Ansia e fobia di impazzire

Silvio

Salve dottori,
da sempre sono un soggetto ansioso, a volte con attacchi di panico e mi è capitato spesso di somatizzare sintomi fisici.
Vi contatto per un problema che mi affligge da quasi un mese, mentre stavo cenando un sera; improvvisamente ho avuto la sensazione di forti vertigini,
caldo in bocca, fatica a respirare e una sensazione di svenimento come se stessi per morire insomma.
Dopo diverse decine di minuti si è stabilizzata la situazione, ho pensato ad un attacco di panico e mi è successo anche il giorno successivo,
la situazione è andata via via a scemare, con attacchi di panico quasi regolari ma sempre più lievi fino a normalizzarsi il tutto.
Ad ora mi persistono i sintomi di testa dondolante da seduto e la sensazione che i polmoni non si riempiono a dovere come se non riuscissi a completare il respiro portandomi
ad agitarmi e di conseguenza avere un umore poco gradevole.
Quello che non capisco è se questi sintomi sono reali o di natura ansiosa ed è proprio questo che mi porta nel panico, anche perchè sono subdoli e compaiono quando meno te lo aspetti.
Inoltre ci tengo a precisare che tutta la mia ansia, inutile dirlo è considerevolmente peggiorata con la pandemia, vaccini e chi più ne ha più ne metta.. sono mesi che non esco quasi mai di casa
per paura di contrarre il covid, limitando anche i rapporti con i miei cari convivendo con la mia compagna.
Un altra sensazione che ho in testa, che mi è comparsa da poco; è quella della paura di impazzire o perdere il senno e di conseguenza la paura nella paura mi fa perdere questo "controllo" su di me.
C'è la concreta possibilità che io possa impazzire per qualche ragione? Ovviamente non ho notato nessun problema cognitivo, conosco due lingue ad esempio e me le ricordo perfettamente; come ricordo tutto ciò che
ho studiato negli anni e in modo ossessivo ripasso a mente tutto per paura non so', di dimenticare tutto e perdere la ragione.
Scusate lo sfogo, credo che già una risposta esaustiva possa essermi di grande aiuto in questo momento.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Ciao Silvio,

ho letto attentamente la tua lettera, quello che descrivi è il classico DAP (disturbo di attacco di panico) con i suoi segni e sintomi fisici e psicologici: vertigini, sensazione di testa vuota e leggera, tachicardia, respiro affannoso, fiato corto, pallore al viso, paura d'impazzire, paura di morire e di essere annientati senza una ragione apparente e altri ancora. Hai perfettamente ragione quando dici che la pandemia ha accentuato i tuoi sintomi, in quanto, secondo le recenti statistiche, i disturbi di questo tipo sono aumentati in una percentuale significativa con il covid-19. La tua paura è reale e i sintomi, anche se psicologici, sono reali quanto quelli di natura organica e causano disagio e difficoltà a chi ne è colpito e a chi gli sta vicino. L'evoluzione del disturbo di Panico è la cosiddetta "paura della paura" dove la persona che la subisce inizia ad avere paura che un prossimo attacco si manifesterà nell'immediato futuro e, quindi, inizia a vivere in un loop di fobie e panico, si avrà quindi il "Disturbo di panico con agorafobia", dove il soggetto si sentirà al sicuro solo tra le mura domestiche e inizierà a trovare scuse per non uscire più di casa.

Probabilmente non impazzirai, il DAP non porta alla psicosi, ma condizionerà la tua vita, limitandola parecchio. Un intervento di psicoterapia è caldamente raccomandato in questo caso, prima si interviene e maggiori saranno i margini di risoluzione del problema.

Cordiali Saluti

DR. Marco Maiani Psicologo e Psicoterapeuta (Roma)

Gentile Silvio,

Da come scrive le sue difficoltà e sensazioni sembrano proprio essere un po' sintomi di ansia o di attacco di panico.

La sensazione di impazzire accade quando si vivono questi momenti sono tipiche ma le assicuro che non si impazzisce nel vero senso della parola anche se si vivono momenti forti, destabilizzanti, vulnerabili, ecc.

Le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia per conoscere meglio se stesso, per trovare insieme a un professionista delle tecniche da usare quando insorgono queste sensazioni e per trovare una strada meno tortuosa ma maggiormente lineare

Resto a disposizione per informazioni, richieste e/o eventuale consulenza.

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta 

Ricevo a Torino e online 

Salve Silvio, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio provocato da questa situazione e quanto possa essere impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare strategie utili per identificare e gestire quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Buonasera Silvio,

Ritengo che nel suo caso durante la cena che ha menzionato il cervello abbia captato degli elementi nel contesto che combaciavano con una situazione passata (forse rimossa) che fu per lei motivo di forte paura. Quella sera si è attivata una risposta psicosomatica come se la situazione passata fosse fotocopiata in quel qui-e-ora. Questo evento ha generato un disturbo d'ansia. 

L'ansia è una paura mentalizzata, vale a dire che non è più una paura biologica sensata , con lo scopo di generare una risposta di attacco o fuga di fronte a un pericolo per salvarsi la pelle. In questo caso il pericolo reale è sostituito da un contenuto mentale. Significa che ciò di cui ha paura è un pensiero che lei stesso ha prodotto.

Le consiglio di intraprendere un percorso che le fornisca gli strumenti per placare i sintomi e, gradualmente, accedere alla paura primaria che li sottende.

In bocca al lupo