Pensieri ossessivi

Come faccio a controllare la mia ossessione per lo studio

Viviana

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Soffro di stati di ansia da quando ho 16 anni ,fino ai 20 anni più o meno con conseguenti attacchi di panico molto frequenti.
Da 3 anni mi è stata diagnosticata l'agorafobia, ma credo che i miei stati di ansia siano diventati cronici senza una ragione logica.
Ho problemi a dormire e di voto montagne di libri di studio, specialmente quelli di matematica e geometria. Il mio cervello non si riposa mai, è come se mi dicesse che sto solo perdendo tempo che potrei dedicare ad assimilare sempre più informazioni. Mi sento come una scatoletta che sta esplodendo. Un giorno senza neanche accorgeme sono stata sui libri per ben 14 ore ed è dovuta venire mia madre a togliermi i libri per farmi mangiare.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Viviana....


Logica....studiosa... Ore e ore sui libri...


Urge una psicoterapia, consiglio ad indirizzo gestaltico per recuperare i vari livelli di esperienza. Ora coltivi e vivi solo per quello cognitivo, nel quale sembri rintanata (14 ore sembra una fuga più che una dedizione piacevole), ma esistono altre sfaccettature del reale, altrettanto importanti ne andrebbero esplorate, esperite ed equilibrate con quella cognitiva: la parte emotiva, la parte immaginativa, quella volitiva, la corporea....


Prendi sul serio questo consiglio, cerca una terapeuta ed inizia subito un percorso di rinascita.


Dott.ssa Angioni

Cara Viviana, nel tuo scritto parli poco di te del tuo tempo libero, non dici se hai un hobby, se esci con gli amici, non parli dei tuoi rapporti interpersonali in famiglia etc.. sono elementi molto utili per poter formulare un valido consiglio.  Posso ipotizzare che questi stati di ansia forse ti impediscono anche di avere buone relazioni all'esterno. Immagino che tu stia frequentando l'università e che sia molto capace quindi in questo campo dovresti sentirti gratificata ma anche di questo non parli!! Da  quello che si intuisce i tuoi stati di ansia sono iniziati in età adolescenziale e purtroppo non è facile capire che cosa li possa aver generato in quanto non descrivi nulla di quel tuo periodo, che invece è molto importante per la nostra crescita e formazione. Al punto in cui ti trovi hai un forte timore che questi tuoi disturbi si siano cronicizzati! Ebbene ti dico di NO!!  Sei talmente giovane che puoi sicuramente rimediare ma, secondo me, necessiti di un aiuto/sostegno psicoterapeutico che ti aiuti a capire quelle tue ombre interne che entrano in conflitto con la tua parte razionale. Sicuramente l'emotività  e l'affettività hanno una grande valenza dentro di te e devi riuscire a capire come poterle gestire al meglio e con risorse più idonee. Risorse che sicuramente sono già dentro di te ma che tu non sai usare con modalità adeguate. Con i miei auguri ti saluto cordialmente.

Salve Viviana, mi colpisce innanzitutto la sua domanda di voler "controllare un'ossessione" ; dal latino obsidere l'ossessione è un contenuto , un'idea, un'azione che ci assedia, controlla e assorbe energia e spazio vitale che sottrae ad altro, siano emozioni, sentimenti, pensieri, relazioni. La tematica del controllo che lei descrive bene direi che assedia nel senso di ossessionare la sua mente che lei descrive come una scatoletta satura sul punto di esplodere. Non la conosco nè conosco la sua storia pertanto mi limito ad un generico rimando che spero possa offrirle spunto per ulteriori decisioni e riflessioni. Il controllo attuato con vari mezzi difensivi a nostra disposizione, mira a proteggerci escludendole dal campo di coscienza dimensioni emotive forse penose ed ingombranti. Come ogni difesa è benvenuta se non occupa tutto lo spazio psichico, se non diventa tirannica ed esclusiva ( come mi fa pensare l'immagine della mente scatoletta piena di oggetti culturali); c'è da chiedersi quale sia il senso e la funzione per lei del controllo ( per ognuno c'è un senso) per poterlo poi allentare senza spaventarci e senza sentirci sprotetti. I suoi interessi culturali fanno ben sperare nelle sua capacità di elaborazione e di riflessività; vedrà che se deciderà di farsi aiutare a mollare un pò la presa potrà giocare con la cultura e lo studio traendone piacere e soddisfazione. I miei migliori auguri.


Dott.ssa Maria Annunziata Favasuli

Salve Viviana. Di certo la risposta non può essere esaustiva in questo contesto. 


Ma posso invitarla a riflettere su quali possono essere le conseguenze di una interruzione dello studio? Quale vuoto rimarrebbe incolmato?


Da qui lo spunto per valutare l'inizio di un lavoro analitico. 


Io credo molto poco alla comunicazione della diagnosi poiché non fanno altro che creare delle barriere allo sviluppo di una personalità che in un momento di vita trova una difficoltà.


 


Cari saluti 


Paola


IG: @emana_psicolibrologia 

Ciao, innanzitutto pensa che è una cosa risolvibile, e lo è veramente!


Devi però intraprendere un percorso che ti porti a conoscere strumenti nuovi per gestire gli stati d'ansia, ma anche a scoprirne il motivo e aprire la strada a nuove modalità di funzionamento che ti rendano di nuovo libera e capace di vivere serenamente la tua giovane, meravigliosa e complicata vita.


Un caro saluto


Berton Erika

Salve Viviana, prima di tutto mi dispiace per il periodo che sta attraversando.


Lei si descrive come una "scatoletta che sta esplodendo", credo quindi che per lei sia necessario sfogarsi con qualcuno ed esternare le proprie ansie.


L'attacco di panico funge da "campanello d'allarme" che non bisogna sottovalutare, ci sarebbero vari aspetti da approfondire, tra cui quando ha avuto il primo episodio e come si è manifestato.


Credo che un percorso di psicoterapia possa aiutarla molto ad affrontare le sue paure e le sue ansie, vedrà che in questo modo starà meglio.


Rimango a sua disposizione.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Gentile Viviana,


Lei è già seguita da un collega psicologo/psicoterapeuta?


Da come descrive la sua vita quotidiana sembra essere molto “faticosa”, “piena” e allo stesso tempo “molto alla rincorsa”.


Lei come si sente? Felice? Affaticata? Decisa? Ha delle amiche o amici? Come sono le sue relazioni sociali? In famiglia avete un buon dialogo? È aperto o si definisce “sola”? Gli attacchi di panico sono ancora presenti o è riuscita a gestirli col passare del tempo?


Mi sento di consigliarle di rivolgersi ad un professionista di sua fiducia:


- Per osservare insieme, in una modalità strutturata e senza giudizio, questi pensieri “intrusivi” che lei cita e riuscire anche pian piano a lasciarli andare e “RI”cercare una libertà interna (emotiva e cognitiva) ma anche di scelte di vita,


- Per cercare col tempo di concedersi dei momenti di pausa da tutto e tutti. Come dice anche lei “si sente una scatoletta che sta esplodendo” e forse è proprio arrivato il momento di pensare a se stessa e ritrovare la felicità e la spensieratezza che una giovane adulta come lei si merita.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, per un eventuale consulto o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Cara Viviana, tutto questo importante stato ansioso (che sfocia in picchi che si trasformano in attacchi di panico) si riverbera su più aree della sua vita e ha bisogno di essere chiarito e analizzato, come lei descrive sono presenti ossessioni e compulsioni la cui origine deriva da pensieri e schemi disfunzionali che stanno avvelenando la sua esistenza.


Nel suo caso il "fai da te" è impossibile. Le consiglio pertanto di cercare l'aiuto di un valido professionista e di affrontare un percorso di psicoterapia prima che questo suo stato diventi insopportabile.


Resto a disposizione, cordiali saluti

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