Aggressività e violenza

Sono preoccupato perché ho paura di avere a che fare con una persona violenta.

Giulio

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Buongiorno, il mio nome è Giulio, ho 28 anni e vivo in Spagna da circa 3 anni. Qui ho iniziato una relazione con un ragazzo inglese da circa 8 mesi. Sono preoccupato perché ho paura di avere a che fare con una persona violenta. Vi racconteró nei dettagli alcuni avvenimenti che mi hanno spaventato ma che non mi hanno dato ancora delle prove concrete sulla sua aggressivitá. Il mio ragazzo ha 33 anni, ha vissuto in Inghilterra sino ai 12 anni per poi trasferirsi in un altro stato fino ai 24. Mi ha raccontato che questo trasferimento gli ha dato tante sofferenze, soprattutto di carattere adattativo e affettivo. Non conosco molto bene il rapporto che ha con i suoi genitori, ma credo sia stato turbolento durante la sua adolescenza. Mi ha raccontato che ha avuto relazioni con due ragazzi durante i suoi 12 anni vissuti in quello stato, e che una di queste relazioni è finita in maniera drastica, con violenza fisica da parte dell'altra persona, la quale apparentemente lo ha spinto dalle scale. A 24 anni si trasferisce in Europa, dove attualmente vive da 8-9 anni. Qui ha avuto 8 relazioni, di cui 4 a distanza. Le altre sono finite per diversi motivi di cui non mi ha mai parlato. So solo che la sua prima relazione in Europa durò 4-5 è sfociò in una convivenza che durò 1 mese, poi rottura. Sostiene che quasi tutti i suoi fidanzati lo tradirono. Il mio ragazzo che d'ora in avanti chiameró Pietro, mi corteggiava da un anno prima che iniziassimo la nostra relazione. In quel periodo ero fidanzato con un altro ragazzo. Il suo corteggiamente era molto passivo. Erano i suoi amici a parlarmi del suo interesse. Non c'è mai stata una espressione diretta del suo “volermi”, se non quando ha saputo del periodo di crisi col mio ex. Da quel momento abbiamo iniziato a frequentarci e i primi tre mesi sono stati molto passionali sentimentalmente e sessualmente. Poi, ho iniziato a sentirlo un pó piu lontano e freddo, come se non volesse dare tanto a questa relazione, al che io mi sono sentito molto insicuro. È scaturita in me una sensazione di gelosia che si è poi concretizzata in litigi di medio livello. Da quel momento è iniziata una vera e propria crisi del rapporto, litigavamo spesso e per fesserie. Non sono mai stato geloso, ma con lui avevo sempre la sensazione che mi nascondesse qualcosa. Non era trasparente nelle azioni e il suo telefono era praticametne off limits. Guardava i ragazzi con interesse e pavoneggiava in loro presenza, per mostrare il suo corpo (che io ho interpretato come una mancanza di stima in se stesso o narcisismo). Sono diventato ossessivo e cercavo di capire cosa mi stesse nascondendo e questo provocava in noi sempre piú tensioni. Questo stress ha ripercosso anche la nostra vita sessuale, che se prima era intensa, ora, a 8 mesi di relazione, si è diluita a una media di circa 1 volta a settimana (principalemte perché io stimolo). Abbiamo avuto pochi litigi che si possono definire seri, ma l’ultimo, avvenuto ieri, mi ha fatto spaventare, per la prima volta. Stavamo facendo una videotelefonata con i genitori che vivono in un altro stato. La videochiamata era piaveole ma un po’ disturbata da problemi di connessione. I genitori credevano fossero dovuti all’internet troppo lento di Pietro e quest’ultimo pensava il contrario. Pietro mi chiede di dire ai genitori che il problema era loro, al che io ho iniziato a scherzare e dire che invece era un problema nostro, senza nessun tipo di fine. Ha iniziato a darmi colpetti innocenti sul petto che hanno, non so perchè, scaturito nel padre un interesse particolare, visto che gli ha detto di smettere di “bullarmi”. In quel momento ho visto la sua faccia cambiare. Chiusa la chiamata con i genitori, Pietro ha iniziato a gridare e a usare un atteggiamento aggressivo nei miei confronti, chiedendomi di non permettermi mai piu di umiliarlo di fronte ai genitori. Mi ha lanciato uno straccio in faccia, io gli ho detto di non permettersi mai piú, zittendo ogni suo tentativo di giustificazione. A questo punto si avvicina e inizia a gridarmi a poca distanza dall’orecchio e mette la sua mano sinistra sulla faccia poi mi strappa il telefono dalle mani. Il telefono aveva lo schermo graffiato per un lato, il graffio si è allungato dopo che lo ha impugnato. Era furioso. Quello che mi ha spaventato di piú è stato il dopo. Infatti, con una certa facilità, mi chiedeva di smetterla di essere triste e che dovevo uscire da questa bolla di negatività. Ovvero, non si capacitava di quello che avesse fatto (credo) o stava cercando di sdrammatizzare una situazione della cui gravità ne era ampiamente coscente. Oggi non mi parla e non mi ha nemmeno chiesto scusa. A breve andremo a vivere insieme, cosa devo fare? Mi potete dare un consiglio per favore? Sono veramente preoccupato.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Caro Giulio, è evidente che il suo compagno ha dei problemi, nella gestione delle emozioni e delle relazioni. Io mi interrogherei su me stesso. Visto tutto ciò che ha visto, le cose non cambieranno nè lei può fare nulla per Pietro. Solo noi siamo in grado di aiutare noi stessi. Rifletta bene, perchè ha visto segnali molto chiari di malessere e per quanto Pietro avrà sicuramente anche tanti pregi, come tutti, i suoi problemi potrebbero crearle gravi disagi e sofferenze. Più che pensare a Pietro, io mi chiedo come mai lei sia disposto a rischiare così tanto....le consiglio di fare qualche incontro di psicoterapia con un collega Italiano per fare chiarezza su di sè e per lavorare eventualmente sulla sua autostima.

Cari saluti

Salve Giulio

non credo che andare a vivere insieme in questo momento sia la cosa più giusta da fare...nel senso che credo sia meglio chiarire alcuni aspetti ed approfondire il tipo di rapporto che c'è tra di voi. Si possono attraversare i momenti di crisi, ma è fondamentale che ci si parli. Il rapporto di coppia ha bisogno di vari ingredienti per andare andare avanti...forse è proprio questo che dovete comunicarvi ed approfondire....quali sono per lei Giulio e quali quelli di Pietro. Così come è importante comunicare le proprie paure. Inoltre non bisogna sottovalutare la reazione di Pietro, se ne ha mai avute altre, se è disposto a parlare di ciò che gli è successo.

Se non riuscite insieme, potete rivolgervi ad un professionista di coppia, glielo hai proposto? 

Si ricordi che le sue preoccupazioni sono lecite ed hanno il diritto di essere accolte e trasformate in rassicurazioni. 

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