Depressione

Sono depressa?

Ivana

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Ciao a tutti sono una ragazza di 26 anni.
Principalmente scrivo per bisogno, bisogno di esternare questi pensieri ormai occultati in me, che non ho il coraggio di parlarne con nessuno, se non qui in forma anonima.

Mi sento una vera nullità. Vuota!
26 anni ancora non realizzata sotto il profilo lavorativo e sentimentale.
Riporto ancora delle cicatrici di una storia finita, dove si parlava di matrimonio e figli.
Mi vedo circondata di persone, familiari tutti realizzate. Lavoro famiglia.
L'unica ancora sono io.
Per i sbagli fatti in passato ho paura di ferire nuovamente i miei familiari...
Ho paura di non essere all'altezza di qualcuno che vuole starmi accanto.
Non mi sento al top.
Penso spesso a come sarebbe più facile se andasse tutto in blackout o se si potesse tornare indietro e resettare per ricominciare... ma non si può.
Se mi vedreste non direste proprio che sono io quella che scrive queste righe, perché sono fatta di sorrisi di grandi sorrisi, ma dentro sento il vuoto più totale. Sembro così forte... ma quando arrivo a letto metto a nudo me stessa... e divento fragilissima. Stanca di portare questa corazza. Stanca di fingere.

13 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Ivana, sono la dott.ssa Annalisa Di Giacomo, ho letto con attenzione la tua richiesta d'aiuto. Innanzitutto vorrei dirti che ognuno di noi vive la vita con tempi diversi, ognuno di noi segue percorsi differenti che potrebbero portare a dare attenzione prima all'amore e poi alla carriera o viceversa. Nessuno ha mai stabilito quale sia l'età in cui si debba essere realizzati professionalmente nè tanto meno sentimentalmente. La nostra società è cambiata e con essa si sono allungati i tempi necessari sia a trovare un lavoro che una relazione sentimentale stabile. Quello che ti capita è piuttosto diffuso e condiviso dai tuoi coetanei. 


Paragonarsi a chi è riuscito a raggiungere gli obiettivi in meno tempo non ti aiuterà molto.  Puoi provare invece, magari con l'aiuto di un professionista, a riscoprire le risorse che possiedi per ricominciare ad avere una nuova progettualità. 


E' ammirevole che tu non voglia deludere i tuoi familiari, ma prima di pensare al loro "giudizio" devi pensare a cosa potrebbe farti stare meglio. 


Si percepisce un tono dell'umore molto basso, ma sappi che con l'aiuto di un professionista potresti riprenderti. 


Io ricevo ad Agrigento. Se vuoi effettuare una consulenza contattami pure. 


Ti auguro di uscire da questa situazione.

Cara Ivana, ricordi che le corazze ci proteggono ma a volte ci imprigionano. Lei fa riferimento alla delusione che potrebbe dare ai suoi familiari, ma prima di tutto deve pensare a se stessa a ciò che potrebbe farla stare bene. Spesso ci si affanna a seguire quelle che sono le aspirazioni degli altri e non le aspirazioni personali. Non deve sentirsi fallita la vita è piena di ostacoli bisogna solo riuscire a trovare le risorse giuste per superarli. Dice di essere tanto stanca allora non porti questi pesi tutti sulle sue spalle forse è giunta l'ora di condividere i suoi pensieri le sue preoccupazione con un professionista, psicologo psicoterapeuta quello che ritiene più opportuno, che l' accompagni nella ricerca di strategie e strumenti idonei per il superamento di queste difficoltà.


Cari saluti 

Buon giorno Ivana,


ci chiede se può dirsi depressa, francamente penso che poco importa trovare una categoria.


Certo il suo umore è depresso, è stanca, non vede soluzioni e alternative, ma questo insieme ai mancati obiettivi, ci deve fornisce non tanto indizi per una classificazione, bensì


la strada per trovare una via di cambiamento.


Non è soddisfatta perchè da una parte le manca di raggiungere le tappe che chi le sta intorno ha già raggiunto, dall'altra teme di ferire nuovamente i suoi familiari.


Non so quando li ha già feriti, ma sicuramente mettere loro in primo piano corrisponde a paralizzarsi, per due motivi. Prima di tutto perchè antepone i loro obiettivi e il loro benestare a sè stessa,


in secondo piano perchè temendo di deluderli accresce la sua ansia da prestazione.


La prima operazione da compiere è chiedersi cosa desidera realmente, al di là di quello che pensa dovrebbe raggiungere o che i genitori vorrebbero.


Le interessa veramente avere una famiglia sua in questo momento? Se la storia precedente così impegnativa in giovane età si è conclusa, forse non era ancora tempo.


E per il lavoro, cosa le piacerebbe fare? E dove? E in che modo?


Qual'è la priorità in questo momento della sua vita? Il suo vero desiderio?


Qualunque sia lo segua, trovi gli strumenti e le strategie, pianifichi il suo obiettivo e vedrà che se si impegna con costanza i risultati arriveranno.


Qualunque altra meta arriverà quando veramente la desidera e quando sarà pronta per ottenerla. I fallimenti sono dolorosi, aprono delle ferite profonde, ma costituiscono anche punti di prova e spesso ci suggeriscono vie alternative o altri modi per raggiungere lo stesso obiettivo.


Del resto a 26 anni non è così insolito non avere le idee chiare e non avere raggiunto degli obiettivi così importanti. Non so a quale prezzo chi la circonda ha già ottenuto questi obiettivi, ma per tutto c'è un prezzo, un momento giusto, la persona giusta. E ciascuno di noi è diverso dagli altri e non è detto che debba compiere esattamente gli stessi passi, negli stessi momenti.


E' importante che abbia fiducia in quello che sente e lo persegua Ivana! Se persegue delle mete oneste, che sente siano importanti per sè, non vedo in che modo i suoi familiari dovrebbero essere delusi!


Se lo fossero comunque, non può toglierle le proprie scelte, perchè loro stanno portando avanti la loro vita e a lei spetta di guidare la propria.


In bocca al lupo Ivana!

Cara amica,


“mi colpiscono della sua lettera le parole “se mi vedreste non direste proprio che sono io quella che scrivere queste righe”. La immagino sorridente e evidentemente convincente nelle sue espressioni se nessuno immagina quello che ha dentro. Un vero peccato che le persone a cui vuole bene e che sicuramente ricambiano il suo affetto, non abbiano l’occasione di starle vicino, raccontando loro di questo momento in cui i sorrisi non sono la sua vera descrizione. Forse non è possibile farlo con tutti, ma con qualcuno forse si. 26 anni non sono così tanti da poter dirsi falliti per davvero. A cosa serve aver fatto degli errori se volgiamo cancellarli e non accoglierli come insegnamenti preziosi di vita,  esperienze che ci rendono quello che siamo anche agli occhi di un nuovo amore?  Molte occasioni la aspettano sicuramente, ma soprattutto quella di potersi avvicinare agli altri così com’è, regalando i suoi sorrisi tanto graditi, ma anche i suoi momenti di sconforto. Le auguro quindi di trovare la forza di poterlo fare, quando ci si sente stanchi di portare una corazza arriva il momento di trovare, per le nostre fragilità, un posto nel mondo. Quando ciò accade, quelle che sembrano debolezza, si rivelano i nostri migliori alleati. Coraggio dunque, ma se ciò non fosse ancora possibile con le sue sole forze, le auguro di trovare l’aiuto di una persona competente che ti guidi in questo percorso.


 


Un caro saluto.

Buonasera Ivana


le tue parole mi hanno molto colpito e mi hanno fatto arrivare forte tutta la tua sofferenza. Hai fatto bene a scrivere ed a trovare il coraggio di tradurre in parole le tue emozioni ed i tuoi pensieri. A volte le maschere che siamo costretti ad indossare per compiacere gli altri o l'immagine che loro hanno di noi diventano pesanti e ci fanno star male, ci confondono e ci fanno perdere di vista chi siamo realmente. La felicità ad ogni costo non è la soluzioni ai problemi. In noi albergano tante altre emozioni che meritano ascolto e dignità e che necessitano di venire alla luce perchè legittime. Non bisogna allontanarle o negarle perchè scomode, ma riconoscerle e viverle, anche se non è piacevole. In questo modo la loro energia si scarica e non rimane intrappolata nel corpo, e non gli si dà la possibilità di dar vita a pensieri disfunzionali e sintomi fisici.  Per far questo occorre trovare, secondo i propri tempi e modalità, un proprio spazio personale in cui togliere le proprie maschere e dar voce alle proprie emozioni, per provare a capire chi siamo, i nostri bisogni e desideri. Farlo da soli è molto difficile; avere un aiuto come quello che può darti un professionista può rendere il percorso meno buio e tortuoso.


Ti ringrazio per la tua testimonianza e per averci donato un pezzo del tuo cuore


Saluti

Buonasera Ivana, 


ha fatto bene a scrivere sul sito, in modo da sfogarsi ed esprimere tutto ciò che ha dentro. Il fatto di avere 26 anni e non sentirsi ancora realizzata dal punto di vista lavorativo e sentimentale, non deve farla sentire una nullità, in quanto ha una vita davanti a lei per realizzare tutti i suoi sogni ed obiettivi, e non esiste un'età uguale per tutti per sposarsi, avere figli, creare una famiglia ne tanto meno trovare il lavoro dei propri sogni. Paragonare la sua vita con quella di chi la circonda, non l'aiuta affatto, si concentri invece su di se cercando di capire cosa poter fare per realizzare i suoi obiettivi. Inoltre le consiglio di prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo in modo da lavorare un po' sulla sua autostima.


Per qualsiasi informazione resto a disposizione, 


Cordiali saluti.


 

Cara Ivana,


dalla tua richiesta intuisco un senso di insoddisfazione prodonda, voglia di cambiamento, di mettersi in gioco e, finalmente essere se stesse.


Tutte queste forti emozioni e sensazione, sebbene possono non risultarti piacevoli, fanno parte della vita di ognuno di noi, e nonostante tutto, vista la tua giovane età sono felice di individuare in te un buon senso di autocritica.


Solo se riusciamo ad ascoltare e realizzare i nostri "Bisogni", possiamo essere noi stesse fino in fondo, e alleggerirti di quella pesantissima maschera che ti costringi ad indossare tutte le mattine.



Probabilmente è arrivato il momento di fare un pò di ordine nella tua vita, e ripartire da quello che realmente ti piacerebbe fare.


Intanto prendere consapevolezza di voler desiderare altro per se stessi, è il primo passo verso la ricostruzione di un nuovo equilibrio.


Un saluto Affettuoso

Ciao!


Dal tuo breve racconto emerge che il tuo senso di vuoto dipende dalla tua scarsa realizzazione in tutti gli ambiti.


Ma io vorrei farti riflettere su alcune cose. Tu scrivi: "mi vedo circondata da persone realizzate.." oppure "ho paura di ferire i miei familiari" ...cosa noti da queste tue affermazioni?


Io noto che il tuo senso di vuoto dipendano proprio dal fatto che i tuoi bisogni vuoi farli corrispondere ai bisogni degli altri.


I tuoi bisogni sono proiettati verso l'esterno e verso gli altri..E tu? Tu dove sei? Dove ti trovi? Dove vuoi andare?


Rifletti e interrogati realmente su quali sono i tuoi reali bisogni!


Ricevo a Milano su appuntamento.


Per particolari esigenze effettuo consulenze psicologiche anche tramite mail o skype.


Intanto ti auguro una buona serata.


Saluti.


 


 

Buonasera, sono la dott.ssa Buono Luana, leggo molta sofferenza nelle sue parole. A 26 anni non è giusto vedere così tutto negativo, non è giusto per se stessa e, non per chi le sta vicino. Ha mai fatto qualcosa che desiderasse davvero o ha sempre accontentato gli altri? Io credo che lei abbia poca stima di se stessa e poca fiducia nelle sue capacità. Tornare indietro non si può ma, ripartire da ora si e, dovrebbe iniziare a farlo pensando innanzitutto a se stessa, a non deludere se stessa, a cercare dentro di se cosa desidera davvero e cercare di realizzare i suoi sogni. Cosa importante, chieda aiuto a chi le è più vicino, mostrarsi forti non serve a niente.

Buongiorno ... penso sia utile per te confrontarti con uno Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale per verificare la legittimità di questi pensieri ed eventualmente contestarli e modificarli, poichè ti procuri tu i sentimenti depressivi con tali pensieri! la depressione cioè non dipende da quello che ti è accaduto o dal fatto che non hai trovato lavoro o altro, ma dalla valutazione 'drammatica' che tu fai di tale condizione che peraltro è momentanea se ti attivi ad affrontarla, anzichè sprecare energie a svalutarti ed autocommiserarti! ... le emozioni negative dipendono non dagli eventi ma dalla valutazione che tu fai! ... altrimenti tantissima gente che vive condizioni peggiori dovrebbe essere depressa ma non lo è! ... rifletti ma approfondisci con qualche collega! saluti, auguri e 'attivati' con determinazione. 

Gentilissima,


Il suo stato di estrema tristezza e senso di mancanza di libertà di esprimere se stessa potrebbero presagire uno stato depressivo. Purtroppo spesso cadiamo nella stessa 'trappola' che inconsapevolmente ci costruiamo. Potrebbe lavorare sulla sua modalità di sentirsi in obbligo di mostrare sempre il lato migliore di se stessa. Questo comportamento già da solo le potrebbe creare nel tempo diversi problemi. Spero di averle dato uno spunto molto importante di riflessione, ma resto a disposizione per un colloquio se lo desidera. Cordiali Saluti

Si potrebbe parlare di depressione reattiva e relativa ad un lutto sentimentale non elaborato insieme ad un blocco evolutivo frustrante,salvo diagnosi differenziale che porti a conclusioni diverse e che richiede valutazioni più approfondite.


Lo svincolo dalla famiglia sembra impedito da senso di colpa e attesa di approvazione ma questo coraggio deve trovarlo da sola all' interno di una relazione psicoterapeutica.


La bassa autostima impedisce di raggiungere traguardi appaganti e questo peggiora autostima.


Il circolo vizioso va trasformato in virtuoso anche con un aiuto mirato tipo counselling per fare un passo per volta un cambiamento e uno scatto di emancipazione.


La capacità di sorridere e sembrare forte la aiuteranno.


Auguri

Gentile Ivana, difficile dire se lei è clinicamente depressa. In realtà il termine che lei usa può anche indicare uno stato di velata tristezza che è dentro di lei in questo momento. Evidentemente nella sua vita vi sono stati eventi un pò dolorosi che la portano a sentirsi giù di morale, inutile, fragile.


Come porre rimedio? Ha bisogno di aumentare il suo grado di consapevolezza rispetto a se stessa. Cerchi di conoscersi meglio, magari con l'aiuto di un professionista esperto. Solo così può arrivare a capo di questo disagio, ma non si spaventi e cerchi di non utilizzare etichette che potrebbe condurla fuori strada.


Un cordiale saluto.

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