Spasmi muscolari e tremori dal parrucchiere

Mario

Salve a tutti. Da un anno a questa parte ho un problema con i parrucchieri. La situazione che si viene a creare quando mi siedo davanti allo specchio mi mette a disagio: avverto leggere palpitazioni, un po’ di sudorazione e irrigidimento dei muscoli. Ma queste sono cose che generalmente riesco a gestire e non farle notare al parrucchiere. Il problema è nato qualche tempo fa quando un parrucchiere per tagliarmi i capelli intorno alle orecchie con il rasoio mi disse di stare assolutamente immobile. Io mi irrigidii talmente tanto da iniziare a tremare..quando smise di usare il rasoio tirai un sospiro di sollievo pensando che il peggio fosse passato.. . Quando però iniziò a tagliare i capelli con le forbici accadde una cosa strana: quando la forbice produceva il tipico “zac” del taglio il mio corpo reagiva con una specie di spasmo ai muscoli. Per salvare la situazione imbarazzante cercai di aumentare il mio autocontrollo sul corpo contraendo moltissimo i muscoli dell’addome quando sentivo il suono della forbice. A volte riuscivo a controllarli, altre volte no. Dopo un po’ di volte che avevo questi spasmi il parrucchiere, giustamente preoccupato, mi chiese se mi stesse facendo male, e io, in un bagno di sudore e bordeaux dalla vergogna, risposi “no no”. Quando finì il suo lavoro tirai un enorme sospiro di sollievo.. come se avessi sopportato una enorme sevizia. Da allora ho questo problema, e ogni volta che devo andare dal parrucchiere cerco di preparami giorni prima psicologicamente.. anche se poi risulta tutto inutile perché gli spasmi e i tremori persistono. Come posso fare per evitare questi spasmi muscolari e questi tremori? Grazie in anticipo per le eventuali risposte Un saluto

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Mario,

Lei riferisce sintomi di attivazione fisiologica (palpitazioni, sudorazioni e irrigidimento dei muscoli) che sembrano essere legati a fattori di ansia elevata e non all'effetto di esporsi ad una minaccia reale (il parrucchiere non le ha procurato alcun danno fisico né la minaccia con i suoi strumenti di lavoro). 
Lei che rapporto ha con la fiducia negli altri? La sua paura di venire ferito dagli strumenti del parrucchiere può avere a che fare con la sua poca fiducia nell'altro?
Provi a riflettere su queste 2 domande e a considerare di approfondire questo suo disagio successivamente direttamente con un mio collega della sua città.

Ok? 

Cordiali saluti

 

 

Salve Mario, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Levin, la prima cosa che mi ha colpito in questa sua richiesta è stata la sottile ironia con cui descrive la sua situazione. Sebbene provi ansia e angoscia per aver avuto quella percezione nitida di poter essere e diventare solo un “bastone da vecchiaia”, l’ironia che viene fuori ci fa pensare a una persona forte, capace, di quelle persone che hanno sempre una soluzione per tutto. Descrive molto bene: non può permettersi di sbagliare, di creare preoccupazioni in famiglia. Non può pensare di pretendere qualcosa per se stessa , come se potesse sottrarre qualcosa agli altri se poi le sue scelte possano andare in una direzione non piu’ controllabile e arrecare disturbo. Cerca di essere trasparente, non pesare, non desiderare. Ci sarebbe da chiedersi da dove proviene quella sensazione di essere di troppo, di dover camminare solo in punta di piedi e dover essere presente sempre quando qualcuno ha bisogno del suo aiuto. La seconda cosa che mi ha colpito è la sua giovane età: 20 anni. Davvero sembra la lettera di una persona più adulta. Ha bisogno di riprendere la sua vita nelle sue mani, partendo da se stessa. Sto dicendo una cosa scontata. Sappiamo come non sia così facile quando si è sempre fatto il contrario e quando ci sono compromessi con se stessi e la realtà che talvolta siamo obbligati a seguire Come scriviamo sempre, un terapeuta potrebbe aiutarla. Un caro saluto.