Aggressività e violenza

Quando litigo con il mio ragazzo sono aggressiva e violenta

Manal

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Salve, Diverse volte litigavo con il mio ragazzo, in questi litigi io gli tiravo schiaffi oppure pugni alcune volte lui rispondeva altre volte non rispondeva , queste mie reazioni erano dovute a mancate attenzioni da parte sua. L'ultima litigata è dovuta perché lui mi aveva fatto una richiesta di matrimonio; dopo tre giorni lui mi dice che quella richiesta si riferiva a quando io sarò laureata e avrò un lavoro, la mia reazione a tutto : ho reagito malissimo, non ho trattenuto la mia rabbia e ho tirato uno schiaffo dopo un altro al mio ragazzo, lui ha chiamato la polizia poi i suoi genitori, nel momento che sono arrivati i suoi genitori lui mi dice che finita ;da quel momento lui non vuole sapere niente di me e dice che ho bisogno di cure dicendomi che il nostro rapporto è malato che è meglio lasciarmi adesso;decidendo di scomparire dalla sua vita ,dopo tre anni di relazione e due di convivenza... Io ammetto che ho sbagliato ad alzare le mani in una relazione non bisogna assolutamente... In questo momento sono dispiaciuta di avere perso una persona che amo.. non so come farli cambiare idea,non so cosa posso fare per me stessa? non so se sono veramente depressa?

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno, capisco che la situazione è complessa nel rapporto con il suo compagno e, al di là di ciò che ha comportato l'interruzione della relazione, vedo che uno dei problemi rilevanti è la sua difficoltà a controllare gli impulsi aggressivi che alcune situazioni le innescano. Parlo di impulsi perché lei stessa dice che non vorrebbe agirli però probabilmente sono più forti di lei. Credo che questi siano tanto più forti quanto più forte è il legame con la persona su cui vengono scaricati. Penso che un percorso psicoterapeutico le potrebbe dare la possibilità di fare maggiore chiarezza sulle sue reazioni e sulla modalità di attaccamento che ha con le persone care. Cordialmente.

Gentilissima,

più che di una diagnosi, ha bisogno di un lavoro su di sè che le permetta di divenire più consapevole e di essere più in pace con se stessa. Purtroppo, attraverso questo canale non è possibile esserle di grande aiuto; perchè non si rivolge ad uno psicoterapeuta vis a vis per un consulto? ci ha mai pensato?

Resto a disposizione

Lei non è capace di controllare la sua rabbia, per niente.  Tutti noi abbiamo delle frustrazioni nella vita e a volte subiamo non solo delusioni, ma anche veri e propri soprusi. Se reagissimo tutti come lei, gli ospedali sarebbero pieni di gente malmenata. Nella vita bisogna saper accettare anche il punto di vista degli altri, reagire con calma, riflettere, ragionare, cercare un compromesso ed andare avanti civilmente. Due anni di convivenza...e cosa ha fatto in questi anni? Ha sempre riempito di schiaffi il suo ragazzo?. Lei è malata. Ha bisogno di cure e non lo dico perché sono uno psicologo. Lo dico per esperienza di vita. A 60 anni le posso dire che la gente normale e sana di mente non si comporta così.  La sua malattia non si cura con i farmaci, che anzi in questo caso sarebbero forse controproducenti. Bisogna andare ad indagare le origini di questa rabbia, verificare perché lei reagisce in modo violento alle avversità. Deve imparare a contenere la rabbia, a sfogarla in altro modo. Non prendendo a schiaffi la gente. Stia attenta perché potrebbe finire in carcere o subire un trattamento sanitario obbligatorio continuando così. Consulti immediatamente uno psicologo e concordi l'avvio di un percorso di cura.  Lei non è depressa, ha una malattia diversa che va diagnosticata ed indagata a fondo.  Vuole fare cambiare idea al suo ragazzo? Cominci col cambiare lei, si curi adeguatamente. Le crisi di irritabilità possono essere sintomo di malattie anche serie. Non perda tempo. Un saluto 

Cara Manal,

leggendo la tua e-mail ho sentito una grande tristezza e frustrazione... e mi sono chiesta se questa tristezza e questa frustrazione possa provarle anche tu, nel sentire che ci sono dei problemi con il tuo ragazzo, nel sentire che ti mancano attenzioni e soprattutto nel non riuscire ad esprimere queste emozioni attraverso le parole e doverle quindi "agire" attraverso l'aggressività fisica. Io sono d'accordo con te, "alzare le mani in una relazione non bisogna assolutamente" ma invece di sentirti depressa (e forse anche in colpa) per questo, quello che ti suggerirei di cuore è, come dici anche tu, fare qualcosa per te stessa. Passare dal pensiero e dalla parola (cioè comunicare i propri stati d'animo e le proprie idee) all'atto e all'aggressività fisica è un meccanismo che viene spontaneo probabilmente perchè non si è avuto il tempo e lo spazio per analizzare e avvicinarsi ai propri pensieri e alle proprie emozioni. Io credo che tu potresti fare questo per te: prenderti del tempo ed uno spazio dove, insieme ad un professionista, vedere cosa ti porta a comportarti in certi modi, perchè usi questa soluzione e non altre più accettabili e funzionali, e cercare di cambiare questi modi per trovarne altri più adatti a te e che non ti fanno soffrire.

Spero di esserti stata utile e se vuoi puoi contattarmi.

Un caro saluto

Gentile Manal, la sua delusione per la rottura delle promesse matrimoniali da parte del suo fidanzato è comprensibile e dev’essere stata molto dolorosa. Altrettanto comprensibile, quindi, è la rabbia che ne è scaturita. Purtroppo quello che si è rivelato nocivo e controproducente è stato il passaggio dalla rabbia come sentimento all’aggressività come azione. Se da un lato è immaginabile che il suo fidanzato abbia bisogno di prove d’amore e di pentimento molto importanti prima di pensare di eventualmente ricominciare la relazione, d’altra parte è ancor più urgente che lei cominci a lavorare su di sé per gestire meglio i prossimi vissuti di rabbia, quando dovessero presentarsi. Sarebbe fondamentale quindi lavorare sia per comprendere l’origine ancestrale della sua tendenza ad arrabbiarsi e a rispondere aggressivamente (al di là di questo singolo episodio), sia per convogliare in maniera diversa l’energia rabbiosa in modo tale che non finisca con lo scaricarsi sul suo interlocutore, ma trovi bersagli o modi di esprimersi più adeguati, evoluti e soddisfacenti. Se desidera approfondire, la prego di sentirsi libera di telefonarmi: potrei riceverla per un primo incontro gratuito ad Albignasego, in modo da valutare insieme se io possa essere il professionista adatto a lei per intraprendere un eventuale percorso psicoterapeutico. In ogni caso, le porgo i miei più cordiali saluti e sinceri auguri di buona Vita.

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