Morte della moglie causa incidente in bicicletta

Vittorio

Sono passati 28 mesi dalla morte di mia moglie, morta dopo 13 mesi di stato vegetativo causa incidente con la bicicletta, eravamo una coppia molto affiatata facevamo tutto assieme. Mi sono dovuto cancellare da tutti i social per non essere bersagliato da donne, sono contento di avere le ceneri di mia moglie in casa così mi sembra di averla vicino, non esco di casa senza salutarla, non riesco a dormire dalla sua parte, un giorno volevo raggiungerla ero in macchina nella rampa di acesso della superstrada arrivava un camion a tutta velocità, mi sono lanciato per passargli davanti così mi prendeva in pieno, ma all'ultimo momento ho sentito la voce della mia Doriana mi ha detto non è il caso pensa a nostro figlio che ha bisogno di te. Mi sento molto stanco mentalmente, scrivo lettere così mi sembra di averla vicino, non pensavo che i suoi fratelli non si sarebbero più visti con tutte le volte che hanno mangiato a casa nostra, scusatemi questo piccolo sfogo non mi vergogno a dire piango ancora adesso quando scrivo e ricordo. Buona giornata Vittorio

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Vittorio, non ci sono parole adeguate per poter comprendere il dolore che prova e posso solo lontanamente immaginare ciò che prova rispetto alla situazione riportata. Chiunque abbia dei sentimenti non può non rimanere affranto da queste frasi.

Ritengo fondamentale che lei possa provare a trovare un minimo di pace e la forza di andare comunque avanti: credo che un supporto psicologico possa esserle utile quantomeno per ricevere un aiuto adeguato nelle situazioni più delicate e per andare ad identificare tutti quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che potrebbero in qualche modo impedire una sorta di benessere desiderato e mantenere, se non acuire, la sofferenza.

Esiste un approccio, quello EMDR, utile in questi casi, mediante il quale è possibile elaborare il trauma al fine di alleggerire le convinzioni negative ad esso connesse.

Resto a disposizione, anche online.

Le sono vicino.

Cordialmente, dott FDL

Gentile Vittorio,

perdere un grande amore come sembra essere stato il vostro non è semplice. A maggior ragione quando un lutto vede come protagonista un incidente e quindi un evento inaspettato e tragico.

Il superamento di un lutto non è semplice e richiede anche molto tempo. Mi sembra però di capire che voi avete un figlio e sono certa che lui le voglia molto bene, che vorrebbe averla vicina e che si augura il meglio per lei.

Ogni quanto riuscite a vedervi? Lui la invita o viene a cena a casa vostra? Cosa fa invece lei nel tempo libero? Ha degli amici? Si potrebbe valutare per sentire meno la sua mancanza come senso di vuoto in casa di valutare un animale domestico?

Ora tutto sembra nero e impossibile ma come ha fatto intravedere anche lei in alcune righe sua moglie si augurerebbe il meglio per lei, non dico di dimenticare ma tenerla sempre con lei nel suo cuore e nei suoi ricordi ma anche provare a cercare di riprendersi in mano poco per volta la sua vita con una felicità "alternativa" rispetto a prima.

Le consiglio anche di valutare un supporto psicologico per essere ascoltato in questo momento di vita difficile e aiutato a riscoprire sè stesso. Magari anche cercando dentro di sè nuove risorse e possibili modalità di "sopravvivenza".

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino e online

Buon giorno 

certamente affrontare la morte di una persona cara è molto difficile e necessita di tempo. Parliamo di un tempo che non è oggettivo e non è uguale per tutti. Ognuno di noi ha il proprio modo per affrontare il lutto ma la cosa più importante è che questo va affrontato. Elaborare il lutto non vuol dire dimenticare la persona cara che ci ha lasciati ma posizionare all'interno della propria vita l'evento della perdita e lasciar sedimentare la sofferenza. Lei ha bisogno di tempo. Non abbia paura di piangere perché è un percorso che va affrontato con pazienza e determinazione. 

Dr.ssa Proia

La cosa più difficile della vita è accettare la morte, che è l'unico vero dramma della vita. Vita e morte sono due termini implicantisi l'uno nell'altro anche se opposti. La morte fa parte della vita. Esistono i tempi del lutto (l'elaborazione del dolore e della perdita) che aiutano a ritornare progressivamente alla vita, tempi che sono variabili da persona a persona e che dipendono da molteplici fattori: la modalità con cui si è verificata la morte, la qualità del legame con la persona morta, le caratteristiche di personalità di chi ha subito la perdita. Ma con il tempo quasi tutti ritornano a lasciarsi coinvolgere dalla vita perché è scritto nel n ostro DNA. Alcuni impiegano più tempo: a volte ci si sente in colpa per il sopravvivere alla persona cara. Tenere stretti i ricordi è come voler perpetuare la loro esistenza, come dire "vive ancora" . Ma rimanere legati ai ricordi è una delle resistenze più forti al fluire della vita, ricordi che nel suo caso vengono rinforzati dalla presenza delle ceneri di sua moglie in casa. I morti vanno lasciati andare. La vita non ha senso in sé: questo va costruito e trovato. "Il senso può essere trovato a partire da sé, da ciò che si può concretamente costruire e produrre nell'ambito della proprie potenzialità[...] senso dell'esistenza si rivela e si conquista nella concretezza della vita vissuta". Lei ha un compito primario: allevare suo figlio. Ma non può farlo se non si prende cura di se stesso e se non ritorna ad investire in nuovi "oggetti d'amore", come dice Freud. Con il tempo, appunto, grazie al lavoro del lutto, torniamo ad investire nella vita. (Se vuole legga "Lutto e Malinconia"- Freud, "L'ingiustizia estrema. Gli antemorti"-M.F. Pacitto, ed. Alpes)