Genitori che controllano la vita

Erica

Buonasera, scrivo perché ho 27 anni, tra poco andrò a vivere con il mio compagno e ho il grosso problema dei miei genitori che non se ne fanno una ragione, o meglio, vogliono avere il controllo su quello che faccio e che farò. Mio padre, se non sto ad alcune sue condizioni mi rinfaccia il fatto che senza di lui non avrei neanche comprato la casa, e mia mamma dice che io dovrei vivere da sola per qualche mese, senza compagno per dare la possibilità a mia sorella di 10 anni più piccola di me di venire quando vuole da me. Quindi faccio la parte prima di quella non riconoscente e poi dell'egoismo. Il problema é che almeno una volta alla settimana trovano una qualche scusa per creare una discussione e imporre il loro punto di vista su quello che dovrei fare o non fare. Ora dicono pure che dovrei rimandare il mio ingresso nella casa nuova siccome ci sono troppe situazioni un po delicate a livello familiare e dovrei aspettare almeno l'estate. Risultato: fidanzato preoccupato per i genitori troppo invadenti e che vogliono imporsi su di me e il fatto che una cosa che dovrei vivere serenamente la sto vivendo con ansia e angoscia. Ho provato a parlargli ma non mi vogliono ascoltare e, anzi, mi dicono che non capisco niente e che sono egoista...non so più che fare. Grazie in anticipo a chi risponderà

4 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno carissima Erica

Io vedo solo una ragazza di 27 anni, che sta cercando di "crescere" e andare avanti con la sua vita

Di "egoista" non c'è proprio nulla. Rifletterei sul comportamento che i suoi hanno con lei, cercando, per quanto le è possibile, di dare importanza alla sua vita e non a ciò che dicono loro.

Le ricordo: ormai è grande ed è un suo diritto poter andare a convivere serenamente e "crescere", svincolandosi da, mi permetta, "subdole affermazioni" dei suoi.

Le preoccupazioni del suo compagno sono lecite: se non cercherà di dare un limite ai suoi, senza sentirsi colpevole perché non la è assolutamente, credo che anche le sue future scelte potranno subire delle serie conseguenze (e non in positivo)

Ci rifletta

Le auguro buona fortuna con tutto il mio cuore

Dott.ssa Elisa Danza 

Buonasera,

Potremmo dire che a 27 anni ha tutto il dovere, prima che il diritto, di fare le sue scelte in autonomia. Crescere significa inevitabilmente separarsi, spezzare u legami di dipendenza infantili e camminare con le proprie gambe. 

Un clima familiare controllante e a tratti persecutorio spesso può essere un modo agito, più o meno consapevolmente, da entrambe le parti per impedire o ritardare la separazione.

Rivolgersi ad uno psicologo potrebbe essere un possibile modo di trovare obiettivi e strategie utili a svincolarsi da alcuni schemi tossici.

La scelta spetta a lei, stavolta.

Buona serata

Gentile Erica,

lei è una giovane adulta e da come scrive mi sembra che abbia calibrato bene e in modo attento la sua volontà di andare a convivere, non mi sembra nulla di affrettato ma anzi un qualcosa che lei sa e conosce bene dentro di sè.

I suoi genitori potrebbero avere delle paure? Che tipo di educazione ha ricevuto?

Secondo lei questo controllo da cosa nasce? Si potrebbe riprovare a dialogare e far capire loro che lei non sta andando dall'altra parte del mondo o con uno sconosciuto ma anzi con il suo compagno anche conosciuto bene da loro e che è anche arrivato il momento che si possano provare a fidare. Semmai dovessero mai avere ragione allora se ne potrebbe riparlare.

Le consiglio essendo un momento particolarmente intenso e frustrante per lei di valutare magari anche una breve psicoterapia dove essere accolta, aiutata e ascoltata. Qui non solo potrebbe trovare alcune risposte dentro di sè (magari capire meglio cosa la porta ancora a star male per il loro giudizio) ma anche a cercare nuove strategie e possibilità comunicative con loro. Gli incontri sono coperti da segreto professionale, senza giudizio e detraibili da 730 come spesa sanitaria.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Salve Erica, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL