Problemi relazionali

Rapporto impossibile con mia madre

Greta

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Buongiorno, sono una ragazza di 21 anni che vive ancora con i genitori e non può permettersi ora come ora di andarsene. Il problema è il comportamento di mia madre. Per farvi capire bene dovrei raccontarvi tanti episodi successi nell’arco della mia vita, cercherò di essere breve non omettendo comunque le cose più importanti. Fin da quando ero piccola il rapporto con mia madre era particolare per modo di dire: avevo paura di lei. Ogni cosa sbagliata che facevo, come per dire tornare sporca dal parco o non sistemare i miei giochi, corrispondeva a una scenata di mia madre, che mi urlava dietro e mi insultava. Ricordo un episodio in cui lanciò i miei giochi giù dal balcone perché non erano sistemati bene, se non sbaglio avrò avuto all’incirca 6 anni. Le cose negli anni non sono certo migliorate, anzi. Con la differenza che però sono cambiata io. Ho iniziato a non sopportarla sempre di più perché mi stava e mi aveva rovinato la vita. Quante cose non fatte, non vissute come i miei coetanei, per paura delle sue reazioni esagerate! Per alcuni anni, intorno ai 13/14 anni, facevo volontariamente tutto quello che le dava fastidio. Successivamente, ho lasciato perdere, in quanto la cosa faceva più danni su di me che su di lei. 3 anni fa messa davanti a un bivio, mia madre ha lasciato il lavoro e ora va a fare qualche ora di servizio pulizie. Da quando ha lasciato il lavoro le cose sono degenerate. Le scenate sono diventate l’ordine del giorno, ne fa per qualsiasi banalità e sono sempre di entità maggiore. Ieri ad esempio ha lanciato una sedia giù dal balcone. Quando fa queste scenate in cui urla con tutta la voce che ha, bestemmia e magari lancia qualcosa sembra completamente fuori di lei: diventa bordeaux, inizia anche a picchiarsi, si tira pugni, prende a testate il muro...
al nostro medico di base ha detto semplicemente che ha problemi di nervosismo e le sono state prescritti tranquillanti che non ha mai voluto assumere perché dice di non voler abituare il corpo ai farmaci.
Mi sono dimenticata di parlare di mio padre, ma comunque c’e Ben poco da dire: una gran brava persona, però senza polso, che lavora tutto il giorno e che nella mia vita è sempre stato poco presente.
Aiutatemi, io non so più cosa fare... mi ha negato l’università nonostante a scuola andassi bene dicendo che era uno spreco di soldi... non abbiamo problemi economici, anzi... spesso quando sclera mi dice che vorrebbe che non fossi mai nata.
È brutto da dire ma penso di odiarla... rovina ogni giornata della mia vita, a volte vorrei che non ci fosse, che non facesse parte della mia vita...
come già detto in precedenza non posso permettermi di andare a vivere da sola ma al contempo non ne posso più di stare male... vorrei il consiglio di un esperto

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Greta,
Sicuramente da quanto ci racconta non è per niente una situazione facile, sembrerebbe anche che sua mamma avrebbe bisogno di una qualche cura visto i sintomi che descrive.
Rispetto al vostro rapporto, sarebbe ideale se potesse iniziare un percorso famigliare insieme a lei e suo padre, potrebbe essere uno spazio in cui vengono espresse le vostre difficoltà e dove si possono cercare i modi per migliorare la vostra convivenza.
Nel caso questo non fosse possibile iniziare un percorso individuale li potrebbe servire per cercare strategie che l’aiutino a gestire al meglio la relazione con sua mamma.
Le auguro il meglio.
 

Buongiorno cara Greta,


è evidente che tua madre soffre di problemi psicologici di non poco conto: difficoltà ad esternare, modulare e  gestire le emozioni (soprattutto la rabbia), forse anche depressione. La prima cosa che sento di poter dire è che tua madre avrebbe bisogno di supporto psicoterapeutico puttosto che tranquillanti, ma dalla descrizione che hai fornito probabilmente non accetterebbe (anche se provare non è mai sbagliato).


In questi casi il dialogo familiare è fondamentale: hai mai parlato di questi sentimenti direttamente con lei o con tuo padre? Hai fratelli o sorelle che hanno la stessa problematica? Presumo che il dialogo all'interno della famiglia sia anch'esso deficitario. Anche delle sedute di gruppo familiare sarebbero utili a definire le problematiche e sciogliere i nodi disfunzionali all'interno dei vostri rapporti (anche sul ruolo di tuo padre come mediatore tra te e lei).


Il consiglio immediato che posso dare a te è quello di cercare quanto più possibile di immedesimarti ed entrare in empatia con lei: perché adotta questi comportamenti? Magari ha dei traumi irrisolti o delle dinamiche interne errate che la portano a queste esternazioni nei tuoi confronti. Forse non si comporta così perché vuole, ma perché è l'unico modo che conosce.

Gentile Greta, davvero non dev'essere facile convivere con una tale situazione in famiglia. Innanzitutto voglio esprimerle vicinanza e dirle che è davvero apprezzabile abbia avuto la forza di parlarne. Dall'esterno si dà spesso per scontato che nella famiglie apparentemente "normali" tutti debbano stare bene, mentre a noi del mestiere è chiaro quanto possano nascondersi in esse grandissime sofferenze e soprusi psicologici.


Quello che le consiglio è di rivolgersi prima possibile a una professionista psicoterapeuta della sua zona per valutare insieme se intraprendere un percorso che le consenta di avere il supporto necessario per autonomizzarsi, concretamente e mentalmente, dalle figure che la fanno soffrire. Sarebbe anche importante capire se ai suoi genitori serva un aiuto, ma in primis è lei che deve cercare di uscire da questo stato di malessere. Se desidera chiarimenti mi contatti con l'apposito modulo. Io ricevo a Monza o via Skype. Cordiali saluti e auguri per il suo percorso


 

Buongiorno Creta, immagino la sua sofferenza...Non si deve sentire in colpa o " sbagliata " nell'avere pensieri e nel provare emozioni negative nei confronti di sua madre; è evidente che quest'ultima ha delle importanti difficoltà emotivo-relazionali e che, quindi, ha bisogno di aiuto. Provi a considerare sua mamma come una donna malata e non cattiva, forse non è pienamente consapevole delle sofferenze che le ha causato.


Provi, inoltre, a dirle che lei vuole iniziare un percorso psicologico e che ha bisogno del suo aiuto. Forse se non si sente giudicata, messa in discussione in questo possibile percorso, collaborerà e potrete farvi aiutare.


Cerci qualcuno che può aiutarla a convincere sua madre.


Intanto cerchi di progettare la sua indipendenza.

Ciao Greta!


Dietro un rapporto così conflittuale con la propria madre c'è quasi sempre un problema di comunicazione. Bisognerebbe indagare sulle cause e gli aspetti emotivi. Quali sono i tuoi bisogni adesso?


Sei in un circolo vizioso che rischia di intrappolarti senza via di uscita


Se puoi rivolgiti ad uno psicologo per supportarti a trovare la tua strada


Se vuoi io ricevo a Milano in zona 22 Marzo


Scrivimi a artecorpomente@live.it


Un caro saluto


 

Salve Greta, da quanto scritto è evidente come la sua situazione sia carica di sofferenza e malessere che riguarda non solo lei ma, probabilmente, l'intero sistema familiare. Per tale motivo, nonostante le poche informazioni, mi sentirei di consigliarle un intervento di tipo sistico relazionale che possa avviare una riflessione che coinvolga l'intero sistema familiare. La cosa migliore sarebbe cercare di coinvolgere nel percorso anche i suoi familiari, anche se immagino come questo possa inizialmente essere visto negativamente da parte di sua madre, visto quanto scritto. Allo stesso tempo potrebbe iniziare lei un percorso individuale che le consenta di gestire tale situazione complessa. Mi chiedo se ha mai provato a parlare di ciò che vive e prova con suo padre. Sebbene lo descrive come una persona molto impegnata può cercare di spiegargli e trovare in lui un punto di appoggio.


Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento

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