quanto le possa sembrare in questo momento difficile da accettare, credo lei comprenda che sarebbe opportuno lei lasciasse suo figlio libero di sperimentare questa diversa realtà. Tenti di non leggere questa sua attuale scelta come un abbandono nei suoi confronti e nemmeno come un premio per il padre. Semplicemente come una tappa necessaria e fondamentale per lo sviluppo dell'identità di suo figlio che necessita di confrontarsi sia con il genitore dello stesso genere che di avere la possibilità di fare le sue proprie valutazioni sulla realtà che questo genitore ha creato. I figli, non ci appartengono. Lo lasci andare. Voi due non potrete mai perdervi, dall'altra, se glielo impedisse, perdereste tutti.


Dott.ssa Valentina Zanon

Gentile Adriana,


è comprensibile il suo disappunto, soprattutto alla  luce dei sacrifici  la cui esistenza  – anche se non menzionati -  si percepisce inequivocabilmente e implicitamente dal suo breve racconto. Lei ci è sempre stata, quando suo figlio stava male, quando ha vissuto le sue prime paure e le sue prime gioie, mentre il suo ex marito no, o quantomeno in misura minore. E’ in questa luce che si comprende la sua frase “trovo ingiusto che il padre venga premiato”:  lei ha fatto sacrifici e suo  marito quando poteva. Eppure, provi a riandare alla frase iniziale che ha scritto, dove esplicita la motivazione di suo figlio. A lui manca un padre. Ecco, credo, che quando si ribella a che suo marito venga “premiato” lei parte dal rapporto tra lei e suo marito, parte dal suo personale punto di vista, legittimo, per  quel che riguarda lei. Nell’altro caso, lei parte considerando il rapporto tra suo figlio e suo padre, cioè parte dalla prospettiva, dal punto di vista di suo figlio, giustamente. Forse un primo aiuto che può darsi lei stessa è fare questa distinzione dentro di sé tra questi due livelli: il rapporto tra lei e suo marito e il rapporto tra suo figlio e il padre. Ovviamente questi due livelli di rapporto, essendo intrinsecamente diversi, necessitano di due diversi approcci e categorie per essere affrontati. Ma è una distinzione necessaria, in quanto dalla concezione che abbiano nascono i nostri comportamenti.


Cordiali saluti


Dott.ssa Maria Cristina Arpaia

Buongiorno Adriana,


Suo figlio ha 16 aa. e può chiedere/decidere autonomamente con quale genitore preferisce stare. Ha diritto di fare questa esperienza di convivenza con il padre (e della nuova famiglia in formazione) specialmente se è lui stesso a desiderarlo!!


Potrebbe essere solo per un breve periodo. Comunque sia che l'esperienza risulti positiva sia che risulti negativa è una strada che il ragazzo ha diritto di percorrere.


Le consiglio di non ostacolarlo e lasciare che la relazione padre/figlio siano solo loro due a costruirla e gestirla.


Con i miei migliori auguri La saluto cordialmente.


 

Buongiorno, grazie per aver scritto.


Suo figlio (che sottolineamo sembra aver ormai abbandonato la fase infantile), avanza una richiesta che appare legittima: poter vivere il padre che gli è sempre mancato. Quello che lei solleva invece (''trovo ingiusto che il padre venga premiato per essere stato assente'') sembra più una questione che nulla ha che vedere con suo figlio quanto più con la sua relazione con l'ex marito. A prescindere da quale decisione si prenderà trovo che sia necessario riuscire a scindere con una certa nettezza ciò che desidera suo figlio da ciò che lei pensa sia meglio (per lei). Sul da farsi credo che la soluzione ideale sia sedersi a tavolino e parlare in tre (lei, il suo ex marito e suo figlio) e trattare il desiderio del ragazzo nel rispetto che esso merita. 


Le auguro una buona giornata.

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