Ansia

Paura di uscire di casa

Krizia

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Buongiorno, sono una ragazza di 29 anni ed ultimamente ho paura di uscire di casa. Quando so di dover uscire (anche solo per fare una passeggiata) ho tachicardia, agitazione, gambe pesanti e paura di svenire. Credo che il tutto sia nato dal fatto che soffro di pressione bassa e questo mi ha portata ad avere paura di svenire. Ho sempre fatto le mie uscite ugualmente, ma da un mese a questa parte le sto evitando, rinchiudendomi in casa e riducendomi a far quattro passi qui intorno (abitiamo in campagna). Sono uscita con mia mamma nonostante fossi agitata e la giornata è andata relativamente bene tranne quando ho avvertito una sensazione di calore (eravamo al chiuso e mancava un po' l'aria), così mi sono agitata e mi sono demoralizzata. Il giorno successivo ho provato ad uscire nuovamente con mio marito e mio figlio, cercando di combattere l'ansia ed ho passato un pomeriggio piacevole.
Preciso che non sono mai stata una persona particolarmente socievole, perché sono timida ed introversa, ma sono sempre stata felice di uscire di casa per fare una passeggiata, andare al mercato, al parco giochi con mio figlio, al lago con mio marito e il piccolo, un giro per negozi, una cena da amici...
Fondamentalmente conduco una vita felice, sono casalinga per scelta e fino ad ora non ho mai avuto problematiche. Ora vorrei un consiglio per affrontare queste mie paure e riprendere una vita normale perché questa situazione mi spaventa parecchio.

12 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Krizia,


comprendo il suo timore di non riuscire più a condurre una vita normale, e di rimanere "intrappolata" a casa. Purtroppo ansie e paure, che in prima battuta ci appaiono poco comprensibili, rischiano poi di condizionare la nostra esistenza, limitandoci negli spostamenti, nelle uscite, nella vita di tutti i giorni. Spesso queste ansie e paure hanno un significato con radici profonde dentro ognuno di noi, ma che a prima vista appare come non visibile e sconosciuto.


Mi ha colpito il fatto che solo ultimamente sia emersa questa sua paura di uscire di casa. Potrebbe essere avvenuto qualche evento importante per lei, da un punto di vista emotivo o relazionale, che ha fatto in modo che le sue ansie e le sue paure emergessero e la condizionassero. Immagino anche però che per lei in questo momento sia molto difficile fare risalire il suo malessere ad un determinato evento e quindi dare una spiegazione alle sue difficoltà.


Il consiglio che le posso dare è di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per evitare che queste ansie e paure divengano più importanti e meno gestibili, e per evitare che la situazione si cronicizzi obbligandola a rimanere sempre più tempo in casa.


Rimango a disposizione


Cordiali Saluti

Synesis Psicologia Monza e Brianza (MB)

Gentile Krizia,


Il suo comportamento attuale, che la spinge a cercare di uscire di casa ugualmente, le può essere sicuramente utile per cercare di contrastare questa sua paura e permetterle di non acuire maggiormente la sintomatologia ansiosa che descrive. Alcune tecniche di rilassamento possono aiutarla a calmare la sintomatologia acuta, per iniziare possono essere utili dei respiri profondi. Potrebbe essere importante capire a cosa è legata questa sua paura, che è andata acuendosi nell’ultimo mese, in particolare facendo riferimento alla prima volta in cui si è presentata, alla situazione che sta vivendo, alla sua storia personale. Le consiglio sicuramente di consultare uno psicologo che la possa aiutare a trovare le giuste strategie per riprendere a vivere la propria vita senza questa limitazione.


 Rimaniamo a disposizione, cordiali saluti

Dott. Enrico Grande Torino (TO)

Buongiorno Krizia, ho letto la sua mail e ho pensato di risponderle. Da quello che scrive sembra che stia attraversando una fase critica e teme che questa situazione possa cronicizzarsi e rendere difficile la quotidianità. Ha fatto molto bene a condividere le sue preoccupazioni e paure. Cosi facendo ha fatto il primo passo per tirarsi fuori da quel contesto. Ora su due piedi non saprei cosa consigliarle. Sarebbe interessante capire se in questo mese sia successo qualcosa di particolare, nuovo, imprevisto, che possa averla inconsapevolmente "aiutata" ad alimentare un circuito ansiogeno. Ha parlato di un bimbo piccolo e le chiederei se per caso ci sono degli aspetti della maternità che le provocano ansia e agitazione. Se si sono verificati episodi simili in passato. Provi a riflettere su quelli che sono anche i messaggi comunicativi che passano in famiglia: per esempio lei ha detto che soffre di pressione bassa e visto il grande caldo patito nel mese di agosto non sarebbe cosi strano che sia passato il messaggio che uscire potrebbe essere rischioso. Insomma si potrebbero analizzare tanti settori.


Spero di esserle stato minimamente utile.


Cordiali saluti.

Dott.ssa Chiara Paterlini Monza e Brianza (MB)

Buonasera Krizia, ho letto con attenzione il quesito che pone. Questo purtroppo non è un contesto nel quale sia possibile esaurite totalmente le sue richieste, ciononostante qualcosa si può fare!! Mi permetto di scriverle un esercizio di respirazione: in posizione supina con le gambe piegate e le braccia distese lungo i fianchi, ponga un libro sul petto e un quaderno sull’addome (la scelta di questi oggetti è semplicemente legata al loro diverso peso, maggiore sul petto e minore sull’addome), in questa posizione inspiri dal naso e si concentro sul quaderno sopra l’addome, esso si deve sollevare, mentre il libro sul petto deve rimanere quanto più possibile immobile. Questo le serve come parametro per avere padronanza del diaframma (le serva sapere per ora che una corretta respirazione e il corretto utilizzo del diaframma hanno benefici sull’ansia e sulle sensazioni corporee a essa collegate), se la pancia si gonfia e il torace no allora sta utilizzando correttamente il diaframma.


Esegua questo esercizio tre volte al giorno per 3 minuti circa e ogni volta che si presenta una situazione per lei stressante, e non abbia fretta di farlo subito bene, col tempo lo farà sempre meglio ;-)


 

Gentile Signora, ritengo che quanto da lei descritto rientri nella diagnosi di attacchi di panico, probabilmente dovuto ad una situazione di ansia che andrebbe indagata più in dettaglio. E' possibile che vi siano delle aspettative da parte sua inespresse e che, nonostante lei sia generalmente soddisfatta della sua vita, probabilmente sta passando un momento delicato dal punto di vista affettivo. Penso che per lei sia indicato rivolgersi ad uno specialista (psicoterapeuta) che la possa aiutare ad individuare il problema d fondo.


Cordiali saluti.

Buongiorno il mio consiglio per tamponare almeno inizialmente queste paure e' quello di trovare un" attivita come yoga o training autogeno che attraverso esercizi di rilassamento e respirazione la aiutino a rilassarsi prima di uscire di casa da sola. Altra strategia potrebbe essere quella di scrivere su un foglio quali sono esattamente le sue paure e vedere se sono basate su pensieri reali o meno. Ovviamente l' ideale sarebbe fare qualche seduta con un collega psicologo che le possa meglio illustrare questi percorsi che le ho indicato. Cordiali saluti 

Buongiorno Krizia, 


è importante che lei riferisca, al medico di base, i malesseri fisici che ha avvisato quest'estate. Lei scrive, infatti, di essere soggetta a pressione arteriosa bassa. È solo il medico che può dare avvio ad accertamenti sul suo stato di salute. L' afa di quest'estate potrebbe aver inciso effettivamente sul suo organismo, determinando senso di debolezza, senso di svenimento, ecc., attivandole di conseguenza anche la preoccupazione di uscire sola da casa. È importante,ora, quindi che il medico escluda disturbi di natura organica e biologica. 


Solo una volta che vengano fugati tutti i dubbi sul suo stato di salute fisica, allora le sarà utile richiedere dei colloqui con lo psicologo per approfondire,invece, fattori di natura psico-emotiva. Ok?


Vedra' che risolverà'.


Saluti  cordiali  

Buongiorno,


appurato che non ci siano difficoltà a livello fisico, pressione bassa a parte, bisognerebbe cercare di comprendere meglio quando questa situazione è peggiorata perché adesso sta limitando lo scorrere normale della sua vita, impedendole di uscire di casa. Alle volte non riusciamo a capire da soli cosa succede, per questo, proprio perché le vuole affrontare mi sentirei di consigliarle di parlare con uno specialista che la possa aiutare a capire cosa le succede e a tornare serenamente alla sua quotidianità.


Cordiali Saluti

Buongiorno,


i suoi sintomi sono quelli di un disturbo di panico, sarebbe importante capire quando è capitato il primo episodio. Purtroppo evitando di uscire di casa o svolgere le attività quotidiane non fa altro che mantenere attivo il disturbo, anche se, sono sicuro che quando decide di non uscire le si abbassa la quota di ansia. Il mio consiglio è affrontare la paura ed uscire, in questo modo farà esperienza che la situazione temuta (svenire) non le capiterà. Mi rendo conto che non è semplice, se non ci riesce da sola provi a contattare un terapeuta, il suo disagio si può curare. 


Resto a disposizione

Ciao e buongiorno.


Dalla tua descrizione si evince che c' è già una paura sottostante a questa tua "paura di uscire di casa", ovvero la pressione bassa e la paura di svenire. Sembra che questo circolo di paure abbia creato una sorta di circolo vizioso negativo dalla quale non riesci ad uscirne. Sicuramente se prima riuscivi in qualche modo ad uscire di casa senza malesseri particolari ed ora non ci riesci più di tanto, ci saranno delle cause scatenanti che possono dipendere da un tuo vissuto pregresso (riferisci di essere un pò timida o introversa ad esempio) oppure da un episodio particolare che non hai metabolizzato al meglio. Prova ad immaginare cosa stavi facendo la prima volta che hai avuto questa concreta paura di uscire: cosa stavi facendo? con chi? dove andavi? perchè?...e cerca di ricordarti le tue emozioni e sensazioni di quel momento.


Intanto ti lascio fare questo piccolo esercizio!


Se avrai ancora bisogno potrai contattarmi scrivendomi a: artecorpomente@live.it


Io mi sono trasferita da poco a Milano. Se ne senti il bisogno e la necessità effettuo consulenze online.


Ti auguro una buona giornata.


 

Buongiorno Krizia.


Quelli che descrive sembrerebbero attacchi di panico, ma a prescindere dalla definizione che se ne vuole dare, sarebbe importante comprenderne la causa e il senso all'interno della sua vita. Bisognerebbe, tanto per iniziare, prestare attenzione a quando queste sensazioni si sono presentate per la prima volta, in che contesto.


Lei mostra di avere buone capacità di reazione, visto che è riuscita a uscire di casa e godersi il tempo trascorso fuori: non rinunci ad affrontare e risolvere questo aspetto problematico della sua vita.


Se volesse confrontarsi e approfondire, non esiti a contattarmi.


Intanto Le auguro una buona giornata


Cordiali saluti

Buongiorno Krizia,


dal suo racconto emerge una convinzione di allarme per qualcosa che potrebbe succedere e che non sarebbe in grado di gestire (si sente vulnerabile? Ha paura di chiedere aiuto? Si sente debole...?) Questi pensieri attivano, in generale il nostro sistema neurovegetativo che produce delle reazioni del tutto incontrollabili in modo volontario nel nostro corpo: tachicardia, sudorazione, sensazioni fisiche disturbarti, ecc. Sarebbe importante capire quando ha avvertito per la prima volta queste sensazioni a livello corporeo, cercando di descrivere la situazione e, allo stesso tempo, cercare analogie tra la sua storia passata e presente. Bisogna quindi individuare quali sono i ricordi alla base dei sintomi attuali. Le consiglierei una terapia con EMDR che lavora proprio su questi aspetti; può mettersi in contatto con un terapeuta consultando l'elenco sul sito dell'associazione o, se Lo desidera, possiamo sentirci per un consulto.


La saluto cordialmente 

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