Ho da anni il terrore del vomito e ultimamente ho nausea e un po’ d’ansia

Alessia

Salve, avrei bisogno di un parere. Sono assolutamente consapevole che online non sia possibile prescrivere farmaci, seguire una terapia, nè nulla di simile, ma mi basterebbe avere solo dei suggerimenti, che una qualsiasi persona prima di essere un professionista darebbe.
Premetto di avere sin da piccola il terrore del vomito, a causa del fatto che da piccola ogni volta che beccavo un virus intestinale andavo puntualmente a finire in ospedale perché non smettevo di rimettere. Il giorno di Natale ero invitata a pranzo dai miei parenti e circa un’ora prima ho iniziato ad avvertire un forte senso di nausea, il che mi ha automaticamente mandata in d’ansia perché ho iniziato a pensare al vomito, pensavo che prima o poi avrei rimesso, il cuore mi batteva forte. Successivamente mia madre mi ha dato delle gocce che credo servano per calmare il senso di nausea e forse in minima parte incidono anche a livello emotivo per calmarti un minimo. Dopo aver preso le gocce a distanza di un paio d’ore la situazione è migliorata, ho mangiucchiato qualcosina, così anche nei giorni successivi. Purtroppo, però, Venerdì scorso, ovvero una settimana fa, dopo il pranzo ho avvertito nuovamente un senso di nausea e mi sono nuovamente agitata perché pensavo che avrei potuto rimettere. Mia madre si è spaventata molto e per non rivivere la stessa situazione di Natale ha preferito uscire di casa per non agitarsi lei stessa probabilmente, quindi son rimasta con mio padre, ho iniziato a piangere e spiegare tutti i miei sintomi a lui, parlarne mi ha dato un senso di liberazione, ma lui è al corrente di questa mia paura di rimettere, non era nulla di nuovo, tuttavia ho anche per la prima volta avvertito un formicolìo al viso e addome contratto, stomaco duro, probabilmente per l’ansia (mio pensiero). Tuttavia parlarne con mio padre mi ha tranquillizzata e son riuscita a dormire con lui. Purtroppo da quel giorno è successo che, non so se per puro caso o perché questi due eventi siano stati proprio all’ora di pranzo, ma è successo che ogni volta che arriva l’ora di pranzo ho un forte senso di nausea e non riesco a mangiare, mi forzo assolutamente perché sono molto determinata in casi del genere, così mando giù almeno qualche boccone per poi però dovermi fermare perché questo senso di nausea mi travolge. Ho anche notato che se mangio finocchi, frutta o ortaggi nonostante la nausea riesca a mandarli giù, ad esempio oggi dopo due/tre bocconi di pasta, ho mangiato un finocchio. La cosa che vorrei precisare è che la mia paura è soprattutto dei virus intestinali, in questo caso probabilmente ho capito che si tratti di una questione più mentale che fisica e che quindi si tratti di una nausea da ansia, per cui fortunatamente ogni volta che avverto questo malessere a pranzo non coinvolgo i miei allarmandoli, ma riesco ad avere un certo autocontrollo e già questo è un passo avanti per me. Dopo pranzo mi tranquillizzo solo andando a dormire (ripetendo ciò che ho fatto Venerdì perché ho visto che mi ha dato sollievo). Dormo un paio d’ore, mi sveglio e mangio quello che ho lasciato nel piatto a pranzo, più un frutto. Poi nel corso della serata frutta, ortaggi, banane, una fetta di pane con insaccati la sera e ancora frutta. Insomma, diciamo che la sera l’appetito non mi manca e riesco a forzarmi anche se avverto leggera nausea, cosa che a pranzo non riesco a fare. Da quel giorno sto cercando di uscire il più possibile, vado a camminare la sera, poi torno e mangio. Esco con i miei amici normalmente, la sera mi sembra tutto okay, poi però arriva il giorno dopo e mi sveglio con questa nausea fino a pranzo. Leggendo su Internet ho letto che casi come questo potrebbero peggiorare nel tempo, che molte persone non riescono più a mangiare con nessuno, che anche se grazie all’aiuto di un supporto sono riusciti a superare la cosa poi a distanza di tempo, anche anni, si è ripresentata. La mia paura è che ad esempio non possa più essere inviata da nessuno a pranzo perché poi non riuscendo a magiare a pranzo inevitabilmente mi diranno “Ma perché non mangi?” Giá son di costituzione magra di mio e spesso mi devo sorbire espressioni come questa, però almeno prima avevo più appetito, da quel Venerdì, invece, a pranzo non è così. Proprio da oggi poi ho cercato di riaggiungere la colazione che in questi ultimi anni avevo ormai saltato, così almeno anche se a pranzo mangio di meno , per lo meno a colazione ho mangiucchiato qualcosina . Oggi ho bevuto un tè è una mezza fetta di panettone a colazione. Meglio che saltarla assolutamente. Sicuramente valuterò l’opzione di rivolgermi a un professionista, ma in questa sede vorrei da voi dei suggerimenti, degli accorgimenti, capire se ci sia un modo per ridurre la nausea a pranzo e riuscire almeno a finire il piatto, volevo anche chiedervi se sia il caso di saltare completamente il pranzo nel caso e soprattutto se dovessi essere invitata a pranzo so già che lì non riuscirei a forzarmi per mangiare perché lì credo che l’ansia sarebbe maggiore, a casa invece qualche boccone riesco a mandarlo giù. Per il momento forse sarebbe meglio evitare di andare a pranzo da qualcuno, purtroppo chi non sa della mia situazione, parenti e così via, spesso dice la sua e dovermi mettere a dare spiegazioni o anche solo sentire non credo mi faccia bene. Vorrei solo sapere cosa ne pensiate voi.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Alessia,

dalla sua descrizione sembrerebbe che lei soffra di emetofobia. Nel DSM 5 è incluso nelle fobie specifico "altro tipo":  solitamente è presente terrore di vomitare o di vedere qualcun altro farlo. 

Dal racconto sembrerebbe molto attenta ed esperta per le sensazioni corporee vissute e provate. 

Mangiare meno o niente, per quanto possa sembrare apparentemente un'ottima soluzione in realtà può provare ulteriori difficoltà gastriche e a livello di benessere corporeo.

Le consiglio di valutare anche una psicoterapia a orientamento cognitivo comportamentale dove poter essere aiutata a trovare le sue strategie e supportata in questo momento di difficoltà. 

Gli obiettivi che si cercherà di raggiungere sono:

  • Scoprire insieme quali sono e come “controllare” o superare o “bloccare” gli eventi stressanti
    Trovare una modalità personale che permetta di aumentare la propria tolleranza all’ansia, allo stress e al disagio perseguendo l’eliminazione degli agiti di evitamento o di altri sintomi/comportamenti disfunzionali di “controllo”
  • Indebolire e rimodulare gli schemi mentali e fisici
  • Il terapeuta accompagnerà durante gli incontri la persona a capire provando a riformulare i pensieri e le emozioni. La focalizzazione avverrà sul normalizzare la sua sensazione di “paura” cercando di soffermarsi sull’ansia esperita e quindi sulla sensazione cognitiva ed emotiva.
  • Da questo punto si parte per capire insieme come riformulare questo tipo di paura o di sensazione per evitare che si trasformi in un reale stimolo di “morte” o di pericolo o di panico o di svenimento, ecc.
  • Può essere utile anche sapere e conoscere il circolo vizioso che nasce quando una persona prova ansia
  • L’obiettivo finale è la ristrutturazione cognitiva del sintomo cioè il poterlo riformulare in modo che non sia più percepito come catastrofico dalla propria memoria, ma cercando così col tempo a tornare a vivere più serenamente e linearmente la propria quotidianità.

Potrebbe valutare anche delle tecniche di rilassamento come la mindfullness da utilizzare nei momenti di ansia pre, durante o post questa sensazione corporea. 

Le linko degli articoli scritti da me sperando di far cosa gradita:

https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/ambiti-di-intervento/terapia-minori-adulti.html

https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/servizi-online.html

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Gentile Alessia, innanzitutto occorre escludere che vi siano problematiche fisico digestive. Alcuni disturbi allego, altri gastrointestinali infatti danno tra altri sintomi, quello della nausea e del sentire di star per vomitare. Occorre quindi una visita medica possibilmente specialistica per escludere l'esistenza di problematiche di tal genere.

Inoltre, come hai giustamente notato, questi disturbi si presentano insieme a un livello di ansia e angoscia notevole, che è bene sia trattato in sede psicoterapeutica, sia per scollegare il legame "cibo uguale ansia" sia per capire cosa cela la tua ansia...quali temi, difficoltà, ambiti di vita sono relegati nell'angolino, """grazie""" alla catalizzazione dell'attenzione su altro (ad es. sul timore del vomito).

Cerca subito un supporto, sia medico per chiarire la sintomatologia fisica, sia psicologico psicoterapeutico!

Un caro saluto

Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo che sia difficile oltre che inopportuno fornire "consigli" e indicazioni "fai da te" senza conoscere la persona e la storia del disturbo che si è instaurato; ritengo piuttosto importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un  percorso cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sintomatologia impedendole il benessere desiderato.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL