Ansia

Ansia di vivere, mi sento bloccata dentro me stessa

maria

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Buongiorno, scrivo questa lettera perché ho bisogno di capire se quello che sto attraversando è solo un momento transitorio di eccessivo stress, che passerà con il tempo o se ho bisogno di aiuto di altro genere per uscire da questo tunnel di ansia e di paura.
Mi racconto brevemente: sono una giovane donna sulla trentina con un marito splendido, una casa bellissima ed una carriera che sto cercando di costruire di giorno in giorno. Fino a qui potrebbe sembrare tutto perfetto, sennonché da circa un anno sto attraversando un periodo di buio più totale, di ansie e paure di ogni tipo.

Sono sempre stata una ragazza con la testa sulle spalle, concentrata sui propri obiettivi, sicura di sé stessa. Ho sempre cercato di vivere secondo i "criteri" di brava ragazza ligia al dovere. Mi sono sempre sentita di dover fare di più e fare meglio per soddisfare le aspettative dei miei e del mio fidanzato storico, oggi marito. Ho sempre avuto grandi obiettivi e per questo a testa bassa in questi anni sono riuscita a costruire ciò che molti miei coetanei neppure sognano per raggiungere l'ideale di vita perfetta che sin da bambina mi ero prefissata.
Questo negli anni mi ha portato ad allontanarmi da molte persone, per questo mi sono rimasti pochi amici.
Innamorata follemente del mio fidanzato, pensavo di essere una donna di grandi valori, ma ho scoperto che così non è.
Purtroppo più di un anno fa ho conosciuto un uomo molto più grande con il quale è nata una relazione clandestina. Quest' uomo rappresentava tutto il contrario di quello che ho sempre desiderato in un uomo ed è arrivato proprio quando stavo attraversando un momento difficile della mia vita per la perdita di un caro. Contraddicendo completamente tutti i miei valori e la mia moralità mi sono lasciata andare a quest'uomo. In quel periodo della mia vita non mi riconoscevo più. Mi sembrava di essere un altra persona ed allo stesso tempo mi chiedevo perché mi stavo comportando così, pur sapendo che non fosse giusto.

Tempo dopo mi sono risposta che in quel momento fare quello che stavo facendo mi dava sollievo perché mi allontanava momentaneamente da tutte le responsabilità e i pensieri di quel periodo. Io stessa dopo poco tempo ho deciso di chiudere questa relazione per riprendere in mano la mia vita: sapevo infatti che non avrei mai voluto lasciare il mio compagno per quell'uomo e che nonostante quello che avevo fatto io ero innamorata del mio compagno.

Decisi dunque di proseguire la mia vita provando a cancellare quel frangente orrendo, o meglio quella triste e sbagliata parentesi che mi aveva fatto uscire fuori dalla strada della vita perfetta che fino a quel momento mi ero costruita. Non ne ho mai parlato a mio marito e mai glielo dirò perchè non si merita di soffrire per uno sbaglio che ho commesso io.

Nessuno doveva essere a conoscenza di quello che avevo fatto, sarebbe stato un fardello che avrei portato da sola per sempre per ricordarmi lo schifo di persona che ero stata.
Tuttavia i fantasmi del passato tornano sempre ed infatti nel passare dei mesi il senso di colpa per quello che avevo fatto è diventato sempre più forte e pressante. Ho iniziato a pensarci una volta al giorno, poi 2 poi 3 fino ad arrivare ad oggi dove il senso di colpa si è completamente impossessato di me e della mia mente.

Ogni minuto penso che sono una persona schifosa, che si è comportata in un modo orrendo, un soggetto senza valori che non si merita niente, tanto meno l'amore di un uomo meraviglioso come mio marito. Spesso penso che quando meno me lo aspetto il male che ho fatto mi tornerà indietro con gli interessi. Sento come se avessi il cervello in fiamme ed oltretutto mi sento immobile anche nel condurre la vita di tutti i giorni. Faccio fatica a concentrarmi, a scegliere i miei obiettivi perché mi sento una persona incapace ed insicura.

Proprio io, che sono sempre andata avanti come un mulo per raggiungere ciò che volevo. E' come se con l'errore che ho commesso avessi rovinato la mia vita perfetta, senza possibilità di redenzione. Ogni volta che sono felice per qualcosa il mio cervello mi dice che non mi merito di provare gioia perché sono una persona orribile.

Mi vengono improvvisamente delle paure terribili, come quella di perdere mio marito a causa di ciò che ho fatto. E so che se lo perdessi la mia vita non avrebbe più alcun senso. Mi sento perennemente giudicata dalle persone, anche quando magari non lo fanno.

Non mi sono mai sentita così in vita mia. Mi sento bloccata dentro me stessa. Mi sento una persona che non si merita niente di quello che ha.
Mi scuso in anticipo per i pensieri confusi e vi ringrazio anticipatamente per un vostra eventuale risposta.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Maria, leggendo la sua lettera mi veniva in mente la massima di Blaise Pascal “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”, nel senso che in quanto esseri umani abbiamo capacità di ragionamento e pianificazione, ma anche e soprattutto un grande parte di emozioni che se non considerate, chiedono a gran voce di essere ascoltate.  Credo che sia quello che stia succedendo a lei: lei sembra aver pianificato tutto nella sua vita, ma ora che lo ha raggiunto c’è qualcosa che non la fa stare bene… per un attimo ha ceduto ad un bisogno, un’emozione del momento e la sua parte razionale condanna in maniera eccessiva questa pezzetto della sua vita in cui si è lasciata vivere ed ora i sensi di colpa la fanno stare malissimo. Per stare bene bisogna trovare un giusto equilibrio tra emozioni e ragione e visto che il problema dura da un po' e non le permette di godersi la sua bella famiglia, credo davvero che una psicoterapia possa aiutarla a stare meglio in breve tempo.


Buon lavoro!


 

Ho letto con molta attenzione la sua lunga lettera dove emerge sicuramente uno stato di malessere e le momento dificile che sta attraversando in questo momento. Credo che necessiti dell'aiuto di uno professonista con il quale possa capire , riflettere e anilizzare le motivazioni, gli eventi che hanno portato allo stato attuale in cui si è venuta a trovare. Resto a disposizone. 


Cordialmente 


 

Buongiorno Maria, il tempo della sofferenza che ben descrive e che quasi si tocca con mano, leggendo le sue parole, è in effetti già considerevole (riporta che da circa 1 anno sta vivendo questo malessere che si è intanto acuito). Mi sento di suggerirle di concedersi uno spazio in cui raccontarsi e trovare accoglienza e aiuto. Nel suo dolore attuale può trovare un'occasione di crescita, può ritrovarsi, ma deve essere accompagnata e supportata in questo. Non continui a reggere il peso di un'auto-condanna continua che non la porta da nessuna parte, se non a logorarsi. Chieda il supporto di un professionista e abbia fiducia che ne trarrà benefici. Un caro augurio, Anna Salzano

Cara Maria,


ciò che emerge dal suo racconto è un profondo senso di colpa nato probabilmente, come diceva lei, da quei valori e dalla morale che porta con sè fin da quando era bambina e che da ragazza le hanno poi permesso di costruire una storia d'amore, una famiglia e una carriera, secondo appunto il suo ideale di vita perfetto.


Poi però, a causa di una perturbazione, è andata possiamo dire fuori rotta, fuori dalla rotta perfetta che aveva costruito con ligio "dovere" e che appunto successivamentel'ha condotta all'attuale sofferenza. I pensieri costanti che si ripetono nella sua testa probabilmente vanno a ripercorrere in maniera ricorsiva ciò che è giusto o sbagliato secondo il suo ideale e quindi anche il provare gioia nelle piccole cose, può poi virare nella colpa perchè pensa di essere una persona orribile.


Ciò che sta attraversando è sintomo di una richiesta d'aiuto che ha manifestato da subito con questa lettera, e motivante per la costruzione di un percorso terapeutico che sicuramente le sarà utile, anche a comprendere se c'è realmente UN valore morale da seguire. Le suggerisco pertanto di chiedere concretamente aiuto ad uno psicologo psicoterapeuta che l'accompagnerà in questo percorso, perchè "Se la sofferenza continua è perchè noi continuiamo a nutrirla" (Thich Nhat Hanh).


A presto

Cara Maria, 


ti faccio una domanda: se leggessi una lettera identica alla tua ma scritta da una tua carissima amica, cosa le diresti?


Forse le diresti che non vale la pena essere così crudeli e giudicanti con se stessi per un errore compiuto in un momento di debolezza e sofferenza, la guarderesti in modo comprensivo e amorevole e le ricorderesti la splendida persona che è, tutto quello che ha costruito e tutto quello che ancora ha da realizzare nella vita. Le ricorderesti anche che non è perfetta, perchè nessuno lo è, e che non esiste la vita perfetta ahimè, nemmeno nelle famiglie stile "mulino bianco".


Le chiederesti forse cosa l'ha spinta allora a cercare consolazione tra le braccia di un uomo più grande, forse più protettivo, adulto, che la sapeva accogliere con quel senso paterno che può essere nel suo rapporto mancasse, forse le chiederesti se è proprio sicura che tutto quello per cui ha faticato nella vita non sia forse il frutto di un "dovere", che piano piano nella sua testa ha sostituito il "piacere" di vivere. Non vale la pena forse vivere la vita secondo ciò che siamo? Non è forse giusto poterci esprimere in libertà e goderci la vita, oltre che faticare? Hai costruito tanto ma cosa hai sacrificato per questo? 


La regina dentro al suo castello se è sola poi è triste, forse anche se non è tutto oro quello che ti circonda ma comunque è fatto di affetto e valori veri e sinceri può regalarti la felicità. Guarda dentro di te con amore, con quello stesso amore e dedizione verso cui dirigi le tue parole a tuo marito, che perfetto non sarà nemmeno lui, e sii dolce nell'accettarti anche nelle tue fragilità.


Ognuno di noi sbaglia, l'importante è imparare dai propri errori e vivere la vita seguendo i propri desideri, non ciò che gli altri ci hanno insegnato sia giusto.


Ama te stessa e andrà tutto bene! Un abbraccio

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