Dipendenze

Dipendenza da cocaina cosa devo fare? Posso riuscire a smettere da solo?

Alex

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Salve,

ho ventun'anni, e da quasi due abuso di cocaina con periodi di alti e bassi, lavoro quasi tutti i giorni, quindi ho quasi tutto il tempo occupato durante la settimana, ma quando mi capita un giorno o due liberi e quindi che posso uscire che sia sabato o venerdì ecc. La prima cosa che faccio è uscire ed andare a rifornirmi di coca, programmando chissà quale epica serata, e poi passare tutta la sera in macchina fino a che non fa giorno a pippare. Sto cominciando ad aver paura, vedendo gli effetti che ti fa la coca, mi fa schifo sto male per 2 , 3 giorni dopo aver fatto serata, però la serata dopo faccio peggio non riesco a non farlo, sono circondato da gente che lo fa e ogni volta è sempre cosi, lo so che voi mi direte di andare al sert o da uno psicologo, ma è più forte di me, io non sono uno psicologo, ma ho il sospetto che ho un po di fobia sociale, perche mi sento inferiore agli altri, con le ragazze poi, non ne ho mai avuta una veramente e questo mi fa male datemi qlch consiglio per provare a fare qlcs da solo per favore.

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Alex, 


certo che si può fare qualcosa! Lei è molto giovane e una vita davanti. Non è facile, e spesso si ha bisogno di aiuto e molto impegno ma uscire dalla dipendenza si può! Il mio consiglio è seguire una terapia mirata, concreta ed efficace che porti alla luce le dinamiche della dipendenza ma che sia efficace anche sulla possibilità di modificare i comportamenti disfunzionali, come quelli di dipendente.


Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti 

Gentile Alex,


capisco la sofferenza che dice di provare, sentendosi intrappolato in questa situazione. Un primo consiglio concreto che le posso offrire è di riflettere su quelli che sono stati i piccoli successi della sua vita, ossia quei momenti in cui, inaspettatamente, è riuscito a fare qualcosa di positivo, di bello, di piacevole. Le permetterà di essere più consapevole del suo valore, allontanando piano piano il meccanismo di autosvalutazione che la fa sentire “inferiore agli altri”. Inoltre le suggerisco di scoprire le sue passioni, oppure di pensare a quali sono le attività che le farebbe piacere svolgere durante il tempo libero, così da rimanere il più possibile lontano dalla tentazione di far uso di droghe. Un ultimo suggerimento pratico è quello di ampliare la sua rete relazionale, rivolgendo l’attenzione ad ambienti nuovi, in cui l’uso di droghe non è la norma: stringere legami di altro genere può aiutarla a modificare alcuni comportamenti disfunzionali, scoprendo anche nuove modalità di divertirsi o affrontare le difficoltà.


Infine, le consiglio ugualmente di rivolgersi ad uno psicologo, poiché spesso è difficile o addirittura impossibile gestire da soli situazioni o problematiche così importanti, che diventano invece affrontabili e superabili insieme ad uno specialista del settore.


Cordiali saluti


 

Salve Alex


lei è molto giovane e chiaramente le suggerirò per la sua salvaguardia, se non volesse rivolgersi al SerT, uno psicoterapeuta con competenze specifiche nel trattamento delle dipendenze.


Dalla sua descrizione noto che lei comunque ha delle competenze che le fanno scegliere quando consumare cocaina e quando non consumare e questo mi fa piacere.


Inoltre ciò che sperimenta probabilmente sono gli effetti negativi dell'uso di cocaina o il down, che molti consumatori conoscono bene. Quindi si confronti anche con gli altri suoi amici o conoscenti che consumano cocaina.


Non esistono suggerimenti che posso darle per non consumare più (ammesso che sia un suo obiettivo) ma può apprendere ed utilizzare strategie.


Se vuole mi riscriva pure. Buon prosieguo

Salve Alex ho letto il suo racconto. La prima cosa che mi colpisce è il senso di colpa x aver fatto usi di stupefacenti. Io se fossi in lei lavorerei su questo aspetto è su quello mi farei forza perché significa che si sta rendendo consapevole delle sue difficoltà e della dipendenza. Il servizio sera la può aiutare nel nn perdere di vista L obiettivo e magari trovare un gruppo che la rinforzi su aspetti positivi. In bocca al lupo.

Buon pomeriggio, credo veramente che Lei sia sulla buona strada nel riconoscere la natura dei Suoi problemi: la paura di non essere accettato dagli altri la porta infatti ad usare la Coca come strumento per crearsi una maschera invitante per stare in mezzo agli altri, solo che si tratta di un cavallo di Troia, apparentemente utile, ma che poi crea gravissimi danni all'organismo. Problemi di cui anche Lei sembra essere consapevole.


La Psicoterapia per la fobia sociale può invece essere uno strumento veramente utile, che Lei però deplora.


Se non se la sentisse di scavare nel suo passato, si potrebbe cominciare con una terapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale, dove ci si concentra solo sulle situazioni che creano disagio attualmente e si inscenano questi copioni di vita vissuta col terapeuta, come su fosse a teatro, per imparare strategie molto concrete per gestire le situazioni difficili, in modo anche divertente.


L'impegno concreto sarebbe di qualche mese con sedute quindicinali o settimanali, senza doversi per forza soffermare su questioni intime e dolorose, riguardanti il passato.


Queste terapie si possono fare anche in gruppo e può risultare molto proficuo !


Suggerisco qualche altro accorgimento: visto che, quando lavora e si tiene occupato non cerca la cocaina, si crei un hobby, cambi completamente compagnia, guai a frequentare chi non la aiuti ad uscire dalla dipendenza, e cerchi di trascorrere il tempo libero in modo fruttuoso.


Se stare con gli altri liberamente la fa stare male, faccia in modo che le sue relazioni sociali siano mediate da uno scopo, fare uno sport di squadra, ad esempio, oppure stare in un coro, suonare uno strumento musicale, fare teatro, volontariato, visitare una città d'arte, sono tutte cose che si fanno sì in compagnia, ma tutti ci si concentra insieme sul compito che bisogna portare a termine, quindi sono più facili da reggere, per chi ha problemi ad aprirsi agli altri, rispetto ad una pizza con gli amici, dove se non si parla, non si fanno battute o in qualche modo non ci si espone, non si vede altro scopo del trovarsi.


Anche all'interno delle attività da me sopraccitate, possono poi nascere relazioni profonde, ma ci si troverà comunque arricchiti se anche non nascessero. (A parte mangiare, ma non sembra poi così indispensabile farlo insieme.)


Consiglierei di cominciare con gruppi poco numerosi.


Auguri di cuore.


Resto a Sua disposizione.


Cordiali Saluti

Buongiorno. L'accesso al sert di appartenenza è sempre la strada più opportuna per gestire eventuali crisi astinenziali una volta intrapresa la strada verso l'astinenza dalla sostanza; tuttavia esistono dei gruppi di autoaiuto che possono essere di supporto in una prima fase. cercherei nella sua zona un gruppo Alcolisti Anonimi che possiedono sicuramente i riferimenti dei gruppi di Narcotici Anonimi.


la fobia sociale da lei rilevata può essere sia reattiva all'uso della cocaina, ma potrebbe essere uno stato dell'umore momentaneo che va comunque curato con la psicoterapia e - in caso di necessità - con un aiuto farmacologico temporaneo. Il sert avrà a disposizione tutte le figure professionali adatte ad aiutarla.

Buongiorno Alex,


se sai già che le dipendenze da sostanze si trattano con l’aiuto di un intervento medico e psicologico una ragione c’è. L’uso di sostanze, infatti, attiva due tipi di dipendenza: la dipendenza dalla sostanza e la dipendenza psicologica. Entrambe i due tipi di dipendenza vanno trattate con interventi mirati ed eseguiti dalle figure professionali preposte per questo. In più bisogna essere determinati a volerne uscire. Volontà e aiuti terapeutici consentono di uscirne. Non esistono percorsi diversi. Quindi neppure consigli diversi da questi.


D’altronde, Alex, nella tua lettera parli anche della tua eccessiva paura dello stare in relazione con gli altri (la definisci fobia sociale) e delle false illusioni a cui la cocaina espone. 


Sei un giovanissimo uomo, consapevole delle ripercussioni negative che la cocaina sta avendo su di te. Sapere chiedere aiuto è un atto importante. Per questo ti auguro di intraprendere il percorso necessario, affinché tu possa riprendere in mano la tua vita e direzionarla verso orizzonti più gioiosi e soddisfacenti per te. Perché questa sì che dipende dalle decisioni che prenderai per te!


Saluti

Buongiorno Alex,


I disturbi da uso, abuso e dipendenza da sostanze sono complessi nella loro gestione. Tendenzialmente la presa in carico di una persona che utilizza le sostanze è di tipo multidisciplinare, comprendendo una equipe terapeutica composta da medici (tossicologi, psichiatri ecc.), psicoterapeuti, educatori e a volte anche assistenti sociali, questo perché ogni professionista si prende cura della persona sotto punti di vista diversi. La sostanza che Lei utilizza, pur non avendo dei sintomi astinenziali forti come tante altre, comporta una rapida dipendenza a livello psicologico più che fisico e, pur essendo possibile, anzi sarebbe molto gratificante, riuscire a smettere da solo, è molto difficile interrompere l’assunzione. Spesso chi smette di utilizzare una sostanza “sposta” la problematica su di un altro comportamento, o in una sintomatologia diversa, senza risolvere la problematica o comunque diventarne pienamente consapevole. La fobia sociale che Lei asserisce di avere è probabilmente una delle componenti della problematica che attualmente La porta ad assumere cocaina. Posso comprendere la difficoltà nel chiedere un aiuto ad un professionista, la paura di doversi affidare e fidare di una persona o di un servizio, ma è una valida alternativa all’affidare le sue difficoltà ad una sostanza. Il fatto stesso che Lei è consapevole della sua difficoltà nello smettere l’uso della cocaina è indice della sua forza e disponibilità al cambiamento.


Spero di esserle stata di aiuto, sicura che lei intraprenda la scelta migliore per Lei.


Cordiali Saluti


 


 

Caro ragazzo, 


Da una dipendenza da sostanze stupefacenti, come da qualsiasi forma di dipendenza non si può venirne fuori da soli. È come se lei, cadendo, si procurasse una frattura al piede e chiamasse al telefono un ortopedico per sapere come farsi da solo: radiografie, eventuale intervento chirurgico, ingessatura e riabilitazione. 


Lei sta cadendo in un tranello molto comune negli utenti che chiedono consigli online: sapere da uno psicologo come fare per non andare dallo psicologo. 


Il protocollo scientifico nel suo caso prevede:


1) visita da medico tossicologo 


2) visita psichiatrica e/o Psicologico-clinica con diagnosi E inquadramento del suo funzionamento cognitivo


3) Terapia combinata: farmacologica e psicoterapeutica. 


Il percorso suggerito lo può fare privatamente o al Sert in regime di sanità pubblica.


 


Altre strade se lei come dice e spero, vorrebbe venirne fuori, non esistono.


Cordialmente 


 


 

Gentile utente,


mi dispiace davvero molto per quello che sta passando. Purtroppo non conoscendo la sua storia non posso darle un aiuto approfondito ma posso pero’ dirle che,  al punto in cui si trova,  è necessario che si rivolga al più  presto ad un SERT dove potranno darle un aiuto ad uscire da una dipendenza dalla quale è praticamente impossibile uscirne da soli. Dalla sua lettera inoltre traspare chiaramente che è già consapevole che ha bisogno di un sostegno ecco perchè mi sento di dirle che ha già dato avvio ad un processo di cambiamento che sono certa la condurrà a prendere la decisione giusta. Le auguro quindi ogni bene e ricordi che chiedere aiuto non è una sconfitta ma un atto di coraggio e di amore verso se stessi.


Cordiali Saluti 

Salve, non credo possa uscirne da solo purtroppo. ........il primo passo per uscirne è chiedere aiuto.....in famiglia, dal suo medico di base, presso il sert della asl di zona.


Chiedere aiuto comporta la consapevolezza di volerlo fare davvero. .......Successivamente potrà lavorare sui suoi tratti di personalità e sulle sue insicurezze e/o dipendenze.


Credo siano queste le aree d'intervento, non vedo alcuna fobia sociale.

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