Ansia

Ansia, depressione e paura di tornare in luoghi dove sono stato male!

Carmine

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Salve a tutti, sono un nuovo iscritto e vorrei un po' spiegarvi la mia situazione:
Mi sono iscritto all'università a settembre (infermieristica), anche se non è mai stato il mio sogno, sono partito e sono andato a fare questo percorso di studi per raggiungere una mia indipendenza dalla famiglia e responsabilizzarmi stando lontano da casa!

I primi mesi facendo solo lezioni ed esami tutto ok, con l'inizio di una storia con una ragazza (storia che mi facevo andare bene, ma che in realtà non volevo, e quindi già questa situazione mi creava "ansia" ed evitavo cose tipo uscire la sera con lei ecc) e del tirocinio (che comporta svegliarsi ogni giorno alle 5 e tornare a casa alle 16) però, ho cominciato ad avere i primi pensieri del tipo "è quello che fa per me?", "sono disposto a fare questi sacrifici?", "non sono in grado" ecc....questi pensieri ossessivi mi hanno portato in un tunnel fatto di ansia, insonnia, nausea, incubi, inappetenza, vomito mattutino con perdita di 4kg (della quale io ne ho fatto una tragedia, perché già son magro di mio e fatico un sacco per prendere un po' di chili) fino a sfociare in una vera e propria crisi depressiva, che mi ha fatto crollare tutte le mie sicurezze e quel poco di autostima che avevo, facendomi risultare difficile anche i compiti più facili!

Così ho deciso di tornare a casa per tranquillizzarmi e, in seguito ad un colloquio col medico di base, ho iniziato una terapia a base di xanax e entact!

Ora a luglio vorrei ritornare per riprovare di nuovo a riprendere questi studi, ma solo a pensarci mi viene quel senso di angoscia ed ansia che mi fa agitare e spaventare! A cosa pensate sia dovuto tutto ciò? Ho paura di tornare a Roma e paura di tornare a stare di nuovo male! Sono un tipo che "evita" le situazioni difficili, che va subito in agitazione se qualcosa non va come avevo programmato e mi faccio troppe paranoie su tutto, anche sulle cose più stupide! Mi sembra che io non stia riuscendo a passare dall'età adolescenziale a quella adulta, a volte mi sento impotente, non riesco ad organizzarmi la giornata e viverla serenamente! Sto sempre teso e con l'angoscia, soprattutto la mattina appena sveglio! E altra cosa che non mi spiego è che quando mi frequento con qualche ragazza mi viene subito l'ansia, perdo le mie sicurezze, sto bene solo quando sono single!

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Carmine, lei è in un momento di grande confusione e mi sento di suggerirle di iniziare quanto prima un percorso di psicoterapia, che la aiuterà, gradualmente, ammettere in ordine e ad avere più chiaro di cosa ha veramente bisogno e come fare per soddisfare questi bisogni. Se comincia subito a settembre avrà già fatto dei progressi, anche piccoli e potrà affrontare ciò che verrà con maggiore serenità. I farmaci possono aiutare in un primo momento e le consiglio, eventualmente, di rivolgersi ad uno psichiatra perchè è lo specialista deputato a prescrivere il farmaco più idoneo, senza nulla togliere al medico di base. Solo i farmaci però non cambieranno la sua situazione, se vuole veramente trovare la sua strada bisogna che cominci a lavorare su sè stesso.


Cari Saluti

Ciao Carmine,


Leggendo le tue parole, ho subito avuto la sensazione che si sia sviluppata una situazione legata ad un vissuto traumatico, in qualche modo connesso al nuovo contesto in cui ti sei trovato, nonché al distacco da casa e all'inizio di una relazione che può aver attivato in te un sistema di "allerta". I sintomi che descrivi sembrano infatti legati ad una iperattivazione del sistema nervoso simpatico (innalzamento dell'arousal e blocco delle funzioni digestive). Inoltre sembra che sia il contesto lavorativo sia quello relazionale funzionino da "trigger", ovvero stimolo che in qualche modo attiva la percezione inconscia di pericolo. Sembra inoltre che la tua strategia per "salvarti" sia l'evitamento attivo (sistema nervoso simpatico attivato per la risposta di fuga).


Il mio suggerimento è quello di seguire una psicoterapia con la tecnica EMDR, che è una tecnica di eccellenza per questo tipo di situazioni, in quanto permette sia un'esplorazione dei vissuti che stai esperendo, trovandovi un significato all'interno della tua storia di vita, sia una "desensibilizzazione" degli "stimoli traumatici" ed un successivo nuovo modo di processare le informazioni e quindi rispondervi. Puoi trovare l'elenco dei terapeuti abilitati all'uso dell'EMDR nel sito dell'associazione EMDR Italia (www.emdritalia.it).


Cordialmente


 

Caro Carmine


mi sembra di capire che il panico abbia preso il sopravvento insieme ad una situazione depressiva importante. Prendere solo dei farmaci non è una scelta corretta : tamponano momentaneamente i sintomi ma non arrivano al nocciolo del problema profondo  e l'angoscia tenderà sempre a riemergere. Le consiglio dei colloqui con uno psicologo, magari per intraprendere un percorso di di se' che possa aiutarla a comprendere ed a stare meglio. 


Mi contatti se crede .


un caro saluto 

Buongiorno Carmine,


non intendo né posso darti delle risposte esaustive senza conoscerti, ma posso lasciarti le mie riflessioni successive alla lettura della tua narrazione. Leggendo la tua lettera, come in una sintesi, mi arriva “il tuo lancio di frecce” su temi fondamentali nella vita di ogni essere umano: futuro, vocazione professionale, amore. Tale lancio di frecce però appare disorganizzato, ovvero frecce lanciate a caso.


Un elemento che ho notato dal racconto che fai di te stesso è che compi delle scelte senza reale desiderio e concezione (gli studi e le relazioni con ragazze te li fai andare bene, scrivi). Ti sei iscritto a infermieristica, ma dici che non è mai stato il tuo sogno. Carmine a questo punto ti domando, affinché tu lo chieda a te stesso: se non è fare l’infermiere la tua vocazione, allora quale è?


Il futuro, per come io lo intendo, non è un concetto astratto, ma un concepire un progetto di vita (riguardante tutte le sfere personali: studio, lavoro, amore), portarlo nel grembo e poi darlo alla luce.


Da quello che scrivi sembra che tu stia intraprendendo delle scelte senza desiderio alcuno (gli studi che fai, le relazioni con ragazze che intraprendi). A che pro? Cosa ci hai guadagnato finora così facendo? Queste non sono domande retoriche, ma domande che è bene che tu ti ponga, per conoscerti meglio. Solo in questo modo potrai dare alla tua vita la direzione che desideri. Parli delle tue paure, delle tue angosce. Cosa ti angoscia? L’angoscia che tu ora avverti è la tua principale alleata, perché sta dicendoti che c’è parte di te che ha voglia di venire alla luce e che sta rimanendo inascoltata per essere poi compiuta. È importante che ti guardi a fondo, che rifletti sulla tua vita interiore ed esteriore per comprendere se stai coltivando davvero “il tuo campo”. L’unico che ci venga dato e che sta a noi coltivare e proteggerlo.


Personalmente credo che sia importante che ogni persona (non solo il diciottenne) trovi il suo pezzo di terreno da coltivare e custodire. Carmine, rifletti sulle tue frecce. Sei soddisfatto delle direzione che hai dato loro? Se non lo sei, quale direzione vorresti dargli? Riguardo alla tua formazione di persona, su cosa stai lavorando in questo periodo? Quale punto di forza hai notato? Quale punto debole è emerso?


Ogni progetto di vita ha bisogno di tempo per compiersi. Passione e sacrificio sono gli strumenti per realizzarlo.


... ... ...


Come avrai capito frequentando questo sito, le nostre risposte non equivalgono ad una consulenza psicologica, tantomeno sostituiscono un percorso terapeutico. Proviamo a darvi però delle indicazioni e, talvolta, offriamo delle riflessioni basandoci sulla nostra esperienza umana e professionale, assieme.


il mio suggerimento è che bene che ti prendi cura di te. Con slancio, con impegno e passione. Da solo o anche con un aiuto professionale (nel pubblico o nel privato). Se lo desideri e ne senti la motivazione, io sono a disposizione ad un colloquio conoscitivo dal vivo.  


Augurandoti un’appassionata riflessione su di te e sui tuoi progetti di vita (d’amore e professionali), ti saluto cordialmente.

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