Problematiche sociali

Conseguenze del bullismo in età matura

Giovanni

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Salve, sono qui a delineare un mio problema oramai consolidato negli anni.
Da ragazzo, esattamente. In prima media sono stato oggetto di insulti, schiaffi e molestie da parte di miei compagni di classe. Purtroppo, per il fatto di essere stato sempre coccolato dalla mia famiglia sin da bambino, nessuno mi ha insegnato a difendermi e di conseguenze non ho avuto mai il coraggio di rispondere o di agire. Ho sofferto tanto e mi sono sentito sempre fuori luogo in qualsiasi occasione. Negli anni ho maturato sempre più rabbia dentro di me che non sono riuscito mai a tirare fuori. Questi episodi di bullismo mi hanno segnato nel tempo, ed oggi che ho 43 anni, ho famiglia e lavoro, mi trascino questi problemi con i colleghi. A volte quando mi parlano non riesco a stare attento e chiedo sempre di ripetere ciò che mi dicono. Oppure pur di non fare brutta figura, dico che ho capito invece no. Alcune persone, per il fatto che sono sempre disponibile ed educato mi punzecchiano verbalmente e mi chiedono sempre favori non ringraziandomi mai. Sento sempre l'esigenza di stare solo o solamente con persone che mi apprezzano per ciò che sono. Questo mi fa soffrire e far stare male, anche perché sono una persona emotiva, a volte arrossisco e non riesco ad essere veramente me stesso con tutti. Spesso mi sforzo di piacere a tutti per non deludere nessuno. Mi sento chiuso in un guscio e vorrei tanto spiccare il volo, ma non ci riesco. Ho tanta rabbia dentro che mi vorrei sfogare o fare del male a tutte queste persone che negli anni mi hanno insultato e deriso. In questo periodo sento spesso brividi, forti emozioni e piango senza motivo. Sento come se tutto stia andando a rotoli ed ho tanta paura del futuro. Mi consigliate come uscirne? Grazie.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gent.mo Sig.  Giovanni,


il suo disagio merita un'adeguata attenzione e potrebbe essere riconducibile ad una bassa autostima e ad un'abitudine che si è consolidata negli anni in cui ha sacrificato il suo benessere interiore per compiacere gli altri, sperando di ottenere un qualche riconoscimento, che sembra non essere mai arrivato. Aggiungo che potrebbe esserci anche una specie di fobia che la induce ad evitare ad ogni costo situazioni di interazione sociale spiacevoli, purtroppo non sempre prevenibili a priori. Penso che sia necessario intraprendere un percorso riabilitativo con un esperto psicologo-psicoterapeuta che la aiuti a guardare dentro di sè e a ristrutturare l'autostima, ove risultasse eventualmente carente, nonchè a stimolarla a sperimentare e mettere in atto delle condotte di interazione sociale nelle diverse situazioni e contesti che siano maggiormente in sintonia con il suo benessere interiore. Questo richiede una ristrutturazione di pensieri e idee, in modo che siano meno disadattive e più protettive per la sua persona e che la aiutino a raggiungere un migliore equilibrio. Le auguro di ritrovare la più presto un minimo di serenità ci cui ha certamente bisogno.   

Buongiorno Giovanni,


Le consiglio la terapia con EMDR che è una tecnica psicoterapeutica risolutiva per i traumi non risolti come il suo. Il bullismo è uno dei traumi a livello relazionale che, se non elaborato, rimane attivo a livello emotivo con alti carichi di rabbia e frustrazione. Il fatto che abbia potuto beneficiare nell'infanzia di un accudimento sicuro e continuativo da parte dei suoi genitori non è un elemento a suo sfavore, anzi, l'essere contenuti a livello emotivo e relazionale e il poter sperimentare una sana relazione di crescita,  è uno degli aspetti più importanti per lo sviluppo del sé e della propria autoconsapevolezza, sia cognitiva/razionale, sia emotiva. Contatti l'associazione emdr sul sito e troverà sicuramente, in elenco, un terapeuta che lavora nella sua zona di residenza. Cordiali saluti.

Buongiorno Giovanni,


quando la paura del giudizio degli altri, oppure la paura di non saper gestire la relazione con l’altro  prendono  il sopravvento, la persona può arrivare a rinunciare o ad evitare di affrontare le situazioni che lo mettono in difficoltà, incamerando nel tempo grosso carico di frustrazione e rabbia, come sembra essere il suo caso.  


Lei collega il suo stato di insicurezza ad episodi di bullismo vissuti in giovanissima età che l’hanno portata (lo deduco dalla sintesi della sua narrazione) ad accrescere lo stato di chiusura nel rapporto con gli altri, fino a farlo sentire oggi incapace di affrontare tali situazioni.


Trovo positivo che Lei abbia fatto un’ autoanalisi sul suo stato interno attuale. La rabbia che Lei sperimenta è un’emozione importante che, se viene ben usata, le potrà essere di grande aiuto! La rabbia, infatti, va ben canalizzata in funzione del suo obiettivo: stare al mondo per come Lei intende starci! Ma per andare verso ciò che il suo sentimento di frustrazione sembra suggerirle, deve fare un passo importante: AUTORIZZARSI AL COMPIMENTO DEL PROPRIO DESIDERIO E LASCIARE NELLO SFONDO LA PAURA. La rabbia che Lei sente premere dentro è quella grande energia che, se viene ben utilizzata e canalizzata, potrà consentirle di uscire da quel cono d’ombra che a lungo le è servito per sentirsi protetto e che oggi, invece, sembra farla sentire risucchiato, creandole così un forte stress emotivo.


Tenga a mente che l’incontro soddisfacente con l’Altro è frutto di un processo che può maturare solo attraverso la sperimentazione della relazione.  Se da solo ciò Le può apparire impossibile o si sente incapace di farlo, allora non esiti a chiedere un aiuto professionale diretto, poiché con il giusto sostegno Lei  potrà conquistare quegli strumenti relazionali che finora sembrerebbero esserLe mancati.  Lei si sente pronto a fare questo passo?

Buon pomeriggio Giovanni! Capisco molto bene le sensazioni di cui parli e l'iperattività del sistema neurovegetativo; comprendo anche le ansie e le insicurezze e quanto sia semplice ritrovarsi in contesti sociali scomodi, ambigui, dove si rischia spesso di soccombere...


Non so se può aiutarti il fatto che io, nonostante la professione, sia una che arrossisce e che ogni nuova conoscenza è sempre molto emozionata.....


Hai detto bene tu: l'educazione, il modello genitoriale ha il suo peso!


Tu sei tu! Con ansie, insicurezze che devi accettare, magari abbassando la soglia delle tue aspettative.


Non combattere contro quello che sei, accetta tutte le tue sfaccettature, perché ognuna, non una sola, dice chi sei!


Sono convinta che ognuno di noi è unico e ricco di belle potenzialità. ...bisogna solo cercarle, scoprirle, magari aiutato da una terapeuta.


Mi preme dirti che c'è sempre una via d'uscita!


Opterei per una consulenza psicologica, un motivato percorso di psicoterapia di sostegno soltanto dopo, verificherei l'eventualità di approfondimento diagnostico, per valutare l'entità del basso tono umorale, e se occorre una consulenza psichiatrica.


Buona fortuna.

Gent.mo Giovanni, mi chiedo se ha mai pensato di fare terapia? Io credo sia un buon metodo per trovare il modo giusto per affrontare e superare questa situazione che si trascina da troppi anni e che indubbiamente non la fa stare sereno nè ben integrato a lavoro. Che ne pensa?


Per qualsiasi cosa mi contatti pure, sono a sua disposizione.

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