Problematiche sociali

Ho il timore di sviluppare la tendenza all'ansia sociale

Luisa

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Salve, ho cambiato citta' circa 3 anni fa per ragioni lavorative. Fra i vari fattori che hanno pesato nella scelta, c'era anche la mancanza di amicizie solide nella mia citta'. I pochi amici che ho vivono gli uni distanti dagli altri. Ho pensato che traslocare avrebbe cambiato le cose, invece faccio fatica a farmi dei nuovi amici. Continuo ad insistere per uscire, fare cose che mi piacciono e frequentare ambienti e avere interessi, ho però il problema di fare tutte queste cose comunque da sola e ho difficoltà a conoscere persone nuove. A questo problema va aggiunto che le poche persone con cui riesco a scambiare quattro chiacchiere ed eventualmente numero di telefono, mi vedono più come una ragazza da conquistare (di solito riesco ad interagire con l'altro sesso con più facilità che con le ragazze) che come una possibile amicizia. Trovo molto difficile inserirmi in cerchi di amicizie già esistenti e se ci riesco, di solito è qualcosa di temporaneo e non riesco ad entrare a far parte di un gruppo. Che cosa sbaglio? Cosa posso fare per cambiare la situazione? Ho il timore di sviluppare la tendenza all'ansia sociale. A volte mi capita di osservare gruppi da lontano e non riuscire a trovare un modo per rompere il ghiaccio e farmi avanti. Ho paura di sviluppare ansia sociale e sono consapevole che arrivata a quel punto, l'ansia sarebbe un ostacolo in più al mio bisogno di scambio sociale. Che fare?

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora Luisa,

lei vive in una città un po' "particolare" per quanto riguarda il fare amicizia. Ho vissuto tantissimi anni a Trieste e capisco che nel caso suo non è facile...

Non si tratta solo di rispondere a domande del tipo "dove sbaglio...come posso fare?) . Sarebbe troppo semplicistico. Più realisticamente le sue problematiche che probabilmente hanno una lunga storia vanno approfondite per capire quali cause la portano alle difficoltà sociali da lei lamentate.

Un capace psicoterapeuta potrebbe esserle d'aiuto se non altro per capire da dove partono le sue "difficoltà" comportamentali nello stringere amicizie comunque nel passare dalle relazioni superficiali a quelle "strette"

Cordialmente 

Gentile Luisa, 

ambientarsi in un'altra città può non essere facile anche per chi è molto socievole e tanto più se si è in una città del nord Italia dove i primi contatti possono essere difficili.

Una psicologa psicoterapeuta però dovrebbe saperle suggerire strategie idonee a vincere l'imbarazzo di stringere nuove relazioni e perchè ciò avvenga è comunque necessario un rapporto terapeutico.

Forse preesistono anche fattori caratteriali, dal momento che nella città di origine aveva qualche difficoltà; anche per essi comunque la psicologia offre ottimi strumenti di cambiamento.

Cordiali saluti 

Salve Luisa, posso credere che lei abbia timore di sviluppare un'ansia sociale, ma da quello che ho letto non ho trovato i presupposti per far sì che evolva in questa sindrome. L'ansia sociale e' caratterizzata dalla paura di essere criticata o giudicata dagli altri, unita allo sforzo di dare il meglio di se' per fare una buona impressione. Al contrario, lei sta cercando di introdursi, di fare amicizia e quindi si espone per ottenere questo risultato, invece di evitare o isolarsi come è' più tipico del l'ansia sociale. Ne' sembra che si trovi a disagio a interloquire con le persone, quando queste accettano il contatto. Il problema potrebbe essere forse nel suo modo di presentarsi o di proporsi (o non proporsi), come anche nel suo modo di percepire gli altri. Questo non vuol dire che ci sia qualcosa di sbagliato in lei, ma forse non ha trovato ancora gli argomenti o le persone adatte per introdursi. Fa bene a frequentare ambienti ed avere interessi, ma se lo fa con l'ansia di inserirsi ad ogni costo, rischia di manifestare qualche sfumatura di comportamento che non sempre favorisce il risultato. Ad esempio, chi è troppo invadente o vuole imporre l'attenzione su di se' o prevalere ad ogni costo sul punto di vista altrui, o al contrario chi si isola, e' remissivo, non fa proposte, si preclude l'apertura da parte degli altri. Non so come si comporti lei, ma le suggerisco di osservare e ascoltare gli altri e trovare il modo più adatto che gli interlocutori possano ricevere qualcosa che lei da'. Ricevere disponibilità fa depressione piacere e può essere un buon inizio per far nascere amicizie. Conosco la gente della città da cui scrive e devo dire che a parte lo stereotipo di un certo modo di proporsi, sono persone molto simpatiche e aperte, con le quali prima o poi non troverà più tanta difficoltà a legare.  Tanti auguri.  

Buonasera,.

Il fatto che lei abbia cambiato posto dimostra quali siano le sue risorse di adattamento ad una nuova condizione che, pur sembrando banale, non lo è. Cambiare città, amici e condizione è un momento di forte stress.

Tuttavia se ho capito bene, sembra che lei anche precedentemente avesse questa difficoltà nell'avere amici, che dice avere distanti gli uni dagli altri. Quando ci si sente soli avere il supporto o la chiacchera dell'altro possono davvero fare la differenza. 

Questa possibilità però sembra crearle preoccupazione o comunque disagio. Si pone in una posizione di osservatore ad una "giusta distanza", come se fosse quella di sicurezza in cui non rischia di essere avvicinato e allo stesso tempo rimane abbastanza vicino per vedere. Insomma, vorrebbe ma non troppo.

Le dico che ciò che racconta è una paura anticipatoria, in quanto non è possibile sapere cosa succederebbe nel caso in cui riuscisse a socializzare davvero. In passato le sono capitate esperienze di socializzazione in cui ha provato questo? Non so, a livello scolastico, lavorativo o sportivo (di hobby in generale)?

L'idea di avere amici nel suo vissuto bambino che sensazione le dà? questo e altro potrebbero essere approfonditi con uno psicologo che possa aiutarlo a fare ordine e chiarezza in questo. Io non penso che lei stia sbagliando, penso che lei abbia una forte paura. Quando c'è questa sensazione è perchè sovente si collega un vissuto di rischio molto alto. 

E' importante capire con qualcuno cosa le succede in modo che non rimanga ingabbiato nella "trappola" che si è costruito.

Resto a disposizione

Buonasera Luisa,

la presenza di una rete sociale è un bisogno emotivo (e pratico!) fortemente sentito ed una sua frustrazione e mancanza può portare al disagio e all'angoscia che riporta. Per capire che cosa non funziona nell'approccio o nel mantenimento e rafforzamento dei suoi legami occorrerebbe però un'indagine un po' più approfondita, per capire meglio in che modo si rapporta nelle interazioni e cosa le crea difficoltà.. dove sta il blocco in altre parole. Le consiglierei di contattare un terapeuta che operi nella sua zona di residenza attuale, per avviare una consulenza o percorso di conoscenza interiore più approfondito. Se desidera invece contattarmi direttamente la informo che offro anche consulenze a distanza, tramite piattaforma skype.

resto comunque a disposizione.

Un saluto

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