Ansia

Ansia e depressione costante

Maria Namida

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Salve, vorrei parlarvi della mia situazione in quanto non riesco bene ad individuare il professionista adatto a me. Soffro di vari disturbi da moltissimi anni, l'esordio è stato in età preadolescenziale, vissuti di rabbia fortissimi e voglia di scappare di casa si alternavano a fasi di serenità apparente, col tempo ho cominciato all'età di 15 anni ad avere dei pensieri bizzarri ad esempio : ho paura di poter distruggere un oggetto di una mia compagna ed essere così rifiutata dai suoi genitori, o meglio pensavo, chissa se poi i genitori di questa mia amica mi vorrebbero ancora bene. Odiavo questi pensieri ma credo fossero cmq pensieri ansiosi e ossessivi che in ogni caso ogni tanto apparivano, soprattutto quando avevo un amica a cui tenevo, dato che per me è stato sempre assurdo il pensiero di poter avere un amico amica o un fidanzato, come se appunto non fosse possibile sperimentare tale gioia senza poi ricevere una punizione o senza poi incorrere in un vissuto di dolore, questo perchè nella mia famiglia c'è stato sempre conflitti tra i miei e anche tra loro e noi figlie, ogni volta che c'era un momento buono ad esso seguiva un forte maltrattamento o un comportamento aggressivo o di indifferenza o umilazione. In ogni caso sono cresciuta e fin quando andavo al Liceo la cosa si poteva gestire, dopo invece senza l'idea di dover fare qualcosa tutto il giorno, depressione e ansia hanno preso il sopravvento, ho perso fidanzato e amici e sono rimasta sola, dopo 10 anni è esattamente nello stesso punto in cui mi trovo ma con maggiori problemi, la malattia è peggiorata di parecchio, è intervenuta una malattia del SNC la fibromialgia per cui dolori estremi fisici e tanti sintomi molto difficili che hanno aumentato l'ansia oltre al fatto che in questi 10 anni ho fatto solo danni, entrando in contatto con persone molto violente di continuo che mi hanno causato traumi forti, più uscivo nel mondo più venivo respinta da crisi psicologiche che poi si verificavano mettendomi io in situazioni a dir poco limite, oltre diciamo ad aver anche fatto alle volte uso di sostanze per lenire il dolore e sviluppando in certi periodi una dipendenza da alcolici. Sono stata vari anni fuori di casa per prendere un pò di pace perchè in casa c'erano sempre aggressioni e scontri reciproci tra me e i miei genitori, io ho sempre avuto paura di non reggere i loro comportamenti e di finire prima o poi in ospedale non avendo supporto esterno ed essendo fragile a livello psicologico, ora sono dovuta tornare dai miei proprio perchè mi ero andata a mettere di nuovo in una situazione per niente positiva piena di violenza e tossicità, la malattia si è in quest'occasione esacerbata fino a farmi pensare di chiudermi in casa e non uscire più, dopo un anno dove finalmente uscivo tutti i giorni ma con alti e bassi ho capito che anche in questo caso non avevo costruito nulla, sono stata in ogni caso meno depressa del solito, quindi ero felice ma poi l'ansia è diventata talmente alta da farmi perdere davvero il controllo della mia mente con ossessioni continue. Ora mi ritrovo di nuovo con ipocondrie ossessioni varie costanti, paura di malattie fisiche e mentali, cosa che era presente quando vivevo in casa mia in maniera molto forte, umore ballerino, pensiero molto veloce o molto lento...empatia estrema e incapacità di confinarmi anche se questa stando qui è migliorata moltissimo perchè mi sono confinata letteralmente, mentre quando ero fuori nell'ultimo periodo era all'estremo questa cosa di non confinarmi per questo anche sono rientrata dai miei perchè non sopportavo più questa cosa. Ora so di aver elencato tutto il DSM XD so che mi fa paura ricevere una diagnosi tanto quanto non riceverla , ho così tanta paura di essere rifiutata socialmente che avere qualsiasi malattia ma sopratutto hiv o malattie mentali è per me qualcosa di atroce pari alla morte, so di avere bisogno di uno psichiatra bravo e competente perchè so che soffro di un disturbo psichiatrico anche molto grave, però la cosa che odio è che io mi sento divisa in due parti, da un lato io so amare e so stare con gli altri che infatti mi adorano quando si trovano in mia presenza perchè sono socievole gioiosa e poi perchè studiando molta filosofia e psicologia conosco le persone a tal punto da potergli entrare dentro in un attimo, inoltre sono leale ed onesta e non scarico mai le mie frustrazioni sugli altri, le persone diciamo mi vedono spesso come una persona estremamente dotata ma anche molto simpatica e gioviale, con estro e sopratutto che crea complicità,ho avuto infatti moltissimi amici nel corso del tempo, tutti però li ho rifiutati o da essi sono stata rifiutata ma è nato tutto dal fatto che io baso le relazioni anche sul pensiero e sulla possibilità di essere, dato che io non mi sono mai sentita amata ne libera di dire ciò che non mi va bene provavo a dirlo a loro ma spesso mi si chiudevano porte, solo con un amico non è successo, mi ha capito e siamo diventati più amici di prima, per me è normalissimo che accada in questo modo ma con gli altri non ho trovato questa apertura, da un lato quindi vengo vista come una persona particolarmente intelligente ma anche semplice e leggera nella condivisione, dall'altro vengo vista come una persona addolorata e con molti problemi psicologici(almeno credo) ed è così che mi sento, divisa tra normalità eccessiva,(nel senso che cerco di comportarmi bene con gli altri senza sbagliare) diversità psicologica eccessiva (nel senso che stando con alcune persone addolorate ma poco consapevoli non risulta loro chiaro perchè poi io reagisco male al loro modo che per me è insano cioè ricorda i miei genitori ed è spesso davvero insano) mentre poi con persone diciamo più leggere mi sento meglio e non si creano questi problemi. io sono felice di questo mio essere socievole e anche apprezzata da alcune persone per alcune doti ma dall'altro temo che gli altri poi arrabbiarsi perchè pensano che io magari mi metto in mostra, in ogni caso spesso sono benvoluta ma avere relazioni profonde è diverso e io non mi sento all'altezza lo temo molto quindi preferisco poi stare con persone molto crudeli che tanto prima o poi devo chiudere con loro perchè mi fanno dei danni. il brutto è che vedo le persone proprio dentro e non è che sempre è bello perchè poi essendo io rigida non tollero nulla che non sia come secondo me dovrebbe quindi in parte anche io rifiuto il prossimo, ma non mi sento perfetta e giudico molto me stessa. Per questo stesso motivo fatico a trovare un terapeuta perchè vogliono spesso sfidare (cioè vogliono mettersi di traverso alle mie richieste e spostarsi sulla rottura dei miei schemi) e io ritengo ciò molto narcisistico se fatto in un primo incontro, dove io già mi sento martorizzata e vorrei un attimo di comprensione. mi sono trovata bene una sola volta ma non posso ritornare li perchè il percorso è chiuso. sono da più di un anno in cerca e ho visto decine di professionisti senza riuscire a trovare un minimo di serenità. Dato che non esco mai e non sento nessuno e a casa sono in no contact con i miei , passo giorni in silenzio ma mi sento di impazzire e mi prende un ansia che veramente è ingestibile in quanto continua e fortissima, si ingigantisce proprio per il non parlare, di cui ho un estremo bisogno anche per come sono di carattere. ...Secondo voi a chi principalmente dovrei rivolgermi e in attesa di trovare qualcuno come faccio ad esprimermi con qualcuno, dove potrei andare, vorrei veramente ricevere empatia e sto lottando per questo , non parlare però mi sta devastando davvero. Grazie mille perdonate se ho scritto tanto.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Maria,


Innanzitutto La ringrazio per aver scritto.


Ritengo che nella sua situazione possa essere particolarmente utile avere un confronto con altri esperti date le difficoltà avute nelle sue precedenti psicoterapie. 


Premetto che la costruzione di un buon rapporto terapeutico non è un processo lineare e può talvolta incontrare ostacoli. Il superamento delle difficoltà incontrate in terapia, attraverso il dialogo e il confronto, costituisce un'importante tappa nel processo di evoluzione personale e relazionale. 


Dato che tra i diversi professionisti contattati "una sola volta si è trovata bene", perché non ricontattarla? Ci rifletta potrebbe esserLe maggiormente utile che cambiare terapeuta per l' ennesima volta e rischiare di ritrovarsi nella medesima situazione, inoltre potrebbe fungere da modello anche per le difficoltà relazionali incontrate nei suoi rapporti amicali e familiari.


Qualunque sia la sua scelta, La invito a intraprendere il successivo percorso terapeutico con maggiore disponibilità al cambiamento e alla rottura di vecchi schemi, che le causano tanta sofferenza, per migliorare la sua qualità di vita.


Cordialmente.


 


 

Gentile Maria,


è chiaro che l’ansia e la depressione, i diversi problemi psicologici sono propriamente non un disturbo, ma i sintomi di un disturbo, che riguarda chiaramente tutta la personalità, nel presente come nella Sua storia personale.


È possibile che, con un approccio specifico alla problematica, che potremmo presumibilmente chiamare psico-educativo, si potrebbe ottenere in tempi non lunghi sia una risoluzione della problematica in questione, sia un miglioramento, di riflesso, del più complessivo stato generale d’ansia e di insicurezza.


In tal senso, una focalizzazione strategica sul sintomo e una rieducazione psicologica appaiono senz’altro adeguati.


In alternativa, una soluzione più radicale sarebbe – su tempi più lunghi - affrontare una terapia del ‘profondo’, che risolva le radici dell’ansia e della depressione e, di conseguenza, anche i suoi sintomi.


Tale approccio potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e ancora infantili della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della Sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza e disistima.


Intanto, Le invio i miei più cordiali saluti.

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