Psicoanalisi

Transfert verso la mia psicologa

elena

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Salve a tutti spero potete aiutarmi,
sono una ragazza e mi sono rivolta ad una psicologa per problemi di autostima e per cercare di superare alcune delusioni della mia vita, soprattutto in ambito amoroso.

La mia e' una psicologa-terapeuta-sessuologa. Lei e' stata la mia prima e unica psicologa, purtroppo non avendo un lavoro fisso, abbiamo concordato di fare una seduta ogni 15 giorni.

Gia' dalla seconda seduta sento che provo un'attrazione fisica nei suoi confronti, ho resistito molto a dirlelo, ma alla fine mi sono fatta coraggio, mi ha visto che stavo male per questa cosa, ma lei non si e' espressa a riguardo...da quel momento ho pensato che era meglio non andarci piu', ma alla fine ho sempre preso appuntamento.

Nelle sedute successive non ne abbiamo piu' parlato di questa cosa, non so cosa pensa lei di me ora, mi trovo molto imbarazzata e mi sento 'stupida', sa che mi piacciono le donne e non vorrei che pensasse delle cose brutte su di me.

Non ho avuto molti miglioramenti da quando sono con lei, ma al momento abbandonarla non ci riesco proprio...non so nemmeno come dirlelo...non vorrei che poi mi pentissi in futuro e l'idea di iniziare un altro percorso con un altro psicologo non ne sono convinta...

Penso sempre a lei giorno e notte, e' un tormento e non so gestirlo piu' di tanto penso anche perche' nei sentimenti sono una vera e propria catastrofe, sono stata innamorata di donne che non mi hanno mai corrisposto e ho paura ancora di soffrire molto.

Temo anche di una sua reazione negativa nei miei confronti e se succedesse la cosa mi farebbe stare ancora peggio.

Ho letto su internet che questa cosa si chiama transfer ed e' piuttosto normale.

Grazie a chi mi rispondera'.

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Elena, si, quello che lei ci racconta prende il nome di Transfert, ed è una reazione possibile durante il processo terapeutico. E' importante non confondere il Transfert con un vero e proprio proceso di innamoramento, poichè finchè esso svolge una funzione di consolidamento della relazione terapeutica è una parte integrante della terapia, quando invece viene investito di altre intenzionalità o significati finisce per esserne un ostacolo. Per prima cosa non si giudichi e non lo tema e provi a riparlarne con la sua psicoterapeuta. Sono sicura che insieme troverete la modalità migliore per come proseguire.


Cordialmente


 

Salve Elena,


può capitare quello che tu stai sperimentando. Immagino che la tua psicologa stia agendo nel modo migliore per tutelare la vostra relazione terapeutica, in quanto da professionista posso dirti che il bene del paziente si pone al primo posto. Detto ciò, mi ha colpita la frase: "Non ho avuto molti miglioramenti da quando sono con lei". Probabilmente parlerei anche di questo con la tua terapeuta. Non ho idea del percorso che avete iniziato nè da quanto tempo, ma su questa tematica credo che valga la pena soffermarsi: rivedere gli obiettivi di lavoro stabiliti insieme e pensare ai prossimi passi da fare. Se non percepisci miglioramenti nella tua vita allora bisogna capire come/cosa fare per ottenerli, anche se ciò implichi un invio ad altro professionista.


Rimango disponibile per ulteriori dubbi o domande.


Cordiali saluti.

Buonasera, un transfert, anche quello erotico, è un buon presupposto per l'inizio di un lavoro psicologico. Non si imbarazzi, ma al contrario, insista per parlarne, anche dettagliatamente, magari ponendo il desiderio in relazione a quelle che sono state le sue recenti delusioni amorose; vedrà che nonostante la cadenza bisettimanale, riuscirà a incanalarlo nel senso e nel contenuto.
Cordiali saluti

Buongiorno Elena,


ci sono diversi aspetti su cui La inviterei a porre attenzione.


1. Che possa accadere per un/una paziente di provare attrazione per il/la professionista che lo segue, certamente questa è una cosa possibile. Ma la domanda che pongo a Lei è: Elena, Lei che cosa voleva ottenere dalla professionista dichiarandole La sua attrazione?


2. Il/la professionista ha una sua vita personale privata.


3. "Non ho avuto molti miglioramenti da quando sono con lei". Questo è senz'altro oggetto di lavoro Suo in psicoterapia. Capire quali meccanismi Lei stia mettendo in atto per ottenere dei cambiamenti significativi (rispetto alle ragioni che l'hanno portata a richiedere l'aiuto professionale), così come comprendere quali ostacoli Lei sta agendo per "sabotare" il suo percorso di sviluppo personale, sono senz'altro degli aspetti da approfondire con la sua terapeuta.


4. "Penso sempre a Lei giorno e notte": anche questo è un punto focale del Suo lavoro da affrontare in terapia.


............


AugurandoLe un buon proseguo di lavoro, La saluto cordialmente.


Ps. Affronti con fiducia le sue tematiche!


 

Salve Elena


può accadere in una terapia di innamorarsi del terapeuta (donna o uomo non ha importanza). Si chiama transfert, è normale e la collega saprà gestire tranquillamente il momento.


Ne parli liberamente ed utilizzate il transfert come elemento di lavoro.


Ci vada tranquillamente e proponga l'argomento. Se la collega non volesse affrontare la questione, è lei che ha una difficoltà e ne può parlare col suo supervisore.


Elena comunque non se ne deve occupare lei.


Mi faccia sapere e coraggio!

Cara Elena, è giusto quello che hai letto  relativamente al trasfert in psicoterapia!! Il trasfer parte dal concetto di 'spostare' perchè nel trasfert il paziente sposta/trasferisce sull'analista/psicoterapeuta i propri conflitti interni, causati dalle relazioni vissute dal paziente (soprattutto nell'infanzia).


Il tuo innamoramento verso l'analista potrebbe quindi  essere dovuto al trasfert, come tu stessa hai rilevato. Tuttavia questo fa parte integrante della terapia stessa e ti consiglio di riportare tutto il tuo pensiero, tutta la  sofferenza - che stai vivendo per questo tipo di 'innamoramento' - alla psicoterapeuta poichè è insieme a lei - durante la seduta - che dovete elaborare quanto sta accadendo in te, quali sentimenti, quali vissuti e quali sofferenze ti stanno attualmente coinvolgendo. Insomma devi assolutamente parlarne con l'analista. Non aver timori cerca di aprirti con lei ed insieme deciderete il da farsi. Con i miei migliori auguri ti saluto cordialmente.    

Gentile signora, la sua psicologa deve rispondere al suo trasfert con il contro-trasfert. Lei non deve sentirsi giudicata - soprattutto dalla Sua psicologa - e deve essere in grado di essere se stessa e manifestarsi nella sua interezza. Se la gestione di questa “attrazione” non viene ben fatta cambi rotta e si rivolga ad un’altra collega per ristrutturare la sua dimensione affettiva, considerato il fatto che lei si definisce “una catastrofe”. Continuare ad andare da questa psicologa se non chiarisce bene la sua realtà non le consente alcun percorso ed alcun miglioramento. Poi...decida Lei. Auguri

Il transfert,  o traslazione, è un meccanismo mentale per il quale l individuo tende a spostare schemi di sentimenti, emozioni, pensieri da una relazione significane passata ad una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale. In psicoterapia e uno strumento molto potente che va utilizzato proprio a fini terapeutici. Non bisogna che lei faccia finta di nulla così come non dovrebbe far finta di nulla la terapeuta. Probabilmente queste forti risonanze emotive che lei prova sono proprio il nocciolo della sua sofferenza affettiva ec relazionale.  Ne parli con la sua terapeuta, ma in termini clinici, per capire se stessa ed anche che cosa, nel suo modo di porsi, faccia trasparire la sua insicurezza o impacciò relazionale. Utilizzi quindi al meglio questa opportunità on quanto nella relazione terapeutica potrà sperimentare l impatto che ha verso l altro senza essere rifiutata e ne giudicata.

Buonasera Elena,


Si, è piuttosto normale che si attui un transfert verso il proprio terapeuta, poiché nella terapia individuale avviene una relazione tra due persone che entrano in una confidenza molto intima nonostante una delle due parti si esponga di meno. Il lavoro terapeutico dovrebbe essere fatto sulla relazione stessa, perciò credo che lei abbia fatto molto bene ad esprimere i propri sentimenti, in quanto sono essi stessi di aiuto per conoscersi meglio. Credo che la sua terapeuta non abbia riscontrato delle difficoltà nell'accettare questo suo sentimento perché se così fosse l'avrebbe certamente inviata ad un altro professionista. Perciò le suggerisco di esprimere ciò che riesce con onestà, così come ha fatto finora, in modo magari da comprendere anche meglio le difficoltà che dice di riscontrare nelle questioni sentimentali, direttamente nella gestione dei suoi sentimenti per la sua terapeuta.


Le auguro un buon lavoro e una vita serena.


 


 


 


Dott.ssa Michaela Mortera

Salve Elena, 


I sentimenti che si provano durante una psicoterapia nei confronti del terapeuta, di qualsiasi natura essi siano, prendono il nome di transfert come tu stesso affermi e sono il risultato della relazione  terapeuta - paziente, della storia di vita di quest'ultimo e delle sue proiezioni interiori. Al di là dall'essere un intralcio alla terapia ne costituiscono un aspetto fondamentale per il suo progresso.


Ti invito a parlare perciò di nuovo liberamente, senza remore e preoccupazione,  con la tua terapeuta di ciò che provi, anche dell'imbarazzo che ti porta a chiuderti e a non esprimerti Sono sicura che la mia collega saprà utilizzare tutto ciò adeguatamente all'interno del contesto professionale e per i fini terapeutici di cui hai bisogno.


In caso contrario, ciò se la tua terapeuta continua a colludere con il tuo atteggiamento di chiusura e non affronta apertamente ed adeguatamente la situazione, ti invito a cambiare terapeuta perché difficilmente una terapia così impostata porterà i benefici desiderati.


Sperando di esserti stata d'aiuto, resto a tua disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.


 

Ciao Elena, penso sia normale innamorarsi del proprio terapeuta, questo fenomeno si chiama transfert. Io ti consiglio di parlare di questo con la tua terapeuta, lei ti aiuterà ad elaborare questa emozione in modo che la possa vivere come elemento positivo e non come ostacolo. Spero di esserti stata utile e per qualunque chiarimento puoi ricontattarmi ciao. 

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