Problemi relazionali

Ho difficoltà nei rapporti d'amicizia

Claudio

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Salve, non so se questa sia la categoria giusta per parlare del mio “problema“, in ogni caso ora esporrò come mi sento in alcune situazioni. Allora ho difficoltà nei rapporti d'amicizia, perchè ogni volta che vedo un avvicinamento tra me e l'altra persona, mi viene l'ansia, un'ansia abbastanza pressante che mi fa venire voglia di stoppare questa amicizia e star da solo piuttosto. Non capisco il perché e non mi fa stare bene questa situazione perchè capita con quasi tutti i miei amici, anche solo se mi chiedono di uscire mi viene l'ansia, non voglio uscirci e non capisco il perchè, non so se mi son spiegato ma ho difficoltà veramente anche ad esprimere il mio “problema“. Grazie mille in anticipo

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Claudio , le relazioni sono dei legami importanti e difficili da coltivare, da vivere e da lasciare a volte. Sicuramente mi viene da domandarle che relazioni vive con la sua famiglia econ i suoi parenti, se è sempre stato così o se è una situazione recente. Quello che le posso dire è che magari può rivolgersi ad uno psicoterapeuta ad orientamento dinamico che possa comprendere insieme a lei l' origine e poter vivere una nuova relazione seppur terapeutica una relazione che le permetta di far esprimere questo' ansia in una forma diversa, più dinamica e naturale, non ma con quelle paure che la soffocanti e angoscianti ma che la facciano vivere le relazioni di amicizia o anche di conoscenza.

Dott.ssa Veronica Orlando Monza e Brianza (MB)

Buongiorno Claudio, le Sue difficoltà si ascrivono ad un disagio che riguarda proprio lo stare in relazione con l'altro. Io credo che una valida possibilità per capire cosa ci sta dietro sia quella di intraprendere una psicoterapia, in quanto quest'ultima comporterebbe l'instaurarsi di una relazione terapeutica che Le consentirebbe di guardare più da vicino questo Suo disagio all'interno di un contesto protetto e non giudicante. Ciò comporterebbe sicuramente molta fatica da parte Sua dato che il problema è proprio legato alla relazione ma se riesce a trovare una piccola dose di coraggio per arrivare da un/una psicoterapeuta si darà un'importante possibilità per poter capire tante cose di sé sperimentandosi in una relazione di crescita e di sicurezza.

Buongiorno Claudio la breve descrizione, ma incisiva, del suo disturbo lascia intravedere una sorta di ansia sociale, che la tiene lontana dalle relazioni. Un mio consiglio è di cercare un psicologo-psicoterapeuta ed iniziare un percorso mirato al suo problema.

Dott.ssa Francesca Fontana Monza e Brianza (MB)

Buongiorno Claudio,

non è facile capire da soli i propri problemi, da cosa originino e come poterli superare. Nella fase dell'adolescenza, in cui ti trovi, un problema come il tuo può essere vissuto molto male: è comprensibile! Ma si tratta fortunatamente di un periodo in cui la mente ha ancora moltissime possibilità di cambiamento, quindi con l'aiuto di un esperto potrai sicuramente trovare un valido aiuto per superare questa difficoltà. Io lavoro da anni con gli adolescenti, se hai necessità di maggiori chiarimenti non esitare a contattarmi con l'apposito modulo.

Moltissimi auguri

Caro Claudio,

decidere di affrontare un problema personale non è quasi mai un passo semplice, ma, se la tua difficoltà nel creare legami di amicizia e nello stare con le altre persone ti sta creando, come mi pare di comprendere dal tuo scritto, una sofferenza emotiva importante, limitandondoti anche nella vita di tutti giorni, credo che sia una buona opportunità per te avviare un percorso psicoterapico.

Uno psicoterapeuta potrà infatti aiutarti sia a comprendere le ragioni di questo tuo funzionamento sia a trovare modi più costruttivi per affrontare la vita in generale.

Cordialmente,

Dott. Artabano Febo Pescara (PE)

Caro Claudio, credo che tu abbia vissuto qualche evento frustrante in passato ( forse intorno ai 10 anni ) che ti condiziona oggi facendoti rivivere situazioni di ansia e rifiuto nei confronti dei tuoi amici. Pertanto ritengo opportuno che faccia una Psicoterapia possibilmente tremite Ipnosi Teraoia al fine di ricercarne le cause frustranti nel tuo vissuto per poterne " consumare " i significanti emotivi e decondizionarti.  Ciao, a presto.

Buonasera Claudio

 non dici se da bambino tu sia stato  timido, moltoriservato, timoroso degli altri per paura di essere preso in giro, se fossi preso di mira dai compagni di classe con scherzi....talvolta l'ansia sociale degli adulti affonda le basi in problematiche mai risolte da piccoli. Una carenza di autostima potrebbe essere alla base delle tue "fughe", che pure ti costano tanta sofferenza. L'ansia potrebbe essere collegata  al timore del giudizio degli altri o alla paura di sentirti inadeguato in compagnia degli amici, di non saper stare "alla pari", per esempio non capire subito le barzellette o essere poco informato sugli argomenti di cui si parla tra amici, o avere semplicemente paura di loro, per scarsa abitudine a stare nel sociale. Lo stare poco nel sociale da piccoli e da adolescenti . come ad esempio  non partecipare alle gite scolastiche, alle uscite pomeridiane , non avere mai o quasi fatto sport di squadra, o partecipato alla vita parrocchiale, non consente al ragazzo e poi al giovane di misurarsi coi coetanei.  Alla lunga questa "non abitudine" al confronto, conduce sempre più a cronicizzare una chiusura e una riservatezza eccessive. Spesso questi comportamenti possono dipendere da un'educazione iperprotettiva da parte dei genitori, o da una timidezza di fondo che in famiglia non è mai stata vista come un problema e che mai nessun adulto ha cercato di risolvere, incoraggiando il ragazzo a uscire e a passare tempo e fare cose coi cotenaei. Ma sei ancora molto giovane e a questa età si cerca la conferma definitiva della propria identità e tu senti questo bisogno di conferme, di confronti col gruppo dei pari, perchè è grazie al loro che potrai creare l'immagine riflessa di te stesso che il mondo ha di te. Per smettere di avere paura e diminuire l'ansia, nel tuo caso ritengo utile un percorso - che penso nemmeno molto lungo, talvolta sono sufficuenti alcuni mesi - di sostegno psicoterapeutico basato su tecniche cognitivo comportamentali, che ti aiutino gradatamnete ad affrontare le situazioni da cui fuggi. Una volta iniziato il percorso, delineati gli obiettivi, si concordano anche compiti a casa di tipo comportamentale, in modo da aiutarti a superare via via l'ansia. Le situazioni iniziali saranno semplici e più facili per te, ma, se affrontate, ti daranno la carica e il coraggio per affrontarne altre. In questo percorso ritengo utile, nel contempo, che tu impari esercizi mentali per mantenere la calma anche nelle situazioni ansiogene. Io utilizzo il Training Autogeno, che si apprende mediamente in un mese e mezzo. la caratteristica di queste tecniche è che sono molto pratiche e si basano su esercitazioni immaginate dapprima e poi "sul campo", cioè nella realtà.

Ho visto che abiti a Lecco, io ricevo a Milano. Se ritieni di voerti mettere in contatto con me per avere altre informazioni con un primo colloquio, puoi richiederlo tramite questo sito.

Un consiglio: il fai da te in queste cose porta a perdere molto tempo ed energie preziose, senza ottenere i risultati agognati. Sono situazioni che si risolvono. Ho fatto una ipotesi in questa mia risposta che copre la maggior parte di cause per la maggior parte di persone, se non ti dovessi riscontrare, durante il primo incontro con un terapeuta, si raccolgono anche informazioni sulla tua storia di vita, dalla quale emergono, quasi sempre, le cause di questi comportamenti.

 

 

Gentile utente,

se soffre di un'ansia così frequente e che la limita fortemente è opportuno che consulti uno psicoterapeuta.

Ci sono approcci come la Strategica Breve che si occupano poco dei motivi profondi che sostengono l'ansia e pur tuttavia riescono spesso a risolverla in tempi molto brevi e perciò con una spesa contenuta. Anche se il suo disturbo non è gli Attacchi di Panico, le allego comunque un link in cui si parla delle cause dell'ansia e dei modi per sconfiggerle.  http://www.psicologi-italia.it/psicologia/attacchi-di-panico/1254/attacchi-di-panico-cura.html

 

 

 

Dott. Matteo Villa Lecco (LC)

Carissimo Claudio,

Il modo con cui  ognuno di noi si relaziona con gli altri dipende in gran parte dal modo con cui vede se stesso, da chi pensa di essere e dalla sicurezza personale che ha. È  probabile che il Suo disagio dipenda da come Lei si vede e dal valore che si attribuisce, che inevitabilmente viene messo alla prova all'interno di una relazione. Ogni persona poi ha la propria storia di vita, con i suoi vissuti e i suoi modi di pensare e vedere le cose. Comprendo il Suo disagio e la Sua voglia di capirne il senso ma per rispondere alla Sua domanda legittima è necessario conoscerLa, in quanto persona con una propria storia.

Dott. Carlo Plaino Bergamo (BG)

Buongiorno, il suo “problema“ è degno di attenzione clinica poiché, da una parte, potrebbe essere espressione di un'ansia sociale, dall'altra potrebbe essere legato a come vive l'abbandono o il rapporto personale con gli altri: decidere di non approfondire l'amicizia potrebbe esserle utile ad evitare le sgradevoli sensazioni legate all'abbandono. “Prima di essere lasciato, lascio io per non soffrire“ potrebbe essere il ragionamento alla base di questo comportamento. Distinti saluti

Caro Claudio, la sua difficoltà probabilmente e' riconducibile ai suoi vissuti, alle relazioni con i suoi genitori o le figure di accudimento, il suo IO al momento non e' stabile, e' oppresso da vincoli e "chiusure" imposte dal suo contesto. Sarebbe molto importante inoltre poter esplorare i suoi lutti e come ha vissuto l'infanzia. Data la sua giovane età, ritengo abbia tutte le risorse e possibilità per risolvere la sua difficoltà. Se vuole fare un primo colloquio gratuito nel mio studio a Bergamo non esiti a contattarmi,

 

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