Ansia

Ho 17 anni e ho troppa paura di uscire di casa

Matteo

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Vivo in un paesino piccolo, tutto è iniziato 3 anni fa dove ero stato “abbandonato” dai miei amici e offeso pesantemente da uno di loro, e da quel momento non li ho più rivisti apparte un paio di volte uno di loro. Appena iniziate le superiori, un mio amico di infanzia che era a conoscienza di questa storia ha iniziato a parlare male e prendermi in giro davanti a tutti i miei nuovi compagni mettendomi in cattiva luce, e ogni volta che provavo a difendermi alzava le mani senza motivo e successivamente il resto della classe si è unita a lui (compreso mio cugino che invece di difendermi stava dalla sua parte). Un altro dei motivi per cui venivo preso in giro era l’essere abbastanza grasso, e per questo ho fatto palestra impegnandomi duramente dimagrendo, e dopo questi avvenimenti che mi portarono a chiudermi in casa mi ero fissato di ripartire a maggio di quell’anno (2019) andando a una festa pubblica del mio paese rivedendo così i miei vecchi coetanei, avevo passato qualche mese per prepararmi psicologicamente solo che fui travolto da un ansia assurda e mi rinchiusi in casa senza nemmeno provare ad andare. Perlomeno a scuola avevo risolto, quel mio compagno era stato bocciato ed ero riuscito a mettermi in buoni rapporti con quasi tutti (tranne alcuni che volevano distruggermi senza una ragione), solo che da quel momento ho il terrore di uscire di casa da solo, quando devo uscire nel mio paesino per andare a tagliarmi i capelli o altro ci vado di mattina quando i miei coetanei sono a scuola (io l’ho lasciata) e mi faccio accompagnare da mia madre per sicurezza, ho troppa paura di incontrare quelle persone e rivivere quello che ho passato due/tre anni fa, i miei per rassicurarmi dicevano che ormai saranno maturati rispetto a un tempo, solo che beh due mesetti fa ho parlato con mio cugino e da quel che mi ha raccontato sul loro conto, sono ancora dei ca**oni come prima che fanno i prepotenti con tutti.
Ora vivo da solo rinchiuso in mansarda e i miei unici “””amici””” sono persone con cui parlo online, e avendo lasciato la scuola di pomeriggio vado ad aiutare mio padre a lavoro, ora come ora la situazione sta migliorando ma sono ancora parecchio insicuro.
Ho iniziato ad interessarmi alla cucina, uno chef amico di mio padre viene ogni tanto a darmi consigli e a settembre devo iniziare sia a lavorare come aiuto cuoco in un ristorante sotto casa di mio padre (i miei sono separati e lui vive in un altro paese), sia a fare un corso a Milano.
Sto facendo il possibile per farmi passare l’ansia, nonostante la mia vita sembri diventata insostenibile. Domani sera devo andare a seguire una lezione di cucina in un posto nel mio paese, mi ci accompagna mia madre ma le ho chiesto se posso provare a tornare a casa da solo per farmi passare queste fissazioni, solo che ho un sacco di paura di incontrare di nuovo quelle persone e di apparire come strano, o che iniziano a girare voci sul mio conto tra i miei vecchi coetanei.
Non voglio assolutamente tornare amico di gente simile, ma voglio perlomeno non avere paura di essere giudicato o ferito; e sto scrivendo ció perché avrei bisogno di alcuni consigli su quello che sto facendo, è una scelta giusta sforzarsi a uscire? Come posso non fare figuraccie avendo attacchi di panico ecc?
Scusate se, da quanto ho visto nella registrazione sul sito, non ho l’età per registrarmi e raccontare queste cose, ma attualmente sono in un vicolo cieco e in questo forum pensavo di trovare gente disposta a darmi consigli, grazie mille se risponderete

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno.


Dai contenuti che scrivi, si comprende che il problema che riporti è emotivamente toccante per te, quindi molto duro.


Rispetto alla tua domanda, sforzarsi di uscire non è sbagliato: se tu volessi provare un percorso di psicoterapia, probabilmente il tuo psicoterapeuta ti aiuterebbe a gestire le emozioni durante le uscite, che rappresentano quella che in gergo tecnico chiamiamo “esposizione”. In estrema sintesi, evitando le uscite il problema non si risolve; mentre affrontandole con i giusti mezzi o in modi per te sostenibili puoi andare ad incidere sul problema. Devi però capire se ci puoi riuscire da solo, oppure se sia necessario chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta.


Il consiglio che mi sento di darti, comunque, è di trovare un modo per affrontare il problema, affinché non diventi parte della tua vita.


In ogni caso in bocca al lupo, ti auguro di risolvere quanto prima.

Cari Matteo, è una storia triste quella che hai raccontato, ma non infrequente purtroppo. Di bieco e deprecabile bullismo, tu ne sei stato vittima, ma non devi permettere che ti rovini la vita. Parla coi tuoi genitori e inizia un percorso di psicoterapia con un serio professionista, puoi superare queste tue difficoltà e addirittura uscirne più forte. Lo sbagliato non sei tu, cari Matteo, sono loro. Un abbraccio.  Resto a disposizione per consigli e per darti indicazioni.

Gentile Matteo,


Complimenti per essere un guerriero così giovane! Da come scrive é vero si osserva molta tristezza e pesantezza però anche molta determinazione e voglia di farcela e uscire da questo tunnel.


Per quanto riguarda ansia e attacchi di panico perché non valutare un percorso di PSICOTERAPIA individuale dove esser accolto, aiutato e trovare insieme ad un professionista le sue strategie, riosservare il suo malessere per riformularlo con "nuovi occhi" e pian piano tornare come vorrebbe anche lei a sorridere?


Ha mai provato a praticare meditazione per cercare di gestire un pochino di più il pensiero precedente, durante e successivo l'ansia?


Resto a disposizione per richieste, informazioni aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere alle domande.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta 


Ricevo: Torino, Collegno e online

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