Psicoanalisi

Sono gelosa e possessiva

samantha

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Buona sera mi chiamo samantha; Volevo avere una sua opinione in base alla mia gelosia xche anche oggi mi e succeso di discutere con il mio compagno e per cose ke mi rendo conto sono assurde!!! Sono gelosa e possesiva e quando magari qualcuno si arrabbia xche divento pesante, io mi sento ancora piu gelosa e piu possesiva. . Mi sto allontando da tutti per colpa di questo mio comportamento.. Io penso ke tutto cio sia dovuto alla mia infazia xche nn e stata molto semplice e ho notato ke e peggiorato questo mio comportamento da quando e morto mio padre!! Da li sn diventata piu gelosa e piu possesiva. . La rigrazio aspetto sue notizie!!!

21 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Samantha

la gelosia possessiva e patologica è un sintomo spesso associato a sottostanti problematiche di autostima e di sicurezza che mi è capitato di poter ricondurre in certe pazienti, che hanno avviato con me un trattamento psicoanalitico, a traumi e blocchi evolutivi associati all'area dell'attaccamento. Quindi "nodi" molto profondi, arcaici, legati alla qualità dei primissimi rapporti del paziente/bambino (quando molto piccolo). Un attaccamento insicuro o parziale possono, nel tempo e con la crescita, tramutarsi in disturbi relazionali molto invalidanti caratterizzati da insicurezza, dipendenze affettive, gelosia e altri sintomi. In questi casi, come detto, nella mia pratica psicoterapeutica mi riservo di proporre l'avvio di una analisi personale che contempla l'uso del lettino. Questo trattamento a differenza di altri permette una maggiore regressione e libertà da parte del paziente per cui si riesce a lavorare sul materiale "rimosso" dalla coscienza e operare così, nel tempo, cambiamenti a volte insperati!

Cordiali saluti

Gentile Samantha,

è molto frequente che in coppia ciascun partner porti i pesi, le paure e le angosce della propria storia pregressa: questo accade quando certi vissuti non sono stati elaborati e metabolizzati e il rischio è che interferiscano con la possibilità di costruire una relazione sana ed evolutiva, libera da tutte le scorie emotive del passato.

Le sarebbe utile consultare uno psicologo della sua città per poter comprendere le origini di alcuni suoi comportamenti e vivere il rapporto di coppia con una serenità che oggi non ha.

Un caro saluto

Buona sera Samantha, comprendo il disagio e le difficoltà che la sua gelosia e possessività debbono crearle.

D'altra parte non ci sono soluzioni facili ed immediate. Come lei stessa asserisce sono senza dubbio sentimenti che nascono nell'infanzia , ed ora aggravati dopo la morte di suo padre.

Certamente il rimedio si può trovare attraverso una psicoterapia , che richiederà un pò di tempo e di buona volontà, ma che certamente può darle molto sollievo.

Saluti e auguri

Buongiorno Samantha, ognuno di noi si porta dentro esperienze che risalgono ai nostri primi anni di vita, che in qualche modo forgiano il nostro carattere e il nostro modo di stare nel mondo. Non conosco, la tua storia personale, ma da come mi dici, ci possono essere state delle esperienze che ti hanno resa più vulnerabile alle separazioni.

La morte del tuo papà di cui mi fai menzione, è stata sicuramente una di quelle, non so l'età in cui è avvenuta, ma tu probabilmente l'hai vissuta come un abbandono e quindi hai paura che le persone che ami ti possano abbandonare. L'elaborazione  di questo lutto così doloroso, ti potrebbe aiutare, a viverti meglio le tue relazioni attuali.

Gentile Samantha,

la ringrazio per aver scelto di chiedere un consulto su questa tematica. Il fatto di riconoscere che le proprie azioni ed i propri sentimenti abbiano delle conseguenze che non le piacciono è già un ottimo passo verso il cambiamento.

Molti dei comportamenti che abbiamo e delle emozioni che proviamo in determinate situazioni o con specifiche persone, derivano da apprendimenti del passato, cioè da quello che abbiamo sperimentato quando eravamo piccoli in famiglia, ma anche con gli amici.

Non è possibile tracciare un filo diretto tra un evento (come la morte di suo padre) e un comportamento (la sua gelosia) ma è certo che la morte di un genitore è un evento oltremodo stressante e può aggravare o intensificare emozioni e comportamenti che già erano presenti.

Capire come mai si scatenano in lei questi sentimenti è il primo passo per cercare di comprenderne i meccanismi sottostanti e capirne il motivo. Ogni emozione che proviamo è lì per un motivo, le emozioni non sono giuste o sbagliate ma sono lì per mandarci dei messaggi. E' importante però riconoscere quando ci fanno del male per cercare di indirizzarle in modo più utile.

Quali sono le figure con cui manifesta principalmente questa gelosia  (oltre al suo compagno)?

Cosa teme che succeda?

Spero che la mia risposta le possa essere d'aiuto, anche se queste tematiche possono essere affrontate con successo tramite un percorso di tipo psicologico.

Gentile Samantha, difficile dire qualcosa sulla situazione cui accenna nella sua mail. Quando si ha a che fare con la gelosia, in genere, si ha a che fare con una generale condizione di insicurezza, con la paura di non essere all'altezza della persona che si teme ci venga portata via. Portata via, naturalmente, con l'assenso della stessa persona cui tanto si tiene che, dunque, accetterebbe di allontanarsi rimandandoci un messaggio di scarso valore. Il timore di fondo sarebbe, quindi, di non valere. Da qui poi la pesantezza di cui parla e la possessività. Il decesso della figura paterna è un evento generalmente vissuto come difficile e doloroso che esacerba certe condizioni. Però queste sono ipotesi, sono speculazioni. Penso che una situazione come quella che descrive vada affrontata con l'aiuto di qualcuno. La saluto con cordialità.

Buonasera Samantha essere gelosi del proprio compagno e possessivi è una cosa normale, la differenza è invece nella quantità che può essere troppa e può di conseguenza far stare male sia lei che il compagno. Da quanto tempo siete insieme? Così per e-mail mi è difficile risponderle con completezza perchè sono veramente poche le cose che so di lei. Se vuole può contattarmi al mio n. di lavoro e fisseremo di persona un incontro che ci da modo di conoscerci a vicenda.

cordiali saluti

Cara Samanta,


la gelosia, quando diventa così accentuata nasce da una grande insicurezza. E' come se ogni altra donna od ogni altra persona fosse una grande minaccia. La gelosia si unisce ad un eccessivo senso di possesso ed ad un patologico controllo dei movimenti dell'altro  e persino dei suoi pensieri. E' come se chi prova questa gelosia fosse ipersensibile ad ogni confronto, perchè ogni "altro" è sentito come un pericoloso rivale potenzialmente tanto più ricco, bello, desiderabile. Va da sè che la gelosia si unisce all'invidia per "l'altro", immaginato come sicuramente migliore. E' comunque una condizione di sofferenza sia per chi la vive che per chi la subisce e alla lunga è motivo di rottura del rapporto, perchè una relazione appagante si basa sulla libertà e sulla fiducia non sul controllo .In questo contesto si scambia l'amore e il senso di appartenenza che dovrebbe essere alla base di una relazione di coppia con un esasperato possesso che suscita pesantezza e ribellione. Certamente, le cause di tutto ciò vanno ricercate nel suo passato di bambina e di adolescente e nella qualità della relazione con le figure genitoriali e famigliari. Affrontando le cause della sua insicurezza potrà trasformare e superare questo scomodo sentimento che opprime e fa soffrire lei e chi le sta vicino.

Cara Samantha, un po’ di gelosia fa parte della normalità in tutte le relazioni d’amore perché si teme di perdere la persona amata. La maggior parte delle persone però, pur provando questo sentimento, riesce a contenerlo, comprende che le garanzie non esistono, che l’altro non ci appartiene e in qualsiasi momento può lasciarci.

Quando la gelosia diventa ossessiva, come nel suo caso, conduce ad un costante stato di tensione causato da un conflitto tra pulsioni aggressive e bisogni passivo-dipendenti associato ad una inibizione dell’aggressività,  generalmente inconscio e responsabile di un carico di tensione che il soggetto tende a controllare.

 La gelosia irrazionale può portare anche a compromettere un matrimonio o una convivenza ed è quindi importante che venga affrontata adeguatamente. Infatti uno dei paradossi della gelosia è che anziché preservare l’amore lo distrugge, rendendo impossibile la vita all’altra persona con i sospetti e i controlli continui.

 Sembra che sia più esposto chi ha subito una perdita da piccolo, o ha  vissuto momenti di abbandono da parte dei genitori divenendo iper bisognoso di conferme. Non è necessario che la perdita sia avvenuta realmente: ci sono bambini ipersensibili cui il normale livello di rassicurazioni non basta mai. Per costoro l’idea del tradimento è terrorizzante perché evoca dolori lontani. Al contrario, chi ha avuto un’infanzia felice ha gli strumenti psicologici per far fronte all’eventualità di un addio.  Forse non è un caso che la sua gelosia sia aumentata dopo la perdita di suo padre: si è sentita tradita, abbandonata, dall’uomo più importante della sua vita.

La gelosia patologica va affrontata elaborando il lutto della fantasia di un amore perfetto, eterno, garantito e al riparo da qualsiasi rischio. Per compiere questa elaborazione spesso è necessario un aiuto perché è difficile vedere i propri fantasmi. E’ altresì importante analizzare gli eventi passati e rielaborarli, aumentare il livello di autostima per contrastare l’insicurezza collegata alla gelosia, affrontare il tema della possessività e razionalizzare i comportamenti del partner.

Gentile Samantha, il suo messaggio sembra molto angosciato. Sicuramente Lei vive nel terrore di perdere un rapporto che sente come fondamentale. Cosa La muove a chiedere consiglio? Cosa ha fatto che Lei - in questo momento della sua vita- abbia preso più consapevolezza delle dinamiche relazionali che sembrano agiscano in Lei quasi contro la sua volontà?

Il timore di essere tradita, come Lei stessa scrive, sicuramente è legato alla sua storia. La Psicoterapia agisce, non soltanto attraverso la scoperta razionale delle cause del nostro comportamento, ma aprendo in noi l'opportunità di liberarci del peso del passato che ci induce a ripetere delle condotte che sappiamo non vadano nella direzione della nostra felicità, del nostro benessere, della nostra tranquillità.

Secondo me è arrivato per Lei il momento di affrontare delle questioni molto dolorose, ma che senz'altro, avranno come risultato che la sua vita prenda una svolta nuova molto più soddisfacente. In questa strada Lei non sarà da sola. 

Salve le consiglio di rivolgersi privatamente presso un collega della sua città, in terapia privata potrà comprendere se la sua supposizione è corretta oppure no, oppure c'è dell'altro. L'infanzia è un periodo importante nella vita delle persone, ma non l'unico sigificativo, da quello che racconta, la morte di suo padre è stato un evento importante che secondo lei ha peggiorato il suo comportamento. In privato potrà approfondire questa sua intuizione ed esplorare con il terapeuta il significato di questa gelosia e trovare un modo per gestirla. Spero di esserle stata di aiuto cordiali saluti.

Gentile Samantha,

dato che di sua spontanea volontà fa riferimento alla sua infanzia e, in particolar modo, al rapporto con il suo defunto padre (le mie condoglianze), le consiglio di indagare meglio questi aspetti attraverso dei colloqui con uno psicoterapeuta di orientamento dinamico per capire se è in essi che si cela la causa dei suoi problemi. Dopo una serie di colloqui approffonditi, e dopo aver inquadrato adeguatamente la situazione, sarà il terapeuta stesso a consigliarle il percorso più adeguato.

Sentiti saluti.

Salve Samantha,

ho letto la sua richiesta, credo che la cosa importante sia saper riconoscere se la gelosia è fondata o meno e se le cose che accadono sono reali o le stiamo esagerando.Il primo passo per comprendere questo è osservare bene e cercare di sentire cosa succede in noi. La gelosia è una emozione e come tale va accettata e accolta, allo stesso tempo fa riferimento alla nostra sicurezza interna. Spesso quando siamo gelosi crediamo che qualcuno meglio di noi possa portarci via l'altro.Altro punto fondamentale è cominciare a  consapevolizzare che non possiamo tenere nessuno legato a noi, questa persona ci resta perchè vuole starci; è una sua scelta.Quindi se il suo compagno si arrabbia e continua a stare con lei è perchè vuole starci; allo stesso tempo la gelosia può rendere una relazione difficile e immagino che per lei sia molto complesso controllare la difficoltà e le paure che sente.

Certamente può essere legata alla sua infanzia e anche alla sua autostima; potrebbe essere utile per lei lavorarci e farlo attraverso un supporto psicologico. Se vuole può contattarmi e possiamo valutare insieme come strutturare il percorso, mi può contattare per qualsiasi domanda o informazione.

Resto in attesa e porgo un caro saluto

Gentilissima Samantha,

è difficile rispondere in modo efficace alla tua lettera avendo così pochi elementi.

Certamente la gelosia sta diventando per te un problema importante che sta condizionando i tuoi rapporti, quindi è arrivato sicuramente il momento di affrontarla per capirne le cause e provare a risolverla. La tua infanzia andrebbe certamente analizzata, per determinare se certi eventi ti hanno portato a costruire in te delle insicurezze affettive.

Ti consiglierei di intraprendere un percorso psicologico che ti possa aiutare ad affrontare più serenamente i tuoi rapporti affettivi.

Cordialmente

Cara Samantha,

l'immagine che rimanda di sè attraverso la sua missiva, è quella di una persona portatrice di una grande fragilità emotiva. Certo , Lei deve avere avuto una infanzia problematica durante la quale l'attaccamento alle figure affettive di riferimento, parrebbe avere avuto la la qualità della relazione "insicura". La morte di Suo padre  deve avere in seguito contribuito a riattivare in Lei il terrore dell'abbandono. Forse sono questi gli aspetti che più incidono su quelli che,  con grande capacità introspettiva, Lei comprende seppure con dolore, essere comportamenti e sentimenti inadeguati ed  eccessivi che potrebbero nel tempo,  mettere a repentaglio l'esito positivo della relazione affettiva con il partner. L'iniziale del Suo nome, a presentazione del problema che evidenzia, è probabilmente solo in apparenza scritto distrattamente in minuscolo. Non mi è dato sapere la Sua età nè la Sua professione, elementi  utili al fine di capirLa meglio, ma posso certamente affermare, che una psicoterapia atta a comprendere e analizzare a fondo le cause del suo disagio e ad individuare e rafforzare le qualità reali e latenti della Sua personalità, non potrebbe che esserLe di grande giovamento, aiuto, e forse rivelarsi risolutiva rispetto alla acquisizione di una necessaria maggiore autostima e sicurezza interiore , requisiti indispensabili per potere affrontare in modo più sereno e obbiettivo le relazioni con il prossimo, siano esse di tipo amicale, collaborativo o amoroso.

Un caldo e cordiale saluto

Buongiorno samantha capisco il suo problema a mio avviso bisogna fare chiarezza su alcuni punti mi contatti pure se vuole... probabilmente ha bisogno di sicurezza e di far luce sui rapporti piu importanti per lei 

Salve Samantha,

una semplice risposta la può ritrovare nella teoria della Psicoterapia Evolutiva del Prof. Giulio Cesare Giacobbe, di cui sono terapeuta abilitato alla pratica del suo metodo. In breve, la teoria contempla la presenza di tre stati della personalità che si evolvono nella corso della crescita: bambino-adulto-genitore. Le sue possono essere considerate manifestazioni della sua personalità infantile, che tutti noi abbiamo, ma che se si "attiva" in contesti non funzionali dove al contrario dovrebbe attivarsi la personalità adulta, genera manifestazioni di sofferenza come quelle da lei descritte. La sua storia affettiva, come da lei presentata, spiegherebbe l'attivazione della personalità infantile. Per superare questo problema, oltre a varie metodiche, io applico il TRAINING PER LO SVILUPPO DELLA PERSONALITA' ADULTA, insieme ad altri strumenti, che permette di dissolvere queste manifestazioni molto rapidamente (da 1 mese a 6 mesi di trattamento). Per approfondire l'argomento le suggerisco il testo del Prof. Giacobbe "alla ricerca delle coccole perdute".

Un caro saluto

Buongiorno Samantha,

se è oggettivo che sia gelosa per motivazioni "assurde" come scrive, forse allora avrà, come dice, una difficoltà a gestire le relazioni col partner e le consiglierei di approfondirla con una consulenza, al fine di capire come risolvere tale difficoltà che di certo non le rende facili i rapporti, e comunque non le dà serenità.

Mi sento anche di dirle (ma non conosco la sua situazione reale quindi solo in linea del tutto ipotetica) che a volte quella che chiamiamo "gelosia assurda" magari invece viene da una vocina dentro di noi che ci vuol dire di leggere segnali che non vorremmo vedere perchè ci fanno stare male; anche in questo caso, meglio approfondire e casomai stare male oggi, se serve, in vista di un vero e pieno benessere nel prossimo futuro.

Buongiorno Samantha

Dalle informazioni che fornisce è difficile avere un quadro chiaro. La cosa migliore da fare sarebbe affrontare questo problema chiedendo la consulenza diretta di uno psicoterapeuta. Sembrerebbe che la sua gelosia sia legata al tema della perdita. Spesso inoltre gelosia e controllo sono un binomio molto intrecciato, che evita di sperimentare  separazioni o cerca di garantire le attenzioni esclusive dell'altro. Pertanto, capisce, sarebbe molto importante collegare questo tema alla sua infanzia, alla perdita di suo padre, oltre che alla relazione attuale con il suo compagno. Occorre far emergere questi aspetti, dato che l'insicurezza può avere origini profonde e pertanto no si placa semplicemente con le rassicurazioni che un compagno può dare nel qui ed ora.

Spero di esserle stata utile. Mi contatti se dovesse avere bisogno.

Gentile Samantha,

la ringrazio per averci contattato.

La gelosia è un'emozione complessa, che può essere legata a molti aspetti delle personalità e che può avere radici in alcune esperienze negative legate all'infanzia. Spesso nasconde la paura di essere abbandonati e la gelosia diventa un modo per "controllare" che l'altro resti vicino. A volte la mente adotta una modalità di pensiero catastrofica (Es: "sarò tradito", "mi prende sicuramente in giro", "mi abbandonerà") come tentativo di "prepararsi al peggio", anche se spesso i costi di questa strategia sono elevati e i risultati efficaci solo nel breve periodo. Un lutto così importante può aver slatentizzato un paura già presente prima, è normale che accada.

Con una terapia ccognitivo comportamentale mirata a comprendere questi schemi relazionali e le paure che li generano, potrà rendere più efficaci e soddisfacenti le sue relazioni.

Le ricordo che questa cosulenza non può sostituire un primo colloquio valutativo, in cui ci sarebbe la possibilità di spiegare meglio la situazione attuale e raccogliere alcuni elementi della sua storia, utili a comprendere meglio il disagio attuale.

Spero di averla aiutata,

a sua disposizione per eventuali chiarimenti.

Buongiorno Samantha, la gelosia è un sentimento normale quando resta in ambiti accettabili e non fa star male. Quando diventa eccessiva provoca complicazioni e malesseri sia in chi la manifesta sia in chi la subisce. In genere è legata, come in fondo intuisce anche lei, alla propria storia personale. Si tratta di storie che non hanno prodotto sicurezza e buona autostima ma anzi hanno costruito una personalità insicura e fragile. Così, anche nelle relazioni affettive, si manifesta questa idea di sè di valere poco e di essere dunque poco amabile. Da qui la gelosia e le varie forme comportamentali di verifica del legame affettivo che diventano delle richieste di conferma del proprio valore e del proprio ruolo ma che, se eccessive, provocano il risultato contrario perchè il partner, esasperato dalle provocazioni, magari si arrabbia, minaccia di andarsene, ecc. ecc. E' utile che lei lavori su di sè per recuperare una buona autostima e per capire meglio da dove vengono le sue insicurezze. Cordiali saluti

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