Ansia

Mia figlia è lenta a scuola e sempre distratta

Tribuzio

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Buongiorno, ho una bellissima bambina di 8 anni molto allegra, simpatica e socievole sempre aperta ai dialoghi a casa. Da quest'anno l'abbiamo iscritta a un dopo scuola perché le sue insegnanti dicono che a scuola resta sempre indietro perché è lenta e poco concentrata, così anche la signora del dopo scuola mi dice la stessa cosa. Con la differenza che a scuola va volentieri mentre al dopo scuola ultimamente si fa venire il mal di testa o addirittura piange per non andare. Ho notato che non le piace perché non le piace essere sempre rimproverata e allo stesso tempo per paura di sbagliare sbaglia, non è felice quando la lascio si rattrista molto. Tutte le volte che la lascio così mi si stringe il cuore e vado via con gli occhi lucidi.... io e mio marito le abbiamo spiegato che se va al dopo scuola è perché lo facciamo per lei per migliorare e che se gli altri compagni ridono quando lei fa una battuta ridono perché è divertente no perché è stupida, ma niente da fare lei ultimamente è molto permalosa sta sempre sulle sue e mi dispiace tantissimo. Non so come fare per migliorare questo suo comportamento di lentezza e poca concentrazione...vi ringrazio anticipatamente

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentilissima Signora è consigliabile presentare sua figlia ad una consultazione psicologica per escludere che possa trattarsi di un disturbo specifico dell'apprendimento e allo stesso tempo approfondire e cercare di capire quanto più possibile la sua emotività. Molti bambini che presentano lentezza e scarsa concentrazione se non vengono aiutati in queste difficoltà possono andare incontro a conseguenze serie sul piano affettivo-relazionale.


 

Buonasera, 


immagino e capisco la vostra preoccupazione. 


Per comprendere le ragioni per cui vostra figlia appare lente, con difficoltà di concentrazione e triste nell'andare al doposcuola sarebbe utile esaminare le varie possibili cause di queste difficoltà, attraverso un colloquio con voi genitori e una valutazione delle abilità della bambina nella letto-scrittura, nell'attenzione, nella comprensione e nel calcolo. È possibile che tale lentezza o difficoltà di concentrazione siano dovute a delle difficoltà scolastiche.


Qualora siate interessati ad approfondire tali aspetti o ad avere ulteriori informazioni potete contattarmi. 


Cordiali saluti.

Buonasera, quando i bambini manifestano delle difficoltà scolastiche queste andrebbero sempre approfondite. Ritengo abbia fatto bene a darle un supporto extrascolastico, persone competenti che possono insegnare alla sua bambina metodo e strategie utili ad apprendere. Ma, la lentezza segnalata dagli insegnanti e confermata dalle persone che la seguono nei compiti ritengo vada approfondita con una valutazione che permetta di capire se sua figlia abbia delle difficoltà ed eventualmente come meglio intervenire. Le valutazioni vengono fatte in una modalità accogliente, con l’obiettivo di aiutare i bambini a capirsi meglio e di dare delle informazioni a coloro che gli insegnano o li seguono in modo che possano fare le giuste richieste tenendo in considerazione eventuali difficoltà o debolezze emerse nelle prove di valutazione.

Gentile Utente Psicologi Italia,


mi sembra lei ponga due questioni che potrebbero essere distinte. La prima è che la bambina, nonostante la sua socievolezza e le altre caratteristiche di cui lei parla, sia a livello scolastico lenta e poco concentrata.


La seconda questione è che la bambina non ha voglia di frequentare il doposcuola.


Le questioni potrebbero essere relate tra loro come potrebbero non esserlo. Le consiglierei innanzitutto se non lo ha già fatto di capire quali sono le cause della mancanza di concentrazione e la lentezza della bambina svolgendo una valutazione neuropsicologica e/o cognitiva volta a capire se si tratti di semplice lenta maturazione a livello dei tempi di reazione o se si individuano invece delle abilità inferiori negli apprendimenti della lettura, scrittura e calcolo.


Se problemi di abilità di apprendimento sono scongiurati, allora può approfondire cercando di capire se il metodo che la bambina utilizza per apprendere sia utile per le risorse che lei possiede.


Detto questo e solo dopo queste fasi può iniziare a capire se la mancata volontà di frequentare il doposcuola sia dovuta al fatto che la bambina si sente "stressata" dal troppo lavoro o se invece (dato che frequenta la scuola volentieri) sia accaduto qualcosa o semplicemente è a disagio nell'ambiente extrascolastico che frequenta. Le consiglieri comunque di tenere separate le due questioni almeno all'inizio.


 

Gentile sig.ra,


grazie della sua condivisione.
Posso immaginare lo stato di sofferenza e disagio che deve coglierla nel vedere la tristezza di sua figlia.
E' molto importante che la bambina si trovi in un ambiente familiare comprensivo e dove potersi esprimere liberamente perché questo le dà certamente l'idea di essere da voi protetta ed amata oltre che compresa.
Potrebbe essere utile capire insieme alla bambina quali sono le sue effettive difficoltà di concentrazione; questo perché tutti noi abbiamo capacità attentive più o meno limitate e non è sempre facile concentrarsi in un compito (specie se è uno sul quale si viene spesso ripresi).
La pressione psicologica può essere elevata se si pensa ai rischi del fallimento del compito e questo potrebbe a maggior ragione causare un peggioramento della performance e un disinvestimento da parte della bambina.
L'idea di sbagliare ed essere quindi derisa e umiliata potrebbe portarla a sentirsi ancora più inadeguata e spaventata all'idea di ulteriori derisioni. In questo circolo vizioso, diviene ancora più facile sbagliare e rimanere incagliata in una situazione senza via di uscita.
Non va quindi lasciato al caso il fatto che la bambina pianga e "si fa venire il mal di testa" per non andare al doposcuola: è evidente che un disagio c'è.
Un confronto tra voi genitori, la bambina e l'insegnante potrebbe essere utile a venire a capo della situazione e aiutare la bambina a sentirsi compresa, protetta e non giudicata anche al doposcuola, oltre che a casa.
E' bene poi ricordare che i bambini sono sorprendentemente abili emotivamente e probabilmente sua figlia ha ben chiaro il motivo delle "prese in giro". Potrebbe essere utile rimandarle l'idea realistica che a volte quando una persona sbaglia gli altri possono deriderlo e prendere in giro quella persona e questo, sebbene non sia giusto, talvolta capita. Quello che è importante ricordare è che tutti possiamo sbagliare e sbagliare non implica essere un totale fallimento o che non si potrà rimediare all'errore.
Potrebbe essere utile anche per voi genitori attuare una riflessione insieme per comprendere come vi fa stare questa situazione, come vi sentite e quali pensieri vi sono passati per la mente.
Nella speranza di averle dato degli spunti di riflessione, rimango a vostra disposizione pro futuro. 


 

Gentile signora,
sarebbe interessante sapere come andava la bambina gli anni scorsi. Non dice se frequenta la seconda o la terza elementare, in ogni caso sarebbe utile valutare l'intero andamento scolastico e capire se sono intervenuti cambiamenti importanti negli ultimi tempi.
A mio parere, poi, il fatto che le insegnanti segnalino il problema nel modo che lei ha riportato è poco costruttivo: dovrebbero essere gli insegnanti a capire come coinvolgere e far progredire tutti gli alunni di una classe. Hanno fatto qualche tentativo per ovviare al problema? E se sì, quale/i?
Il doposcuola può essere un'ottima soluzione, ma bisogna anche valutare come viene proposto: che una bambina venga “sempre rimproverata” e che abbia così tanta paura di sbagliare in un contesto protetto mi lascia perplessa. Forse potrebbe provare a cercare qualche altra soluzione (maestra in pensione disposta a venire a casa o altro) per vedere se va meglio.
Ci riscriva se ritiene.

Buongiorno signora Tribuzio,


da quello che leggo mi pare di aver capito che sua figlia abbia iniziato le lezioni di doposcuola da poco, pertanto sarebbe importante darle il tempo di adattarsi a questa nuova situazione... Nel frattempo però è altrettanto importante che sua figlia possa guardare la sua mamma negli occhi e vedere che è serena e tranquilla e non con gli occhi lucidi... sarebbe opportuno allargare il raggio d’azione della bambina non solo ad attività didattiche ma anche extra didattiche, ad esempio praticare sport, corsi di teatro, laboratori che possano permettere alla bambina di sentirsi gratificata ed impegnata in attività che a lei interessano... 


Se dovesse aver bisogno di ulteriori dettagli non esiti nel contattarmi anche telefonicamente. In attesa di un suo riscontro le porgo cari saluti. 


 

Buongiorno signora, lei ha esposto diversi argomenti. Contemporaneamente la sua domanda finale è riferita alla scarsa attenzione scolastica a scuola. Io credo che voi stiate facendo una cosa funzionale alla sua crescita. Probabilmente vostra figlia a scuola, avendo altre persone, oltre a quelle di famiglia, con le quali interagisce, si sente scomoda. Credo, ma non conoscendola non le posso dare una risposta certa, che si debba solo adattare al nuovo contesto. Se voleste invece lavorare sulle difficoltà e sul dolore che provate vedendo vostra figlia così rammaricata, il discorso cambia. Però non è questa la sua domanda. Potete contattarmi in orari di ufficio, esclusi sabato e domenica.


 


A presto


 

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