Elaborazione del lutto

Ho 66 anni e da 2 mesi ho perso mia moglie

Gianmario

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Buonasera, come prima cosa grazie dell'opportunità che mi date. Ho 66 anni e da 2 mesi ho perso mia moglie. Non avrei mai immaginato di provare un dolore così profondo. La vita che mi si prospetta non ha più valore. Cerco durante la giornata di fare lunghe passeggiate ma il mio pensiero va sempre a lei. Cerco di evitare di incontrare persone perché, come d'altronde ora,non posso trattenere lacrime. Ogni giorno non posso fare a meno di recarmi al cimitero. Non riesco a sistemare o eliminare cose o vestiti appartenuti a lei. Ho tanta paura di non riuscire a superare questa fase di dolore: mi sembra impossibile che lei non sia più vicino a me a condividere momenti spensierati come pure di problemi. Non so se questo mio scritto lo faccio per uno sfogo o per avere un consiglio sul come affrontare il periodo più triste della mia vita. Terminò qui perché credo abbiate compreso il mio stato d'animo. Ringrazio sentitamente.

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno, i sentimenti che prova dopo due mesi che ha perso sua moglie, sono purtroppo normali e comprensibili. E' un dolore enorme perdere qualcuno che ci è così caro e lei lo sta provando sulla sua pelle. Se ha qualcuno vicino, parli del suo dolore, si faccia aiutare, cerchi di fare cose che la fanno stare bene. Potrebbe anche rivolgersi ad uno specialista per superare questo periodo difficile.


Cordialmente.

Salve.

Vivere la perdita del proprio coniuge è sicuramente una esperienza molto dolorosa, ma paradossalmente è necessaria questa sofferenza; non la si può censurare, nascondere, negarla, perchè c'è anche il tempo per vivere e accogliere la sofferenza, il dolore.

Parlarne con chi si fida, con chi è disposto ad ascoltarla senza darle una "pacca sulle spalle", o dirle di "uscire per distrarsi", è utile, aiuta a dare simboli e parole ai sentimenti.

L'elaborazione del lutto è il passaggio dalla disperazione, incredulità, all'accettazione, con l'uso della parola; ricordare i momenti belli e quelli brutti, perchè anche i sentimenti di rabbia non devono rimanere dentro.

Buongiorno Gianmario,

penso che il dolore sia l’emozione che, noi uomini di quest’epoca, più temiamo e cerchiamo di evitare. È un’emozione che ci spaventa, che fa male.

Non so se Lei ha visto il film d’animazione distribuito dalla Walt Disney “Inside Out”. Nel film sono rappresentate le emozioni principali e il loro effetto sui nostri comportamenti. In particolare si parla della tristezza e di come sia necessario accettarla e “viverla”, perché anch’essa ha uno scopo fondamentale.

La perdita di una persona importante è la tristezza all’ennesima potenza. Vediamo crollare tutte le nostre certezze, stabilità, abitudini. Niente è più uguale e non potrà più tornare uguale. Il lutto è una fase di profondo dolore e richiede tempo: la persona deve lasciar morire le parti di sé che aveva affidato all’altro. Tutto questo avviene attraverso il ricordo spasmodico dell’amato: l’incredulità iniziale per ciò che è successo, il dolore straziante quando acquisiamo la consapevolezza che non tornerà più. Attraverso il dolore la nostra mente, pian piano, si riorganizza, “lascia andare” chi non c’è più e trova un modo nuovo per vivere il quotidiano.

Non si preoccupi per le sue lacrime, trovo che il pianto sia l’espressione più adeguata al dolore. Non si preoccupi se la sua mente è occupata costantemente dal ricordo di sua moglie, anche questo è del tutto normale, sono trascorsi soltanto due mesi.

L’unico consiglio che mi sento di darle, se ciò che cercava era un consiglio, è di accettare il Suo dolore e non temerlo. Ma anche di continuare a sfogarsi parlando del Suo dolore.

Dott. Carlo Plaino Bergamo (BG)

Buongiorno sig. Gianmario, purtroppo l'evento di vita che l'ha coinvolta è altamente stressante e, per sua natura, avvia un processo naturale di depressione del tono dell'umore. Quello che lei racconta è clinicamente comprensibile e motivato proprio dal lutto. Inizi a fare quello che sente, quindi se vuole recarsi al cimitero o non toccare niente in casa di sua moglie lo faccia senza resistenze, assecondi il suo stato d'animo comprendendo, man mano che passa il tempo, come progressivamente possa riappropriarsi della sua vita e delle attività che possano comunque farle provare del benessere. Accetti i suoi pensieri, si impegni a ri-programmare la sua quotidianità dedicandosi e prendendosi del tempo per l'elaborazione del lutto.

Gentile Gianmario,

il suo dolore è comprensibile e con il tempo dovrebbe affievolirsi. Se però dovesse vedere che il processo del lutto stenta ad avviarsi e la sua vita dovesse negativamente avvilupparsi con uno stato depressivo che non le permette di superare una normale elaborazione del lutto, le consiglio di consultare uno/a psicologo psicoterapeuta.

Gli stati depressivi infatti si risolvono velocemente e piuttosto facilmente soprattutto con adeguate strategie della Terapia Strategica Breve, che pertanto le consiglio.

Cordiali saluti

Gentile Gianmario,

innanzitutto, cerchi di non sentirsi in colpa o inadeguato se si sente triste, solo e disperato per la perdita di sua moglie. Dire che il tempo “guarisce” il vuoto e il dolore lasciato da una persona cara quando se ne va, sembra ovvio e banale, ma realmente accade. E’ un processo lento e molto personale, soprattutto per le persone che non temono di vivere e di esprimere i loro sentimenti. E’ fisiologico, normale piangere la morte di una moglie, quando si è condivisa con lei una parte importante della propria vita. Non si vergogni a piangere, condivida il suo dolore con parenti e amici. Parlare non può che aiutarla a rielaborare il lutto a assopire, piano piano, il dolore e a fare emergere e risplendere i ricordi della vita vissuta insieme. Ricordi che l’accompagneranno per tutta la vita ma con valenze e tonalità diverse. Neanche la morte fisica di sua moglie può portarglieli via, sono parte integrante del suo essere, ora e finché avrà vita. Non si preoccupi se sente la necessità di andare tutti i giorni al cimitero, probabilmente è il suo modo per accomiatarsi da sua moglie. Si accorgerà da solo quando non sarà più necessaria la sua visita quotidiana. Non si preoccupi se non riesce a “sistemare o eliminare cose o vestiti appartenuti a lei”, è il suo modo per convivere e poi accettare una mancanza, una perdita per lei così profonda. Quando il processo si concluderà, farà ciò che è necessario per la sua attuale condizione. Gentile Gianmario, si dia tempo e quando prova paura, insicurezza, vuoto, dolore, inutilità, si rammenti che quanto sta vivendo è perfettamente normale. Sono momenti che gradualmente diventano sempre meno pressanti fino a affievolirsi e infine sparire.

Cordiali saluti.

Gentile Gianmario, sono rimasta colpita dalla delicatezza della sua mail. Lei sta vivendo un periodo molto doloroso, è inimmaginabile riuscire a pensare di poter andare avanti senza la compagna di una vita, ad una certa età poi... La perdita è lacerante e passa le sue giornate a pensare a lei. La cosa che mi sento di dirle è provare a darsi tempo. Le viene da piangere, pianga. Pianga anche quando incontra i suoi conoscenti. Capiranno. Sarà anche dolce ricordare i bei momenti passati assieme, guardando una vecchia foto o un vestito colorato. È il momento del lutto, e il lutto fa parte della vita, come la morte. Se poi si sente troppo affranto, cerchi uno psicologo/a che la possa ascoltare e aiutarla a ritrovare un senso nella vita. Forza!

Caro Gianmario, quello che stai vivendo è assolutamente normale. Come hai scritto, sono solo 2 mesi che tua moglie non c'è più...ci vuole del tempo per accettare, per abituarsi, per trovare un equilibrio che comprenda i cambiamenti che sono avvenuti. La cosa che mi ha colpita riguarda l'evitare di incontrare persone per l'incapacità di trattenere le lacrime. In questo senso sarebbe molto importante che tu avessi qualcuno con cui condividere questa tristezza, qualcuno con cui poterla esprimere (quando ne senti il bisogno) e che ti stia accanto mentre il processo di "elaborazione del lutto" segue il suo corso. E' un momento molto delicato della tua vita ed è giusto poterlo vivere ed avere qualcuno accanto che sappia sostenere la tua tristezza senza reprimerla. Se questo tuo stato d'animo dovesse protrarsi per un periodo di tempo che capirai essere eccessivo o se dovessi non ritrovare un equilibrio, allora, potrai pensare che è bene rivolgersi ad un professionista. Ovviamente puoi farlo anche adesso se ne senti il bisogno, sia chiaro. Quello che vorrei comunicarti è che i sentimenti che provi ora sono assolutamente normali per ciò che stai vivendo, la difficoltà è convivere con essi. 

 

Gentile Gianmario, la perdita di una persona cara ci mette a dura prova e spesso la fase di elaborazione del lutto, cioè quella fase necessaria grazie alla quale la nostra psiche diviene capace di accettare la perdita, può richiedere diversi mesi. In questo momento le sembra difficile accettare la compagnia di altre persone ma la solitudine non le è di aiuto rispetto al suo stato emotivo. Quindi, oltre a tenersi impegnato come fa con delle passeggiate potrebbe pensare di consultare uno psicologo che possa affiancarla e aiutarla in questo momento, una persona che non sarà intimorita o sconvolta dalle sue lacrime ma che saprà sostenerla in modo professionale in questo momento. Pensa sia possibile per lei? Spero di esserle stata utile e rimango a disposizione se volesse parlarne ancora. Cordiali saluti

Dott.ssa Elisa Fedriga Brescia (BS)

Buongiorno,

è comprensibile la sua sofferenza, è umana, sono passati solo 2 mesi dal lutto che ha dovuto affrontare e dalle poche righe che ha scritto si evince l'amore immenso che prova per la moglie.  Pertanto la invito a viversi il proprio dolore, anche di fronte agli altri, non si deve vergognare del pianto, che non è altro che la manifestazione visibile della sofferenza che sta provando. Non si sforzi a stare meglio dunque, ma viva il suo dolore; il tempo la aiuterà a riprendersi.

Buona giornata

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