Come posso affrontare una volta per tutte la mia paura di svenire?

AnnaG.

Ciao, sono una ragazza di 31 anni, soffro da 18 anni (dalle scuole medie) di disturbo d ansia con attacchi di panico e agorafobia. Dopo aver preso la patente mi si è presentata anche la paura di guidare (amaxofobia). La mia vita ha sempre avuto alti e bassi, più bassi però. Ma ultimamente sono sprofondata del tutto, perché la mia paura di svenire mi ha bloccata in casa da mesi, e sono molto demoralizzata. A novembre ho scoperto di essere diventata dipendente delle benzodiazepine e mi hanno sospeso di botto il farmaco dopo anni, e da allora ho passato le pene dell'inferno da sola, affrontando tutti i sintomi da sospensione. Non capisco perché non me l abbiano scalato. Non so nemmeno io come ho fatto ha superare la fase acuta. Ora finalmente vado un po’ meglio, alcuni sintomi li ho ancora, il peggio l ho passato, però non prendendo più il farmaco ora non riesco più a uscire di casa, mi sento bene solo qui a casa, ho paura del mondo esterno. Non so come affrontare la cosa, e ho deciso di chiedere aiuto a voi per come potrei fare, spero in delle vostre risposte, non ne posso più di vivere così.
Grazie AnnaG.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Anna,

credo che sia opportuno che Lei si rivolga ad uno specialista per indagare i motivi di questo suo stato di malessere. L'interruzione coatta dei farmaci è stata una scelta sbagliata, da parte di chi gliel'ha consigliata, e certo non ha aiutato. Sicuramente un supporto psicologico le sarebbe d'aiuto, senza escludere a priori quello farmacologico. 

Se vuole può contattarmi. 

Saluti

D.ssa Raffaella Cortini 

Gentile Anna,

immagino dal suo racconto che non sia semplice. Potrebbe magari anche valutare un percorso di psicoterapia per essere accolta, ascoltata e supportata in questo momento difficile. Inoltre potrebbe anche valutare insieme a un professionista alcune tecniche da adottare durante la giornata.

La paura quando insorge? prima di entrare in macchina? mentre è in macchina? se c'è molto traffico? Potrebbe essere importante capire se la paura può essere limitata magari con la presenza di qualcuno in macchina.

Potrebbe valutare anche di praticare meditazione per cercare di mandar via il pensiero quando si presenta e allo stesso tempo anche osservare come sta il suo corpo.

Le linko degli articoli scritti da me:

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-individuale-minori-adulti-cognitivo-costruttivista/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/attacco-di-panico/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/imparare-a-comprendere-i-propri-pensieri/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Non è chiaro l'aspetto psicoterapeutico che potrebbe esserci stato o meno. Ha una diagnosi da 18 anni e una terapia farmacologica conclusa ma non si cita un percorso di psicoterapia. Se c'è stato forse val la pena chiedersi se sia il caso di riprenderlo e, se non c'è stato, vi sono tutti gli elementi per procedere con un consulto psicologico vista la quota di sofferenza e di compromissione della propria vita quotidiana.

Gentile AnnaG., credo che fino ad ora tu abbia affrontato nel modo migliore i sintomi che ti facevano soffrire. Mi sembra di capire che ora percepisci altre difficoltà che pure ti rendono difficile uscire e vivere pienamente la tua vita. Credo che potresti giovare di un percorso psicologico, eventualmente anche a distanza, di comprensione profonda dell’origine e del significato di quanto hai vissuto finora, per dare spazio alla possibilità di una apertura e di un cambiamento nella possibilità di un nuovo stile di vita per te più soddisfacente.

Dott.ssa Stella Segatori

Salve Anna, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto ed, altresì, aiutarla a gestire i potenti circoli viziosi che si verificano in queste circostanze e che agiscono come potentissimi fattori che mantengono la sintomatologia in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL