Disturbo Ossessivo Compulsivo

Probabile disturbo ossessivo?

Leonardo

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Salve a tutti i dottori,
Sono un ragazzo di 22 anni. La mia infanzia è stata piuttosto traumatica, avendo dovuto affrontare la dipartita di mio padre ad 8 anni, a causa di un brutto tumore al pancreas.
La fanciullezza e l'adolescenza sono trascorsi abbastanza tranquillamente, certo vivendo sempre in un contesto "anormale", dovendo far fronte spesso a problemi che vanno oltre quell'età (essere più consapevoli dei problemi economici, difficoltà di questo tipo).
Sono sempre stato ansioso, e tre anni fa sono entrato in paranoia con la salute. Infatti dolori addominali, diarrea, difficoltà digestive mi hanno portato più volte dal medico, effettuando analisi risultate fortunatamente negative. Il mio medico di base ha infatti dedotto che soffro di colite ansiosa o colon irritabile. Tutto questo però mi reca sempre disagio, perché basta un lieve dolore od un sintomo "anomalo", che subito finisco col pensare di avere chissà cosa; ovviamente questo non fa che acuire i sintomi gastrointestinali.
Cioè, ci sono periodi in cui mi sento bene, sto alla grande ma al minimo dolorino o alla minima notizia di morte, malattia ecc.. vado nel pallone.
Ultimamente sto avendo la fissa col peso, difatti mi peso più volte al giorno, controllo colore feci, urine, occhi mi misuro la temperatura... Questo comportamento mi ha portato, non so come, a mangiare di meno, a provare repulsione verso il cibo. Non ho altri sintomi eclatanti, i soliti problemi digestivi di sempre..
Ma questa cosa mi manda in paranoia, penso sempre di avere chissà che..
Io voglio vivere la mia vita, voglio poter gioirne.
Grazie per ascolto

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Caro 22enne , il suo forse è un disturbo ossessivo compulsivo con tendenze ipocondriache, che significa esattamente avere eccessive preoccupazioni per la salute. Il mio consiglio è di consultare uno psicoterapeuta che pù indicarle come procedere, se solo con una psicoterapia o anche con un aiuto farmacologico. Non rimandi, però, perchè è un peccato che si rovini questi anni della sua giovinezza!


Cristina Berti Ceroni.

Buongiorno, quello che lei descrive è un circolo vizioso piuttosto ricorrente nei quadri di ipocondria ed ossessione. Il suo continuo controllo, unito all'innalzamento dell'ansia, la spinge, nei giorni successivi, a controllare di nuovo per rassicurazione. Questo rischia di protrarsi all'infinito se non inizia a rompere il circolo attraverso azioni diverse (ad esempio rimandando o non mettendo in atto il controllo che fa sul suo corpo) liberando energia ed attenzione verso le situazioni che deve affrontare giornalmente, spostando su queste la sua concentrazione. Cordialità

Buongiorno Leonardo, sicuramente dalla sua lettera emerge un vissuto fortemente doloroso. La perdita di un genitore in così tenera età è un evento traumatico che certamente ha compromesso il corso della sua infanzia, ma credo di tutta una serie di aspetti inerenti la sua emotività. Condivido pienamente il suo desiderio di vivere finalmente la sua vita in maniera piena e appagante, ma credo che per arrivare a questo risultato, lei debba investire su se stesso e decidere di farsi aiutare. Alcuni eventi, ci segnano più di quanto vorremmo credere. Ed è solo decidendo di volerci davvero liberare del passato che possiamo riuscire a cambiare il presente e ancor di più il futuro. Per ulteriori chiarimenti, o se dovesse decidere in tal senso, mi contatti pure, saro lieta di poterla aiutare. Cordiali saluti. 

Gentile Leonardo,


I sintomi gastrointestinali che avvertivi 3 anni fa e che tutt'ora sperimenti, dato che si sono escluse cause organiche, sono verosimilmente riconducibili ad un quadro ansioso. Oltretutto, colite ansiosa e colon irritabile sono esattamente la stessa cosa. Si tratta si sindromi funzionali ansia-correlate. Pensa che in tutto il nostro apparato gastroenterico, è presente una quantità e qualità simile di cellule neuronali simili a quelle del sistema nervoso centrale. Ecco perché, non di rado, stomaco e intestino diventano il bersaglio "preferito" dall'ansia.


I sintomi di cui ci scrivi, che sperimenti in questo periodo, potrebbero essere inquadrati come rimugini ossessivi su base ansiosa.


Se l'ansia di 3 anni fa, non è stata curata avvalendosi di un aiuto specialistico: psichiatrico e/o psicoterapico, è probabile (parliamo sempre di probabilità perché siamo on Line e quindi non possiamo avere diamine diagnostiche certe e concrete) che abbia cambiato forma e contenuto. Tutto questo è molto comune.


Il mio suggerimento è quello di rivolgerti ad un/una Collega de visu per: 1) definire una diagnosi e un quadro di funzionamento cognitivo (pensieri ed emozioni); 2) pensare di programmare un percorso psicoterapico con lo scopo di gestione della sintomatologia ansiosa.


Oggi esistono terapie di breve durata come la terapia breve strategica e la cognitivo comportamentale, in cui il paziente - protagonista attivo del processo terapeutico- arriva in breve tempo ad appropriarsi di strategie e tecniche funzionali di gestione dell'ansia con conseguente riduzione della sintomatologia.


Saluti

Buongiorno Leonardo,


i suoi problemi ansiosi hanno assunto caratteristiche psicosomatiche. Ciò vuol dire che ci sono aspetti di se' che lei "sta trascurando". Le sue problematiche sono presenti già da molto tempo. Qui può trovare ascolto, ma non la cura. Solo la psicoterapia potrà aiutarla ad approfondire gli aspetti più profondi del suo disagio. 


Intanto si chieda se ha desiderio di affrontare e risolvere i suoi disagi. Se si, allora non esiti oltre a chiedere un aiuto diretto. Ok? La decisione dipende solo da lei.


Cordiali saluti

Salve le fasi ipocondriache sono causate da una difficoltà ad armonizzare pensieri e sentimenti, anche difficoltà nella sfera sessuale possono acuirne i sintomi. Dovrebbe iniziare un cammino di psicoterapia e con lo psicoterapeuta elaborare questi sentimenti che le provocano ossessioni e compulsioni. Controllare sempre i propri sintomi è una cosa controproducente e quindi dovrebbe cercare di fare lasciare passare i pensieri e stare attento alla causa scatenante i sintomi

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