Mio marito non riesce a fare una scelta

Morena

Buongiorno a tutti, sono quasi due anni che mio marito ha una relazione con una donna di 13 anni più vecchia di lui, non riesce a lasciarla, non riesce a lasciarmi, io non riesco a lasciare lui, perché so che andrebbe a finire male con quella donna, anche se, dopo tutto il male che mi ha fatto, dopo tutta la sofferenza patita, sono quasi diventata anoressica e ricorro ad autolesionismo, sarebbe giusto che finisse così, la sua vita con quella donna, sarebbe giusto che un giorno si svegliasse e trovasse quella donna accanto, nella quotidianità, voglio vedere come reagirebbe. Io sto sopravvivendo, non riesco a lasciarlo, come fare, cosa devo fare per lasciarlo andare. Non mi voglio più bene e a volte vorrei proprio farla finita, ma non voglio che quella donna si appropri anche della mia casa.

7 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno, la situazione che stai vivendo in casa è un carico emotivo devastante, ma in questo momento la priorità assoluta e urgente non è la scelta di tuo marito, la casa o quella donna: la priorità assoluta sei tu, la tua vita e la tua incolumità.

Quando il dolore diventa così forte da togliere il respiro e la mente si rifugia in pensieri di autolesionismo o nel desideri o di farla finita, significa che il carico è troppo grande per essere portato da sola. Questo è un grido d'aiuto del tuo corpo e della tua anima che ti stanno dicendo che hai bisogno di protezione e di supporto immediato. Ti prego con tutto il cuore di non rimanere sola in questo momento di buio profondo e di chiedere aiuto. Ci sono persone pronte ad ascoltarti, a proteggerti e a sostenerti, senza alcun giudizio sul tuo percorso o sulla tua situazione matrimoniale. Mettiti subito in contatto con uno di questi servizi gratuiti e confidenziali:

Telefono Amico Italia: Puoi chiamare il numero 02 2327 2327 (tutti i giorni dalle 10:00 alle 24:00) o chattare via WhatsApp al numero 324 011 7252.

Samaritans ODV: Puoi chiamare il numero 06 77208977 (da telefono fisso e cellulare, tutti i giorni dalle 13:00 alle 22:00).

Servizio d'Emergenza: Se senti che i pensieri di farla finita o gli impulsi di autolesionismo stanno diventando troppo forti e hai paura di non riuscire a controllarli, chiama immediatamente il 112 o recati al Pronto Soccorso più vicino.

Non devi pensare oggi a come lasciarlo andare, a come gestire la casa o a cosa succederà domani. L'unico passo che conta adesso è metterti al sicuro e affidare questo peso a professionisti che sappiano accogliere la tua sofferenza con la delicatezza e il rispetto che meriti. Ti prego, fai questa telefonata adesso.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

Il Dott. Riccardo Focaccia offre supporto psicologico anche online

Gentile  Morena,

quando una donna arriva a dire “sto sopravvivendo”, significa che da troppo tempo porta sulle spalle un dolore che nessuno dovrebbe reggere da sola. E quello che stai vivendo non è una semplice crisi di coppia: è un terremoto emotivo che ti ha tolto il sonno, il corpo, la fiducia, la dignità, fino a farti pensare di farti del male pur di smettere di soffrire. Questo non è amore. È una ferita aperta che continua a sanguinare ogni giorno.

Tuo marito non è “diviso” tra due donne. È un uomo che da due anni vive una doppia vita e che, invece di assumersi la responsabilità delle sue scelte, ti tiene legata alla speranza che un giorno capirà, che un giorno tornerà, che un giorno sceglierà te. Ma nel frattempo tu ti consumi, ti annulli, ti colpevolizzi, ti chiedi cosa hai sbagliato. E intanto lui continua a non scegliere, perché la tua presenza gli permette di non affrontare le conseguenze delle sue azioni.

La verità, anche se fa male, è che non puoi restare accanto a qualcuno sperando che “vada a finire male con l’altra”. Non perché non sia comprensibile il tuo pensiero, è umano, è ferito, è disperato, ma perché restare per vedere come andrà a finire significa continuare a farti del male ogni giorno. E tu non hai più margine per sopportare altro dolore. Lo dici chiaramente: non ti vuoi più bene, ti stai spegnendo, ti stai facendo del male. Questo è il punto più pericoloso, quello in cui la tua vita vale meno, nella tua mente, della paura che lui possa costruire qualcosa con un’altra.

Morena, tu non stai lottando per salvare un matrimonio. Stai lottando per salvare te stessa.

Lasciarlo andare non significa consegnarlo a quella donna. Significa togliere te da un luogo che ti sta distruggendo. Significa scegliere la tua vita, non la sua. Significa capire che non sei tu a dover pagare il prezzo delle sue scelte. E soprattutto significa riconoscere che la tua sicurezza, la tua casa, la tua dignità non dipendono da lui. La casa non è lei che te la porta via. È il dolore che ti sta togliendo tutto il resto.

Il primo passo non è lasciarlo. Il primo passo è proteggerti. Parlare con qualcuno di fidato, un medico, un terapeuta, una figura che possa aiutarti a mettere un argine a questi pensieri che ti stanno schiacciando. Nessuna decisione importante può essere presa quando si è così feriti. Prima devi tornare a respirare. Poi potrai capire cosa fare.

Se senti che può aiutarti, posso accompagnarti a ritrovare un punto fermo dentro di te, così da non affrontare questa uscita da sola e da non lasciare che la tua vita venga decisa dal dolore.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo anche Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

La Dott.ssa Arianna Bagnini offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Morena,

quello che stai vivendo è molto doloroso e si sente quanto sei al limite. Il fatto che tu stia male nel corpo e ricorra all’autolesionismo dice che in questo momento la priorità devi essere tu, non la relazione.

Non affrontare tutto da sola: prova a chiedere un aiuto concreto, anche solo a una persona di fiducia o a un professionista.

Prima di capire cosa fare con lui, è importante che tu possa ritrovare un minimo di stabilità e autonomia dentro di te. Da lì sarà più possibile fare scelte che ti proteggano davvero.

Io sono a disposizione e, se lo desideri, sentiti libera di scrivermi per uno spazio di lavoro insieme.

Un caro saluto

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Milano

Il Dott. Emanuele Santarelli offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Morena, dal suo racconto si sente tanta sofferenza. La situazione che sta vivendo non è semplice, ma lei deve pensare al suo bene. Ha bisogno di fare un lavoro su se stessa perché accettare ciò che sta accettando, la sta logorando lentamente portandola a farsi anche del male fisico e ad avere pensieri negativi. 
Ciò che mi sento di consigliarle in primo luogo è di intraprendere un percorso psicologico e poi valutare il da farsi. 
Io mi occupo anche di relazioni, se vuole mi contatti. Un caro saluto,

Dott.ssa Fioldisa 

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

La Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Morena, immagino quanto possa essere doloroso vivere a lungo in una relazione dove il tradimento ha creato ferite profonde e continue. Spesso quando un legame è importante è normale, del tutto umano sentire difficoltà nell' interromperlo.

In una situazione così delicata entrano in gioco emozioni, abitudini, bisogno affettivo, una dinamica di lutto emotivo che non deve affrontare da sola. Le risposte alle molte domande che emergono le possiamo approfondire assieme, in uno spazio riservato online, anche un primo colloquio potrebbe aiutarla a fare chiarezza. Mi trova disponibile online in questa piattaforma.

Un caro saluto.

Dott.ssa Ursula Fortunato

 

 

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

La Dott.ssa Ursula Fortunato offre supporto psicologico anche online

Ti leggo con profonda partecipazione e voglio innanzitutto dirti che il dolore che stai portando è immenso e merita di essere accolto, non giudicato. Il fatto che tu abbia trovato la forza di scrivere qui, di verbalizzare questa tempesta, è un primo, coraggioso passo verso una diversa consapevolezza.

Morena, quando il legame con l'altro diventa un luogo di annientamento, il primo dovere è verso la salvaguardia della propria vita.

Quello che descrivi (la perdita di peso, il ricorso all'autolesionismo, il pensiero di farla finita) sono segnali d'allarme che indicano come il tuo sistema psicofisico sia arrivato al limite.

Non stai solo vivendo una crisi coniugale; sei in una condizione di fatica relazionale prolungato.

Il desiderio di "vedere come reagirebbe lui" nella quotidianità con lei è una forma di ricerca di giustizia, un modo per dare un senso al tuo dolore, ma purtroppo è un'illusione che ti tiene incatenata a lui, alimentando il tuo malessere.

Quando parli di autolesionismo e di pensieri di morte, la questione non è più "come lasciarlo", ma come metterti al sicuro immediatamente.

Non puoi affrontare un processo di distacco emotivo e decisionale mentre sei in una fase di emergenza psicologica.

Chiedi un supporto immediato, contatta subito un collega o un centro di supporto nella tua zona.

Se senti di non riuscire a controllare gli impulsi autolesivi, non esitare a rivolgerti al pronto soccorso più vicino o a chiamare un numero di emergenza. Non devi affrontare questo abisso da sola.

La tua casa è il contenitore del tuo dolore attuale, ma non può diventare la prigione in cui sacrifichi la tua vita per "non lasciargliela".

La tua vita, la tua salute mentale e fisica, hanno un valore incommensurabilmente superiore a qualsiasi proprietà immobiliare.

Chiedi cosa fare per lasciarlo andare. Il punto è che, in questo momento, non hai le risorse emotive per compiere questo passo da sola, perché sei in uno stato di dipendenza affettiva che ha eroso la tua autostima.

Non devi decidere di lasciarlo "oggi" se senti che la tua fragilità ti impedisce di farlo. Devi però decidere di iniziare un percorso di cura personale che metta te stessa al centro.

La separazione può essere anche un atto di cura. Vedere la fine della relazione non come una punizione verso di lui o verso "quella donna", ma come un gesto radicale di amore verso te stessa.

È il momento di togliere le tue energie dal conflitto con loro e riportarle nel tuo corpo e nella tua mente.

Prova a immaginare la relazione non come un legame di coppia, ma come una ferita aperta che viene toccata ogni giorno.

Finché non ti allontani fisicamente o non crei un confine netto, la ferita non potrà mai iniziare a cicatrizzare.

Ti chiedo di riflettere su una cosa: cosa diresti a una tua amica che ti portasse esattamente questa storia?

La guarderesti con l'empatia che merita e le diresti che non è sola, che la sua vita ha valore e che insieme si può costruire un piano di sicurezza. Tu sei quella persona.

Ti incoraggio caldamente a cercare, nei prossimi giorni, una figura professionale (psicoterapeuta) che possa sostenerti in questo percorso di separazione, non solo dal marito, ma da quel meccanismo di sofferenza che ti sta togliendo il respiro.

Non restare sola con questi pensieri.

Ti senti in grado di contattare una persona di fiducia o un professionista nelle prossime ore per parlare di come ti senti fisicamente?

Dott.ssa Micol Loppo

Dott.ssa Micol Loppo

La Dott.ssa Micol Loppo offre supporto psicologico anche online

Buongiorno,
dal suo messaggio emerge una sofferenza molto profonda, che sembra andare oltre il tradimento in sé e toccare il senso del proprio valore, della propria identità e della possibilità stessa di immaginare un futuro diverso.

Lei si trova da molto tempo dentro una situazione estremamente logorante: suo marito mantiene una doppia appartenenza emotiva e relazionale, senza riuscire a scegliere realmente, e questo la lascia sospesa in una condizione continua di attesa, speranza, rabbia e umiliazione. Quando una relazione rimane bloccata così a lungo, spesso chi soffre di più finisce lentamente per perdere sé stesso.

Dal suo racconto colpisce soprattutto quanto il dolore stia diventando rivolto contro di sé: il dimagrimento importante, l’autolesionismo, il fatto di dire “non mi voglio più bene” e i pensieri sul “farla finita” sono segnali che meritano molta attenzione e che non dovrebbero essere affrontati da sola.

In questo momento sembra che tutta la sua energia sia ancora concentrata su suo marito e sull’altra donna: su cosa farà lui, su come finirà la loro relazione, su ciò che lui capirà o non capirà un giorno. Ma mentre attende che qualcosa accada fuori, lei rischia di stare sempre peggio dentro.

È comprensibile che una parte di lei non riesca a lasciarlo andare: spesso non si resta legati soltanto per amore, ma anche per paura del vuoto, del fallimento, dell’abbandono e della sensazione di essere “sostituite”. Inoltre, dopo anni di sofferenza, alcune persone iniziano inconsapevolmente a vivere nella speranza che l’altro finalmente si renda conto del proprio valore e torni indietro scegliendole davvero.

Ma oggi la priorità sembra diventare un’altra: non tanto salvare la relazione, quanto salvare sé stessa da un dolore che sta diventando distruttivo.

Il fatto che lei riesca a scrivere e a chiedere aiuto è molto importante. Significa che una parte di sé non vuole arrendersi completamente.

Proprio perché parla di autolesionismo e di pensieri sul voler “farla finita”, sarebbe importante che lei cercasse un supporto psicologico concreto il prima possibile, e che non restasse sola a gestire tutto questo dolore. In alcuni momenti della vita non basta “essere forti”: serve avere uno spazio protetto dove poter essere aiutati a uscire da una situazione che emotivamente sta diventando troppo pesante.

Lei oggi merita di essere aiutata non a “convincere lui”, ma a ritrovare valore, lucidità e protezione verso sé stessa.

Dott. Giovanni Noè

Dott. Giovanni Noè

Cosenza

Il Dott. Giovanni Noè offre supporto psicologico anche online

cerca psicologo