Sono paralizzato dall'ansia a causa della facoltà universitaria

Riccardo

Salve, sto scrivendo in questo sito perché ormai da mesi che vengo paralizzato da un ansia perenne riguardante la mia facoltà e le responsabilità che dovrei avere verso essa(non so se ho scelto il tema giusto per il post, mi scuso in caso mi sia sbagliato). Uscito dal liceo artistico infatti avevo le idee veramente confuse su ciò che volevo fare dopo. Sapevo soltanto di essere appassionato di scrittura, e di voler studiare all'università ma non sapevo cosa. L'unica materia che seriamente era riuscita ad appassionarmi e ad instillare in me il "germe" dello studente era stata filosofia, materia su cui però mia madre non voleva investire i propri soldi. Decisi così di cominciare a lavorare in un bar, dove per 3 mesi sono stato sfruttato e trattato in maniera disumana oltre che vessato e aggredito verbalmente dai miei stessi colleghi senza che io abbia mai fatto loro nulla, tutt'oggi ho molti traumi di quel periodo. Come conseguenza mi sono buttato nell'alcol, fumavo 2 pacchetti al giorno e dalle 10 del mattino fino alle 8 di sera non facevo che sbronzarmi fino a crollare, più volte persino in pieno giorno in mezzo alle strade del paese. Tutto questo l'ho fatto dilapidando prima tutto il mio stipendio e poi i soldi di mia madre. Ogni giorno non facevo che sentirmi terribilmente in colpa per ciò che le facevo, avrei voluto tanto pesarle meno ma non riuscivo letteralmente a fare nulla visto. Il cambiamento è arrivato quando la mia ragazza mi ha definitivamente lasciato per questo problema, sottolineando come io non faccia altro che scappare dal mondo e dalle responsabilità di essere adulto. Devo ammettere che è stato questo il campanello d'allarme, ciò che mi ha spinto a provare a cambiare. Sono riuscito a smettere di fumare, di bere e a pubblicare un libro di poesie, progettavo di riprendere in mano gli studi per fare Filosofia (e anche lì per iscrivermi è stata una faticaccia visto che di norma sono una persona che delega la burocrazia ad altri) e pure mia madre era d'accordo. Ma quest'anno quando ho cominciato l'università (per via telematica) sono rimasto deluso, mi sono ritrovato di fronte a materie che non riuscivano ad appassionarmi, a coinvolgermi seriamente. In pochi mesi la facoltà è diventata un peso e da lì sono cominciati i sensi di colpa, in particolare per mia madre che stava facendo dei sacrifici per mandarmi a studiare ciò che amavo. Man mano che andavo avanti trovato sempre più faticoso studiare e ormai adesso sono definitivamente crollato di nuovo. Non riesco a studiare, a leggere, a pensare. Piango e penso a cosa posso fare in alternativa per la maggior parte del tempo, ma non trovo nient'altro che possa appassionarmi o che mi possa piacere. Sono veramente devastato e non capisco più cosa fare. Mi sembra di lottare con il mio stesso corpo, cercando di far interessare il mio cervello agli argomenti che ho d'avanti gli occhi. Non voglio smettere con l'università, vorrei seriamente studiare sodo e impegnarmi ma lo trovo difficilissimo. Personalmente mi sono autodiagnosticato una specie di fobia alle etichette, se ci penso la cosa che più mi spaventa del futuro è quella di poter essere incasellato in uno spazio e di prendermi le responsabilità del posto da me occupato, ma non riesco a cavare molte soluzioni da questa constatazione.
Scusatemi tanto per il lungo messaggio, è stato soprattutto uno sfogo per me poiché da mesi evito di parlarne con qualcuno(fatta eccezione per un mio amico molto paziente che riesce a sopportarmi), mi vergogno moltissimo dell'incertezza che ho, vedo così tante persone sicure del proprio percorso e poi guardo me stesso e mi vedo incapace anche soltanto a prendermi le responsabilità di una scelta.

P.s. ho messo il post nella categoria "Ansia" perché non ho trovato alcuna sezione "Università", in caso abbia sbagliato mi scuso.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Riccardo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio e le preoccupazioni connesse.

Se lo ritiene opportuno, credo che un consulto psicologico possa esserle utile al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Ritengo che un percorso psicologico cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri negativi, rigidi e maladattivi che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto. E' molto frequente ciò che descrive: assumersi la responsabilità di una scelta, specialmente in età giovane come la sua, costituisce un momento significativo: ritengo che le scelte migliori debbano essere fatte seguendo i propri valori. Questi, infatti, possono agire come una bussola per ritrovare la strada nei momenti di difficoltà.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Gentile Riccardo,

mi sembra di capire che stia vivendo un momento intenso a livello emotivo ma anche con molte risorse che come si osserva ha già fatto emergere in passato.

Le consiglio di valutare un percorso di psicoterapeuta individuale per poter essere ascoltato, accolto e aiutato a far emergere le sue risorse, a trovare nuove strade per continuare la sua vita, a non sentirsi eventualmente giudicato e così facendo pian piano riprovare a riformulare le sue emozioni negative o i vari pensieri e così provare a viversi la vita a 360'.

Resto a disposizione per informazioni, richieste e/o eventuale consulenza online.

Cordialmente 

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta 

ricevo Torino e online