Gentile Valentina,
Da ciò che racconta, sua figlia sembra vivere con particolare difficoltà le situazioni sociali in cui si trova al centro dell'attenzione o inserita in contesti molto stimolanti, come feste, recite scolastiche o eventi con molte persone. Il pianto, il desiderio di non partecipare e il blocco di fronte alle richieste degli adulti potrebbero essere segnali di un forte disagio emotivo, più che di una semplice timidezza.
Alcuni bambini, infatti, sono particolarmente sensibili alle situazioni nuove, ai contesti affollati o alle occasioni in cui sentono di essere osservati e valutati dagli altri. In questi casi possono sperimentare ansia, imbarazzo o paura di sbagliare, manifestandoli attraverso il pianto, l'evitamento o il blocco comportamentale.
È importante evitare di forzarla o di rimproverarla per queste reazioni, poiché potrebbe sentirsi ulteriormente sotto pressione. Al contrario, può essere utile accogliere le sue emozioni, aiutarla a dare un nome a ciò che prova e valorizzare ogni piccolo passo di partecipazione, senza focalizzarsi esclusivamente sulla performance.
Se queste difficoltà sono presenti da tempo, si stanno intensificando o limitano significativamente la sua partecipazione alle attività scolastiche e sociali, potrebbe essere utile un confronto con uno psicologo dell'età evolutiva, che possa approfondire il significato di queste manifestazioni e fornire indicazioni specifiche ai genitori e alla scuola.
Con il giusto supporto, molti bambini imparano gradualmente a sentirsi più sicuri nelle situazioni sociali e a gestire meglio le proprie emozioni.
A cura della Dott.ssa Gjoka Lucie
Per eventuali ulteriori chiarimenti o approfondimenti, resto a disposizione, colloqui online 50 euro.