Come capire se si ha un disturbo alimentare?

Marta

Oggi ragionavo sul mio rapporto con il cibo e sono arrivata alla conclusione che potrebbe non essere normale. Tuttavia credo non sia abbastanza grave da essere un problema.
Sono sempre stata molto selettiva sul cibo, fin da bambina, mangio sempre i soliti piatti e mi va benissimo così, però non riesco a mangiare tranquillamente se sono con persone diverse dalla mia famiglia. Mi viene la nausea e finisco per mangiare poco/nulla, ma non riesco sinceramente a capire da cosa è dovuto.
Inoltre, se sono sola, non faccio pasti regolari o li salto o mi abbuffo.
Nonostante questo penso di stare abbastanza bene, mi chiedo però, come si fa a capire quando si ha bisogno di aiuto?

6 risposte degli esperti per questa domanda

Gentilissima Marta,

l'alimentazione ha un collegamento profondo con la sfera relazionale e anche con la sessualità

Noi entriamo in relazione con gli altri così come le varie parti di noi comunicano tra loro e spesso i modelli relazionali li acquisiamo durante l'infanzia nel rapporto con i caregivers.

Potrebbe rivolgersi a un professionista della sua zona al fine di approfondire la sua storia personale e famigliare e comprendere meglio la sua situazione e i suoi vissuti.

Uno strumento molto efficace per lavorare sugli aspetti emotivi è il Metodo del Disegno Psicoemotivo per l'Analisi e la Consapevolezza. 

In bocca al lupo.

Dr. Antonio Cisternino (Ricevo a Torino e online).

Gentilissima, 

penso che la sua risposta è gia nella sua domanda. Chiedere aiuto può essere un qualcosa che possa farla stare bene più di quanto lo è. Ovviamente, qualcosina che l'ha messa in allarme c'è, come per esempio il fatto di non mangiare insieme  a persone diverse della sua famiglia, o abbaffursi quando è sola. Un buon sostegno può farle superare tutto.

Per ulteriori chiarimenti, o consulenza psicologica mi può contattare al seguente indirizzo e-mail: giudy.colosimo12@libero.it

Resto a disposizione.

Cordialmente,

Dott.ssa Colosimo Giuditta

 

Gentile Marta,

selezionare il cibo se non crea problematiche fisiche o mediche può non essere un problema. Anzi può anche essere una modalità per creare piatti più particolari o personalizzati o per sapere già cosa "mettere nel carrello" se si conosce a memoria la ricetta.

Se lei dovesse descriversi come lo farebbe? Si ritiene una giovane donna timida, allegra, spensierata, ecc? Si sente giudicata dagli altri? Crede in se stessa?

Quando mangia in compagni di altre persone cosa succede prima di sedersi al tavolo? Mentre mangiate? Non ho capito se succede solo con estranei o anche con amici o parenti magari che vede meno.

Potrebbe valutare magari anche un colloquio di consulenza psicologica per parlare in modo approfondito con uno specialista di questo suo dubbio alimentare e da li valutare se possa o meno essere utile un percorso. Già il fatto che lei si stia domandando se sia un problema o meno può essere un aspetto interessante su cui basarsi. Fare degli incontri di psicoterapia non vuol dire sempre e per forza star male o avere un sintomo o un disturbo ma magari anche solo volersi conoscere meglio o voler dare delle risposte ad alcune domande o dubbi personali.

Le linko degli articoli scritti da me, sperando che le possano essere utili:

- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/disturbo-alimentare/

- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Cara Marta

"se sono sola, non faccio pasti regolari o li salto o mi abbuffo."

penso che qui possa stare la traccia per verificare se sei sotto l'influsso di un disturbo alimentare. Se sei tu a decidere di digiunare o abbuffarti oppure sentì un impulso irresistibile a fare l'una o l'altra cosa. Se lo decidi tu puoi vedere come regolarizzare i pasti e stare tranquilla. Se invece sei preda di impulsi compulsivi allora è meglio che che ti orienti a chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta.

Ciao

Gentile Marta ha fatto bene a scrivere per chiedere un parere che, nel suo caso, richiede un'attenta riflessione. Non posso affermare se il suo comportamento alimentare sia ascrivibile ad un vero e proprio disturbo, ho pochi elementi per definirlo tale. Penso che comunque ci sia un problema da affrontare in maniera approfondita affinché lei possa conoscersi meglio per capire il suo rapporto col cibo. Da ciò che descrive si nota una mancanza di equilibrio perché le condotte alimentari sono altalenanti: o tutto o niente. Inoltre l' assenza di contatti relazionali nella condivisione del cibo, fa ipotizzare la presenza di paure inibenti e di ansie da controllo. Data la sua giovane età non esiti a condividere le sue riflessioni con uno psicoterapeuta, ne trarrà giovamento per la sua vita presente e futura. Molti auguri Maddalena Bazzoli Psicoterapeuta Torino 

Buongiorno credo che lei percepisca un disagio che pur senza essere grave merita di essere preso in considerazione. I disturbi alimentari non sempre si manifestano nelle forme classiche come l'anoressia e la bulimia. Spesso sono forme più lievi e miste. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo specializzato in disturbi alimentari per capire meglio il problema e affrontarlo per avere un rapporto più sereno col cibo.

resto a disposizione 

Dr.ssa Parolini