Droghe e psiche

Mio marito è un cocainomane

Laura

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Ciao sono Laura e mio marito è un cocainomane.Dopo anni di cose troppo brutte,di inganni, bugie,furti,nevrosi e quant'altro lui ha deciso di entrare in un centro per farsi curare. Da quel giorno sono trascorsi due anni e lui è migliorato tantissimo tanto che in due anni le sue ricadute possono contarsi sulle dita delle mani. però ci sono. sono abbastanza contenta dei suoi progressi al di là del rapporto con la sostanza anche con se stesso. è più maturo più consapevole. La cosa che non capisco però e che vorrei qualcuno riuscisse a spiegarmi è perché continua cmq a ricadere periodicamente (l'ultima due mesi fa circa)anche se sempre meno spesso, perché dopo due anni il problema esiste ancora - anche se va meglio? mi chiedo se guarirà mai completamente. A volte ho paura che i suoi miglioramenti siano solo un modo per ingannarmi ancora. So che sembro quasi paranoica, ma io vorrei che questa storia si chiudesse una volta e per tutte. Dopo ogni ricaduta lui sembra sempre più determinato e in effetti poi passa del tempo prima che ritocchi la sostanza ma non capisco perché queste ricadute ci sono. grazie per l'aiuto.

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Laura...immagino per lei non sia semplice dover affrontare la dipendenza di suo marito e non riuscire ad aiutarlo. Probabilmente in questi anni si è trovata davanti un uomo "diverso" in ogni fase della dipendenza, fasi che vi hanno poi condotto alla consapevolezza ed accettazione da parte di entrambi della sua esistenza. Lei parla di bugie, furti, inganni da affrontare...mi chiedo se, per caso, il ricordo di ciò che avete passato e di queste "cose brutte" di cui parla la spingano ad avere, ad oggi, meno fiducia nei confronti di un uomo che sta cercando di migliorare, ma che con le sue ricadute la riporta indietro nel tempo. Cara Laura, la dipendenza da sostanze è un fenomeno abbastanza totalizzante, in quanto spesso va a toccare tutti gli ambiti di vita e proprio per questo richiede un percorso lungo e costante. Suo marito sta dimostrando in questi due anni di voler tornare ad essere libero dalla sua dipendenza e lo sta facendo a piccoli passi. Probabilmente ne manca ancora qualcuno e in questo momento ha bisogno anche dell'affetto di una moglie come lei e della costanza che ha avuto finora. Se la cosa potrebbe tranquillizzarla, potrebbe provare a parlare con chi segue direttamente suo marito nel centro; instaurare un dialogo tra famiglia ed equipe spesso è un buon metodo per la condivisione e la buona riuscita di un progetto comune. Sinceri saluti.
Gentile utente, la cocaina dà una dipendenza essenzialmente psichica. La sostanza induce uno stato piacevole che è gratificante e la persona ricade nella tentazione di voler provare di nuovo quello stato di benessere/euforia. Sarebbe perciò consigliabile, essendo appunto una dipendenza psicologica, associare un trattamento psicoterapeutico. Cordiali saluti
Cara Laura, deve essere molto difficile per lei stare accanto a suo marito, ha mai pensato di chiedere un sostegno psicologico per se stessa? lei pensa che suo marito lo faccia per ingannare lei, non credo sia così, gli dia un po' di fiducia. Mi chiedevo se c' e' qualcun nella sua famiglia di origine da cui si e' sentita ingannata ?
Gentile sig.ra Laura, di solito le terapie per le tossicodipendenze hanno un decorso piuttosto lungo e vengono affrontati diversi temi: aspetti psicologici - aspetti relazionali familiari/sociali/lavorativi - aspetti comportamentali. Il tempo previsto per una remissione della tossicodipendenza è almeno di un anno residenziale con successivi periodi all’esterno per il relativo reinserimento familiare e sociale. Bisogna però tenere presente che, tale tipo programma, può variare da soggetto a soggetto e molto dipende dalla motivazione della persona che si sottopone alla disintossicazione psico-fisica ma, anche da diverse altre variabili. Se Suo marito ha già terminato il programma ed ha ancora queste saltuarie ricadute potrebbe non aver del tutto elaborato - o dovrebbe approfondire ulteriormente - alcune problematiche che possono riguardare: a) l’ansia legata al desiderio della sostanza tossica ; b) stati depressivi che non riesce a gestire con modalità più adeguate; c) l’esistenza dei sensi di colpa che di solito sono legati ad un precedente vissuto verso i familiari e/ o amici. Le preciso altresì che per coloro che hanno avuto un vissuto di tossicodipendenze è bene che ogni tanto facciano un check-up con lo psicologo/gi da cui sono stati seguiti per la psicoterapia, in particolare se vi sono delle ricadute. La saluto cordialmente
cara Laura, immagino che vivere con una persona dipendente da una sostanza non sia affatto facile. tuo marito però ha fatto un passo importantissimo, sicuramente anche grazie al tuo aiuto: ha ammesso di avere un problema e ha accettato di farsi aiutare. questo è già un passo da gigante. ovviamente il percorso di disintossicazione soprattutto psicologica dalla sostanza non è lineare e bisogna mettere in conto le ricadute. creca di non viverle come fallimenti ma come difficoltà durante un percorso di guarigione. hai detto che fa progressi e che realmente vuole abbandonare la sostanza, vedrai che, pur con fatica ce la farà. in bocca al lupo
Cara Laura, la situazione a cui sei sottoposta è molto difficile, proprio perchè mi sembra di capire che tuo marito sia recidivo. E' molto facile ricadere nell'abuso di sostanze quando con queste si instaura un rapporto di dipendenza. Uscire definitivamente dalla droga è un percorso lungo, doloroso, che implica la rivisitazione della propria vita e dei propri legami, non sempre ci si riesce. Ti auguro che tuo marito possa farcela, tuttavia ti consiglio di richiedere il sostegno psicologico di un professionista per te stessa. Ti potrà essere utile per gestire i periodi difficili, trovare i giusti approcci che vi aiutino nel rapporto di coppia e sentirti più forte per stargli vicino. In bocca al lupo!
Cara Laura, le dipendenze sono un fenomeno molto presente nelle nostra società, siano da sostanze o le nuove forme come il gioco patologico. La sostanza va a riempire un vuoto che in qualche punto della sua vita è andato a strutturarsi e che è prensente e lo sconforta. Il percorso che ha intrapreso tuo marito è importante, gli ha permesso di acquisire consapevolezza della sua condizione sulla quale deve continuare a lavorare perchè, come vedi, le ricadute sono dietro l'angolo. Non esiste un tempo definito per uscirne, è diverso per ognuno di noi e dipende da tanti fattori, dalla famiglia all'individuo.La sostanza crea illusioni dalle quali è difficile dare un taglio. Probabilmente a tuo marito serve ancora del tempo per comprendere tale aspetto, che è solo un'illusione e continuare a lavorare su se stesso fino a capire che può farcela, potrà essere felice e vivere una vita serena. Molte volte è utile cambiare zona, frequentazioni e cominciare da capo. La psicoterapia è un percorso da affincare alle comunità ai gruppi di auto-aiuto, oltre al supporto familiare. Spero di esserti stata di aiuto. In bocca al lupo.
Gentile signora, lei e suo marito avete fatto bene a rivolgervi ad una comunità perchè uscire da soli dalla dipendenza non è semplice, soprattutto se dura da tanti anni. Il lavoro che viene effettuato in comunità ha proprio questa funzione e se suo marito continua volontariamente a frequentarla è perchè lui stesso teme probabilmente di poter ricadere. Dietro una dipendenza ci sono tante spiegazioni che non sono mai univoche, ma dipendono da una molteplicità di fattori ed il successo dipende non solo da lui ma anche dalle persone che gli stanno intorno (famiglia, amicizie, operatori, ecc); ecco perchè è utile un lavoro combinato non solo con suo marito ma anche con lei per capire come muoversi. Per consigli su come comportarsi le conviene rivolgersi dalle psicologhe presenti in comunità che certamente conoscono meglio la vostra storia. Sinceri saluti
Sig. Laura, le risposte ai suoi dubbi, del tutto legittime, può trovarle parlando con gli operatori a cui si è rivolto suo marito. Si confronti con loro rispetto al percorso che sta seguendo e alle ricadute. Le consiglio di leggere anche sull'argomento "dipendenze", c'è una vasta bibliografia in merito, può traovarla sul web, anche rispetto alla cocaina e almeno farsi un'idea della dipendenza da questa sostanza e delle implicazioni rispetto al percorso di uscita.
Buongiorno Laura, purtroppo non si esce facilmente dai problemi di dipendenza. Probabilmente l'impegno di suo marito è autentico, sincero. Ed è altrettanto probabile che anche lui si senta in colpa per aver ingannato lei e se stesso, ogni volta che ricade nella trappola della droga. Da parte sua, del resto, è normale che si senta frustrata, delusa e stanca. Non dice niente rispetto a cosa stia facendo di concreto suo marito per uscire dalla sua dipendenza. Sta seguendo una terapia? Ha consultato il SerT della sua ASL di riferimento, oppure un altro centro per la disintossicazione? Se non fosse così, le consiglio vivamente di farlo al più presto. Perché, talvolta, la buona volontà da sola non basta a superare degli ostacoli, ma c'è bisogno di un aiuto più concreto, quello che le può essere offerto da professionisti esperti in questo settore. Le faccio un grande in bocca al lupo. Cordiali saluti,
Gentile Laura, suo marito ha una Dipendenza da sostanze. La dipendenza è una patologia molto difficile da curare; è normale che suo marito abbia delle ricadute. Mi auguro che possa migliorare ancora, ma credo che dovrà essere seguito per molto tempo, proprio per evitare ulteriori ricadute e nel caso comprendere come mai sia ricapitato. Cordialmente

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