Ansia

Ansia e mancanza di autostima

emilia

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salve,mi chiamo emilia ho 23 anni e soffro di ansia accompagnata da una mancanza di autostima.scelgo di scrivere la mia storia in maniera dettagliata,perchè vorrei un parere serio!comincio col dire ke non ho molti ricordi della mia infanzia,ma delle cose che hanno segnato la mia adolescenza ed hanno aggravato la mia ansia e mancata autostima.ho una made e un fratello più grande e una sorella più piccola che sono anke loro ansiosi ma ke riescono a gestirenotevolmente qst problema,io invece trasformo pensieri negativi in ossessioni ke poi condizionano le lie giornate.sono sempre stata una bambina timida e insicura,mi ricordo ke nelle recite non volevo mai parlare xkè mi vergonavo.iniziamo dalla scelta della scuola media,ricordo ke io non ci volevo andare in quella classe,xkè ero sola e xkè dato ke ci era stato mio fratello il racconto fatto da lui sui professori mi terrorizzava.mia madre cmq decise di iscrivermi in qll classe,ma il risultato fu pessimo.i professori mi tenevano sotto ochhio xkè avevano individuato in me un carattere timido e fragile,alle interrogazioni,non parlavo mi bloccavo pur sapendo le cose,il rapporto con i compagni era pessimo,xkè ero in una classe con ragazzi figli di papà,ke bastava parlassero x avere una determinata cosa,tutti bravi tutti sicuri e io nn mi ci ritrovavo proprio.da qui ansia,mancanza di concentarzione e pensieri negativi su me stessa.in più si aggiungeva il fatto ke le mie amiche al di fuori della scuola,mi mettevano da parte,mi facevano i dispetti e io vivevo qst come un problema,le delusioni d'amore e così via.arriva il momento della scelta x la scuola superiore,io avrei voluto fare lo scientifico,ma il risultato della licenza media,benchè l'esame era andato bene,x il mio trascorso dei tre anni,mi diedero un misero sufficiente,e dissero ke nn ero in grado di poter fare lo scientifico...mi buttai giù e dissi ai miei ke avrei voluto fare la scuola dip arrucchiera insieme ad una mia cugina,ma i miei credevano nelle mie capacità e mi indirizzarono verso una scuola professionale x il commercio,dove si studiava diritto ed economia e al secondo anno potevo scegliere tra l'indirizzo economico come ragioniera o turistico hostess e lingue.all'inizio ero contenta xkè doveva venire con me la stessa cugina di cui parlato prima,ma poi le scelse un altra scuola e io mi ritrovai da sola,a dare la colpa ai miei.mi feci coraggio,e man mano ke passava il tempo mi appassionai,ero cambiata,incredibilmente non ero la ragazzina timida,spaventata,ke nn parlava mai...anzi ero la prima della classe,avevo una formazione molto completa rispetto ai miei compagni,un metodo di studio invidiabile,eccellevo in italiano,come sempre,ma sopratutto nelle lingue straniere mai studiate alle medie,ma ke il cervello aveva appresso ogni minima cosa,x me era tutto facile,anke studiare economia,avevo una prof.ssa ke mi fece appassionare e io già dal secondo anno ero decisa a scegliere qst indirizzo e poi frequentare l'unversità.inizia il terzo anno,e nn so come ne xkè le cose cambiano,i professori cambiano,la prof.ssa di economia nn era la stessa e nessuno si trovava,ah dimenticavo gli amici cambiano,ero in una classe dove tutti si conoscevano,e solo tre di noi venivamo da un altra sezione.io,margherita,la mia migliore amica,ed angelica,ke si è sempre affiancata a noi ke eravamo le più brave.in qst nuova classe c'era una ragazza ke eccelleva in tutte le materie,e qst invece di stimolarmi mi buttò giù...ecco dinuovo la mancanza di concentrazioen,il pensiero altrove,la prof di economia ke era cambiata e io nn mi trovavo nn la capivo,la mia migliore amica rimase incinta ed abbandonò la scuola.inevitabilmente legai con tutti ma con angelica di più,e come si dice con lo zoppo si impara a zoppicare,io cominciai a deviarmi,nn volevo più andare a scuola,i miei non volevano ke la frequenatssi ma io mi arrabbiavo e incolpavo loro di tutto.come tutte le adolescenti lottavo per la mia libertà,e loro x me avevano un educazione più rigida visto ke ero femmina,cose normali insomma ke all'epoca non acpivo,e ke lo riportavo su di me come un problema enorme.successivamente dalla fine del terzo anno fino al quinto anno crebbe in me una brutta consapevolezza,IO ERO BRUTTA,magra da far paura con le occhiaie nn mi piacevo e qst x me diventò un'ossessione.non meritavo niente e nessuno xkè ero brutta,xkè facevo solo danni,xkè nn servivo a niente.l'ansia aumenta ma cerco di gestirla,continue vertigini,debolezza,mal di testa,stanchezza,brividi di freddo,nervosismo,stato di depressione,immagginavo catastrofi,morte,insonnia...andavo avanti.l'ultimo anno fu una tragedia,ormai chiunque mi guardava x me mi diceva,sei brutta,nn facevo altro ke piangere,non studiavo più,in più si stava avvicinando l'esame.mi kiusi in casa,x un bel pò e la mia mente pensava,pensava,pensava,ero arrivata al punto di volermi sfreggiare,ormai tutti i problemi io li tenevo,e nn valeva la pena andare avanti e vivere qst vita!i miei nn mi capivano dicevano ke ero scema a pensare una cosa simile,ke nn era vero ke ero brutta,ke era un momento e ke tutto sarebbe passato,ma io sapevo ke nn sarebbe passato!nessuno mi capiva!cmq mio fratello una sera mi convinse ad uscire,cn i suoi amici,conobbi colui ke sarebbe diventato il mio ragazzo,finalmente mi dissi,ma la cosa nn migliorava,pensavo sempre a qll e più volte ho rischiato di perderlo,ero entrata in un circolo vizioso,fino a ke ebbi il totale crollo.lo ricordo ancora,ero a scuola in bagno,le ragazze stavano fumando la sigaretta,parlavano,ma io nn le sentivo,mi guardavano ma io ero in catelessi,sentivo solo voci ke mi dicevano scappa sei brutta,ansia a 1000,nn saoevo cosa fare,le gambe mi tremavano,ero diventata bianca,nn riuscivo a muovermi,volevo svenire e svenni x due secondi.mia madre mi venne a prendere,e la diagnosi del dottore fu STRESS TROPPO STRESS,mi diede degli ansiolitici x 10 giorni e mi disse di calmarmi...bene facile a dirsi dissi io tra me e me!cmq mi ripresi,e anke se il pensiero stava sempre lì,affrontai l'esame,scritto andò tutto bene,orale TRAGEDIA,mi bloccai pensavo continuamente a i prof ke mi vedavano brutta e mi persi...voto?67/100...una tragedia x me,xkè sapevo ke meritavo di più!dopo una bella vacanza rillassante a mare,presi i kili ke mi servivano x stare bene con me stessa,ma era visibilmente kiaro ke nn avevo superato ql pensiero fisso di essere brutta,il mio fidanzato decise di portarmi da una psicologa,feci due sedute e lei individuò il mio problema MANCANZA DI AUTOSTIMA,ki io?nn era vero,nn ero malata,ero solo stanca,e nn ci andai più...mi concentrai su altro,sul mio fidanzato,ke amavo da morire,le cose andarono bene x un pò,anke se ogni tanto ql pensiero tornava...stavo bene ero ingrassata avevo l'amore,mi serviva un lavoro,TRAGEDIA,il mio primo lavoro call center,circondata da ragazze bellissime e capaci io a telefono mi bloccavo,nn riuscivo a fare una vendita,pensavo ma cn qst crisi ki mi sta a sentire x telefono?fallimento totale...NN ERO CAPACE,nel frattempo il mio ragazzo ebbe un incidente di percorso si spezzò il braccio,(io il giorno prima ero colpita da un ansia anticipatoria,e da un sogno)dopo un mese uscì dall'ospadale e lui cambiò,era già religioso,in poche parole fece un voto alla madonna ke nn avrebbe più fatto sesso con me fino al matrimonio...come se il braccio ke si era rotto era colpa del fatto ke lui era religioso e sapeva ke nn avrebbe dovuto fare sesso e invece lo faceva,nn so se mi sono spiegata...cmq qst alterò la nostra storia,io già mi sentivo a disagio i suoi amici all'università,lui all'università e io?trovai lavoro in un negozio di fotografia,e senza pensarci dopo due anni di fidanzamento,ruppi la storia d'amore cn il mio fidanzato ed intrapresi una relazione cn ilmio datore più grande,separato,e con due figli...in testa a me era più semplice,era più grande quindi un paio di anni e via, il matrimonio avrei lavorato nel negozio...ke pazza!la storia venne fuori,io persi il lavoro,la fiducia dei miei genitori,ke mi trattarono una schifezza,e anke la fiducia in me stessa!continuai a lavorare con un amico del mio ex datore di lavoro,e lavorai come grafica,a casa dal computer,all'inizio andava tutto bene,ero brava,ma poi lui cercava altro dovevo inventarmii cose nuove,e io mi arrabbiavo xkè nn ero in grado e si interruppe anke qst lavoro!poi susseguì un altra storia sbalgliata,e finalmente la scelta di partire e cambiare me stessa!angelica la mia amiica stava attraversando un brutto periodo,ansia dovuta ad una more sbagliato ke la tormentava da 10anni,e io x 10 anni a ripeterle sempre le stesse cose,ma cmq mi feci forza e mi portai cn me angelica.andai a fare l'animatrice in un villaggio a lecce,un'inserzione vista su internet,senza troppi se e ma,e cn il dissenso dei miei partii,avevo nn poche ansie,ma nn mi importava infondo avrei fatto l'animatrice mini club,i bambini mi sono sempre piaciuti!era tutto bello,il villaggio,il sole,l'estate,il mare,lontana da casa,neanke a dirlo dopo un mese angelica abbandonò stava male,malissimo,ansia,a 1000,xkè ql ragazzo si era fatto sentire e lei tornò a casa sua!io rimasi xkè il lavoro mi piaceva,mi stavo appassionando,avevo fatto una scelta diversa dalla sua,oltre al mini club insieme alla mia responsabile diventai abile,anke in altri settori dell'animazione,e ki mai aveva ballato su un palco davanti a tutti?ki mai aveva parlato al microfono davanti a tutti?ki mai aveva recitato davanti a tutti?ero felice,mi sentivo bene,felice,ma nn avevo considerato una cosa,LO STRESS,ke x noi ansiosi è la fine,cominciai cn una tendinite,e tallonite,dormivo poco xkè gli spettacoli li preparavamo di notte e la mattina ci svegliavamo presto,il capoanimatore mi faceva pressioni,e in me scattava già il pensiero,oddio mo si pensa ke io nn ho voglia di lavorare,ma ame faceva male la caviglia,e avevo bisogno di riposo,cmq cn i medicinali mi curai e dopo un mese,affligendomi ke nn passava e ke avrei mollato,finalmente tutto passò!poi intrapresi una mini relazione cn il mio capo,aeeee e ke te lo dico a fare,tutti mi dicevano di stargli lontana xkè lui è così si passa le ragazze,ecc,manco a dirlo dopo due settimane si concentrò sulla nuova arrivata e io ormai avevo perso tutto i privilegi ke lui mi dava,all'interno del lavoro,mi sentivo messa da parte,e invece di riprendermi il mio posto,mi buttai giù,il mo rendimento era carente,e la mia responsabile cercava di spronarmi ma io nn reagivo...a piccoli passi decisi di nn abbandonare e andare avanti,ma il pensiero rimaneva lì,tutto aggravato da una stanchezza visibile,e da un otite ke peggiorava il mio stato,i miei volevano ke io abbandonassi,ma io ero già arrabbiata con loro xkè nn venivano a vedermi ad incoraggiarmi,ebbi un crollo in spiaggi,svenni,cuore a 1000,vertigini,ero assente,nn sentivo qll ke dicevano gli altri,l'orecchio ke mi faceva male,il ferragosto ke era alle porte e dovevamo prepparare lo spettacolo,la mancanza di attenzioni del mio capo,tutto e crollai.inevitabilmente il capo mi fece restare a riposo x ben 2settimane,una tragedia x me,loro lavoravano e io?nel letto a rimuginare e mi incolpavo.passò tutto,capii ki era il mio capo e portai a termine una stagione brillantemente e con compliementi!tornai al mio paese rimanendo in contatto con i miei amici del villaggio,xkè l'anno prossimo sarei dovuta tornare,ero arrivata piena di energie felice e convinzioni nuove,affrontai angelica ma il risultato fu pessimo,lei mi riepì di insulti,vabbè lasciamo stare,e troncai l'amicizia,dicendo cacolo aveva ragione mia madre ennesima batosta x emilia e x la sua autostima!mia sorella mi fece conoscere i suoi amici io ero la più grande insieme ad un altro ragazzo di nome giovanni,conobbi un altro ragazzo più piccolo di me ke mi prese in giro ennesima batosta,ma andai avanti avevo amici,sopratutto un grande amico ALFONSO,quando lo conobbi scattò qlc in me,ma la lasciai li nell'angolo,senza domandarmi,xkè lui era piccolo 17anni e io 21,mi concentrai sul ragazzo più grande della comitiva,mentre alfonso su mia sorella,le nostre storie durarono esattamente 1mese,mia sorella mi faceva pressioni sul fatto ke nn avrei dovuto più frequentare alfonso e gli altri xkè l'aveva fatta soffrire,e dall'altra parte avevo alfonso e gli altri ke mi dissero,cioè ke mi confessarono certe cose su giovanni.scelsi mia sorella,ma dopo qlc mese ecco ke giovanni ritorna all'attacco,mia sorella nel frattempo si era fidanzata cn una altro,e io avevo ricominciato a frequentare alfonso e gli altri,mi trovai ad un bivio,l'amicizia di alfonso,ke x me era qlc di più,ma ke nn potevo avere,xkè era stao cn mia sorella ecc,e giovanni,nonostante ero a conoscenza di tutte le cs brutte su di lui,lo scelsi,perdendo alfonso.x me era un pò una vittoria xkè volevo dimostrare ke qll ke dicevano di lui era tutto sbagliato,a ki?ai miei,a mio fratello ke lo conosceva già e sapeva,e ad alfonso,nel frattempo avevo incominciato a fumare le canne,cosa pessima x ki è ansioso,e giorno dopo giorno m i rendevo conto ke la mia battaglia era inutile,lui nn mi amava,e nn facev altro ke approffitarsi di me,ma io nn mi arrendevo nn avrei mai accettato un altra sconfitta,entrando dinuovo in un circolo vizioso,mi trattava male,mi faceva sempre sentire in colpa,peggiorando la mia autostima,nel frattempo avevo trovato lavoro in un bar,facevo molti sacrifici mi alzavo alle 6 x andare a lavorare,prendevo un treno,ma cmq ero felice avevo i soldi,amore tutto...credevo!la storia finì FINALMENTE AGGIUNGEREI,dopo nemmeno due settimane la situazione con alfonso cambiò...insomma decisi ke stavolta nn potevo perderlo,lo amo,e iniziammo una storia,ero felice,finalmente avevo trovato il ragazzo xfetto,ke mi amava,avevo un lavoro,amici,ke volevo di più?mi ritrovai a fare una vita stressante,il mio datore di lavoro cominciava a non pagare,ecco ke arriva dinuovo l'ansia e le preoccupazioni,mio padre diceva ke io dovevo parlare e io nn lo facevo.la situazione a casa era peggiorata,continue discussioni tensioni,mio fratello a 27 anni senza un lavoro,io lo odiavo,odiavo mia madre,ero stanca,tornavo da lavoro alle tre di pomeriggio,molte volte i treni nn funzionavano,fumavo come la turca,ero sempre stanca,nn riuscivo a fare l'amore con il mio ragazzo e mi incolpai x qst era colpa mia ke ero troppo stressata da un lavoro,ke lavoravo ma nn venivo nemmeno pagata!il rapporto cn il mio datore cominciò ad inclinarsi,un giorno mi cazziò xkè io facevo sempre tardi,a suo parere io nn avevo voglia di lavorare,nn facevo le faccende domestiche al bar...oddio se solo ci penso,ke rabbia ki io?cmq nn parlai mi stetti zitta,e in me crsceva ils enso di auto colpevolizzarmi,in ke senso,si è vero ultimamente invece di prendere il treno un ora prima lo prendevo un ora dopo,xkè?xkè stavo cominciando a capire come stavano andando le cose,io dovevo fare tutto in ql bar anke le cose ke spettavano all'altra ragazza di pomeriggio,nn mi prendevo mai un giorno di festa mentre l'altra si,cmq stavo cominciando a deviare la mia mente e i miei pensieri,dopo la cazziata,nn mi fermavo mai dovevo fare se no lui poi diceva ke io nn ero brava,mi cominciavo a prendere anke i suoi problemi,nn pagava xkè aveva un sacco di debiti,man mano seppi tante cose e più ne sapevo e più mi passava la voglia di lavorare,era diventato tutto così pesante pesante,stressante,tornavo a casa mii lavavo e scendevo a ndavo da l mio ragazzo facevo una vita frenetica nn mi fermavo mai,veramente mai,cominciavo a sentire dinuovo ansia,vertigini,stanchezza,fumavo troppe canne,mi incolpavo di cose ke nn esistevano....dopo sei mesi scoprìì ke nn ero io il problema delo xkè nn riuscuvamo a fare l'amore,era lui nel senso ke x lui era la prima volta!cmq a marzo decisi di andarmene,ansia a 1000,nn sapevo come dirglielo,mi dipiaceva x i bambini,xkè io poi facevo pure da baby sitter ai figli,c'erano tutti i sintomi di una crisi di ansiame ne andai la lotta x avere i soldi,cmq un giorno mi svegliai era da poco iniziata l'estate,mi svegliai e dissi...ke sto facendo?tachicardia a 1000 tutta la giornata,nn mi calmava nemmeno la canna,pensieri inutili,ke nemmeno ricordo ora sinceramente,una perenne infezione la candida,aeeee tragedia,mi sentivo inutile,senza senso,nn avevo un lavoro,nn sapevo cosa fare della mia vita,ero circondata dai miei amici tutti con gli stessi pensieri,nessuno ke lavorava,soldi ke nn c'erano,e io assimilavo tutto come una spugna,tutti i giorni sempre le stesse cose,sempre le stesse persone,a fumare,una vita sprecata,ero invidiosa e mi sentivo a disagio cn il mio ragazzo clui ke tanto ho cercato e amato con me stessa,avevo paura del fututo,del tempo,avevamo organizzato la vacanza lui ha una casa a scalea,nn vedvo l'ora di partire,ero terribilmente nervosa,non sopportavo più nemmeno ke mi toccava,nn riuscivo più a fare l'amore cn lui,ero terribilmente nevrotica,paranoica,nn sapevo più niente,nervosa cn la mia famiglia dinuovo...ricordo ke i giorni prima di partire,dicevo in continuazione al mio fidanzato ke nn sapevo più se lo amavo,nn dormivo più la notte xkè l'ansia nn mi passava nemmeno cn le goccie,e lui con pazienza mi diceva stai calma,sei solo stressata,e io ma ke stressata nn stavo lavorando...ripetevo ke ero inutile,ke nn avevo hobbies,ke nn sapevo ke fare della mia vita,ke era meglio ke morivo,ke ho sbagliato tutto della mia vita,improvvisamente il passato ritorna a galla tutto,tutti gli errori,improvvisamente qls lavoro mi sembrava noiso,intollerante,tutto era noioso,intollerante,dicevo mo andiamo a scalea e ke facciamo?le solite cose la solita vita...pensavo no io nn ce la faccio,nn sono in grado di portare a termine un lavoro,una storia d'amore,il tempo mi spaventa,il futuro!il giorno prima della partenza andai addirittura in ospedale,arrivai a scalea e li ci fu il crollo,mai a vevo pensato mi potesse succedere dinuovo,un avero e proprio attacco di panico,ma in realtà credo sia più una vera e propria crisi di ansia!la notte nn dormivo il mio ragazzo nn sapeva come fare,alternavo momenti in cui lo amavo,momenti in preda all'ansia e dicevo esattamente le cose elencate prima...continua ansia,rabbia,nervosismo,veritgini,sudorazione,pensieri negativi alterati.decisi di tornare a casa e kiedere aiuto!mi sembrava tutto così irreale,le crisi continuavano,mi sentivo in colpa x qll ke avevo detto ai miei genitori di qll ke avevo pensato di loro,di mio fratello,anke fare le faccende domestiche mi sembrava una cosa irreale,nn sapevo più ki ero,cosa volevo,nn dormivo la notte...questa è la mia storia.ho scelto un percorso con una counselor...è già un mese ke ci sto andando,mi sto informando su tutto attacchi di ansia,ansia generalizzata,disturbi di ansia,autostima,su tutto,ma vorrei un vostro parere,sto meglio qll forte ansia è passata,ho rallentato ilmio stile di vita,ma mi sento ancora traumatizzata da qll ke ho detto,e ho paura,mi sento come un adolescente ke nn sa cosa fare della sua vita,mi spaventa il lavoro,ke non c'è ma se dovesse arrivare nn so come fare,visto ke ormai il mio cervello ha memorizzato la frase...IO SONO INUTILE,NON HO VOGLIA DI LAVORARE,AMO IL MIO RAGAZZO E NON L'HO LASCIATO,MA MI TERRORIZZA ANCORA QUELLO CHE HO DETTO IN PREDA ALL'ANSIA,CIOè KE HO PAURA DI NON RIUSCIRE A PORTARE A TERMINE UNA RELAZIONE,NEL SENSO KE PRIMA PENSAVO CAVOLO MI FIDANZO UN PAIO DI ANNI MI SPOSO E TUTTO SI RISOLVE,MAKKè?LA VITA è SACRIFICIO,IL MIO RAGAZZO HA 19ANNI E VA ANCORA A SCUOLA,PRIMA DI UN MATRIMONIO DEVONO PASSARE MINIMO 5 6 ANNI DI FIDANZAMENTO,DI SACRIFICI,DOBBIAMO REALIZZARCI,AVERE UN POSTO FISSO...ODDIO KE ANSIA NON SONO IN GRADO...IL TEMPO MIO DIO KE ANSIA,IN PIù SONO PREOCCUPATA X MIO FRATELLO KE NN TROVA LAVORO,X I MIEI KE MI VEDONO ANCORA COSì,MI SENTO A DISAGIO ANKE SE IL MIO RAGAZZO MI DICE CAVOLO IO NN HO MAI FATTO TUTTI QUESTI LAVORI KE HAI FATTO TU,TI SEI SACRIFICATA,TI ALZAVI ALLE 6 X ANDARE A LAVORO,LA MIA COUNSELOR MI DICE KE SONO SAGGIA,BUONA E KE DEVO SOLO IMPARARE A GESTIRE LO STRESS E L'ANSIA,MA O MI SENTO INCAPACE,MAI AVREI PENSATO POTESSE SUCCEDRMI DINUOVO,MAI AVREI VOLUTO DIRE QLL PAROLE,E ORA MI FA PAURA TUTTO!cosa mi consigliate di fare?

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Prof. Giovanni Vitale Avellino (AV)

Cara Emiliana, da quanto racconti capisco che ti trovi in uno stato di grave sofferenza. Senti la necessità di poterti sfogare e di essere capita. Per poter raggiungere uno stato soddisfacente di benessere psicologico ritengo che tu debba iniziare un rapporto terapeutico. In tale contesto tu potrai scoprire qual è la via migliore per recuperare la stima e la fiducia in te. Di solito le situazioni come le tue difficilmente possono risolversi positivamente senza la mano o, meglio, la presenza di un professionista che ascolta, comprende, non giudica ed accetta la persona che ha di fronte così come essa è. Mi auguro che tu possa e voglia iniziare una relazione terapeutica.

Se vuoi, posso darti una mano.

Gentile Emilia, la sua lunga lettera da il senso del vortice di emozioni che la animano e la scuotono così tanto. Mi ha colpito come si senta schiacciata dagli obblighi che la vita le sembra imporle, realizzarsi e avere un posto fisso, ad esempio. Avere degli obiettivi così grandi, e con tanta urgenza non può non farla sentire altro che impotente e incapace; avere degli obiettivi così grandi può solo farle pensare che tanto vale è meglio non provarci nemmeno.

Un percorso di sostegno potrebbe aiutarla a mettere ordine e ridimensionare, dare il giusto peso alle cose, perchè per ora gli obblighi e le paure occupano il 90% e lei, con la sua voglia di vivere, di godere la vita, di vivere l'amore, di sperimentarsi come ragazza e come donna, come persona adulta e creativa, come persona libera, è soffocata in un 10% o meno. Lei non si da la possibilità di sperimentarsi e di crescere, con queste aspettative così alte.

In più, si vede l'immagine di una persona che si sente sola davanti alle difficoltà; un percorso di terapia potrebbe aiutarla a contare di più sull'aiuto degli altri, ad avere fiducia. Fiducia in suo fratello, nel suo ragazzo, nei suoi genitori e in sè stessa, perchè ora mi sembra che ne abbia poca. Ognuno affronta le sfide della vita a proprio modo, e lei troverà il suo.

Cordialmente,

Dott. Giovanni Romito Benevento (BN)

Gentile Emilia, effettivamente lei ha prodotto una mole di materiale enorme su cui poter lavorare sebbene tuttavia è difficile poter dare una risposta esaustiva a tutti gli interrogativi che lei pone. Il tema dell’ansia e della scarsa autostima rappresentano, a quanto pare, il denominatore comune che ha contraddistinto finora tutta la sua vita o almeno buona parte di essa: partiamo da qui. Tanto per cominciare, tenga conto che l’ansia è un segnale d’allarme che si verifica dentro di noi, ogni qual volta c’è qualcosa che non va o che noi temiamo possa andar male (in questo caso si parla di ansia anticipatoria). Si tratta, però, sempre di una risposta del nostro organismo non di qualcosa con cui si nasce; l’ansia pertanto non va solo gestita ma “compresa” e superata. Che cosa vuol dire che l’ansia va compresa? Vuol dire innanzitutto contestualizzarla (Quando? Dove? Con chi? Per quanto tempo?), in secondo luogo individuare qual è l’evento che l’ha scatenata e capire il perché. Si ricordi che l’ansia è la conseguenza del disagio e non il disagio vero e proprio. Poi veniamo al tema dell’autostima; è importante notare, rileggendo il suo racconto, che in tutti quei momenti della sua vita in cui si è sentita più forte e sicura di sé (i primi due anni delle superiori, l’inizio del lavoro come animatrice) non aveva l’ansia o perlomeno non in modo significativo. Io ritengo che l’ansia sia come una “spia rossa” che si accende ogni qualvolta lei percepisce un senso di inadeguatezza personale (bassa autostima) rispetto a quel particolare evento di vita che sta vivendo. In pratica se si sente all’altezza della situazione non va in ansia e viceversa. A questo punto la domanda è: perché si sente così spesso inadeguata? E soprattutto: da che cosa lei ricava il suo senso di adeguatezza? Lascio alle sue parole la risposta: “in qst nuova classe c'era una ragazza ke eccelleva in tutte le materie, e qst invece di stimolarmi mi buttò giù...”, “l'ultimo anno fu una tragedia, ormai chiunque mi guardava x me mi diceva, sei brutta”, “il mio primo lavoro call center, circondata da ragazze bellissime e capaci io a telefono mi bloccavo, nn riuscivo a fare una vendita”. Avrei potuto citare tanti altri passaggi, ma credo sia sufficiente a farle notare come lei ricavi la sua autostima o dai giudizi degli altri (se mi dicono che sono incapace mi sento incapace) o dal confronto con essi (ricavo il mio senso di incapacità guardando le ragazze del call center, guarda caso belle e brave). Credo che sia questo il punto da cui partire per comprendere meglio la sua personalità. Ci sarebbe ancora molto da dire, ma per esigenze di spazio mi fermo qui. Spero di esserle stato utile, anche solo un po’ e mi consulti ancora se vuole. Distinti saluti.

Cara Emilia

la descrizione della tua storia è molto lunga e ricca di descrizioni. 

Parli di pensieri negativi, ossessioni, paure, autostima etc.... hai una parte di consapevolezza è questo è molto positivo. Ora hai bisogno di un psicoterapia che ti permetta di regolare la tua ansia e riuscire a star meglio con te stessa e con le persone significative.

un saluto

Cara Emilia, una soluzione immediata ai tuoi problemi non esiste: hai fatto bene ad iniziare questo percorso con una counselor ma datti del tempo e non pretendere di non sentire più l'ansia. Più cerchi di combatterla, più la senti perchè la tua attenzione rimane concentrata comunque sull'ansia. Della tua storia mi ha colpito una cosa in particolare: il tuo pensare al matrimonio...Il matrimonio, a qualunque etá, funziona se si basa sull'amore e su un progetto condiviso di vita insieme. Da quello che hai scritto ho sentito una grande paura di stare da sola. Più che un consiglio, ti invito a riflettere su quest'aspetto e a riconsiderare la possibilitá di stare anche da sola come una conquista e una cosa anche positiva, e non la prova di essere fatta male. Darsi la possibilitá di scegliere è molto salutare

Cara Emilia, 

Immagino i forti vissuti che ha provato durante la scrittura di questo lungo racconto che sembra una bottiglia piena versata tutta d'un colpo.
Ovviamente non è possibile in questa sede andare a considerare i singoli episodi; tra l'altro mi sembra di capire che è seguita già da un professionista.

Mi piacerebbe semplicemente lasciarle un'immagine che mi ha suscitato il suo racconto; è come se lei si sia lasciata ricoprire da una valanga di emozioni e cerchi di liberarsene con forza per tornare a respirare.
Provi invece a trovarsi un piccolo tunnel da percorrere pian piano (nella "neve") per cercare, non di liberarsi da questa valanga, ma di sciarci sopra e trarne il giusto beneficio.

Con i migliori auguri

Gentile Emilia...

o " Tutto o nulla..." Scrivo tutta la mia storia dall'adolescenza in poi..."le discese ardite..poi le risalite.." come cantava il poeta...

Spesso l'ansia ci inganna con le sue necessità, le sue false percezioni...tutto ciò che ho vissuto..produrrà  un consulto "serio".

Invece potrebbe spaventare il suo fiume in piena..Spesso il percorso di cura dell'ansia è focalizzato sul "togliere"..sul "decrescere" piuttosto che sull'incrementare stati d'angoscia, tzumani emotivi.

Credo di poterLa aiutare, ma in studio. In bocca al lupo

cara emilia, ho letto attentamente la tua lettera, un pò uno sfogo. 

così mi sono messa a pensare un pò a te. come ti sei sentita dopo che hai scritto e riletto la storia della tua vita? non ti sembra un pò parziale? a me sembra una fetta ritagliata da una torta più grande. la tua visione delle cose si è  andata sempre più a chiudere su se stessa, come in un circolo vizioso. forse se avessi fatto prima la scelta di cercare aiuto ad un esperto ne saresti uscita prima. ma sei giovane ed hai molte risorse che lottano per tenerti su. mi auguro che il tuo counselor sia capace e tenace. capace di farti vedere non tanto la tua saggezza, ma la tua determinazione, la tua sensibilità, di capire quale il tuo punto fragile affrontarlo e comprenderlo per poi amarlo ed integrarlo nella tua personalità. e sia anche tenace perchè il lavoro è lungo e con ostacoli. anche quando sarà duro, non scappare, insisti e lotta per amarti anche nei tuoi lati bui.

se vuoi puoi contattarmi per email.

Buongiorno Emilia,

sono la dott.ssa Valentina Nappo. Da quello che scrive e da come lo scrive è chiaro che il suo è uno sfogo, probabilmente l'esplosione di una sofferenza che in lei è presente ormai da molto tempo. Il problema alla base della scarsa autostima è spesso il fatto di avere delle aspettative non realistiche o comunque troppo alte (e quindi non realizzabili in tempi brevi) e di utilizzare gli altri come termine di paragone: ci si confronta continuamente con gli altri, rispetto ai quali ci si sente sempre meno: meno belli, meno simpatici, meno intelligenti, meno realizzati, meno felici. Difficile darle un "consiglio" in merito, in quanto ogni disagio va approfondito e trattato "dal basso", ovvero dalle sue origini.

Saluti

Buongiorno Emilia,

personalmente ritengo che lei abbia bisogno di intraprendere una psicoterapia, dal momento che il lungo elenco di eventi da lei raccontati danno il senso di un disagio profondo, che l'ha sempre accompagnata, fin dalla pubertà. Mi rendo conto che abbia sentito l'esigenza di scrivere tutto ciò che le veniva in mente a proposito della sua vita e del suo disagio, nel tentativo di ricevere un parere accurato e serio, ma a dire il vero non credo che si possa dire molto o dare risposte esaustive, anzi. Certo, lei ha raccontato tanto, ma la mia impressione è che lei abbia più bisogno di fermarsi a riflettere che di trovare un posto in cui scrivere tutto ciò che le viene in mente.

Se vuole può ricontattarmi,

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