Depressione

Immagino una siringa? Aiuto.

valentina

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Salve, non sto bene da due anni. Ho paura di ricominciare dopo la fine di un rapporto importante in cui avevo investito tutta la mia vita. Dopo la separazione sono tornata a vivere con i miei genitori e sono riaffiorati in me tutti i disturbi psicosomatici del mondo.. e le dinamiche che non mi hanno mai fatto stare bene da bambina (avevo dovuto trasferirmi lontano a 20 anni proprio per cercare di costruire la mia autonomia e in parte ci ero riuscita).
Mi sento in una spirale senza fine, se loro sono intorno a me non riesco a prendermi cura di me stessa e ad andare avanti, mi sento come una loro "cosa", che sono loro a dovermi gestire, e questo provoca in me, in parte rassicurazione, in parte tantissima rabbia. Mi affloscio, penso anche che devo intrattenerli e gestirli.. perdo completamente il senso del me.

In piu' non trovo lavoro e la strada verso una nuova autonomia mi sembra molto difficile.


La cosa che mi fa piu' paura è che da 6 mesi circa ho una visione: una siringa che sta sospesa al di sopra del braccio destro. La sento lì e continuo a scacciarla! Mi fa molto paura perchè è la mia fobia! All'inizio mi capitava ogni tanto la notte prima di dormire, da una settimana succede anche di giorno. E questa cosa mi sta turbando parecchio, non avevo mai sofferto di cose simili... è sicuramente l'inconscio.
L'immagine credo che rimandi alla dipendenza? Appare soprattutto quando sono apatica, quando perdo una giornata davanti al pc.

Qualcuno mi puo' aiutare?????? Sembra che stia peggiorando.

Grazie

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Irene Mazzon Milano (MI)

Cara Valentina,


il problema di cui lei parla sembra essere legato alla sua identità, alla volontà di percepirsi come una persona centrata su di sé, autonoma, separata, quanto basta, dall'altro. Ora lei Valentina ha deciso di affrontare questa difficoltà che le sta causando un forte disagio, con pensieri ricorrenti che le segnalano che qualcosa di intrusivo e sentito come "pericoloso" sembra minare i suoi confini (la pelle). Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia che sicuramente le sarà utile per capire da dove origina la sua angoscia, ed alleggerirla. Se vuole mi contatti, ricevo a Milano. Sul mio sito  può trovare degli articoli che potrebbero esserle utili. A presto! 

Synesis Psicologia Monza e Brianza (MB)

Gentile Valentina,


ritengo che, da come ha riportato le sue paure e problematiche, abbia un punto di forza su cui poter lavorare con una figura professionale in ambito psicologico. La sua paura più grande mi sembra essere quella di rimanere del tutto sola, e ciò la porta a costruire relazioni di dipendenza in cui investe tutta se stessa. Prima di costruire una relazione le consiglierei pertanto di lavorare su di sè per raggiungere l’autonomia che ha sempre desiderato, ma solo illusoriamente raggiunto. Le reazioni di rabbia e allo stesso tempo di rassicurazione che mostra nei confronti dei suoi genitori nascondono un forte desiderio di essere accudita. L’allucinazione che pensa di avere, inoltre, potrebbe non essere dovuta ad una vera e propria visione, quanto piuttosto all’esteriorizzazione della sua angoscia interiore che ruota attorno al tema della dipendenza e controdipendenza da altre figure che per lei sono di riferimento. Ha buoni requisiti per intraprendere un percorso psicologico, in modo da lavorare su questo tema.


Cordiali saluti


 

Dott. Davide Milanese Alessandria (AL)

Bisogna sostituire l'immagine. Ci vuole vita per amare la Vita. Quell'immagine non é altro che il palesarsi della tua più grande paura. Ti senti debole occorre riprendere vita movimento e sostegno.


Occorre trovare modi diversi per relazionarti coi tuoi genitori e partire a riprenderti dei piccoli spazi tuoi, capire le tue fragilità e rimarginarle.


Se senti che può essere utile contattarmi fallo. Troveremo un modo per tutto.


 

Gentile Valentina, il consiglio che le posso dare è intraprendere una psicoterapia mirata su problemi di carattere fobico-ossessivo.


Nel frattempo consideri che se arriva alla mente un'immagine indesiderata, come nel suo caso, più la combatte (cercando di scacciarla, o cercando di capirne il senso attraverso la razionalità), più la alimenta.


Ci sono delle battaglie nelle quali l'unico modo per vincere è smettere di combattere, quelle contro noi stessi appartengono a questa categoria.


Quindi appena arriva quell'immagine la lasci passare senza combatterla, un modo che la può aiutare in questo è scriverla ogni volta che arriva.


Cordiali Saluti.

Cara Valentina,


La conquista dell'autonomia è importante. Il suo sembra soprattutto un disturbo dell'attaccamento, le cui conseguenze normalmente si fanno sentire proprio quando un investimento affettivo importante fallisce.


La sua psiche sembra inviarle un segnale importante. Non è da tutti sviluppare un'immagine metaforica, ma deve impedire che diventi un'ossesione.


Trovi una buona terapeuta di area junghiana, che possa aiutarla nello sviluppo delle immagini che l'inconscio le fornisce. Trovi una persona spiccatamente materna e che abbia almeno una ventina di anni più di lei.


Se le piace leggere, può provare con "Specchio delle mie brame" di M. Cristina Barducci.


Coraggio e in bocca al lupo. E' giovane, ce la può fare.

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