Pensieri ossessivi

Sono così stanca.....

Donatella

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Salve, io vado tutte le sere a letto senza riuscire a prender sonno facilmente e mi ripeto che sono così stanca.... stanca di ciò che mi circonda e non di ciò che mi succede “direttamente”, stanca di vedere sorelle che litigano, sorelle che feriscono mia madre, stanca dei dispiaceri che mio fratello causa.

Stanca di sentir parlare dei ragazzini che prendono in giro mia nipote, della famiglia del mio ragazzo che lo trascura.... sono stanca di dovermi alzare la mattina ed iniziare un'altra giornata dovendo essere forte, sorridere e di sentirmi in colpa se e quando non riesco ad essere nervosa.
E soprattutto sono stanca di me stessa, di non riuscire a trovare un lavoro decente, di non riuscire a smettere di mangiare ed ingrassare.
Io non riesco a non ripetermi che sono così stanca....
Vorrei poter spegnere ogni sentimento ed essere lontana!

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Donatella,


Comprendo il suo stato d'animo. Di fronte ad una situazione familiare che sembra proprio non funzionare e che provoca solo dolore e sofferenza, l'unica soluzione possibile può sembrare quella di fuggire lontano per non sentire più niente e nessuno e di conseguenza non sentirsi più così male. Purtroppo però, anche se può sembrare l'unica strada, non è di certo la soluzione migliore. Credo che le relazione o i sentimenti che ci fanno stare male debbano essere affrontati per riuscire a risolverli, e nel momento in cui si ha la sensazione che le nostre risorse personali siano ridotte al minimo, forse è necessario chiedere aiuto a qualcuno, in particolare ad uno specialista, affinchè insieme a lui lei riesca a ritrovare la motivazione e la forza, assopita e non scomparsa, per riuscire ad affrontare le difficoltà familiari e personali. Mi auguro che lei riesca a chiedere aiuto.


Rimango a disposizione


Cordiali saluti

Credo che sia proprio il sovraccarico emozionale che descrivi a farti sentire così stanca.


A questo proposito potrebbe essere utile innanzitutto chiederti perchè ti senti in dovere di essere forte e positiva per tutte le persone a cui vuoi bene. Il più delle volte per essere “utile” agli altri basta solo essergli vicino e non necessariamente cercare di risolvere i problemi per loro o farsi carico di tutta la loro sofferenza, ma semplicemente condividerla.


E’ lecito che anche a te possa capitare di sentirti nervosa avendo anche tu le tue preoccupazioni personali. Potrebbe anzi esserti utile parlarne con qualcuno e condividere anche tu le tue difficoltà. Magari già lo fai oppure ti senti in difficoltà a farlo? O forse è possibile che tu ti senta in colpa a farlo?


 Sono anche i sentimenti che proviamo a farci stare bene con noi stessi, ma se questi provocano un sovraccarico emotivo tale da volerli spegnere forse è segno che ti stai facendo troppo carico di sentimenti altrui anche a scapito dei tuoi.


 

Buongiorno Donatella,


comprendo perché lei si sente così stanca: si sta addossando i dispiaceri di tutti i suoi familiari e, in più, si incolpa per le sue condotte.


Sfido chiunque a non sentirsi stanco e privo di forze in una simile situazione.


Se farsi carico di tutti questi dispiaceri contribuisse in qualche modo a risolverli, allora forse varrebbe la pena continuare in questo modo. Purtroppo però non è così, non possiamo cambiare gli altri, ma noi stessi si. 


Le nostre energie non sono illimitate, esse si esauriscono se non vengono “ricaricate”. La gioia, i momenti spensierati, il relax, gli hobby, il sonno tranquillo, permettono il ricaricarsi delle nostre energie.


Sono certa che in tutta una giornata la maggior parte del tempo che lei trascorre è in pensieri negativi (le liti, le incapacità, le cose che non vanno) e poco o nessuno spazio è dedicato a pensieri positivi e piacevoli. In questa situazione è inevitabile che lei diventi sempre più stanca e quindi incapace di reagire.


A questo punto l’unico suo sfogo è il cibo, ma poi diventa un’arma che si ritorce contro perché si vede in carne e si sente in colpa, incapace.


Cara Donatella, deve interrompere questo circolo vizioso. Smetta di dedicare il suo tempo alle cose che non vanno bene ma che non dipendono da lei. Dedichi più tempo alle piccole cose che la fanno stare bene (ad es. ascoltare una canzone e cantarla a squarciagola, fare un bagno caldo e rilassante….). Ha bisogno di ricaricare le sue energie, non di scaricarle ulteriormente.


Mi contatti pure per consigli o chiarimenti


 

Dalle sue parole traspare tutta la stanchezza e la fatica a vivere in un contesto che sembra non cambiare mai, il nervosismo è una reazione non solo legittima, ma anche sana , rispetto a questo stato di “stagnazione”, il cambiamento potrebbe iniziare da lei, nel non sentirsi in dovere di essere forte. Le fragilità per quanto faticose sono una risorsa, sono quelle che ci consentono di mettere un pensiero sulle situazioni e darci l’opportunità di fare qualcosa, come ha appena fatto lei, scrivendo ad uno psicologo, questo primo passo che rappresenta già un’azione diversa dai soliti meccanismi è un piccolo inizio di motivazione al cambiamento,  e il cambiamento può iniziare solo da noi stessi. Credo che spostare il baricentro dagli Altri a Se, sia un primo esercizio quotidiano per non farsi invadere, soprattutto se si tratta di persone a cui lei è molto legata. “cosa posso fare per aiutarli” potrebbe essere sostituita dalla domanda “cosa posso fare oggi per stare meglio”.


 

Gentile Donatella


è molto difficile giudicare la sua situazione solo sulla base di quello che racconta


La mia impressione è che se lei sente un profondo disturbo da quanto le accade intorno non “direttamente” è perché in realtà lo sente diretto a se stessa.


Lei vede sua madre ferita dalle sue sorelle, sua nipote offesa, il suo ragazzo trascurato.


Poi passa a molte altre cose che mi sembrano più “dirette”: lei si sente in colpa, è insoddisfatta del suo lavoro, mangia e ingrassa.


Sembrerebbero facce della stessa medaglia.


Lei sembra sentire i torti a sua madre, a sua nipote e al suo ragazzo come fossero rivolti a se stessa e questo spiega anche perché se ne senta così “stanca”.


Lei ovviamente non può impedire che le persone a cui tiene siano trattate male. Ma è come se si sentisse colpevole di quanto le accade intorno.


Poi è assalita da una serie di sensi di colpa per il lavoro, i suoi comportamenti alimentari e anche di dover fare buon viso a cattivo gioco.


Io non credo affatto che lei sia colpevole di tutto quanto le accade intorno. Nessuno è colpevole. Almeno di quanto accade intorno.


Lei si preoccupa delle persone che le sono vicine e a cui vuole bene e questa è una cosa che mostra sensibilità ed empatia.


Rifletta un momento su queste sue qualità e vedrà che non ha motivo di essere stanca, almeno di se stessa.


Essendo abbastanza sicuro che queste doti vanno difficilmente da sole, direi che potrà facilmente trovare dentro di sé altri valori e altre abilità.


Cominci da una di questi e la coltivi. Non deve essere necessariamente qualcosa di elevato. Potrebbe essere cucinare, ad esempio. O altre semplici attività all’interno della famiglia o al suo esterno.


Vedrà che costruirà piano piano una nuova immagine di sé.


A capodanno si fanno spesso tanti buoni propositi, in genere troppi. Uno alla volta, è più facile ottenere dei veri miglioramenti.


Le auguro ogni bene


 

Ciao,


beh da ciò che leggo anche io mi sono stancato, stanco di leggere di altri: sorelle, madri, compagni, fratelli, nipoti e Lei? Lei dov'è? forse è stanca di non esserci? In ciò che leggo non c'è un nome a cui associare una persona, sembra che non voglia esserci se non con colpe e grassa. Sicuramente non è così, sicuramente sbaglio, ma provi a pensarsi e a darsi un nome, uno qualsiasi.


Penso che questo sia interessante rispondere a quel quesito e lavorare sul 'darsi un nome'.


Buon viaggio

Cara Donatella,


forse la sua stanchezza deriva dal fatto che lei tende a farsi carico di problemi che la riguardano solo indirettamente. Capisco che se viene colpita la sfera familiare inevitabilmente anche lei ne subisce le conseguenze, ma se è davvero così stanca di tutto questo perchè non prova a fare qualcosa per se stessa, solo per se stessa, in cui sentirsi libera da tutte queste costrizioni? Provi ad uscire con qualche amica, a iscriversi ad un corso che la appassiona, a fare volontariato... si dia la possibilità di fare qualcosa di diverso, in questo modo gradualmente si apriranno nuove prospettive e nuove porte e automaticamente si sentirà meglio. Le consiglio comunque di farsi seguire da uno psicologo in questo percorso di rinascita e cambiamento, chieda sostegno per sè e per la sua famiglia a un esperto della sua zona. Spero di averle dato indicazioni utili.

Buongiorno Donatella, 


la stanchezza, di cui lei riferisce, sembra essere legata alla difficoltà a gestire emotivamente e praticamente eventi che le procurano un forte stress psicofisico. Le suggerisco di richiedere al più presto una consulenza psicologica presso il Servizio Sanitario Pubblico della sua città, se ha difficoltà economiche. 


Da come si racconta, sembra che lei faccia di tutto per cercare di essere una persona forte e battagliera. A volte però un aiuto professionale puo' alleggerire lo stress emotivo e allo stesso tempo permettere di trovare anche modalità più funzionali al proprio benessere. A volte, anche se può costare fatica, è necessario chiedere aiuto. Qui ha iniziato a farlo. Quindi,  proceda facendo richiesta di un aiuto diretto. 


Vedrà che con un buon lavoro potrà trovare per se' stessa prospettive differenti e soluzione più idonee alle attuali difficoltà.


Augurandole un buon cammino, la saluto cordialmente.


 

Forse è presente un quadro depressivo che le rende tutto così difficile e faticoso e viceversa, tanto da innescare un circolo vizioso.


Tale circolo si autoalimenta e non le permette di vedere le positività della vita.


Occorre interromperlo anche con un leggero antidepressivo e lavorare con un terapeuta per capire i nodi irrisolti profondi.


E magari sganciarsi da alcuni vincoli affettivi e sperimentare autonomia


Auguri

Buongiorno. Mi dispiace sempre tanto ascoltare storie di sofferenza. Mi dispiace percepire tutta la sua insoddisfazione del momento.


Percepisco un lieve calo del tono dell'umore. Comprendo molto bene le difficoltà legate al mondo del lavoro. Credo sia questo il fulcro della situazione, anche se poi lei la estende ad un contesto più allargato.


Ho la sensazione che l'umore stia condizionando i suoi pensieri inducendola a filtrare sempre e comunque la realtà con una lente piuttosto grigia.


Io valuterei una consulenza psicologica, per una eventuale presa in carico, per un percorso di sostegno psicologico, all'interno del quale potrebbe tornare a prendersi cura di se stessa.


Quello che lei definisce "quello che mi circonda" è soltanto la cornice!


Il quadro è dentro! A lei scegliere che colori usare, cosa dipingere.


Mi rendo conto che in poche battute, la risposta può apparire poco esaustiva, ma mi creda, riparta da se stessa, si faccia seguire, lavori su se stessa, sui suoi interessi, riscopra il piacere di essere lei al primo posto, anche e soprattutto esprimendo tutte le sue emozioni, anche quelle che più teme. Lasci cadere la maschera. Sia autentica nel vivere emozioni quali rabbia, gioia, tristezza, frustrazione....la fatica che impiega nel trattenerle sembra avere molto a che vedere con l'impegno che mette nel continuare a "trattenere" e "mandare giù cibo.


Le auguro di non stancarsi mai di chiedere aiuto.


La saluto affettuosamente e le faccio un grosso in bocca al lupo. 


 

Buongiorno Donatella,


sembra avere un umore depresso, difficoltà a prendere sonno, stanchezza mentale, sensi di colpa, alterazione del peso e dell'appetito e soprattutto ruminazione continua sul proprio stato. Purtroppo la ruminazione la mantiene in questo stato di basso umore creando un circolo vizioso, che la fa stare sempre più stanca, senza forze, e utilizza il cibo per autoregolarsi. Tuttavia l'alimentazione diventa a sua volta l'innesco per altre ruminazioni e il circolo si autoperpetua. Deve imparare a spezzare questo meccanismo, trovando alternative più funzionali. Se non ci riesce da sola, provi a prendere appuntamento da uno psicoterapeuta. 


Distinti saluti

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