Confusione Mentale, derealizzazione

Tommaso

Buongiorno, Vi scrivo perché sto attraversando un periodo di forte malessere e avrei bisogno di un consulto professionale per capire come gestire la situazione. Da alcuni giorni mi trovo in uno stato di confusione mentale costante, presente 24 ore su 24. Non è la prima volta che mi succede: in passato ho già avuto episodi simili che solitamente duravano circa una settimana. Per questo problema ero già stato seguito da una psicologa e da uno psichiatra e ho assunto in passato psicofarmaci (Trilafon e Sertralina), che ho però sospeso circa un anno fa perché non riscontravo miglioramenti significativi. Questa volta l’episodio è scattato in concomitanza con una forte febbre (39°C) e dolore al petto. La confusione è così intensa da alterare la mia percezione sensoriale: ad esempio, non riesco a distinguere bene se l'acqua è calda o fredda e non riesco a svolgere le normali attività quotidiane (come radermi o coordinare i movimenti) senza sentirmi completamente smarrito e "fuori dal mondo". Vorrei capire cosa sia questa "nebbia" e perché si ripresenti in modo così invalidante, impedendomi di vivere normalmente. In attesa di un vostro riscontro, vi porgo i miei cordiali saluti.

6 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza quello che stai vivendo, si percepisce quanto questa esperienza sia intensa e destabilizzante e quanto ti faccia sentire disorientato e “fuori dal mondo”, quello che descrivi assomiglia a una forma di profonda alterazione dello stato di coscienza in cui la percezione di sé e della realtà diventa confusa e poco affidabile e può essere molto spaventoso perché va a toccare funzioni di base come il riconoscimento delle sensazioni corporee e la coordinazione dei movimenti, allo stesso tempo però è importante dirti con molta onestà che la presenza contemporanea di febbre alta e dolore al petto insieme a questa confusione così marcata rende necessario prima di tutto escludere una causa medica organica perché il corpo e la mente sono strettamente collegati e quando c’è un’alterazione fisica importante anche il funzionamento mentale può risentirne in modo significativo, per questo motivo prima ancora di interpretare questa “nebbia” come un fenomeno psicologico è fondamentale che tu venga valutato al più presto da un medico per capire cosa sta succedendo a livello fisico, detto questo il fatto che tu abbia già vissuto episodi simili in passato suggerisce che possa esserci anche una componente psicologica legata magari a stati di forte stress o a meccanismi dissociativi che in alcune persone si manifestano proprio con sensazioni di irrealtà e perdita di orientamento, tuttavia ogni episodio va compreso nel suo contesto specifico e questo attuale sembra avere caratteristiche più intense e pervasive, il senso di non riuscire a distinguere caldo e freddo o di non riuscire a compiere azioni quotidiane indica che il tuo sistema è in uno stato di sovraccarico molto elevato e ha bisogno di essere compreso e contenuto prima di tutto in sicurezza, il passo più importante adesso è quindi prenderti cura di te in modo concreto facendoti visitare quanto prima e solo successivamente sarà possibile esplorare insieme con uno specialista il significato di questi episodi e trovare strategie più efficaci per prevenirli e gestirli nel tempo, non sei solo in quello che stai vivendo ma è fondamentale che tu riceva un supporto adeguato il prima possibile

Dott.ssa Simona Di Meglio

Dott.ssa Simona Di Meglio

Napoli

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Caro Tommaso,

la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza la sua situazione. Comprendo quanto lo stato di confusione e di "nebbia" che descrive possa essere invalidante e generare un senso di forte smarrimento, specialmente quando arriva a interferire con le percezioni sensoriali e le azioni quotidiane più semplici.

Il quadro che descrive merita un’attenzione sotto più aspetti per diversi motivi:

- La componente organica: Il fatto che questo episodio sia coinciso con una febbre alta (39°C) e dolore al petto è un dato clinico rilevante. In questi casi, è prioritario escludere cause di natura medica o neurologica legate all'evento febbrile. Le suggerisco, se non lo ha già fatto, di consultare il suo medico di base per una valutazione clinica organica.

- La ciclicità del sintomo: Lei riferisce che questa sensazione di essere "fuori dal mondo" si è già presentata in passato. In ambito psicologico, queste manifestazioni possono talvolta essere legate a fenomeni di distanziamento emotivo o stress acuto, ma vanno inquadrate con precisione all'interno della sua storia personale.

- La gestione dei farmaci: Poiché in passato ha già assunto terapie specifiche , sarebbe opportuno rivalutare la situazione attuale anche con uno specialista, per capire se la sospensione di un anno fa e l'attuale malessere siano in qualche modo legati.

Per quanto riguarda l’eventuale percorso psicologico, il primo passo sarebbe un colloquio clinico conoscitivo. L'obiettivo sarà quello di dare un nome a questa "nebbia" e capire quali fattori emotivi o ambientali ne favoriscano il ritorno, così da costruire strategie per gestire lo smarrimento quando si presenta.

Un cordiale saluto.

Dott.ssa Maria Francesca Cusenza

Dott.ssa Maria Francesca Cusenza

Venezia

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Buongiorno Tommaso,

Quello che descrive è un'esperienza che può essere molto spaventosa. I sintomi che riporta possono far apparire la realtà strana, distante, irreale. È frequente che chi vive questi stati sperimenti anche ansia, difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria legati allo stress e alla paura, che contribuiscono a generare un circolo vizioso. È importante non rimanere soli con questi vissuti: il trattamento di questi sintomi prevede un lavoro psicoterapeutico e, in alcuni casi, anche un supporto farmacologico adeguato. Così facendo può esserci un significativo miglioramento, non è una condizione senza via d'uscita. Resto a disposizione.

Un caro saluto 

 

 Georgia Silvi

Georgia Silvi

Roma

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Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che stai vivendo, appare chiaro che si tratti di un’esperienza profondamente destabilizzante e il fatto che tu riesca a descriverla con questa precisione è già un dato importante. Quella che definisci “nebbia” mentale, sensazione di confusione continua, alterazione della percezione sensoriale e difficoltà nella coordinazione, è un segno che va preso molto seriamente, soprattutto per due motivi: l’intensità dei sintomi e la loro associazione, in questo episodio, a febbre alta e dolore toracico.

Prima ancora di un inquadramento psicologico, a mio avviso, è fondamentale escludere con urgenza una causa organica o neurologica. Stati confusionali acuti, soprattutto quando compaiono in concomitanza con febbre e sintomi fisici importanti, possono essere legati a condizioni mediche che richiedono una valutazione immediata. Hai chiamato il tuo medico curante? Hai condiviso con lui i sintomi che riferisci nonostante tu li abbia già avuti in passato? Ti suggerisco quindi di rivolgerti quanto prima a lui o, se i sintomi sono ancora presenti, direttamente a un pronto soccorso.

Detto questo, il fatto che episodi simili si siano già verificati in passato apre anche a una riflessione più ampia che richiederebbe di riprendere, se sono escluse cause organiche, un percorso psicologico e con il professionista scelto vagliare l'ipotesi di riprendere contatto con lo psichiatra.

Il mio suggerimento è quindi duplice:

1. nell’immediato, una valutazione medica per escludere cause organiche;

2. successivamente, una presa in carico integrata (psicologica e psichiatrica) che possa aiutarti a comprendere il significato e la ricorrenza di questi episodi, lavorando sia sul piano dei sintomi sia su quello più profondo dell’esperienza che li accompagna.

 

Un cordiale saluto.

Gentile Tommaso, nella narrazione del suo disturbo emergono i motivi narrativi che riguardano la confusione, la non distinzione, lo smarrimento, la nebbia. La percezione che prova di percepirsi ''fuori dal mondo'', con perdita di contatto con quel mondo, la sensazione di essere osservatori esterni di una realtà che sfugge, è là ma non la raggiungi, può creare smarrimento, incertezza e sensazione di irrealtà, come essere proiettati in un sogno-incubo. La dimensione del fuori non è raggiungibile perchè lei lì si trova nella dimensione del dentro, è lì dentro ed è quel Tommaso che ha bisogno di essere trovato ed ascoltato.

Dott. Luciano Marchet

Dott. Luciano Marchet

Vicenza

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Buon giorno Tommaso

i sintomi che racconti possono avere molte origini, prima di tutto io cercherei di escludere cause di tipo organico indagini neurolgiche e cliniche approfondite, qualora risultassero negative un'anamnesi meticolosa chiarirbbe  l'ipotesi di  una situazione di sindrome post traumatica con riflessi somatici, la qualcosa sarebbe da affrontare con una psicoterapia specifica. 

dott. Giordano Lovato