Fobie

Mia figlia ha una forma di fobia nei confronti di suo fratello e di suo papà

Elena

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Buongiorno, sono mamma di due bambini Emma di 7 anni e Lorenzo di 5 anni, da ormai più di un anno ho un problema con Emma che non riesco in nessun modo a risolvere, ha una forma di fobia nei confronti di suo fratello e di suo papà perché loro russano e questo a seguito di pianti, notti in bianco nervosismo ha portato ad una situazione di divisione dei letti non solo tra fratelli ma anche nostra quindi ci troviamo a dormire io con lei nel lettone il fratello e il papà in cameretta il tutto a porte chiuse.questo problema si ripropone anche in macchina nel momento in cui il fratello chiude gli occhi magari durante un viaggio più lungo o al rientro di una serata, la sua reazione è quasi isterica e ingestibile. Premetto che lei ha sempre avuto un forte e quasi morboso attaccamento a me e capisco che questo atteggiamento sia in gran parte gelosia ma non so come comportarmi e come riportare l'equibrio. Anche perché ormai questo problema sta condizionando anche le nostre scelte come le vacanze che con queste premesse diventano un punto di domanda... Spero in qualche vostro consiglio... cordialmente

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Francesca Fontana Monza e Brianza (MB)

Gentile mamma Elena, quella di sua figlia non sembra si possa definire come una fobia verso il padre e il fratello, quanto una forma di attaccamento esclusivo a lei, in cui il resto del mondo è visto come una minaccia. Dev'essere una bambina molto impaurita che utilizza forme di controllo molto rigide e pesanti per tutti voi. Avete senz'altro bisogno di un aiuto. Consiglio di rivolgervi a uno psicoterapeuta esperto nei problemi dell'età evolutiva. Se non ne conoscete nella vostra zona io sono disponibile. Ricevo a Monza. Cordiali saluti e auguri

Buongiorno mamma

le pongo alcune domande come erano i rapporti di Emma con mamma e papa prima della nascita di Lorenzo, poi cosa e successo in questo anno perchè Emma rabbia da lei definita fobia per il fratello con i fratello, come sono i rapporti con queste due persone in modo separato, E SUCCESSO QUALCOSA A EMMA A SCUOLA , A CASA NEL VOSTRO RAPPORTO A 4 , poi il russare non vi siete rivolti ad un medico per risolverlo, poi se la cosa persiste dopo la visita medica forse chiederei un consulto psicologico per Emma, forse vi sta dicendo qualcosa , vi sta comunicando qualcosa, io cercherei di chiedere a Emma come sta, cosa si sente, cosa prova ma lo farei con calma in un clima di serenità di calma. al massimo ne parli con suo marito e senza interferenza dell' altro se ne parla, poi al massimo chiederei un consulto.

Vi faccio i miei in bocca al lupo per qualunque cosa  mi contatti..

Buongiorno mamma, mi vien da pensare che però così la vita è difficile un pò per tutti. Per il papà , per il fratellino per lei mamma e per Emma. Ha individuato bene il centro del problema. La gelosia è davvero molta, ma la storia di Emma è di una bambina molto attaccata alla mamma. Ora, non so i motivi per cui la bambina si è così tanto legata, ma forse bisogna partire da qui, da quel legame così intenso e forte che ancora è presente. Soffermarsi a riflettere e poi mettere a fuoco quel che sono le buone strade per aiutare Emma e la sua famiglia

Cordialmente 

Salve Elena,

per lei e suo marito deve essere davvero duro gestire questa situazione!

Immagino quante energie fisiche e mentali stiate mettendo in campo.

Lei scrive che è da un anno che vostra figlia manifesta queste reazioni “fuori controllo” nei confronti del russare sia del padre che del fratellino. Dice anche che Emma è sempre stata una bambina fortemente attaccata a lei (la definisce morbosa).

Le informazioni che per lettera ci ha fornito sono poche. Tuttavia questi due elementi di cui ha scritto mi permettono di fare alcune riflessioni.

Mi ha colpito molto la scelta che lei e suo marito avete fatto. Rinunciare al “vostro nido d’amore” per cercare di dare sollievo al riposo della vostra primogenita.

Immagino che l’abbiate vista come l’unica soluzione pratica per sedare le sue reazioni. Oppure ceduto per esasperazione.

Riflessioni:

La stanza da letto è “il luogo della coppia” e tale dovrebbe sempre rimanere.  Preservata dai figli.

È l’unico spazio fisico della casa dove la coppia, a fine giornata, può ritrovarsi per condividere non solo un contatto intimo, emozionale e sessuale.

Difendere il nido della coppia è fondamentale per preservare  la propria intimità sotto tutti i punti di vista. Serve a delineare i “confini” con i figli: confini territoriali e anche confini psicologici nei loro confronti.

AI bambini, infatti, va fatto capire che ci sono dei momenti in cui  mamma e papà  hanno degli spazi propri e che quindi “non possono essere tutti per loro” (I genitori non devono farsi “sequestrare” dai figli, e sta agli adulti non permetterglielo mettendo in atto comportamenti adeguati).

L’amore per i figli non implica l’annullamento di sé (quindi singoli genitori)  tantomeno l’annullamento della coppia.

La scelta di rinunciare al “vostro nido d’amore” onestamente Elena, alla luce di quello che ho esposto sopra, la ritengo inadeguata poichè va a danneggiare il funzionamento di tutti i componenti della famiglia.

Mi spiego meglio.  

La “fobia” (utilizzo il suo termine) della bambina ha messo sotto scacco tutto il sistema familiare:

  • la coppia ha perso la stanza coniugale e la propria intimità;
  •  il bambino si è trovato a dover subire una regressione (ha perso la sua camera e, quindi, la sua autonomia conquistata!);
  •  la bambina ha rafforzato ancor di più il suo attaccamento alla mamma (e quindi la sua dipendenza da lei!).

Elena ci pensi…  Emma è riuscita con i suoi strilli ad averla con lei anche di notte, “facendo fuori” papà e fratellino!)

Insomma… diciamo che Emma con i suoi strilli vi ha inchiodato tutti!

Immagino che lei e suo marito siate veramente  “provati” da questa situazione.

Consigli pratici:

  • Ristabilite il vecchio ordine, tornando ognuno nel proprio territorio.
  • Per aiutare Emma a riposare bene nella sua camera da letto procuratele  un lettore mp3 e cuffiette da utilizzare quando si sveglia o fatica ad addormentarsi per il russare del fratellino (il lettore  contenga audiolibri di racconti per bambini e musiche rilassanti per bambini, scelti magari insieme a Emma. Non consentite l’uso di tablet per non incorrere nel rischio che anche di notte si trovi da sola a guardare cartoni o altre cose di cui, mentre voi riposate, non potreste controllare).
  • Mettetele a disposizione una poltrona letto o divano nel tinello o soggiorno (da utilizzare nel caso in cui il russare del fratellino fosse per lei intollerabile, nonostante le cuffiette. Emma deve sapere di avere a disposizione un ambiente in cui può andare ad addormentarsi (da sola!), portandosi dietro anche l’mp3 qualora avesse “paura” di dormire da sola.
  • Portatevi l’mp3 e cuffiette anche quando vi spostate in macchina, tirandole fuori nei casi in cui Emma manifestasse fastidio intollerabile al sonno del fratellino.
  • Infine Elena le suggerisco di farsi aiutare da uno specialista della sua zona per esplorare le ragioni dell’attaccamento morboso di Emma nei suoi confronti e individuare i comportamenti più idonei da attivare nel rapporto con sua figlia, al fine di acquisire una reciproca autonomia.

 

Spero che quanto le ho scritto possa esserle utile.

Faccio il tifo per voi tutti!  Saluti  

Dott.ssa Barbara De Luca Catanzaro (CZ)

Carissima, la situazione di cui parla è una situazione esasperata. La bambina associa il disagio, la situazione di fastidio del russare al fratello e al padre, la situazione poi, di dormire con mamma rinforza l'allontanamento dalla sua stanza. Ovvio, bisogna trovare una soluzione al problema del russare di suo figlio e suo marito,questo anche a prescindere dalla situazione della bambina. Vi sono degli stratagemmi per poterli risolvere, informatevi. Poi, bisognerà tranquillizzare la bambina cercando un esposizione graduale alla situazione migliore ovvero, il dormire nel suo letto e anche quando ci dorme il fratello. Per questo si può intraprendere una terapia comportamentale con uno psicologo. Resto a disposizione per qualunque necessità.

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