Mia figlia si sente esclusa

Anna

Mia figlia ha 11 anni, è figlia unica e fin da piccola ha sempre avuto un problema con le amicizie. È sempre stata solare, generosa e ha sempre fatto amicizia facilmente. Il problema, però, nasce dopo. Quelle che erano le sue amiche del cuore perdono interesse per lei e cominciano a cercare altra compagnia. Questo poi la porta ad essere arrabbiata con chi le porta via l'amica. Io le dico di non prendersela, che può succedere, la invoglio a cercare altre amiche, che se si perde un'amica se ne fa un'altra ma lei ci rimane male, si sente abbandonata. Capita anche che tende a frequentare bambine che neanche le piacciono pur di non rimanere sola. In particolar modo ho notato che lei risulta perdente nei rapporti a tre o più amiche: è l'amica di contorno, quella in più che se c'è va bene ma se non c'è fa lo stesso. Non è indispensabile. Questo mina la sua autostima e io non so cosa fare.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Anna,

sembra che sua figlia sia entrata in un loop personale di "ragazza perdente e non amata". Forse faticando nell'autostima non vede e non osserva le sue qualità.

Potreste provare a parlarne insieme, a farsi spiegare come si comporta con gli amici, come e cosa dicono loro e da li provare insieme a trovare strategie.

Se le difficoltà persistono si potrebbe anche valutare un percorso rivolto all'autostima, lettura di libri attinenti oppure degli incontri di supporto psicologico dove sua figlia si osserva da una nuova prospettiva, senza giudizio e dove potrebbe ritrovare le sue risorse personali certa che ne abbia ma che sembrano essere solamente da "spolverare".

Le linko degli articoli scritti da me:

- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/aumentare-la-propria-autostima/

- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/supporto-psicologico-torino/

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Cara Anna,

grazie per aver condiviso la preoccupazione che sente per la sua bambina.

La sua bambina, per come lei la descrive, continua ad avere difficoltà nelle relazioni con i pari, relazioni nelle quali lei la vede impegnarsi molto ma che dall'altra parte producono spesso invece un rifiuto.

Avere la sensazione di essere messa da parte, di non essere considerata fa molto male. Nei bambini di solito cresce la convinzione di essere sbagliati, di avere qualche cosa che non va e questo sentimento rischia di rinforzare una predisposizione negativa verso l'altro e un conseguente disinvestimento nelle relazioni affettive. 

Le relazioni però implicano anche aspetti negativi come fraintendimenti, scontri accesi, tradimenti, rifiuti...e quindi sono in grado di determinare grandi sofferenze. La sua bambina ne sta già facendo esperienza. Si sta misurando con un sentimento intollerabile per il suo livello di sviluppo fisico e pschico che è quello di sentirsi rifiutata. Non riuscendo a tollerare questa sensazione non può far altro che evitare tutte quelle situazione che rischiano di riproporle questo dolore e questo è ciò che sembra aver iniziato a fare circondandosi di bambine che non le piacciono e delle quali non soffrirebbe quindi la perdita. 

Lei, da parte sua soffre nel sapere sofferente la sua bambina.

Cosa fare?

Lei come qualsiasi altro genitore non può evitare questa sofferenza alla sua bambina può solo stare con lei nell'attraversamento di questa sofferenza. Cerchi di aprirsi all'ascolto della sua bambina tenendo presente che il punto è capire come si sente esentandosi con lei da ogni prescrizione dando valore solo a ciò che la sua bambina prova.

Se lei sarà in grado di accogliere e contenere le emozioni della sua bambina sul piano relazionale, aiuterà sua figlia a sviluppare questa stessa capacità. 

Questo è quello che lei può fare con e per sua figlia e direi che non è poco! Cosa ne dice? 

Se dovesse avere la sensazione che al momento non può farcela da sola non esiti a chiedere aiuto. 

Spero di esserle stata d’aiuto per il poco che mi è possibile fare in questo spazio.

Rimango a disposizione e per una maggiore privacy le segnalo che ha la possibilità di contattarmi anche in privato mediante il modulo di contatto.

Buona giornata

Valentina

Dott.ssa Valentina Zanlari

Psicologa

Ricevo presso il mio studio a Parma e online

Salve Anna, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio connesso e la preoccupazione di una mamma. Immagino quanto questa situazione possa essere impattante nella sua quotidianità e nell'autostima della bambina.

Ritengo fondamentale che Lei possa innanzitutto provare ad instaurare un dialogo con la bambina per cercare di capire, senza mai giudicarla, cosa pensa e cosa prova in determinate circostanze, lasciandole la libertà di far fluire i suoi pensieri e stati emotivi; in aggiunta, credo sia utile poter richiedere un consulto psicologico per esplorare meglio la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alle varie situazioni scatenanti e cercare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Anche dei colloqui con la bambina credo possano essere utili per inquadrare meglio la situazione e capire il vissuto della bimba.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL