Fratello 20enne aggressivo

Martina

Salve, cerco di riassumere sono una ragazza di 30 ho un fratello di 23 che negli ultimi anni risulta essere aggressivo verbalmente costantemente nei confronti dei miei genitori che ci sono sempre per lui o comunque nei momenti di collera rompe qualsiasi cosa o sfascia la sua camera. È aggressivo senza un motivo nei confronti dei miei, quello che posso dire è che è sempre stato un ragazzo riservato infatti non abbiamo un gran rapporto confidenziale, negli ultimi tre anni gli sono morti due amici e uno dei quali era il suo migliore amico cresciuti insieme sin da piccoli, ed altra cosa accaduta il ritiro della patente per alcol perché si lui beve e quando beve ha questi attacchi di collera senza un preciso motivo nei confronti dei miei genitori e ultimamente sono ripetitivi. I miei non sanno più cosa fare vorrei un consiglio

5 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Martina, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare suo fratello e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana ma anche sulla vostra. Ritengo fondamentale che lui possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarlo ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che gli impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Martina, insieme ai suoi genitori potreste chiedere un consulto ad uno psicologo/psicoterapeuta nella vostra zona per cercare di capire insieme come muovervi e come affrontare la situazione difficile che state vivendo e come poi coinvolgere direttamente suo fratello. Di solito queste sono le prime mosse da fare in una situazione come la vostra, dove sono i familiari a rendersi conto della sofferenza del proprio caro e c'è una comprensibile difficoltà a trovare una soluzione per aiutarlo e per riportare un pò di serenità in casa. Un caro saluto

Gentile Martina,

da come scrivi la situazione sembra star diventano molto importante e pesante.

Vi consiglio di valutare:

- Se suo fratello accettasse degli incontri con uno psicoterapeuta che si occupa di dipendenza da alcool dove potersi aprire e capire cosa accade quando sente dentro di lui questo richiamo

- Una consulenza famigliare dove essere accolti come nucleo ed aiutarti a dialogare e trovare una nuova strategia come famiglia.

- Eventualmente anche un supporto psicologico per lei per essere accolta, ascoltata e aiutata non solo a trovare ulteriori risorse ma anche a riformulare questo momento di vita intenso e particolarmente destabilizzante a livello emotivo e affettivo.

Le linko degli articoli scritti da me:

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/

- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-individuale-minori-adulti-cognitivo-costruttivista/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/supporto-psicologico-torino/

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia  e online

Buongiorno Martina. Gli episodi che riporta possono avere avuto, in una misura più o meno importante, un ruolo nello sviluppo di questi comportamenti nella vita di suo fratello. Tuttavia sarebbe riduttivo dare una risposta definitiva in questa sede, in quanto andrebbe esplorato il suo corso di vita alla ricerca di qualche punto di svolta. Inoltre il significato che attribuisce alle relazioni (specialmente coni genitori) potrebbe avere un ruolo predominante nelle modalità che mette in campo per rivolgersi agli altri.
Esplorando questi aspetti insieme a lui si potrebbe avere un quadro più chiaro del suo funzionamento, aiutandolo così anche a gestire le emozioni e le reazioni esplosive che lo caratterizzano.
Comprendo inoltre la difficoltà anche per lei e per i suoi genitori nel gestire tale situazione: per questo motivo mi rendo disponibile, anche online, per un eventuale percorso che possa coinvolgere anche gli altri componenti della famiglia, oltre ad uno specifico per suo fratello.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Buongiorno Martina, purtroppo spesso si sottovaluta la sofferenza che l'alcool genera non solo in chi ne fa uso, ma anche nei familiari: rabbia, paura, delusione, tentativi di controllo, frustrazione: sono stati d'animo costantemente indotti da questo tipo di situazioni e alla lunga portano a un grave disagio psicologico.

Il mio suggerimento è quello di non esitare a cercare aiuto: può rivolgersi presso il sert della sua città e chiedere indicazioni sui possibili percorsi terapeutici sia per suo fratello che per i familiari.

Ci sono associazioni di auto mutuo aiuto che si occupano nello specifico del sostegno ai familiari di persone con problemi di alcool. 

Se poi sentisse il bisogno di approfondire come questa problematica influenza la sua vita o affrontare altre sue questioni personali la soluzione migliore è parlarne con uno psicologo.

La invito caldamente a contattarmi per ulteriori chiarimenti e indicazioni su quale sia il percorso più adatto a lei e alla sua famiglia.

Un cordiale saluto,

Dottoressa Federica Paciaroni