Ansia

Trasferimento per lavoro

Antonio

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Salve, sono un ingegnere meccanico laureato lo scorso anno. Fino al mese scorso ho lavorato per una piccola azienda, scegliendo poi di non continuare perché non vi erano margini di crescita. Sono in cerca di lavoro già da prima del mio licenziamento e soprattutto per aziende del sud, ma senza avere alcun risultato. Da poco mi è stata offerta un'opportunità a 5 ore da casa con un buon contratto. Subito dopo laureato avevo una gran voglia di andare fuori, ma col passare del tempo mi sono reso conto che a me non interessa fare una carriera eccelsa che si metterebbe davanti alle mie prime esigenze di vita privata, come stare con la mia famiglia e la mia ragazza e per cui non riesco ad andare lontano da dove abito. Mia madre insiste dicendo, arrabbiandosi, dicendo che in realtà a me non va di lavorare ma non è così. Dov'è che sbaglio? E' giusto andare a lavorare fuori, fare sacrifici anche se ciò mi farebbe stare male? Grazie a chi risponderà.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Caro Antonio,


Mi ha colpito molto la sua domanda finale: dov'è che sbaglio?


Sa, io credo che quando si tratta di scelte personali così importanti, come il proprio futuro lavorativo, non esista giusto o sbagliato.


Esistono priorità ed esigenze che hanno la precedenza nel momento di vita che si vive.


Sua madre vuole il suo bene, ma la prospettiva di lei è soggettiva e non può conoscere ciò che più le può stare a cuore. E capisco che il giudizio di lei possa essere molto importante, ma in questi casi ritengo che sia fondamentale fare prevalere ciò che si sente e si vuole.


Se desidera partire, parta. Se desidera rifiutare e restare, resti. Dia spazio a ciò che desidera, solo così avrà la risposta a queste sue domande.


Buona giornata.

Buongiorno Antonio. Spesso la sensazione di disagio nell’allontanarsi da casa sottende eventi di vita che ci tengono legati al luogo di nascita per qualche motivo, come il senso di colpa di lasciare un parente oppure la paura che possa succedere qualcosa mentre lei è via. Sono solo supposizioni ovviamente, che andrebbero smentite, confermate o riviste alla luce delle sue esperienze e della sua storia famigliare in un ciclo di sedute articolate ed adeguate alla situazione che lei riporta.
Se lo ritiene utile, mi rendo disponibile per un percorso di questo genere, anche online.


Cordialmente,


dott. Alfonso Panella.

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