Ansia

Da 2 mesi o poco più soffro di crisi di ansia

Giulia

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Salve, sono una ragazza di 21 anni e da 2 mesi o poco più soffro di crisi di ansia. Queste si manifestano nella paura di uscire quando è buio, e in pensieri negativi che mi si palesano nel momento in cui cominci a calare la sera. Mi sto facendo seguire da una psicologa che mi ha consigliato, per sconfiggere questo mio timore di uscire ogni tanto di sera anche solo per 15 o 20 minuti. Anche se all'inizio questo consiglio mi ha giovato, uscendo ieri sera, e sentendo un forte impulso di correre subito a casa, mi sono sentita ulteriormente scoraggiata, perché malgrado il mio sforzo il risultato è stato negativo. Questo mi ha portato a passare le 2 ore seguenti sdraiata sul letto, sommersa da pensieri negativi e in preda a crisi di pianto. Cosa posso fare? Potete darmi qualche consiglio per ritornare a vivere una vita tranquilla e senza paura del buio?

18 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Giulia,

l’impulso di correre a casa è una delle normali manifestazioni della paura. Probabilmente c’è qualcosa che pensi che ti preoccupa, legato a cose che hai imparato, a situazioni che hai vissuto, che in modo automatico ti fa sentire la necessità di scappare. Sarebbe interessante approfondire quali pensieri negativi hai fatto prima che sentissi l’impulso di scappare e quelli che ti hanno scatenato le crisi di pianto: pensieri su di te? Pensieri sul futuro? Solitamente ciò che pensiamo ha un grosso impatto sulle nostre emozioni.

L’esposizione alle situazioni problematiche, successiva ad un esame ed una discussione sui pensieri che fai, è una tecnica molto efficace per diminuire l’ansia nel lungo periodo. Tuttavia può capitare che alcune esposizioni risultino più difficili di altre, ma non è il caso di scoraggiarsi; il percorso terapeutico è fatto anche di momenti di difficoltà che, se condivisi con la propria terapeuta, permettono di comprendere al meglio come superarli.

A volte per superare un ostacolo, occorre provarci più volte, così come quando si impara qualcosa di nuovo: solo così si consolida l’apprendimento ed a quel punto non sarà più un tuo problema.

Spero di esserti stata utile, buona giornata.

Cara ragazza, essendo seguita da una collega, e' il caso che condivida con quest' ultima tutti i suoi timori. Solo così potrà costruire una relazione di reciproca fiducia che possa essere per lei terapeutica, coraggio non abbia timore di affidarsi. 

 

Salve Giulia

mi dispiace del suo disagio! Continui a seguire la sua psicoterapia e parli delle sue difficolta alla collega. Non si scoraggi ! I tentativi che si possono fare sono molteplici. Auguri

Cara Giulia, come tu stessa dici, la paura del buio è una manifestazione dell'ansia che stai vivendo in questo periodo della tua vita. Sai, il fatto che tu, senza rendertene conto, abbia circoscritto il tuo disagio in qualcosa di  "concreto" come il buio, è il segno che sei una persona che ha tantissime risorse e che riesci a non compromettere tutta la tua vita.

Mi viene da chiederti: cos'è successo in quest'ultimo periodo? ci sono stati cambiamenti? 

Sono sicura che saprai individuare la causa del tuo disagio...al momento non posso dirti molto perchè dovrei conoscerti meglio e incontrarti di persona, 

Se ti va di fare qualche colloquio, contattami.

Buona serata.

Dott.ssa Debora Magnani Cagliari (CA)

Cara Giulia

il consiglio più utile e' continuare a farti seguire dalla psicologa poiché per avere risultati e' necessario più tempo.

Cordiali saluti

Credo che sia necessario seguire un percorso di psicoterapia e scoprire cosa c'è dietro questa ansia. Un consiglio non è sufficiente, ma è certamente indispensabile un percorso prima che si cronicizzi il sintomo. Dalla mia esperienza terapautica dall'ansia si guarisce, ci vuole solo un pò di impegno.

In bocca al lupo!

Gentile utente,

l'ansia riconosce in genere dei fattori causali inconsci, per cui la psicoterapia per essere pienamente efficace deve riuscire a neutralizzarli. Ciò può avvenire in vari modi; non sempre è necessario  e anzi spesso non è consigliabile affrontare direttamente le paure inconsce, però le varie tecniche e strategie psicoterapeutiche devono comunque riuscire ad ottenere una ristrutturazione del pensiero che le neutralizzi anche se indirettamente. Le consiglio di consultare uno psicologo che utilizzi la Terapia Strategica Breve, particolarmente efficace per questo tipo di disturbi. Le metto il link anche di un mio articolo http://www.psicologi-italia.it/psicologia/attacchi-di-panico/1254/attacchi-di-panico-cura.html cordiali saluti

 

 

Continui a seguire la terapia, ma faccia sapere chiaramente alla collega che il suggerimento di uscire anche se per un periodo limitato ha dato giovamento solo nel primo periodo.

Valuti cosa è successo qualche mese fa quando ha iniziato ad avere i primi sintomi....la paura del buio da quanto tempo è presente? I pensieri negativi arrivano solo di sera? In seguito a questa situazione cosa non ha potuto più fare? Lavora o studia? La terapia è un percorso, e vedrà che un pò alla volta troverà sollievo.

Gentile Giulia,

ne discuta con la collega che la segue, parlando liberamente del fatto che sente che questo modo di procedere non la convince, e troverete insieme una strada. Se poi dovesse ritenere che questo approccio non fa per lei, potrà rivolgersi a un altro psicologo. Non credo che le gioverebbe avere dei "consigli" preconfezionati, ma lavorare sul significato che per lei ha questa "paura del buio".

Saluti,

Gentile Giulia, in primis va ricercata la causa profonda che genera lo stato di ansia, poi considerare il sintomo dell'ansia come un segnale finalizzato inconsciamente a farci migliorare la nostra austima. Di conseguenza il sintomo non va sfidato, ma compreso. Cordiali saluti

Salve,

volevo fare una premessa, a parità di sintomi, nel suo caso una fobia specifica del buio, le cause variano da soggetto a soggetto. Il consiglio suggerito dalla sua psicologa, è stato troppo prematuro rispetto all'indagine che si deve fare "oltre" il sintomo.Le consiglio vivamente di intraprendere un percorso di Psicoterapia, poichè la sola consulenza psicologica, che può avere come obiettivo la valutazione diagnostica, non è di certo la modalità per capirne le cause e intraprendere un percorso di cura ,che sia chiaro, non finirà quando non avrà più paura del buio, ma quando avrà consapevolizzato che certe aree della sua vita, ben elaborate in psicoterapia, non saranno più causa di ansia, attacchi di panico o pensieri cupi e ripetitivi.

cordialmente.

Carissima Giulia, quello che ti sta succedendo è abbastanza normale, soprattutto all'inizio di un percorso come il tuo. La paura può ritornare, anche quando meno te lo aspetti: è un'emozione e come tale non puoi controllarla, ma puoi invece imparare a gestirla. Intendo dire che oggi il rischio più grande è che questa paura blocchi la tua vita, quello che vuoi fare e che per te è importante. Prova a muoverti con la tua paura, con il disagio che ti può provocare, ma facendo cose che ti interessano, che ti stanno a cuore. Quello che ci tengo a dirti è che puoi provare paura senza per questo scappare, ma comportandoti comunque con coraggio. So che è difficile, soprattutto all'inizio, ma credo sia la cosa più utile da farsi! Fai in modo che sia tu a dirigere la tua vita e non le tue emozioni. Le emozioni sono come il tempo metereologico: un giorno c'è il sole, un altro piove, a volte può nevicare e persino grandinare e... nessuno può decidere che fuori ci sia sempre bel tempo. Il cielo, cioè tu metaforicamente, è invece in grado di contenere qualsiasi stato metereologico. Buon lavoro!

Gentile Utente,

non so spiegarmi francamente a cosa possa giovarle il consiglio della collega. Inoltre il compito dello psicoterapeuta non è quello di fornire "consigli" ai pazienti. E' certa che si tratti di un professionista iscritto regolarmente all'Albo?

Ad ogni modo, è sempre meglio chiedere un consulto di persona ad uno psicoterapeuta perchè si comprenda meglio la natura del sintomo ansioso che lei riporta. Ansia, pensieri negativi, paura del buio sono sintomi che possono rimandare a differenti quadri psicopatologici, ma potrebbero anche non necessariamente interessare un ambito più importante della sua personalità e dunque potrebbero essere trattati in maniera più focalizzata. Ma solo in tal caso.

Cordiali saluti

Ciao Giulia,

continua a seguire la tua psicologa e racconta a lei la tua reazione. Sai a volte prima di stare meglio bisogna passare per dei momenti del genere.

In bocca al lupo.

Dott. Giovanni Romito Benevento (BN)

Salve Giulia, inizio dicendo che ogni qual volta una persona presenta una difficoltà sul piano psicologico di qualsiasi tipo (nel suo caso crisi d'ansia), uno degli errori che commette è quello di riportare come disagio l'insieme dei sintomi che gli creano problemi. Nel suo caso, ad esempio, abbiamo: paura di uscire quando è buio e pensieri negativi; oviamente si tratta di un "errore" involontario che deriva dalla mancata comprensione di ciò che ci sta realmente accadendo. Vede, i sintomi non vanno considerati come la causa del suo disagio ma bensì la conseguenza di esso. Le faccio un esempio molto banale: se lei ha un'allergia alle fragole che le procura delle macchie alla pelle, il suo vero problema è l'allergia e le macchie sono la conseguenza di questo. La paura di uscire è la conseguenza, quindi, di un suo disagio, quale? A questa domanda non posso darle una risposta in quanto ho pochissimi elementi, tuttavia è chiaro che questo disagio si è palesato poco più di due mesi fa attraverso qualcosa che dev'essere accaduto nella sua vita e che deve aver avuto un impatto emotivo tale da procurale ansia. Tenga conto che non dev'essere per forza qualcosa di particolarmente traumatico, anzi, spesso può essere proprio qualcosa cui non abbiamo dato il peso che meritava. Il consiglio della sua psicologa (di uscire per un po' la sera) potrebbe funzionare a patto che si lavori sulla comprensione del perchè lei ora è in ansia. Riprendendo l'esempio che le facevo prima, se applico sulla pelle una pomata per le macchie ma continuo a mangiare le fragole (cui son allergico) non risolverò mai il problema. Spero di eserle stato d'aiuto. In boca al lupo, e mi scriva ancora se ha bisogno. 

Gentile Giulia,

innanzitutto ti consiglierei di continuare il tuo percorso con la psicologa. Le problematiche di ansia e panico hanno bisogno di tempo per risolversi, quindi è necessario non demordere, anche se non si riscontrano risultati immediati o a breve termine. Capisco che, dopo i progressi, un passo indietro sia scoraggiante, ma anche questo fa parte del percorso. E il pianto, anche se è provocato da tristezza, scoraggiamento e pensieri negativi, è comunque sano e salutare perchè aiuta a sfogare la sofferenza. Non pretendere troppo da te stessa e datti tutto il tempo di cui hai bisogno per affrontare e superare tutte le tue paure. 

Cara Giulia, deve parlarne con la psicologa che La tiene in carico. È necessario che i dubbi e/o le perplessità si risolvano direttamente con la professionista che La segue. In bocca al lupo!

Salve Giulia,

di certo queste paure non scompaiono così dall'oggi al domani, deve avere un pò di pazienza e non deve scoraggiarsi così velocemente. Questa sua psicologa le ha consigliato di provare con questa tecnica, ma anche se lei si impegna non è detto che tutto si risolva subito. Certe paure hanno bisogno di tempo per essere affrontate. Oltre ciò, le consiglio comunque si focalizzarsi un pò anche sul significato di questo suo timore, per comprendere se vi sono motivazioni anche più generali e amplie, che la portano ad incontrare questo ostacolo.

Penso che comprendere meglio quali siano i pensieri negativi che la assalgono, per esempio, o perchè dentro di sè si porta questo timore potremmo dire infantile, possa aiutarla a fronteggiare meglio le ansie che la bloccano.

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