Sigarette

Anna

Buongiorno a tutti,
Ho un 'problema' relativo al mio fidanzato, infatti ha deciso di smettere di fumare e da quando ha iniziato questo percorso lo vedo un pò nervoso, cosa posso fare per aiutarlo?

Grazie per i consigli e l'aiuto.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Anna,

quando la persona smette di fumare deve mettere in conto che attraverserà un periodo di nervosismo, più o meno intenso. La nicotina ha bisogno di tempo per stabilizzarsi a bassi livelli nel corpo e in questo periodo di transizione il corpo richieda la sostanza. Si parla, infatti, di crisi d'astinenza. Per aiutare il corpo a smaltire la nicotina è importante bere molto, mangiare molta frutta e verdura. Inoltre, solitamente, nei percorsi per smettere di fumare, viene insegnato il Trainig autogeno. Inoltre, per smettere di fumare l'ipnosi è un metodo che aiuta in modo molto veloce. CI sono dei collegfhi Ipnotisti a Milano. Mi contatti se vuole maggiori info.

Cordialmente

Carissima, quando si smette di fumare sono due gli ordini di fattori che possono creare quel senso di nervosismo che comunemente chiamiamo astinenza: uno è di ordine puramente chimico ed è la mancanza di quella scarica di endorfine (che generano senso di benessere) derivanti dalla dose di nicotina che il cervello era abituato a ricevere. La buona notizia è che l'organismo impiega solo 3 settimane a disintossicarsi e liberarsi dal bisogno chimico di nicotina.

L'altro ordine di fattori è legato ad un'astinenza più psicologica, ovvero il disorientamento, la fatica di una mente che era abituata e cristallizzata ad affrontare le cose fumando, quasi in automatico. La sigaretta ha infatti un valore estremamente compensatorio, ci da la sensazione di avere il controllo su pensieri, momenti e cose in generale. E' un po' come il ciuccio per alcuni bambini, o quell'oggetto particolare che ci portiamo ad un'occasione importante, senza il quale sentiamo che non siamo del tutto sicuri. O semplicemente, non avere la sigaretta è un po' come trovarsi un giorno senza lo smartphone che accompagna ogni attimo delle nostre giornate.

Può servire anche al suo compagno sapere che, come avviene di fronte a qualsiasi cambiamento delle routine, la sua mente ora si trova a doversi sforzare per trovare altri meccanismi, altre abitudini. Per questo i sostitutivi della nicotina hanno valore quasi nullo se non accompagnati da tecniche psicologiche (come per esempio la mindfulness, la meditazione) che aiutino a diventare più padroni della propria mente, a sondare nuove possibilità senza doversi far trascinare dalla sigaretta o dal nervosismo che ci procura la sua mancanza. Potete anche iscrivervi ad un corso insieme. Può essere un'occasione per conoscersi meglio e di condivisione, che sicuramente aiuterà lui a sentirsi meno fragile e sbagliato ma più accompagnato in quello che alla fine è solo un momento di cambiamento verso una maggiore autonomia. Quanto è bello infatti poter dire "non ho più bisogno di sigarette, sono padrone di me stesso"?

Buona fortuna

Gentile Anna, uscire da una dipendenza non è certo un percorso facile: bisogna tenere in considerazione sia la dipendenza fisica che mentale. Dal punto di vista fisico bisogna tenere in considerazione che è necessario un periodo di circa un mese per potersi considerare “puliti”; il problema è che la dipendenza mentale è sicuramente più difficile da superare perché lega la sostanza a emozioni e situazioni (piacevoli o spiacevoli che siano).  L'impossibilità di far uso di qualcosa che per la nostra mente è piacevole e d'aiuto nei contesti sociali oppure che ci aiuta a sopportare ansie e preoccupazioni può indurre a sentirsi più nervosi. Sicuramente il suo compagno può trovare sollievo nella consapevolezza di poter contare su di lei e sulla sua presenza, sostegno e motivazione. È sempre possibile farsi supportare in questo percorso da uno psicologo esperto in questo ambito. Cordialmente