Il mio compagno non fa sesso con me

Elisa

Buongiorno io e il mio compagno stiamo insieme da 3 anni e non abbiamo mai fatto sesso. Ci tocchiamo e basta... capita delle sere che siamo a letto e lui si masturba. Non riesco a parlargliene perché non mi da risposta..

21 risposte degli esperti per questa domanda

CiaoElisa,

la difficoltà nel comunicare su un tema così importante lascia comprensibilmente disorientati. Prova ad affrontare il discorso in un momento neutro della giornata, fuori dalla camera da letto, esprimendo come ti fa sentire questa situazione. Se vuoi, sono qui e possiamo sentirci per parlarne insieme e confrontarci.

Un saluto, Emanuele

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Milano

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Buongiorno Elisa.

Quando il dialogo si interrompe o viene evitato, è normale sentirsi rifiutate o confuse, arrivando a dubitare del proprio desiderio o della natura stessa del legame. Tuttavia, è importante considerare che questo comportamento, spesso, non parla della tua desiderabilità, ma di blocchi personali, ansie o dinamiche interiori che lui sta vivendo e che non riesce a esprimere. Il letto, in questo momento, è probabilmente un luogo carico di tensione. Cerca di affrontare il discorso in un momento di calma, durante una passeggiata o mentre siete impegnati in attività quotidiane, dove la pressione della performance o dell’intimità non è immediata. Tre anni sono un tempo significativo. È legittimo chiedersi se questa dinamica sia sostenibile per te. La tua frustrazione è un segnale importante dei tuoi bisogni, che meritano di essere ascoltati e soddisfatti in una relazione.  Se il muro del silenzio è troppo alto, a volte una terza persona, un terapeuta di coppia o un sessuologo può fungere da ponte. Spesso, la presenza di un professionista permette di dire cose che, nel privato, risultano impossibili da pronunciare. Non cercare di risolvere tutto da sola. Il fatto che lui scelga di masturbarsi in tua presenza, anziché cercare un contatto con te, indica una barriera che lui ha costruito tra sé e l’intimità condivisa. Non è una tua responsabilità "ripararlo" o indovinare i suoi motivi, ma hai tutto il diritto di chiedere chiarezza sulla direzione che sta prendendo il vostro rapporto.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Buongiorno Elisa,

leggendo le tue parole si percepisce chiaramente il senso di solitudine e confusione che stai vivendo. Tre anni sono un tempo molto lungo in cui il silenzio è diventato, purtroppo, una forma di comunicazione esso stesso: un muro che protegge lui ma che isola te.
Il fatto che lui eviti il confronto e scelga una dimensione di piacere solitaria in tua presenza suggerisce l'esistenza di blocchi profondi che non riguardano te, ma il suo modo di stare nella relazione. Non è tuo compito "curare" i suoi silenzi, ma è tuo diritto capire se questa dinamica è per te ancora sostenibile.
In situazioni così cristallizzate, può essere utile fermarsi e chiedersi cosa stia accadendo a te, oltre che a lui. Spesso, quando il dialogo con il partner è interrotto, l’unico modo per smuovere ciò che è rimasto fermo per troppo tempo è ripartire dall'ascolto delle proprie necessità e dei propri confini, cercando di fare chiarezza su cosa sia per te sostenibile e cosa invece è diventato un sacrificio troppo alto per il tuo benessere.

Un cordiale saluto

Dott.ssa Claudia Andò

Dott.ssa Claudia Andò

Milano

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Buongiorno Elisa, immagino quanto questa situazione possa farla sentire confusa e ferita. Vivere una relazione in cui l'intimità sembra bloccata può far nascere molti dubbi e tante domande, soprattutto quando non si riesce a parlarne.
Vorrei però essere chiaro su un punto. Le informazioni che ha condiviso sono troppo poche per comprendere davvero cosa stia succedendo. Per questo motivo non sarebbe corretto fare ipotesi o dare spiegazioni. Dietro una situazione come questa possono esserci motivazioni molto diverse e, senza conoscere meglio la vostra storia, ogni interpretazione rischierebbe di essere fuorviante. Dal suo racconto emerge soprattutto un'altra difficoltà: la comunicazione. Lei scrive di aver provato ad affrontare l'argomento, ma di non ricevere una risposta. Questo, con il tempo, può far crescere un senso di solitudine e di incomprensione.
Più che cercare di capire da sola il motivo del comportamento del suo compagno, provi, se possibile, a spiegargli come si sente. Non tanto per ottenere subito una spiegazione, ma per fargli capire quanto questa situazione la faccia soffrire e quanto, per lei, sia importante poterne parlare.
Se anche provando a parlarne non riuscisse ad avere una risposta, credo sia importante che si fermi un momento ad ascoltare come sta vivendo questa relazione. Si chieda che cosa le manca e come la fa sentire questa situazione. Non deve trovare da sola una spiegazione al comportamento del suo compagno. Ha però il diritto di capire se tra voi c'è ancora uno spazio per confrontarvi e affrontare insieme questa difficoltà. Se entrambi lo desideraste, anche un percorso di coppia potrebbe essere un'occasione per riaprire quel dialogo che oggi sembra così difficile.
Un saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Salve Elisa,

Da ciò che racconta, più che l’assenza dei rapporti sessuali, mi colpisce l’assenza di uno spazio in cui questa esperienza possa essere condivisa e pensata insieme.

Le motivazioni del suo compagno potrebbero essere molteplici: potrebbero riguardare la sua storia, il suo modo di vivere la sessualità, paure, fragilità o aspetti che oggi non possiamo conoscere. Sarebbe poco rispettoso attribuire un significato senza che sia lui a poterlo raccontare.

Quello che, invece, emerge con chiarezza dalle sue parole è che lei si trova sola con le sue domande. Quando un tema così importante non trova parole, il rischio è che non sia solo la sessualità a rimanere in sospeso, ma anche la possibilità di incontrarsi autenticamente nell’esperienza dell’altro.

La relazione vive della possibilità di riconoscersi reciprocamente: non è strettamente necessario che due persone provino o desiderino le stesse identiche cose, ma è fondamentale che possano condividerne il significato. Forse, prima ancora di chiedersi perché non abbiate avuto rapporti sessuali, potrebbe essere importante interrogarsi su quale spazio abbia, nella vostra coppia, il dialogo sui bisogni, sui desideri, sulle paure e sulle emozioni. Perché è proprio in quello spazio di comunicazione che si costruisce l’intimità, ben oltre l’atto sessuale.

Buongiorno,

se per Lei il non fare sesso con il suo compagno è un problema bisogna che gliene parli. Se invece questo non è mai stato tema, continuerà a essere in latenza. Mi faccia sapere.

Cordialmente,

Alessandra Varotto 

 

Dott.ssa Alessandra Varotto

Dott.ssa Alessandra Varotto

Padova

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Buongiorno.
Quello che vivi fa male soprattutto perché ti senti sola proprio quando provi ad avvicinarti. Ma l’assenza di rapporti quasi mai vuol dire che il problema sei tu o che non sei desiderabile. Spesso c’è qualcosa che si mette in mezzo quando l’intimità coinvolge un’altra persona: ansia da prestazione, vergogna, paura di non essere all’altezza. Il fatto che si masturbi non è necessariamente rifiuto di te.

Anche il suo silenzio probabilmente è vergogna e protezione, non indifferenza.

Se vuoi provare a parlargliene, scegli un momento lontano dal letto e parti da come stai tu (“mi sento sola”, “vorrei sentirti più vicino”) invece che da “perché non…”. Fagli sentire che vuoi capire insieme a lui, non accusarlo.

Ma non puoi obbligarlo ad aprirsi, e se non ci riuscite non è un tuo fallimento. Una situazione bloccata da tempo è proprio quella in cui un sessuologo o un terapeuta di coppia aiutano davvero. Puoi iniziare anche da sola.

Hai diritto a sentirti desiderata e a non restare sola con queste domande.

Buongiorno Elisa,
dal punto di vista cognitivo-comportamentale, la difficoltà sembra legata a evitamento e mancanza di comunicazione sul tema sessuale.
Un primo passo concreto è lavorare su un’esposizione graduale al dialogo: scegliere un momento neutro (non a letto), esprimere i tuoi vissuti in modo diretto e non accusatorio (es. “Mi sento confusa e distante, vorrei capire cosa succede tra noi”).
È importante anche osservare i tuoi pensieri automatici (es. “non mi risponde perché non mi desidera”) e verificarli, evitando conclusioni affrettate.
Se il blocco persiste, può essere utile proporre un percorso di coppia, per esplorare insieme eventuali ansie, evitamenti o difficoltà legate all’intimità.. Se il tuo partner vorrebbe fare un percorso di copia questo aiuterebbe a capire quali sono le problematiche non risolte. Io mi occupo della coppia Se sei interessata mi puoi contattare al numero di telefono 3208789937 avoro anche online. Dott.ssa Claudia Mosneagu. Saluti 

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

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Cara Elisa, una relazione che va avanti da tre anni senza che il corpo riesca a incontrarsi non parla di mancanza di attrazione. Parla di qualcosa che in lui fa paura e che non riesce a dire. Quando si masturba accanto a te non ti sta escludendo: sta evitando un punto che per lui è troppo delicato, forse legato a vergogna, insicurezza, un vissuto che non ha mai nominato. E tu, nel frattempo, resti fuori da una verità che non ti viene raccontata.

Il problema non è che “non vuole”.
Il problema è che non parla.

La distanza che senti non nasce dal tuo corpo, ma dal suo silenzio. Non sei tu a non essere desiderata. È lui che non riesce a dirti cosa lo spaventa. La strada non è “provare a farlo”, ma creare uno spazio in cui lui possa aprirsi senza sentirsi giudicato, e in cui tu possa dire cosa provi senza paura di ferirlo.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Buongiorno Elisa, 

la sua preoccupazione è comprensibile, sia per il fatto di non avere mai fatto sesso con il suo compagno, sia per il fatto di non riuscire a comunicare per provare a capire quale possa essere la causa che provoca questa situazione.

Ha mai provato a chiedere al suo compagno se fosse disponibile a qualche seduta di coppia?

Dott. Marco Albertoni

 

Dott. Marco Albertoni

Dott. Marco Albertoni

Bergamo

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Buongiorno, comprendo sia difficile portare il suo vissuto. 
L’intimità è un’area molto più ampia della sola sessualità: comprende anche la comunicazione, la condivisione delle emozioni e la possibilità di sentirsi al sicuro con l’altro. Quando diventa difficile parlarsi, spesso anche l’intimità fisica si blocca.

Un punto di partenza potrebbe essere la creazione di uno spazio sicuro in cui lei possa coltivare prima di tutto un’intimità con se stessa: riconoscere cosa prova, cosa desidera e cosa le manca. Da lì diventa più semplice portare questi vissuti nella relazione, senza pressioni né aspettative.

Dott.ssa Margherita Ron

Dott.ssa Margherita Ron

Bergamo

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Salve, grazie per esserti aperta circa un argomento così personale e delicato. I motivi per i quali una persona non desidera o non riesce ad avere rapporto sessuali possono essere tanti. Alcuni hanno causa fisiologia ma molto più spesso la causa è psicologica. La parte che mi ha colpito di più del tuo racconto però riguarda alle difficoltà di comunicazione nella vostra coppia. Dovresti sempre avere la libertà di esprimere quello che provi al tuo compagno. Anche perché immagino che questa situazione abbia delle ripercussioni anche sulla tua persona a più livelli... innanzitutto può essere utile capire davvero come ti senti rispetto a questa mancanza: quali pensieri fai, quali emozioni provi, che spiegazioni ti dai e soprattutto che ripercussioni ci sono sulla tua autostima, sulla tua libido e sulle tue emozioni. 

un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarti a fare chiarezza dentro di te e a trovare gli strumenti più idonei per cominciare in modo efficace con il tuo compagno.

Se vuoi il primo incontro è gratuito.

Dott.ssa Giulia Messori 

Dott.ssa Giulia Messori

Dott.ssa Giulia Messori

Reggio nell'Emilia

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Buongiorno Elisa,

la mancanza di intimità può essere fonte di profonda sofferenza e indici di difficoltà comunicative e relazionali nella coppia. Un dimensione di maggiore vicinanza fisica si può recuperare se entrambi i componenti della coppia sono disponibili ad aprirsi e parlarne . Può esseere difficile affrontare l'argomento. Un colloquio psicologico iniziale , anche individuale può essere utile a comprendere meglio la situazione e ricevere suggerimenti pratici.

Dott.ssa Enrica Des Dorides

Dott.ssa Enrica Des Dorides

Bergamo

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Buongiorno Elisa,

molto è stato detto già dai colleghi.

Non deve essere facile per lei vivere questa situazione e il fatto stesso che abbia scelto di condividere la delicatezza di ciò che la afflige mi sembra già un primo passo.

La sua storia è degna di essere ascoltatata e accolta, per poter insieme esplorare e provare a comprendere il significato e gli aspetti comunicativi della vostra relazione

Dott.ssa Angela Frattaruolo

Dott.ssa Angela Frattaruolo

Monza e della Brianza

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Buongiorno Elisa,

posso solo immaginare quanto questa situazione possa farla sentire sospesa, confusa e forse anche un po' sola. In una relazione che dura da tre anni, il silenzio di fronte a un tema così intimo e profondo può pesare molto più delle parole stesse.

​Il fatto che tra voi ci sia comunque un contatto fisico dimostra che esiste una forma di affetto e di vicinanza, ma è comprensibile che la mancanza di una condivisione completa e il suo non dare risposte le creino sofferenza. Dietro al comportamento del suo compagno potrebbero nascondersi tante cose: dall'ansia da prestazione a blocchi emotivi, o magari dinamiche personali che non riesce a verbalizzare per timore o vergogna. Spesso, quando ci si sente vulnerabili, il silenzio diventa una corazza.

​Quando la comunicazione si arena in questo modo, provare a insistere a parole mentre si è a letto rischia solo di farlo chiudere ancora di più. Potrebbe aiutare, invece, cercare un momento completamente neutro, magari durante una passeggiata o davanti a un caffè, lontano dalla camera da letto. In quel contesto, provi a non focalizzarsi su cosa lui stia "sbagliando", ma su come si sente lei. Dire qualcosa come "Mi manchi e vorrei capire come stare ancora più vicini, perché quando non mi parli mi sento smarrita" può spostare l'asse dal senso di colpa all'empatia.

​Se dovesse accorgersi che questo muro di silenzio è troppo alto da abbattere da soli, non esitate a valutare l'aiuto di un professionista, come un sessuologo o un terapeuta di coppia. A volte serve una terza persona che aiuti a tradurre ciò che non si riesce a dire a voce. Lei ha tutto il diritto di desiderare chiarezza e un'intimità appagante, e prendersi cura di questo aspetto è un atto d'amore verso se stessa e verso la coppia.

Un caro saluto, 

Dott.ssa Maria Rosa Biondo

Buongiorno. Comprendo perfettamente quanto questa situazione possa essere dolorosa, destabilizzante e fonte di profonda frustrazione. Sentirsi rifiutati o esclusi dall'intimità del proprio partner, specialmente all'interno di una relazione che dura da tre anni, può minare l'autostima e far nascere molti dubbi sul proprio valore e sul legame di coppia.

Il silenzio del suo compagno di fronte a questo argomento è l'ostacolo più grande: quando manca la parola, lo spazio vuoto viene inevitabilmente riempito da supposizioni, spesso dolorose.

Le cause possono essere molteplici e raramente dipendono da una "mancanza di attrattiva" nei suoi confronti. 

Le lascio alcuni elementi da considerare: Ansia da prestazione o blocchi emotivi..non sono da sottovalutare.

Per quanto riguarda la masturbazione, per molti uomini, è un modo per sfogare la tensione sessuale senza il "carico" emotivo, le aspettative o la vulnerabilità che il sesso con il partner comporta. Il fatto che lo faccia a letto, accanto a lei, pur nel silenzio, suggerisce una forte ambivalenza: c'è una barriera protettiva, ma anche vicinanza.

Mentre il fatto che non ne parli potrebbe indicare un senso di vergogna..

Rompere questo schema richiede delicatezza, ma anche fermezza nel tutelare il proprio benessere emotivo.

Provi a parlargli in un momento di totale relax, lontano dalla camera da letto e non subito dopo un episodio di tensione.  Provi a esprimere come si sente lei: "Mi manchi e mi sento distante da te quando non riusciamo a parlare di noi. Vorrei capire come stai per poterti stare vicina", eviti il "tu".

Potreste valutare anche un percorso di coppia... tre anni sono un tempo significativo. Molto spesso, dinamiche di questo tipo beneficiano enormemente di una terapia di coppia o di una consulenza con un sessuologo clinico, spazi protetti in cui il silenzio può finalmente trasformarsi in parola.

Non dimentichi che i suoi bisogni emotivi e intimi sono legittimi e importanti.

Per aiutarla a focalizzare meglio il prossimo passo, le chiedo: al di fuori della sfera sessuale, come descriverebbe la vostra complicità, la comunicazione e la gestione dei conflitti nella vita di tutti i giorni?

Gentile Elisa,

comprendo quanto questa situazione possa generare confusione, sofferenza e dubbi, soprattutto dopo tre anni di relazione. La sessualità rappresenta una dimensione importante della vita di coppia e, quando i bisogni o le aspettative dei partner non coincidono, è naturale che possano emergere frustrazione e senso di distanza.

Dalle sue parole mi colpisce soprattutto la difficoltà di comunicare con il suo compagno: il fatto che lei non riesca ad affrontare l’argomento o che non riceva una risposta rende ancora più difficile comprendere cosa stia accadendo. Le ragioni potrebbero essere molteplici e non è possibile trarre conclusioni senza conoscere anche il suo punto di vista.

Credo che il primo passo sia cercare un dialogo aperto e rispettoso, in un momento di tranquillità, per condividere i suoi vissuti e comprendere quelli del partner. Se questa difficoltà dovesse persistere, un percorso psicologico individuale o di coppia potrebbe aiutarvi a esplorare le dinamiche relazionali e comunicative che stanno influenzando la vostra intimità.

Resto a disposizione, qualora lo desiderasse, per un primo colloquio conoscitivo.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Noemi Marcoccia
Psicologa Clinica

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Frosinone

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Una situazione come quella che descrivi può essere molto dolorosa e generare dubbi, frustrazione e senso di rifiuto. Dopo tre anni di relazione, il fatto di non avere mai avuto rapporti sessuali merita di essere affrontato apertamente, soprattutto se per te rappresenta un bisogno importante.

L'aspetto che colpisce di più nel tuo racconto, però, è un altro: dici che non riesci a parlargliene perché non ti dà risposta. Il problema, quindi, non è soltanto l'assenza di rapporti sessuali, ma anche l'impossibilità di affrontare insieme un tema così importante.

Una relazione ha bisogno di dialogo. Hai il diritto di chiedere, con rispetto ma con chiarezza, cosa stia succedendo e di capire se lui è disposto ad affrontare questa difficoltà insieme a te.

Ciao Elisa, il punto non è solo che dopo tre anni non avete rapporti sessuali. Il punto è che tu ti trovi a vivere una parte importante della relazione in solitudine, senza risposte e senza un confronto reale.

Quando una coppia evita per così tanto tempo un tema delicato, spesso non è perché il problema non esiste, ma perché affrontarlo fa paura. Il rischio però è che il silenzio diventi un'abitudine e che la distanza aumenti lentamente.

La domanda da porti è: quanto ancora sei disposta ad accettare questa situazione senza capire cosa c’è realmente dietro? Non si tratta di colpevolizzare lui o te, ma di comprendere cosa sta bloccando la vostra intimità e cosa questo significa per la vostra coppia.

A volte dietro una difficoltà sessuale ci sono aspetti emotivi, paure, vissuti personali o dinamiche di coppia che da soli è difficile vedere.

Se senti che questo tema sta pesando sulla tua serenità e sul vostro rapporto, parlarne con un professionista potrebbe essere il primo passo per fare chiarezza e capire come sbloccare questa situazione.

Dott. Nicola Nacca

Dott. Nicola Nacca

Caserta

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Buona sera Capisco quanto possa essere frustrante ritrovarsi in una situazione del genere, soprattutto quando dura da così tanto tempo.

Come psicologa e sessuologa, voglio rassicurare: è assolutamente normale desiderare chiarezza, intimità condivisa e comunicazione all'interno della propria relazione. Quando una situazione di questo tipo persiste per ben tre anni, smette di essere semplicemente una "fase passeggera" o un momento di stanchezza. Tre anni sono un tempo lungo, sufficiente a far stratificare abitudini, incomprensioni e silenzi che rischiano di distanziare profondamente una coppia, anche se c'è affetto o contatto fisico superficiale.

Il fatto che ci sia un contatto fisico (vi toccate) e che lui si masturbi indica che il desiderio sessuale in sé esiste, ma per qualche motivo incontra un blocco quando si tratta di condividerlo pienamente o di completare l'atto insieme.

Dopo tre anni di impasse e difficoltà comunicative, la scelta più efficace e risolutiva è valutare un percorso di terapia di coppia o di consulenza sessuologica.

Se vorrete ci sono.

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Catania

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Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo, non è affatto semplice parlarne.
Il fatto che lui non risponda quando lei prova a parlargliene è un elemento importante: prima di capire cosa sta succedendo tra di voi come coppia, può essere utile fare uno o più colloqui individuali per capire meglio la situazione, come la vive lei, cosa ha già provato, e valutare insieme se e come coinvolgere anche il suo compagno in un secondo momento.
Se le fa piacere, possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo, in studio o online, in cui iniziamo a guardare la situazione con calma e senza fretta. Mi faccia sapere quando le farebbe comodo.

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