Ansia che ritorna per l'università

Francesca

Salve a tutti. Dal titolo avrete già capito che l'università e in particolare lo studio, sono diventate cause di una forte ansia che ha compromesso i miei esami. Non ero una persona ansiosa, mai stata. All'età di 16 anni senza motivo ho cominciato a soffrire di ansia e attacchi di panico (sono finita anche in ospedale). Non era sicuramente legato alla scuola poiché i sintomi sono iniziati in estate. Inizia per me un periodo lungo e difficile che mi porta ad avere problemi con molte cose tra cui la scuola appunto (ho iniziato ad avere molta ansia per le interrogazioni e prima non ne avevo mai avuta). L'anno scolastico infatti non va benissimo. Spesso mi venivano attacchi di panico a scuola e tornavo a casa, o a volte la mattina non riuscivo proprio ad entrare. I professori nonostante fossero quasi tutti a conoscenza di questo mio problema non hanno fatto pressoché nulla per aiutarmi. Ho intrapreso un percorso con una psicologa e le cose sono lentamente migliorate, infatti ho fatto la maturità e non è andata così male. A 19 anni mi sento un po' confusa su ciò che voglio fare all'università, ma comunque ho scelto la mia facoltà e mi piace. Il problema si pone ai primi esami del primo anno: ho cominciato a provare la stessa ansia che avevo provato anni prima. Finita la prima sessione di esami tutti i sintomi e le crisi di pianto sono sparite. Ora che devo iniziare il secondo anno ho tantissima ansia se penso agli esami che dovrò dare. Il mio problema è che quando sono ansiosa non riesco a studiare. Mi vengono spesso crisi di pianto e questo rallenta il mio percorso. Non so come fare perché non voglio tornare a stare male come stavo prima. Ora mi sento come sull'orlo di un periodo depressivo : non esco, mi trascuro e comincio a chiudermi in me stessa. Non ho il coraggio di dirlo a nessuno, neanche ai miei genitori perché so di averli fatti preoccupare tanto e non voglio stressarli ma non voglio neanche deluderli non riuscendo a studiare. Cosa posso fare?

3 risposte degli esperti per questa domanda

Cara Francesca,

il tuo disagio e frustrazione emergono forti e chiari dalle parole che scrivi.

Lo stato di ansia che ti accompagna da tempo sta diventando per te quasi invalidante e rischia di compromettere le tue attività rendendoti preoccupata, questo stato di malessere provato in passato ti porta ad anticipare un possibile medesimo stato futuro e quindi si instaura un pensiero fisso rispetto alla preoccupazione di ciò che dovrai affrontare.

Ti consiglio un percorso di supporto psicologico per capire dove questa ansia affonda le sue origini, poterla comprendere meglio al fine di sviluppare le risorse necessarie per farvi fronte e per gestire in modo funzionale tutti gli aspetti della tua vita.

Ti faccio un grande in bocca al lupo e resto disponibile, ricevo anche online.

Un caro saluto

Dott.ssa Irene Salvatori

Gentile Francesca,

da queste poche righe si intravede e percepisce fortemente il momento di frustrazione e pesantezza personale. Non si giudichi perchè non se lo merita. 

Nelle ultime righe, invece, termina proteggendo i suoi genitori. E' vero che loro soffrono nel vederla o sapere che non sta bene però è anche vero che lei sta usando una importante risorsa personale: aver capito che è un periodo così intenso da voler chiedere aiuto per se stessa. 

Cosa rappresenta per lei un esame? I suoi genitori fanno pressione sui voti o sulle tempistiche universitarie? Lei accetta voti anche più bassi o "normali" o solo voti sopra il 28? 

Le consiglio di valutare un breve percorso di psicoterapia per osservare la causa scatenante di questa ansia, per cercare di trovare nuove strategie e per tornare a vivere serenamente ed a 360° la sua vita.

Resto a disposizione per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dr.ssa Federica Ciocca

Ricevo a: Torino, Collegno e online

Gentile Francesca,


dalle sue parole si nota subito la grande consapevolezza che ha di sé e dei suoi processi, questa è un'importante risorsa da tenere bene a mente e che può aiutarla molto. Percepisco forte il suo malessere, per questo credo sia proprio importante per lei indagarne la causa scatenante, questo attraverso un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla inoltre a comprendere meglio cosa accade in lei, al fine di trovare utili strategie per affrontare queste situazioni di difficoltà.

Cordiali saluti

Dott.ssa Martina Patruno

Psicologa Clinica e dell'etàevolutiva, Psicoterapeuta, Analista Transazionale Certificato, Esperta in Psicologia Investigativa, Psicologia Forense e Psicodiagnostica applicata in ambito civile e penale