Ansia

Tra i 18 e 19 anni ho iniziato a soffrire di ansia e anche attacchi di panico

Giada

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Buonasera, sono una ragazza di 21 e tra i 18 e 19 anni ho iniziato a soffrire di ansia e anche attacchi di panico, sebbene rari. Il problema è nato dopo il Diploma, ero molto indecisa e insicura su cosa avrei voluto studiare. Ero proiettata sulle materie biomediche, ma avendo paura di non superare il test di medicina e quindi di deludere i miei genitori e sotto la spinta paterna, mi sono iscritta alla facoltà di giurisprudenza. Dopo pochi mesi capii che quello che davvero avrei voluto studiare era Medicina. Così presi la decisione di lasciare lo studio del diritto e passai un anno chiusa in casa a studiare per prepararmi al test. È stato un anno terribile e interminabile. Mio padre non ha subito accettato che lasciassi giurisprudenza, e lo sconforto e la perdizione sono stati protagonisti. Durante questo anno, tra crisi di pianto e frustrazione, mi accadde qualcosa che mi cambiò in qualche modo, negativamente. A febbraio presi un'influenza molto forte, e un giorno, con 39 di febbre, mi alzai per andare in bagno e sentii un leggero giramento di testa. Probabilmente spaventata da ciò, iniziai a tremare e non riuscivo più a respirare. Svenni..ma non uno svenimento da ipoglicemia o da ipotensione. È stato uno svenimento consapevole. Io fino all'ultimo istante prima di svenire ero lucida e sapevo che sarei dovuta svenire. Ho avuto il tempo di avvertire mia madre per chiamare la guardia medica. E svenni. Ero cascata a terra, rigida come un tronco. Al risveglio ero scossa, e avevo le mani rigide. Dopo questo episodio feci esami neurologici e cardiologici ma risultò tutto nella norma. Il neurologo mi prescrisse un ansiolitico. Ma da quel giorno, nacque in me una paura, quella di svenire in mezzo alla gente, sul pullman, per la strada, al cinema, in tutti i luoghi pubblici. Da sola in casa sto benissimo. Sono entrata a Medicina, dopo tanto sacrificio, e ho iniziato da poco le lezioni. Mi piacciono molto le materie. Inoltre non sono mai stata un soggetto impressionabile, in famiglia mi hanno sempre definita “la forte“. Ma dopo quell'episodio di svenimento mi è scattato uno strano meccanismo. Riflettendo ho constatato che se dovessi fare qualsiasi tipo di operazione pratica, di intervento e autopsia DA SOLA, nel mio ambiente, senza nessuno, sarei assolutamente tranquilla e soddisfatta. Ma pensarmi in mezzo alla gente...tutto cambia. Quando vado in aula, semplicemente per seguire le lezioni, ho paura di svenire davanti a tutti. Credo che questa mia paura nasca da una forte insicurezza e paura di non essere mai all'altezza delle situazioni. Non so come fare a superare questo problema, anche perché è “uscito fuori“ da pochi mesi. Nella speranza di ricevere un consiglio o un aiuto, vi ringrazio di cuore. Cordialmente

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentilissima,

sfortunatamente, l'ansia difficilmente va via spontaneamente; al contrario, tende a cronicizzarsi e a diventare sempre più pervasiva, esplodendo in contesti e situazioni sempre più frequentemente. Il suggerimento che posso darle è di poter ascoltare la sua ansia iniziando un attento e amorevole lavoro su di sè mediante una psicoterapia. Consulti uno specialista della sua città e ci tenga aggiornati, vedrà che tutto si sistemerà.

Un caro saluto

Dott.ssa Manuela Iona Savona (SV)

Cara Giada,

ho letto attentamente la sua lettera e inizio a risponderle tranquillizzandola. Dalle sue precise descrizioni sembra che lei abbia avuto un attacco di panico e attualmente abbia "paura della paura". Gli attacchi di panico sono molto frequenti e sono una forma di nevrosi curabile. Si consiglia la psicoterapia abbinata a dei farmaci "anti-panico".Non sopravvaluti il suo malessere ma non lo trascuri: merita di vivere serenamente la sua esistenza e realizzare i suoi bei progetti. Difficilmente questi disturbi terminano senza essere curati. Vorrei aggiungere di cercare sempre e solamente professionisti accertati. Vorrei ancora aggiungere che la cura psicoterapica potrà interessarla molto e che le fornirà degli strumenti da utilizzare a vita. Dalla sua lettera si capisce quanto sia volitiva e lo studio di Medicina dimostra una sua attitudine alla cura. Cominci da sè stessa. "Medice cura te ipsum" (Medico cura te stesso) si leggeva in un antico midrash ebraico.

Cordiali Saluti.

Ciao Giada la tua situazione  non è nuova. Spesso le aspirazioni dei genitori si scontrano con quelle dei figli, è un classico. Nonostante quello che si pensa dei ragazzi di oggi, ancora si soffre di ansia da studio. Da quello che ho letto non eri indecisa su cosa fare nel post- diploma; la tua indecisione era tra il seguire la tua inclinazione e quello che avrebbero voluto mamma e papà . Anche le materie erano opposte ma sono felice che ti sei decisa a fare il test , e questo mi dimostra che non sei una persona indecisa, ma combattuta.

Chiaramente questo avere la febbre e svenire in mezzo la gente può essere frutto della fatica che fai in questo combattimento interiore che ruba molte energie, ma non manca certo il " senso di colpa"  per non aver realizzato il desiderio di tuo padre. 

Noi siamo individui e come tali dobbiamo agire. Sarebbe stato sbagliato non svenire più per vivere continuamente in una frustrazione con tutte le sue conseguenze.impegnati per il tuo futuro e pensa che quando to padre vedrà dei buoni risultati e soprattutto ti vedrà serena e realizzata tutto sarà solo un ricordo, spero.

Ti abbraccio

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