Soffro di ansia e depressione

Antonella

Salve sono Antonella ho 32 anni sono una ragazza molto sola purtroppo non riesco a socializzare con gli altri perché mi blocco vorrei tanto riuscire a superare questo ho avuto una relazione 10 anni fa con un ragazzo durata 3 anni però era dipendenza affettiva relazione tossica e tuttora ci sto male vorrei avere amicizie e uscire non ho neanche un lavoro sono chiusa in casa sto pensando di andare al dsm però mi fa troppa paura di andarci perché ho anche una forma di psicosi e prendo psicofarmaci cerco aiuto grazie.

21 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Antonella,

Riconoscere di aver bisogno di un aiuto esterno, soprattutto quando ci si sente bloccate o spaventate, è il primo, fondamentale passo verso il cambiamento.

Ecco alcune riflessioni che spero possano esserti di supporto, è del tutto normale provare timore di fronte a un passo importante come quello di rivolgersi al Dipartimento di Salute Mentale. Spesso la paura nasce dall'ignoto, dal timore di essere giudicate o dal timore di perdere il controllo.  Ricorda che le persone che lavorano in queste strutture sono professionisti formati proprio per accogliere situazioni di fragilità, inclusa la gestione di psicosi e dipendenze affettive. Il loro compito non è giudicare, ma affiancarti nel percorso di cura e stabilizzazione.  Il fatto che tu stia già prendendo dei farmaci indica che sei già inserita in un percorso di cura. Rivolgersi al DSM può essere un modo per rafforzare questo percorso e ricevere un supporto multidisciplinare che va oltre la sola terapia farmacologica.

La ferita di una relazione tossica avvenuta anni fa è profonda e può lasciare strascichi nella percezione di sé. È importante che tu sappia che ciò che senti è reale e che non c'è una scadenza per guarire da quel dolore. La mancanza di un impiego contribuisce spesso a un senso di isolamento. Una volta stabilizzato il tuo stato emotivo con l'aiuto di specialisti, potrai valutare, con calma, percorsi di orientamento lavorativo o borse lavoro che esistono per persone con fragilità, che possono aiutarti a reinserirti in modo graduale. Antonella, sei molto giovane e hai davanti a te la possibilità di costruire un futuro diverso. La tua consapevolezza è una risorsa preziosa.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Buongiorno Antonella, 
Dalle queste parole, emerge tutto il suo dolore ma il fatto che lei abbia deciso di scrivere qui per chiedere aiuto è già un grande passo: si percepisce un desiderio di prendere in mano la sua vita e di trovare una via d’uscita da questo dolore. 

Quello che sta vivendo — la solitudine, la difficoltà a socializzare, il peso di una relazione passata irrisolta, le cure che sta prendendo — è già un carico molto grande. È comprensibile che lei si senta sopraffatta e che la paura di affrontare tutto questo da sola la blocchi.

Ci sono diverse cose che andrebbero indagate e comprese: il senso di solitudine, la difficoltà a socializzare, la relazione passata che ancora è fonte viva di dolore.
Da cosa è dato tutto questo? E dove l'ha portata?

Il fatto che lei stia considerando il dsm è un grande atto di cura verso te stessa.
Cosa la intimorisce? È la paura di essere giudicata?
O l’idea di dover affrontare qualcosa che non sente di poter gestire?
Se comunque la paura è tanta, potrebbe iniziare a informarsi su come funziona un percorso lì: spesso i primi colloqui sono solo conoscitivi e servono per capire insieme a un professionista come procedere per trovare l'aiuto che cerca.
E' un primo passo, ma può essere d'aiuto.

Le auguro di trovare uno spazio dove poter affrontare questi suoi blocchi e timori.

Per qualsiasi cosa, resto a disposizione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Manuela Roman

Dott.ssa Manuela Roman

Dott.ssa Manuela Roman

Milano

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Buongiorno Antonella,

grazie per aver trovato il coraggio di raccontare quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge molta sofferenza, ma anche un desiderio importante: quello di tornare a vivere, costruire relazioni e sentirsi meno sola.

Le difficoltà che descrive – il blocco nelle relazioni, l'isolamento, il dolore ancora presente per la relazione passata e la paura di chiedere aiuto – meritano di essere ascoltate con attenzione e senza alcun giudizio.

Mi dice anche di assumere una terapia farmacologica. Se le è stato consigliato il DSM, non consideri questa possibilità come un fallimento, ma come una risorsa: può rappresentare un importante supporto, soprattutto lavorando in collaborazione con uno psicologo.

Con un percorso psicologico è possibile comprendere l'origine di questi blocchi e costruire, passo dopo passo, nuove modalità per affrontare la paura, recuperare fiducia in sé e aprirsi nuovamente agli altri.

Le auguro di concedersi questa possibilità. Chiedere aiuto è già un primo passo verso il cambiamento.

Un caro saluto.
Dott. Giovanni Noè – Psicologo

Dott. Giovanni Noè

Dott. Giovanni Noè

Cosenza

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Gentile Antonella, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da ciò che racconta emerge una sofferenza importante, ma anche il desiderio di stare meglio, e questo è già un passo significativo.
Se è già in terapia farmacologica e le è stata diagnosticata una forma di psicosi, è importante che non affronti tutto da sola. Comprendo che l’idea di rivolgersi al DSM possa spaventarla, ma si tratta di un servizio pensato proprio per offrire supporto specialistico in situazioni come la sua.
Un percorso psicologico, in collaborazione con lo psichiatra, può aiutarla ad affrontare la solitudine, le difficoltà nelle relazioni e la sofferenza legata alle esperienze vissute.
Le auguro di trovare la forza di compiere questo passo e di affidarsi ai professionisti che possano accompagnarla nel suo percorso di cura. Le faccio un sincero in bocca al lupo.

Ciao Antonella,
da quello che racconti stai affrontando molte difficoltà contemporaneamente: la solitudine, l'ansia, il peso della relazione passata e una situazione psicologica che richiede attenzione.

Capisco anche la paura di rivolgerti al DSM. Al di là del percorso che deciderai di intraprendere, credo sia importante che tu non rimanga sola con questa sofferenza.

Gli obiettivi che desideri – costruire amicizie, uscire di casa, trovare un lavoro – non si raggiungono tutti insieme, ma attraverso piccoli passi concreti, costruiti gradualmente e nel rispetto dei tuoi tempi.

Se lo desideri, possiamo lavorare insieme proprio in questa direzione, costruendo passo dopo passo un percorso orientato agli obiettivi che per te sono importanti.

Un abbraccio

Emanuele

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Milano

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Buongiorno  Signora 

Grazie per avermi contattata 

Io avrei disponibilità già settimana prossima 

Mi chiami pure telefonicamente, qualora sia in colloquio lasci pure un messaggio sarà mia cura contattarla prima possibile.

Cordiali saluti 

Dott.ssa Laura Iannazzo 

Gentile Antonella 

E' assolutamente necessario che si faccia seguire

qui trova tanti professionisti preparati, ha solo imbarazzo della scelta 

vedrà che le gioverà 

Coraggio non procrastini 

Laura Bonanni

Dott.ssa Laura Bonanni

Dott.ssa Laura Bonanni

Roma

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Ciao Antonella,

Capisco il tuo disagio. Spesso la paura di relazionarci con gli altri deriva da esperienze passate negative con i nostri caregover e/o comunque relazioni passate in base alle quali interiorizziamo dei modelli degli altri come inaffidabili e di noi stessi come "sbagliati"

A questo proposito ritengo che sarebbe utile per te affrontare tutto ciò con un professionista in modo che tu possa iniziare a pensarti come degna amore e relazioni sane e possa comprendere cosa ti ha bloccato fino ad ora.

Se vuoi ricevo in zona Marconi a Roma e online a prezzi calmierati.

 

Dott.ssa Laura Cascio Gioia

Dott.ssa Laura Cascio Gioia

Roma

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Cara Antonella,

dalle sue parole emerge una grande sofferenza ma anche un desiderio ancora vivo di cambiare, ed è un punto molto importante. Il blocco nelle relazioni può rappresentare un tentativo di proteggersi da esperienze di rifiuto, dolore o delusione già vissute. Dopo una relazione caratterizzata da dipendenza affettiva è comprensibile che oggi avvicinarsi agli altri faccia paura. Il fatto che desideri amicizie e una vita diversa indica che una parte di lei continua a cercare connessione e benessere. Anche la paura di rivolgersi al DSM merita rispetto, ma non dovrebbe impedirle di ricevere il sostegno di cui ha bisogno. Potrebbe farsi accompagnare da una persona di fiducia o chiedere un primo colloquio conoscitivo. Non affronti tutto da sola: con un percorso adeguato è possibile ridurre la sofferenza e costruire relazioni più sicure.

Cari saluti,

Dr.ssa G. Bolzoni

Ciao Antonella, grazie per aver condiviso la tua storia con tanta sincerità. È comprensibile che ti senta bloccata e sola, soprattutto dopo aver vissuto una relazione tossica che ti ha segnato così profondamente. Il fatto che tu stia cercando aiuto è già un grande passo avanti e dimostra la tua forza.
 
Riguardo alla paura di andare al DSM, è normale sentirsi così di fronte a qualcosa di nuovo o che riguarda la propria salute mentale. Però ricorda che il DSM è un luogo dove i professionisti sono lì proprio per supportarti, senza giudicarti, e possono aiutarti a trovare strategie per affrontare l’ansia, la depressione e la psicosi in modo più sereno.
 
Ti incoraggio a fare questo passo, anche se piccolo, magari chiedendo se puoi fare un primo colloquio informativo o accompagnata da qualcuno di cui ti fidi.
Non sei sola, ci sono molte persone che affrontano situazioni simili e trovare qualcuno con cui parlare può fare davvero la differenza. Continua a cercare supporto, sia online che nella vita reale, e non esitare a chiedere aiuto quando ne senti il bisogno. 

Ti auguro tanta forza e serenità nel tuo percorso. 

Dott.ssa Francesca Pontecorvi

Dott.ssa Francesca Pontecorvi

Roma

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Salve Antonella,

la situazione che descrive è molto delicata e merita un supporto da più fronti. Posso comprendere la sua paura nel recarsi al CSM, ma forse è un buon modo per poter ricevere l'aiuto di cui necessita. In più, se lei assume già psicofarmaci potrebbe essere molto utile confrontarsi con il suo psichiatra rispetto a ciò che vive, così da capire insieme in che modo agire e come poter stare meglio.

Cordialmente

Dott.ssa Valeria Manni

Dott.ssa Valeria Manni

Roma

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Cara Antonella,

quello che racconti è la fatica di una ragazza che da anni vive chiusa in un dolore che non ha mai avuto davvero spazio per essere ascoltato. La solitudine che descrivi non è una scelta, è una condizione che si è costruita nel tempo: una relazione tossica che ti ha consumata, la dipendenza affettiva che ti ha tolto sicurezza, la psicosi che ti spaventa e ti fa sentire diversa, i farmaci che ti aiutano ma che a volte sembrano ricordarti che “qualcosa non va”. È comprensibile che oggi tu faccia fatica a uscire, a socializzare, a fidarti, a muoverti nel mondo. Non è incapacità: è paura accumulata.

Il blocco che senti davanti agli altri non nasce dal fatto che tu non sappia socializzare. Nasce dal fatto che per troppo tempo sei stata ferita, giudicata, lasciata sola. Quando una persona vive una relazione tossica così giovane, spesso impara a proteggersi chiudendosi. È un meccanismo di sopravvivenza, non un difetto. E il fatto che tu oggi desideri amicizie, desideri uscire, desideri un lavoro, significa che dentro di te c’è ancora una parte viva che vuole riprendere spazio.

Il DSM ti fa paura perché rappresenta l’idea di “essere malata”, di essere guardata, di essere etichettata. In realtà è un luogo dove puoi trovare professionisti che conoscono bene ciò che stai vivendo e che possono offrirti un percorso vero, non una lotta solitaria. Non devi andarci da sola: puoi farti accompagnare da qualcuno di fidato, puoi chiedere un primo colloquio breve, puoi spiegare che hai paura. La paura non è un ostacolo, è un’informazione. E i professionisti la sanno accogliere.

La psicosi che nomini merita attenzione clinica, non giudizio. Hai già fatto un passo importante assumendo psicofarmaci, ma non basta per ricostruire la tua vita. Serve uno spazio umano, uno sguardo che ti aiuti a rimettere insieme i pezzi, a capire da dove ripartire, a non sentirti più intrappolata in casa. Non devi farcela da sola. Non è questo il compito.

Antonella, non sei sbagliata. Sei stanca. Sei spaventata. Sei ferita. E stai chiedendo aiuto nel modo più sincero possibile. Il DSM non è un luogo che ti toglierà qualcosa: è un luogo che può restituirti un po’ di libertà. Un passo alla volta, con i tuoi tempi, con la tua fragilità che merita rispetto, puoi uscire da questa solitudine che oggi sembra un muro.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

La Dott.ssa Arianna Bagnini offre supporto psicologico anche online

Gentile Antonella,

E' opportuno che lei richieda un aiuto psicologico privato, in modo da  essere sostenuta nell'affrontare tutte quelle problematiche che interferiscono con il suo stato di salute psicologico. Coraggio!

Cordiali saluti

Dr.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Roma

La Dott.ssa Iolanda Lo Bue offre supporto psicologico anche online

Ciao Antonella, grazie per aver condiviso la tua situazione, immagino quanto possa essere difficile. Nella prospettiva cognitivo-comportamentale, ansia e depressione spesso si mantengono attraverso pensieri negativi (“non ce la faccio”, “gli altri mi giudicheranno”) e comportamenti di evitamento, come restare a casa o evitare il contatto sociale.

Un primo passo può essere iniziare gradualmente: piccoli obiettivi concreti, come uscire per una breve passeggiata o scambiare poche parole con qualcuno, senza pretendere troppo da te stessa. Allo stesso tempo, prova a osservare i tuoi pensieri senza darli per certi, chiedendoti: “è un fatto o è una paura?”.

Capisco la paura di rivolgerti al DSM, ma potrebbe essere uno spazio sicuro dove ricevere supporto professionale e non sei sola in questo percorso. Chiedere aiuto è già un segno di forza. Io lavoro anche online se ti senti non esitare di contatarmi. Dott.ssa Claudia Mosneagu psicologa psicoterapeuta specializzanda approccio cognitivo comportamentale. 

Con piccoli passi costanti, è possibile costruire cambiamenti importanti.

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

La Dott.ssa Claudia Mosneagu offre supporto psicologico anche online

Ti ringrazio per aver trovato il coraggio di raccontare una parte così delicata della tua storia. Da quello che scrivi emerge quanta fatica tu stia vivendo: la solitudine, la difficoltà a relazionarti con gli altri, il dolore ancora legato alla relazione passata e la paura di affrontare alcuni contesti, come il DSM. Nonostante tutto questo, c'è un aspetto molto importante: stai cercando un aiuto. Ed è spesso proprio da qui che inizia il cambiamento.

Le difficoltà che descrivi non definiscono chi sei e non significano che la situazione non possa migliorare. Con un percorso psicologico è possibile comprendere quali meccanismi oggi mantengono l'ansia, il ritiro sociale e la sofferenza, per iniziare a modificarli gradualmente attraverso strategie concrete e personalizzate.

Dal momento che mi dici di assumere una terapia farmacologica e di aver ricevuto indicazioni riguardo a una forma di psicosi, è importante che il percorso psicologico proceda in collaborazione con il medico o lo psichiatra che ti segue. Se senti che il DSM ti spaventa, possiamo anche esplorare insieme cosa rende così difficile quel passo: spesso la paura nasce da immagini o aspettative che meritano di essere comprese, senza forzarti.

Ti incoraggio a non affrontare tutto da sola. Anche un primo colloquio può servirti semplicemente a fare chiarezza sulla tua situazione e a capire quale possa essere il percorso più adatto a te, senza alcun obbligo.

Ti auguro di concederti questa possibilità. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un modo per iniziare a prenderti cura di te.

Dott.ssa Fabiana Lefevre

Dott.ssa Fabiana Lefevre

Roma

La Dott.ssa Fabiana Lefevre offre supporto psicologico anche online

Gentile Antonella,

dalle sue parole emerge una sofferenza che merita di essere accolta con attenzione. Le difficoltà nel socializzare, il senso di solitudine, il ritiro dalla vita sociale e il dolore legato alla relazione passata stanno incidendo in modo importante sul suo benessere.

Ha già fatto un passo significativo riconoscendo il suo bisogno di aiuto. Se è in terapia farmacologica e le è stata diagnosticata una forma di psicosi, è importante non affrontare tutto questo da sola. Comprendo che l’idea di rivolgersi al Centro di Salute Mentale possa spaventarla, ma potrebbe rappresentare un’opportunità per ricevere un supporto adeguato e costruire un percorso di cura integrato, in collaborazione con i professionisti che la seguono.

Con il giusto sostegno è possibile lavorare gradualmente sia sulla sofferenza emotiva sia sulle difficoltà relazionali, senza forzarsi ma rispettando i propri tempi.

Resto a disposizione, qualora lo desiderasse, per un primo colloquio conoscitivo.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Frosinone

La Dott.ssa Noemi Marcoccia offre supporto psicologico anche online

Cara Antonella,

ti ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere e di raccontare una parte così delicata della tua vita. Dalle tue parole emergono la solitudine, il desiderio di costruire relazioni significative e la sofferenza che stai vivendo da tempo. Anche l'esperienza di una relazione affettiva tossica può lasciare ferite profonde e rendere ancora più difficile fidarsi degli altri e sentirsi sicuri nelle relazioni. Mi ha colpito un aspetto importante del tuo messaggio: nonostante la paura, stai cercando aiuto. Questo è un passo prezioso e dimostra che una parte di te desidera stare meglio. Mi racconti di assumere una terapia farmacologica e di pensare di rivolgerti al DSM, ma di avere timore. Comprendo questa paura, ma vorrei incoraggiarti a non affrontare tutto da sola. Il Dipartimento di Salute Mentale può offrirti un supporto qualificato e aiutarti a costruire un percorso di cura adatto ai tuoi bisogni. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di responsabilità e di cura verso sé stessi. Non sentirti in dovere di cambiare tutto subito. Ogni percorso inizia con un primo passo, e quel passo potrebbe essere proprio chiedere un appuntamento e lasciarti accompagnare da professionisti che possano sostenerti nel recuperare fiducia, autonomia e relazioni. Ti auguro di concederti questa possibilità. Meriti di essere ascoltata e accompagnata nel tuo percorso. Un caro saluto,

Dr.ssa Annabianca Iero Psicologa Clinica e della Salute. Disponibilità anche online.

Dott.ssa Annabianca Iero

Dott.ssa Annabianca Iero

Cosenza

La Dott.ssa Annabianca Iero offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Antonella, la solitudine può dipendere anche da un autoisolamento del quale dovresti capirne/analizzarne le cause che molto probabilmente sono dovute ad esperienze non positive che hai vissuto nel passato! La tua idea di andare al DSM della tua zona secondo me é giusta soprattutto perchè prendi psicofarmaci; ritengo che tu debba essere seguita in un Centro specializzato che oltre a controllare l'aspetto farmacologico ti permetta di affrontare un percorso di analisi e crescita personale per risolvere le tue  problematiche, i tuoi timori/paure in modo che - piano piano - tu possa confrontarti con gli altri e quindi anche migliorare la socializzazione. Chiedi al più presto una visita di controllo al tuo medico di Base per prendere un appuntamento al DSM. Ti faccio i miei migliori auguri e ti lascio un cordiale saluto. 

Buongiorno gentile Antonella,

Forse non mi è ben chiaro cosa dice di avere riguardo la sua sintomatologia. La diagnosi le è stata fatta da uno psichiatra? Oppure dopo colloqui e alcuni test da un terapeuta? E comunque i sintomi Parlano di Troppo tempo di sentirsi Bloccata.

Questi anni (10), sono tanti per pensare a qualcuno che l'ha Ferita! Chiami il suo medico di base; troverà con Lei lo specialista che in sua Asl di residenza, la potrà accogliere e ascoltare. Non perda altro tempo.

Spero che si muoverà presto e con la luminosa idea di risolvere questo Impasse che la blocca.

Prometta che si informerà per guarire da Questo Stallo di Tempo Fermo per Rimuginare... 🤞

Le lascio un grande abbraccio forte!

Mi raccomando... 

Dr ssa Simona Rocco, Roma.

Dott.ssa Simona Rocco

Dott.ssa Simona Rocco

Roma

La Dott.ssa Simona Rocco offre supporto psicologico anche online

Gentile Antonella, se ha una psicosi e prende psicofarmaci spero che segua anche una psicoterapia e se non ha nominativi di sua fiducia, al DSM ci sono psicologi che possono seguirla. La depressione guarisce prima e presenta meno ricadute se assieme agli psicofarmaci si segue una psicoterapia. Da ciò che dice, la Psicoterapia Interpersonale sembra indicata, ma anche altre forme di psicoterapia potrebbero dare buoni risultati. Le segnalo il mo approccio strategico breve-gestaltico che unisce due indirizzi terapeutici e pertanto è adatto a risolvere sia problemi del presente che quelli ancorati ad un lontano passato. Sul sito a mio nome può trovare maggiori informazioni.

Dott.ssa Valentina Sciubba

Dott.ssa Valentina Sciubba

Roma

La Dott.ssa Valentina Sciubba offre supporto psicologico anche online

Gentile Antonella,

la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Dalle sue parole emerge una sofferenza che dura da tempo e che sta influenzando diversi aspetti della sua vita: le difficoltà nelle relazioni, il senso di solitudine, il ricordo ancora doloroso della relazione passata, l'ansia, la depressione e le paure che descrive.

Il fatto che lei riconosca di aver bisogno di aiuto è già un passo importante. Comprendo che l'idea di rivolgersi al DSM possa spaventarla, ma, considerando che riferisce di assumere psicofarmaci e di avere una storia clinica complessa, è fondamentale non affrontare tutto questo da sola.

Un'équipe del Dipartimento di Salute Mentale può offrirle un supporto qualificato, aiutandola a monitorare la terapia farmacologica e ad affiancare, quando indicato, un percorso psicologico o psicoterapeutico. Ricevere un aiuto specialistico non è un segno di debolezza, ma un modo concreto per prendersi cura di sé.

Le difficoltà nel socializzare e la paura del giudizio possono migliorare nel tempo attraverso un percorso mirato, così come è possibile elaborare il dolore legato alla relazione tossica che continua a pesare sul suo benessere.

Le incoraggio a fare questo passo, magari chiedendo di essere accompagnata da una persona di fiducia, se questo può farla sentire più sicura. Non rinunci a chiedere aiuto: con un sostegno adeguato è possibile ritrovare gradualmente fiducia in sé stessi e costruire relazioni più serene.

Le auguro di poter trovare presto il supporto di cui ha bisogno e che merita.

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