Attrazione fisica

Bella

Ciao a tutti, sono Ilaria e ho 23 anni, sono fidanzata da 4 anni con un ragazzo di 30 e lo amo, è l'unica persona della mia vita e sono sicura di volere un futuro con lui. Ultimamente, però nella mia testa c'è un problema: 3/4 mesi fa, a lavoro (lavoro come assistente alla poltrona) ho conosciuto un uomo che è rimasto per due settimane per una sostituzione, è ho provato subito una enorme attrazione fisica nei suoi confronti, nonostante sia più grande di me (ha 40-45 anni). A lavoro a parte un ciao e due parole di cortesia non c'era niente, poi io l'ho aggiunto come amico su facebook e negli ultimi mesi ci sentiamo spesso e flirtiamo per messaggio, lui mi chiede spesso di vederci la ma la risposta è sempre no, in quanto io amo il mio ragazzo, però vorrei proprio andarci a letto. Vorrei farlo e poi ritornare dal mio compagno (so che sembra brutto detto cosi). Mi sento uno schifo per questa cosa ma che colpa ne ho? Ci penso moltissimo.. sottolineo che con questo uomo l'unica cosa che voglio è ciò che ho scritto sopra, non ci uscirei mai, nemmeno per un caffè, e non lo vorrei mai in un futuro se non per una amicizia. Vorrei precisare che io a parte il mio ragazzo non ho mai avuto altre storie, quindi ho un po quella curiosità di sapere come sarebbe il sesso con un altro uomo. Ringrazio chi mi aiuterà a trovare una quadra!

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Ilaria, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè capisco quanto questa scelta possa essere importante per lei ed impattare sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d'ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL