Ansia

Ansia e paura

Eleonora

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Buongiorno, sono una ragazza di 36 anni. Ho avuto un infanzia difficile, mio padre è morto di tumore al cervello quando avevo 13 anni. Dopo il fatto ho avuto una crisi di anoressia e bulimia per tre mesi ma ho reagito e ne sono uscita fuori. Mi sono rimboccata le maniche è ho scelto di intraprendere la scuola per parrucchieri e ho subito cominciato a lavorare. Premetto che la mia situazione familiare è un po’ complicata, ho una madre infantile che è sempre stata dipendente dagli altri, nonostante sia stata forte a modo suo nel tirare su due figli. È una donna molto buona ma a suo modo anche molto fragile su alcuni aspetti. Con mio fratello dopo la morte di mio padre ci siamo un pò distaccati, ognuno badava alla sua vita. Mente lavoravo come parrucchiera ho preso anche una laurea in comunicazione perché forse nel mio inconscio volevo cambiare vita. Ho lavorato in un posto di lavoro per 13 anni e un anno fa mi sono licenziata perché ho cominciato ad avere delle discussioni con il titolare dal momento che non mi gratificava per quello che facevo, nonostante avesse stima di me ( insieme ai colleghi ) per il lavoro che conducevo. Sono andata a lavorare in un salone ( dove doni tutt’ora ) e mi sono resa conto nel tempo che l'ambuente non rispecchiava il mio modo di essere ( ambiente non organizzato, apatico, poco personale, mentre all’altro negozio eravamo in tanti nello staff e sentivo forse più calore ) l ‘unica cosa positiva è il contratto a tempo indeterminato e la libertà, perché il datore di lavoro lascia molto fare. Sino andata avanti per un po’ quando a gennaio ho cominciato a soffrire di ipocondria, evento scatenante è stato il licenziamento di una mia collega con cui stavo bene . Ho deciso così di andare dalla psicologa ( con cui tutt’ora sto in terapia ) lei tratta proprio i disturbi d’ansia. Dopo qualche seduta ho cominciato ad avere dei pensieri molto negativi come la paura del suicidio e provando angoscia per chi lo ha fatto. Io non farei mai una cosa del genere, ho un ragazzo che mi ama e tra qualche mese andremo a convivere. La psicologa mi ha detto che questi pensieri sono dovuti alla paura del cambiamento sono solo dei pensieri che hanno un significato sottostante . Mi ha detto inoltre che il problema è la mia autostima e sicurezza, dal momento che le mie radici familiari non hanno rafforzato la nè una nè l’altra . Non avrei mai creduto, visto che sono stata sempre una persona molto forte . Ora rispetto a 3 mesi fa sto molto meglio , riesco a gestire i pensieri e l’ansia . Io penso che alla base di tutto ci sia la mia autostima è che il lavoro sia solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso , pensando tra me e me , guarda dove mi trovo , sono una fallita ecc ecc . Sto cercando di affrontare le mie paure infatti volevo licenziarmi ma non l’ho fatto proprio per questo. Voglio risolvere il mio disagio che ha radici più profonde perché ho pensato che starei male in ogni posto di lavoro e con i rapporti interpterdinali . Io sono stata una ragazza sempre piena di vita , a me piace la vita. Sono combattiva e da una parte sono contenta di capire che non sto male ora ma stavo male prima quando seppellivo i miei vissuti emotivi. Voglio stare meglio per la mia vita futura , per i miei figli e non voglio più preoccuparmi del giudizio degli altri. Voi cosa ne pensate? Forse ho avuto troppe aspettative verso la laurea , forse mi colpevolizzo per questo ? Vi ringrazio in anticipo

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Eleonora, lei è già seguita da una psicologa, con buoni risultati, eppure scrive a questo portale: come mai? Sente la necessità di avere un altro parere? O delle conferme? Ha posto alla sua terapeuta i quesiti che pone a noi? Ha fatto molto bene a cercare un aiuto: si ricordi che proprio questo è sinonimo di forza. Le suggerisco di proseguire col percorso che sta facendo, portando ai colloqui anche i suoi dubbi e le sue perplessità. Molti auguri 

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