Ansia

Paura da relazione e orientamento sessuale

Raffaele

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Salve,
Ho cominciato una terapia un mese fa perché sono in costante stato d'ansia e di tristezza, il quale si presenta nella mia vita periodicamente a seguito di una relazione "che ha un timer" di massimo un mese. Dopo questo mese o vengo lasciato o mi scoccio io e divento tossico per lei. Il ciclo è spesso cosi: innamoramento, flirt, frequentazione dove mi sento fortemente connesso a lei, libero e davvero felice; dopo un mese e qualcosa è successo due volte che la storia è stata chiusa da lei e due volte che questa sensazione di connessione è venuta a scemare da parte mia (situazione attuale). Altri tipi di relazione amorosa (senza frequentazione) mi hanno portato sofferenza tra cui innamoramenti non corrisposti, idealizzazioni di ragazze che non conoscevo. Infine, la mia migliore amica si è innamorata di me (4 anni fa) in un periodo dove mi sono accorto che la trovavo estremamente eccitante e che se non fosse stata tra le persone a cui tengo di più le avrei cercato una amicizia "con benefici". Quando lei si dichiara io sapevo che non cercavo una relazione con lei e quindi scappo, non ci sentiamo per un po', ed adesso siamo di nuovo molto vicini. La mia attrazione fisica per lei rimane, e quest'estate, dopo molto tempo senza avere rapporti di nessun genere, ho pensato che ero anche innamorato ma non gliel'ho detto. Ad ottobre ho conosciuto la mia attuale ragazza e la storia si è ripetuta: molta connessione durante un mese di frequentazione, poi abbiamo vissuto un mese insieme per dinamiche esterne alla relazione (pandemia), e poi comincio ad avere degli incubi che la tradivo con storie precedenti, con persone senza una sessualità ben definita o con persone random.

Piano piano questi incubi mi portano uno stato d'ansia eccessivo che comincia ad essere pesante vederla perché, soprattutto quando ci vediamo negli ultimi mesi, la connessione è sparita ed io sono spesso in ansia di non amarla, di amare altre o di essere gay. La cosa che mi fa stare più in ansia è che ho decisamente sempre voluto una persona come lei affianco con la maggior parte delle caratteristiche che ha lei. Ma queste caratteristiche che ho sempre cercato, adesso sono per me un peso perché non sono sicuro ed ho paura che non le voglio. La sto mettendo sotto analisi capillare per ogni azione che fa in maniera tossica sebbene provi a non farglielo pesare ma è impossibile.

L'altra sera mi ha detto nel letto " hey, noi non dobbiamo stare necessariamente insieme se io non ti faccio stare bene, tu puoi trovare un altra perché meriti di essere felice". Davanti tanta onestà, sincerità e amore ho cominciato a piangere e non la finivo più e mentre piangevo lei mi abbraccia e mi mette una coperta sulle spalle. Io mi sono sentito accolto e amato, forse come poche volte.

Io ho paura di essere gay e questa paura ce l'ho da quando ho 13 anni. Per ricostruire questa paura ho bisogno di elencare alcuni fatti: quando ne avevo 11 ho cominciato a masturbarmi e lo facevo spesso con i miei amici a casa mia. Al ricordo sono spesso disgustato, soprattutto perché una volta, solo con un altro amichetto, mi propone di masturbarci a vicenda. Ancora ricordo la sensazione perché mi da un senso di schifo pesantissimo. Alle scuole medie cambio scuola (per altre ragioni) ed in terza media ricordo di essere preso tanto in giro come "femminiello"(gay), ma tutti venivano presi in giro con appellativi diversi (solo io con uno riguardante la mia sessualità). Era paradossale a scuola ero il femminiello ed agli scout ero il play boy. Quando vado al liceo ricordo di chiamare (non uno nello specifico ma in generale) i miei amici "uee gay" e che non ci davo troppo peso. Piano piano negli anni ho sviluppato una fobia al "tocco" maschile che io non controllo. Mi mette eccessivamente in ansia essere toccato da uomini se non sono io il primo, ad esempio, a voler salutare. Mi sento "all'attacco" quando vedo un uomo muscoloso o attraente perché ho paura di essere attratto e ogni volta che ho paura di essere attratto ho un disgusto simile a quando ricordo la masturbazione con il mio amico. Mi sento all'attacco quando mi telefona/ faccio una videochiamata con un amico che potrei trovare attraente e vado in ansia tantissimo. Soprattutto se in passato in presenza con questo amico ho notato di aver cacciato liquido pre-eiaculatorio con il mio pene non eccitato ma "disgustato". Piccolo inciso: questo liquido l'ho spesso cacciato quando ho un contatto con una donna che mi eccita e soprattutto durante il primo periodo con la mia attuale ragazza. Il fenomeno si è ridotto adesso in quanto ho cominciato per la prima volta nella vita a fare sesso regolarmente in quanto prima l'avevo fatto un massimo di 10 volte.

Qualche precisazione: Mi sono sempre (e con molta frequenza) masturbato su donne, ho fantasticato relazioni sessuali su donne e sono stato con donne ma come potete vedere con molti problemi di fondo. Adesso, quando mi masturbo (tipo ieri o stamattina) sento che " la masturbazione mi porta chiarezza" in quanto sento di non avere ansie dopo. Il problema è il dopo-dopo. Inoltre, non sono i miei amici sono "omofobici" ma anche mio padre il quale ha detto spesso "meglio una gallina che un uomo per i miei figli". Lasciamo stare, anche se lo diceva in maniera scherzosa, lasciamo stare...

So che vi ho detto cose in ordine sparso ma quello che cerco di dirvi è un insofferenza di fondo che non riesco a curare e che vorrei farlo quanto prima perché vicino a me ho una persona con la quale vale la pena capire fino in fondo se possiamo amarci. Io desidero farlo e sentirmi libero, ma non ci riesco. Sarei disposto ad iniziare una terapia online se voi pensate di potermi aiutare.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno, ha iniziato dicendo 'ho iniziato una terapia un mese fa' e conclude dicendo 'anche se devo iniziare una terapia online'.


Credo debba affidarsi al suo terapeuta, averne più di uno o attivare più relazioni terapeutico è un inutile dispendio di energie. Si concentri e si affidi se non riesce ne parli in seduta e cerchi di approfondire questo aspetto, chissà magari scopre cose rilevanti

Gentile Signore,


è chiaro che la l’ansia, l'incertezza identitaria, le paure profonde e irrazionali, i problemi relazionali e di personalità, i problemi psicologici sono propriamente non un disturbo, ma i sintomi di un disturbo, che riguarda chiaramente tutta la personalità, nel presente come nella Sua storia personale.


È possibile che, con un approccio specifico alla problematica, che potremmo presumibilmente chiamare psico-educativo, si potrebbe ottenere in tempi non lunghi sia una risoluzione della problematica in questione, sia un miglioramento, di riflesso, del più complessivo stato generale d’ansia, di stress e di insicurezza.


In tal senso, una focalizzazione strategica sul sintomo e una rieducazione psicologica appaiono senz’altro adeguati.


In alternativa, una soluzione più radicale sarebbe – su tempi più lunghi - affrontare una terapia del ‘profondo’, che risolva le radici dell’ansia, dell'insicurezza e della confusione identitaria e, di conseguenza, anche i suoi sintomi.


Tale approccio potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e ancora infantili della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della Sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza e disistima.


Le invio cordiali saluti.



prof. Roberto Pasanisi
psicologo clinico e psicoterapeuta, docente universitario

Sicuramente un percorso terapeutico è indispensabile.


Lei è ossessionato da un passato che la tormenta nel presente, ma è anche immaturo nell'intraprendere poi delle responsabilità insite nel rapporto di coppia.


Oggi molti sono gli uomini ad avere la sindrome del giovane adulto.


Per quanto riguarda l'orientamento di genere non ravvedo particolari problematiche, in quanto è lo stato di ansia generalizzato e un atteggiamento di sexy addicting a portarle confusione in tal senso.


Si rivolga ad uno psicoterapeuta che tratta problematiche inerenti la coppia e negli ancora se ha competenze specifiche in ambito psicosessuale.


Cordialmente 


Massimiliano dr.Loreto 

Buongiorno Raffaele. Il tema della sessualità è sempre molto delicato e capisco la sofferenza che le genera l’insicurezza che si trascina dai 13 anni.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a chiarire e a dare un significato alle paure e ai pensieri che ha, sia per quanto riguarda il suo orientamento sessuale sia per quanto riguarda il rapporto che esiste tra lei e la sua compagna.
La ciclicità poi con cui le sue relazioni si sviluppano e terminano è utile da indagare per capire che significato lei attribuisce alla relazione sentimentale.
In questa sede darle consigli più precisi è complicato, ma mi rendo disponibile per una terapia online per lavorare insieme e cercare soluzione alla sua sofferenza.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

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